Il ritorno del lattacido frazionato

Eccomi qua a scrivere di una due giorni di allenamento serrato, mercoledi e giovedi, in cui ho raccolto delle ottime sensazioni e in cui, contrariamente alle mie personali aspettative, mi sono reso conto che non sono messo poi così male, nonostante gli ultimi due mesi in forzato ridimensionamento delle uscite podistiche!

Ieri, in particolare, ho provato a ripetere il lavoro per cui il mio amico Max tanto mi prende in giro, cioè il “lavoro lattacido frazionato”: risacaldamento, stretching, allunghi e 8*500mt in un tempo medio di 2’00” per ogni frazione, con un recupero di 20″ da fermo. Sensazioni finali direi buone, avendo contenuto lo sforzo. L’impressione è che forse ho sottostimato la mia condizione atletica del momento, perchè la percezione dell’acido lattico non smaltito, che avrei dovuto avere per tutta la seduta, l’ho avuta solamente nelle ultime due frazioni, quando ho spinto senza esagerare, fino a fermare il cronometro a 1’51”.

Sono comunque ancora lontano dalla condizione che speravo di aver in questo periodo, ma spero che le dure salite di giugno e luglio diano pian piano i loro frutti.

Domenica dovrei essere a Carate, dove oltra ad una parte della Brigata Tapasciona, ritroverò il mio buon amico Mirkuzzo, alias Podista m.b.l., in quella che mi dicono essere tra le più belle e partecipate tapasciate dell’anno, in mezzo alle più belle ville e casali della brianza.

Alla prossima

I 34 anni del Panda

Oggi compio 34 anni.

E’ in corso su Podisti.net una serie di post di auguri, su un forum aperto dal mio inseparabile Amico Bamboo-Max, che mi diede questo soprannome a cui sono molto affezionato, oggi anche stampato sulla mia maglia da “Brigatista”. Mi sto godendo questa sequenza di messaggi di auguri. Oggi, forzatamente lontano dalla mia famiglia, da mamma e papà, da quasi tutti i  parenti, è davvero emozionante vivere questa virtual community, in cui gente che magari non hai ancora mai incontrato di persona, ti da con i suoi messaggi un po’ di affetto che va a coprire le carenze che ti porti dentro.

Ringrazio qui, nel mio intimo blog, tutt le persone che carinamente mi hanno fatto gli auguri. Oggi non corro.

Domani si ricomincia, e stavolta sul serio.

Alla prossima

Sòrbole…ma dov’è Tòrbole?

E’ appena trascorsa la mia prima settimana a km ZERO!!! I lavori in casa e gli impegni di lavoro mi hanno impedito di trovare tempo ed energie (fisiche o mentali) per andar a fare anche soli 100mt di corsa…non mi era mai successo.

Da ieri per lavoro sono a ncora ad Arco, in Trentino. Ci rimarrò fino a mercoledi, dunque provo, lontano dlla famiglia (sigh!!!) e dai lavori in casa (yeah!!!) a riprendere le buone abitudini. Dopo una giornata intensa di lavoro e quasi 400 km in macchina, decido che si può provare a corricchiare alla ricerca di un nuovo percorso. Infilo scarpette, mi fiondo giù dall’albergo e parto alla riecrca di Tòrbole, frazione – mi dicono-  tra Arco e  Riva del Garda. Percorro una ciclabile frequentata da podisti e ciclisti, costeggiando il fiume Sarca che – mi dicono – si riversa nel lago di Garda, in località, appunto, Tòrbole.

Pronti via, l’astinenza da corsa mi regala buone sensazioni mentali e fisiche, ma dopo 10′ di corsa mi accorgo che ho un passo euforico troppo sostenuto; mi dico, vabbè ci siamo quasi, arrivo a Tòrbole e torno indietro, che sarà mai, spingo ancora un po’…e ancora un po’ e ancora un po’…risultato: dopo circa 25′, di Tòrbole neanche l’ombra, e allora mi decido a tornare indietro per chiudere in un 3/4 d’ora di corsa dignitosa. Ma, ovviamente, le sorprese non finiscono. Mi sento improvvisamente svuotato di energie, e mi produco nel mio più classico degli allenamenti: parto per fare un “progressivo rigenerante” e finisco per fare un “regressivo deprimente”, ovvero rallento il ritmo anzichè aumentarlo nella seconda parte dell’allenamento, a prescindere dalla sua lunghezza. Non ci sto, e allora provo ad alternare 2′ di corsa veloce e 1′ di corsa lenta, per provare la sensazione di aver le gambe che sanno ancora spingere copn brillantezza. E così, di questo passo, arrivo in albergo stanco, affaticato, ma appagato…

Dopo 7 giorni di stop forzato, ho ripreso a correre, ora spero di tornare presto ad una condizione dimenticata.

Alla prossima

Bis…di salamella e allenamento

Una settimana, la penultima spero, di sbattimenti per i lavori in casa (definirla un cantiere aperto renderebbe meglio l’idea) mi ha impedito di correre. L’unico “spazio” l’ho trovato domenica, per correre con Daniele e Max una mezza maratona ad Inzago, iniziata come tapasciata, ma poi avendoci appioppato il pettorale per una contestuale competitiva, terminata come una vera competitiva con tanto di progressione finale, che ci dice senza esitazione alcuna, che col fresco stiamo rinascendo e la condizione di ognuno di noi sale!

Al ristoro finale, spettacolarissimo panino con salamella alla brace (richiesto ed ottenuto il bis)  innaffiato con un bel bicchiere di vino rosso… Ma fosse finita lì!

Con un bel pancione pieno, vado a pranzo a Cambiago dai miei cognati, e lì, un cognato alle prime armi con la corsa mi propone di accompagnarlo per un giretto tranquillo e non troppo lungo nella campagna lì intorno. Alla fine saranno altri 7 km a passo di defaticamento.

Pranzo, pomeriggio devastato dalla stanchezza e soddisfazione per il mio primo bis (oltre a quello della salamella) di allenamento nella stessa giornata.

Spero nella settimana appena iniziata di poter distribuire meglio i chilometri ed riprendere finalmente con qualche lavoro di qualità. L’inverno è a due passi, non ho più l’alibi del caldo.

Alla prossima