Fatto!

Non mi piace lasciare le cose in sospeso.

Stamattina lle ore 5,00 sveglia in punto prendo una canotta, una t-shirt e un paio di maglie a manica lunga e vado in auto a  Bolognano, da dove partirò per un allenamneto verso il  monte Stivo, quota 2020 s.l.m.. Circa 1300 mt. sopra i tetti dell’Eremo di San Giacomo, abituale meta dei miei allenamenti sulla montagna tridentina.

La settimana scorsa non ero riuscito ad andare fino al rifugio per mancanza di tempo del mio amico Ben. Ci eravamo andati vicino, ma soprattutto eravamo partiti da 1200mt circa, con un dislivello e un chilometraggio decisamente ridotto rispetto all’allenamento che mi metto in testa di completare oggi.

E oggi non ce n’è di scuse! Devo partire dal BASSO e arrivare in ALTO. Costi quel che costi!

La meta è il Rifugio Marchetti, che si raggiunge dopo circa 18 km, molti su asfalto e tornanti vertiginosi, e dopo aver affrontato un dislivello di circa 1900mt. Per un totale tra andata e ritorno di circa 36 km. Non  hp mai superato i 23 km, e comunque sempre su percorso pianeggiante o sui colli della Brianza, dalle mie parti.

Oggi schiatto, mi dico! Va bene, schiatta pure, ma arrivi lassù, e poi torni giù. Punto e basta.

DETTO….FATTO!

(Tra il dire e il fare, qui c’è di mezzo …il monte, e circa 2000 kcalorie perse!)

2 ore e 40′ per l’ascesa e ben 2 ore e 10′ per la discesa, lenta, a causa di un dolorino al ginocchio sinistro. Dei 36km, 8 km sono su sterrato con massi di ogni tipo e dimensione (ci è scappato anche un calcione involontario che mi ha rotto un’unghia!).

Ma giunto in cima, al Rifugio Marchetti ho goduto 5 volte:

1) mi sono seduto

2)ho mangiato uan fetta di crostata

3) ne ho mangita un’altra (che buona)

4) ho bevuto un bruleè alle mele, arance, e aromi vari. Caldo, perchè ero infreddolito (mentre nelle stesse ore il mio Gargano drammaticamente brucia, con una temperatura di oltre 20° superiore a quella del Monte Stivo!)

5) il panorama è incantevole. Si vedono un paio di Monti che mi dicono essere alti 3500 mt., coperti di neve, che quasi la tocchi. Si vede il Lago di Garda. Tutto. Dall’inizio fino alla fine. Che spettacolo!!!

Torno giù, per rientrare al lavoro, ma noto che la mia panza fa i “capricci”. Mi costringe a fare diverse soste per provare scongiurare ed esorcizzare l’incombente rischio dello squaraufertilizzante per i boschi, ma…dopo  un po’ devo fare la … “sosta tecnica”. Non posso proprio farne a meno. …per fortuna ho dei fazzolettini con me. La cosa era già successo una prima volta nel parco di Monza mesi fa ed ho imparato la lezione.

Ma  la “carta magica” del mitico ZIO, pur non avendola ancora provata, sono sicuro, dev’essere tutta un’altra cosa!

Rinetro in albergo, doccia, stretching e…al lavoro, con qualcosa in più nel cuore, e qualcosa in meno nella panza, da poter raccontare.

Alla prossima

Fatto!ultima modifica: 2007-07-25T16:20:00+02:00da pandanilo
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