Forza Mario!

 

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Stamattina ho saputo che il nostro mitico “Tapamariolento”, come lo chiamiamo con immenso affetto e stima noi della Brigata Tapasciona, è stato “fermato” in questi giorni durante un controllo cardiaco ed è stato ricoverato d’urgenza: e d’urgenza gli hanno applicato due bypass…

In attesa di potergli fare visita presso il Policlinico di Monza, dove pare si stia già riprendendo molto bene, da gran leone e lottatore tosto qual è, sono certo di interpretare l’animo di tutta la Brigata e di tutto il nostro gruppo sportivo I Gamber de Cuncuress, nel sussurrargli:

“Forza Mario!” 

con quella stessa voce pacata con cui lui, con immensa gentilizza d’altri tempi, ha sempre dispensato suggerimenti e raccontato, a chi glielo chiedesse, di storie di corsa, di fatica, di passione. E proprio grazie alla passione comune, pur avendo circa 40 anni di differenza, mi è capitato più d’una volta di correre insieme ed insieme a lui sorridere, spensierati. Con quella stessa passione, certamente Mario saprà tagliare il suo ennesimo traguardo, il più importante.

Ancora Forza, Mario.

Dolore e morale … sotto al …gluteo

…per non dire qualcos’altro. L’obiettivo dell’anno dista 22 settimane ed ho iniziato a lavorarci solo da 2. Il primo mese aveva come obiettivo dichiarato la trasformazione della resistenza generale basata su meccanismi aerobici in una resistenza di tipo più specifica basata su meccanismi anaerobici (quelli che servono per fare un bel 400mt), passando attraverso una serie di sedute di velocità breve e di potenziamento a carico naturale. Il rischio principale era  l’INFORTUNIO….appunto. 

E’da alcuni giorni che fingo di non sentire un fastidio sotto il gluteo sinistro, nel punto d’attacco della coscia, e ieri quel fastidio è diventato un dolore piuttosto intenso. E’ il lato delle mie ernie al disco, spero sia solo un caso. Sembrerebbe uno stiramento (o una contrattura??? bohhh…). Lunedì ho incrementato notevolmente gli esercizi di potenziamento e ieri ho provato in pista un lavoro che mi è riuscito solo in parte. Prevedevo di fare un 3x4x300mt in 50″-52″(recuperi 3′ tra le ripetute e 6′ tra le serie), ma dopo il primo 300 ero già in diffcioltà organica. Il dolore di oggi non credo c’azzeccasse molto…risultato, sono riuscito a fare solo 2x4x400, con una media di 53″. Troppo alta la media, troppo poche 8 ripetute su 12 previste. Ma ieri, ero al limite. Inutile cercare scuse. Questo è.

Mi aspettano ancora una decina di sedute di carico prima di arrivare alla settimana di scarico, ma non so quanto durerà questo riposo forzato. Pooorca p……!!!

Alla prossima   

Il cross che non t’aspetti

Ore 12,30 mollo il PC, prendo zaino, casco e monto sulla moto per dirigermi verso il Campo Giuriati. Ho sonno, sono stanco e anche un po’ affamato. E oggi il programma prevede un impegnativo 3x4x300mt in 50″, con recuperi di 2’30” tra le ripetute e di 6′ tra le serie. Ma appena giungo al campo noto uno scenario strano. Transenne, un mucchio di gente, un tizio col microfono e percorsi “nastrati” tra i campi attorno alla pista e nella pista stessa. Capisco che c’è una gara. Noto che la pista è semioccupata, segno che la garetta passerà ache sul tartan. Deve trattarsi di una specie di cross.

Tentenno un attimo, penso di tornarmene in ufficio, deluso, ma poi decido che intanto mi cambio e poi qualcosa farò. C’è il sole e non voglio sprecare una giornata così. Mentre infilo le scarpette, penso che dovrò improvvisare una seduta di allenamento alternativa, vado in pista, mi avvicino alla calca di podisti e chiedo cosa è stato organizzato. Un tipo mi risponde che c’è un cross su 3 giri da un kilometro circa, per un totale di 3000 metri scarsi. Bene, anzi male. Non c’azzecca niente con quello che dovevo fare, ma non faccio quasi in tempo neanche a pensarlo che sento….TRE…DUE…UNO…BANG!!!

Mi trovo in coda al gruppo, non mi sono scaldato, non mi sono neanche iscritto … ma l’istinto mi suggerisce di partire. E allora vado, tranquillo al primo giro, tra fango e tartan, accelero un po’ e vado in progressione sul secondo giro, e poi chiudo il terzo in spinta. Tempo totale 11’16” e una media di 3’35” a giro.

Senza aver capito molto, ho già semi-esaurito molte delle mie energie disponibili ma mi sono proprio divertito. Sarà stata l’assenza totale della tensione pre-gara?

