Prima il Miglio, poi l’Americana

Ieri sera a Biassono, ho partecipato alla prima edizione di un trofeo che prevedeva il miglio e l’americana. Non avendo pretese, ben conscio che  entrambe le gare, a numero chiuso, avrebbero visto la partecipazione di fior fior di atleti italiani e marocchini, raggiungo Biassono alle ore 20,30 privo di una preparzione atletica adeguata, privo di cronometro, ma colmo di entusiatiche aspettative per una serata di atletica che si preannuncia spettacolare. E qui incontro e riconosco un amico di podisti.net, l’ottimo Nicolap, al secolo Nicola Pellizzari, col quale mi riscalderò in vista della prima gara.

Il miglio prevede 4,5 giri attrono ad una piazza nel pieno centro di Biassono. L’americana, per chi non la conoscesse, è una gara che prevede 30 giri da 250mt: si alternano un giro lento dietro una “safety bike” ed un giro veloce con tanto di campanella che preannuncia lo start. Alla fine del giro veloce l’ultimo della volata viene eliminato. Cosicchè ci si ritroverà in soli 5 atleti (certamente i più resistenti e i più veloci e i più scaltri) per un ultimo giro all’ultimo sangue!

Spettacolo puro dunque. E atletica di alto livello. Si pensi che verranno eliminati atleti abituati a primeggiare in molte garette classiche in strada.

Vi alla prima gara. Ore 21. Mi sfianco col miglio (pur avendolo impostato ad un ritmo non elevatissimo per preservarmi per l’americana), ma mi diverto molto. Concludo 13° su 20, con un mediocre tempo di 5’46”. Il primo, Brahim Chatoui, è giunto al traguardo con oltre un minuto di vantaggio su di me!!!

Mi diverto moltissimo invece, 10′ dopo, partecipando con l’americana. Scelgo, come già avevo fatto in una gara di cross quest’inverno, di dare tutto all’inizio, per godermi la gara dalle prime linee e provare il brivido di stare di fianco ai marocchini almeno all’inizio …. per poi schiattare poco dopo.

Avendo un discreto passato da velocista, la cosa più o mneo mi riesce .

Primo giro lento, dietro la macchinina a pedali che tiene il gruppo compatto e tranquillo.

Poi campanella e via al giro veloce.

Tengo l’interno della prima curva, vengo spinto e sgomitato alla seconda curva, ricambio le  botte alla terza e cambio passo verso lo sprint che ci porterà più o meno compatti al traguardo del primo giro sprint. Reggo bene la prima volata in linea con i più forti, ben distante dall’ultimo posto. E via a casa il primo eliminato. Non sono io.

Giro lento per rifiatare, mi accorgo di sentirmi bene.

Campanella e via al secondo giro veloce. Non mi faccio sorprendere e addirittura detto io il ritmo dopo la seconda curva. Butto via tutte le energie, ma al traguardo ne ho solo uno davanti e gli altri 18 tutti dietro. Che goduria! … e che illusione! Il sogno, non poteva che esserecosì, dura poco. Il prossimo giro la safety bike pensa male di farlo a ritmo sostenuto, volano bestemmie da parte di qualche compagno di corsa, mentre io non ho più neanche il fiato per incazzarmi.

Il giro successivo mi accorgo che ho le gambe fresche ma non il fiato, e il solo pensiero di dover propseguire in un questo vortice di giri lenti (si fa per dire) e sprint mi da la nausea. 

Il giro successivo l’atleta che deve andare a casa, difatti, sono io.

Mi consolerà  – a conferma dell’alto livello dellla gara appena conclusa per me – osservare che ai giri finali non arriveranno neanche atleti come Mininno e Maiorano.

Inizia la seconda fase del divertimento! Quello di veder ogni due giri, gli sprint di atletoni tra cui spicca su tutti Abdelhadi, con delle progressioni da paura. Faranno solamente da “comparsa” Nasef, Mokraji, Romeo, ecc.

L’organizzazione, giovane e inesperta, ha avuto il merito di organizzare una gara originale e spettacolare.

L’anno prossimo mi preparerò meglio, per poter fare almeno un paio di giri in più, al fianco di questi campioni.

Alla prossima.

Prima il Miglio, poi l’Americanaultima modifica: 2007-07-13T16:00:00+02:00da pandanilo
Reposta per primo quest’articolo