Rientro nello spogliatoio per la doccia, ma mi accorgo che ho ancora del tempo disponibile prima di rientare in ufficio. Che faccio? Ma sì…quasi quasi…mi faccio qualche 300. Decido di osservare scrupolosamente almeno 8′ di recupero dopo la garetta improvvisata, intanto stanno anche liberando la pista e quindi … 7’58”, 7’59” … VIA: rettilineocurvarettilineo e stop!!! 56″. Ho il cuore in gola ma seguiranno un 51″ e ancora un 51″. 

E sono stanchissimo. Ma soddisfatto. Ad averne pause pranzo così!!!

Non so a quanto possa esser servito questo allenamento del tutto improvvisato, ma va bene così. Per divertirmi mi sono divertito, e questo, per ora, mi basta.

Alla prossima

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Ho “scoperto” il Giuriati

 

Sapessi com’è strano…preparare un 400…qui a Milano…a Milaaaanoooo…

E’ la canzoncina che canticchiavo oggi alle ore 12,30, mentre pensavo che 10 anni fa non c’era quasi giorno in cui non splendese il sole a Napoli, allo stadio San Paolo, dove per la prima volta calpestavo il tartan di una pista d’atletica regolamentare. Oggi invece, pioveva da dio!

Facciamo un passo indietro: avendo ricevuto il 2 di picche per una pizza a pranzo con un amico, ed essendo costretto a saltare l’appuntamento serale con la corsa per impegni familiari, mi sono ingegnato e … ho “scoperto” una bella pista nota a molti, ma non a me: il Campo Giuriati.

La pista è a soli 3-4 km dal mio ufficio, tradotto vuol dire 5 minuti in moto, e con 2,60 € hai diritto anche alla doccia.

Alle ore 12,30 quindi, incurante della pioggia insistente, prendo la moto e mi fiondo in questa struttura. Parcheggio, mi cambio, infilo guanti e cappellino (regali della mia Principessa!) ed entro in pista (che emozione, ogni volta!!!). Se si fa eccezione per la prima corsia che è un po’ “sfruttata”, il tartan è in buono stato, gli spogliatoi sono accoglienti, peccato manchi l’asciugacapelli…e scusate se è poco, in una giornata piovosa come questa….

Comunque, mentre noto che i soliti podisti ultra-cinquantenni sono tra i più accaniti frequenatatori dei campi d’atletica (alla faccia del fatto che oggi il Giuriati è una delle principali strutture del CUS, Centro Sportivo Universitario), mi riscaldo (si fa per dire) e mi metto alla ricerca dei segni dei 30, dei 40 e dei 50 mt, per la mia seduta che oggi prevede Velocità breve. Non li trovo. E considerando che ho dimenticato pure il cronometro, me ne fotto e parto verso un 4x(piùomenotrenta, piùomenoquaranta e piùomenocinquanta metri). Nella quarta serie mi concedo anche un piùomenosessanta metri. Non ho indossato le chiodate perchè bagnare le mie nuove new balance già mi è dispiaciuto, ma bagnare anche le diadora da pista sarebbe stato un “colpo” insostenibile.

E’ stata la mia prima volta al Giuriati in pausa pranzo, mi è piaciuto, quindi credo che non sarà l’ultima.

Messaggio privato: Max … se ti va ci organizziamo e qualche volta ci andiamo insieme. Che ne dici?  (…ora ne sentiamo delle belle!!!)

Alla prossima

Tifosi … veraci

Domenica mattina ore 11, sotto una pioggerellina sottile, a seguito del circuit training, ovvero degli esercizi vari di potenziamento fatti in casa, sono andato in strada, in Via Pascarella, una piccola stradina privata lunga non più di una sessantina metri a terminare la mia seduta di allenamento che prevedeva velocità (3×30-40-50mt). Una seduta come questa, tipicamente andrebbe eseguita in pista, ma avendo ospiti a pranzo, non avevo tempo di cercare una pista aperta di domenica (ammesso che ce ne siano)  tra gli impianti sportivi nelle vicinanze di Monza.

E così, mentre eseguo le mie ripetute di velocità breve, nella pausa di recupero tra l’una e l’altra, sento una vocina che dice: “cos’è successo? è finita la benzina?” Alzo la testa in direzione della voce e vedo un signore anziano che al secondo piano, dalla finesra di casa sua, osserva, divertito e incuriosito, il mio allenamento. Durante la successiva ripetuta, sento una seconda vocina che dice:” almeno stai migliorando o peggiori di volta in volta?“. Alzo ancora la testa e vedo una signora anziana, di fianco al signore di prima, presumibilmente sua moglie, che mi osserva con un sorriso materno. Rispondo qualcosa con quel po’ di fiato che ho in corpo buttandoci dentro la massima cordialità che posso, divertito anche io del fatto che una simpatica coppietta di anziani non abbia di meglio da fare che osservare i miei sprint. Un po’ mi imbarazza, mi vergogno un pochino, ma tutto sommato non mi spiace questa “inaspettata intrusione” nel mio allenamento, e porto a termine la seduta, rilevando con il mio cronometro i tempi delle 12 ripetute.

E così, come Rocky o Cassius Clay raccoglievano i loro tifosi durante i loro allenamenti per la loro sfida del momento, nel mio piccolo, anche a me capita di avere dei tifosi molto particolari. Dopo le “signore di colore in cerca di clienti occasionali” che inneggiavano con un “ciao beloooo” o “vai belesssa“, mentre facevo alla sera ripetute sui mille intorno allo stadio di Monza, è ora la volta della coppia di signori anziani e garbatissimi affacciati alla finestra.

Ore 11,20 circa, rientro a casa divertito, e mentre faccio una calda doccia ristoratrice, penso che ho anche io i mei pochi tifosi … pochi sì, ma … veraci.

Alla prossima

Gennaio 2008, Fase 1: “La Metamorfosi”

E’ iniziata la prima settimana del primo mese della “metamorfosi”, che durerà – complessivamente – circa 6 mesi. Le fibre lente dovranno iniziare a lasciare il posto a quelle veloci (…se ce ne sono ancora). E allora per la prima volta ho inanellato un lunedi, martedi e mercoledi di allenamenti fatti di poca corsa, molto potenziamento, tanta tecnica e stretching per recuperare forza, elasticità e succesivamente la rotondità della corsa che da oltre un anno è solo “radente” ed “economica”. Potenziamento a carico naturale, velocità breve, salite e prove lattacide mi faranno compagnia per le prossime settimane, sullo sfondo degli impianti sportivi di Villasanta, Monza e  Concorezzo.

La media dei km settimanali si ridurrà notevolmente fino ad arrivare a 18-20 km al massimo. Ma intensi. Km di “qualità”.

E’ dunque inziata, la “metamorfosi”: i dolori nuovi ai glutei, agli adduttori ed altri muscoli che neanche pensavo più di avere, me lo ricordano da un po’ di giorni. Ed io sono sempre più immerso nella visualizzazione del lavoro che mi aspetta giorno dopo goirno, cercando di distrarmi dall’obiettivo finale. Per evitare di farmela addosso.

Alla prossima

Fra la terra e il cielo

Sospeso. 

A metà, tra la terra e il cielo.

Ecco come mi sento in questi giorni.

Prima delle festività natalizie mi sentivo in cielo, vicino alle stelle. L’entusiasmo di alcune considerazioni dovute all’esito dei più recenti allenamenti mi avevano proiettato verso un’ambizione altissima.

Durante le festività natalizie ho eseguito alcuni test su pista per verificare la situazione attuale e per poter fare delle scelte per il 2008. E’ per me l’anno  dell’esordio nella categoria Master. Per la FIDAL divento un MM35. E allora desideravo verificare quali ambizioni poter avere. Ho eseguito test lattacidi sui 200mt, sui 400mt ma anche sui 30mt e sui 60mt. Il risultato è stato molto al di sotto delle mie aspettative.

La mia ambizione era: esordire ai Campionati Italiani Master sui 400mt a Bressanone, per provare a farmi un regalo. 10 anni dopo aver ottenuto il mio personal best di 51″8 provare ad abbatterlo. Forse una follia, a 34 anni, quando il calo prestazionale è ovvio e scontato.

Anche il mio vecchio amico e allenatore Ciro credo sia rimasto deluso dal risultato del test sui 400mt: 58″6.  Circa 7 secondi da limare in poco meno di 6 mesi. Questo è quel che mi separa dall’obiettivo che mi sono posto. Avrei dovuto fare almeno 57″ per poter sperare. E sinceramente ero in cuor mio convinto di poter fare 56″, forse anche meno.

E’stata colpa della “suicida” distribuzione  delle energie (26″ il passaggio ai 200mt e poi il crollo nella seconda parte corsa in 32″)? No, non credo. Non più di tanto, almeno. Sarà stata colpa della totale assenza di lavori lattacidi e di velocità dal 1998 ad oggi? Del fatto che non calzavo le chiodate da 10 anni? Forse, ma non credo.

Credo, piuttosto, che oggi valgo quel tempo lì. Non di meno.

Basta questo a deprimermi? No. Però non sono più in cielo. Mi sento sospeso, ma non mi arrendo. Anzi.

A scavar con la pala dell’ottimismo, ho ottenuto anche un personal best sui 30mt, correndoli in 3″99. Cosa vuoi che siano gli altri trecentosettantametri???

Ora si ricomincia seriamente a frequentare la pista, a ri-familiarizzare con le chiodate, a “lottare col coltello tra i denti duranete le prove lattacide. E a giugno si vedrà.

Le carte sono in tavola. Scoperte. Io ce la metterò tutta.

Alla prossima