Ritrovata la gamba

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Da un paio di giorni sono tornato finalmente a correre come da tempo desideravo fare. Nessun acciacco mi inibisce, e posso finalmente tornare a correre sciolto e disinvolto. E la musica è subito cambiata. Il cronometro inizia ad essere un amico e non un nemico, torna a darmi soddisfazione, la pista mi accoglie anzichè rifiutarmi e, per usare espressioni tipiche del gergo ciclistico, ho ritrovato la gamba dei giorni buoni: la gamba, finalmente, gira come deve. Da un paio di giorni torno a compilare il diario quotidianamente, segnando allenamenti e tempi che torno a leggere con piacere ogni sera prima di addormentarmi, soddisfatto e appagato.

Insomma sono piccole cose che può profondamnet comprendere solo chiha la passione per la corsa. E ancor di più può comprendere chi, come me, ha un progetto: una sfida aperta. Che si concretizzerà a fine giugno, in un luogo a oltre 300km da qui.

Quel luogo si chiama Bressanone.

La sfida, si chiama “giro della morte”.

Alla prossima

Ritorno al futuro

Stamattina ho la compagnia piacevole di un bel “dolore simmetrico” al tricipite femorale sinistro e al tricipite femorale destro. Il gluteo sinistro, però, tace. E allora direi che è l’inequivocabile segno che, dopo il ritorno ad una seduta di velocità svolta ieri in pausa pranzo, l’infortunio che mi ha forzatamente fermato prima e rallentato poi, mi sta lentamente lasciando in pace. Quel dolore simmetrico e non più su un solo arto, è un normalissimo affaticamento dovuto ad una tipologia di allenamento che ho “disertato” per un po’ di settimane. Non posso che ringraziare di questa ripresa Ciro che, seppur a 800 km di distanza, mi ha suggerito come gestire al meglio con sedute “intelligenti” la cauta transizione verso la guarigione. Guarigione che, intendiamoci, non è completa ma pare decisamente ben avviata. 

E così ieri me la sono goduta: 26 lunghissimi minuti per riscaldamento e abbondante stretching, poi inanello in sequenza 3 serie per 3 ripetute sui 40 mt. Ripetute fatte con velocità graduale  e progressiva, senza “strappi” in partenza. E senza chiodate. Si va da un lento 6″13 del primo sprint ad un decente 5″24 dell’ultima ripetuta. Non molto distante dal mio personal best sulla distanza.

Poi, la tabella prevedeva un buon 300 con chiodate, se non avessi avuto problemi negli sprint sui 40mt. Non ne ho avuti, dunque indosso la tuta per tener caldi i muscoli e con calma aspetto che trascorrano 10′ di recupero mentre calzo le mie nuove adidas color arancione, “ferrate” con 14 chiodini da 7mm. Sfilo di nuovo la tuta. 9’58”, 9’59”, 10 minuti.  Parto.

Imposto il primo tratto rigorosamente in progressione controllata, senza strappi o cambi violenti di velocità. Proseguo nella progressione e giungo al traguardo. Contavo in un 43″-44″, ma viene fuori addirittura un 42″56. Buono, soprattutto perchè è stato un 300 tuttaltro che massimale. Lontano anni luce dal mio pb di 37″ e rotti, certo, ma mi manca ancora la resistenza alla velocità. Tutta da costruire.

Sono tornato a correre un po’ veloce, e ne sono felice. Oggi, a fine febbraio, avrei dovuto essere un bel po’ più avanti nel programma, ma il futuro è stato forzatamente rimandato. Capita. Da ieri però mi sento finalmente di nuovo “in pista”. E ispirato.

Alla prossima

Week end brianzolo

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Doveva, o poteva, essere il week-end del ritrovo della Brigata, ma tra impegni vari di molti, sabato pomeriggio, in occasione della penultima tappa del cross brianzolo nel parco di Monza, vado da spettatore, ma incontro solo una parte degli amici. E così, nella prima fase della competizione mi ritrovo a fare il tifo per il Compa, che accompagnato da Giampi segna la “prestigiosa coda” del serpentone di atleti del primo turno. Entrambi con la mitica maglia della Brigata. Poco dopo intravedo una raggiante Sabrina, che è riuscita a non perdersi,  senza il suo Marco, conosco anche TurboGianlu e fidanzata, rivedo TapaMariolento (straordinario!) in raggiante forma e in divisa Gamber e il mitico Roberto Fotoquick Mandelli, che è l’autore della foto sopra, scattata in barba al Presidente della Brigata. Così impara a saltare i “ritrovi” della Brigata, nella sua città e nel suo parco.  …. Tiè!!!

Qualche ora prima, al mattino, per la cronaca, grazie all’illustre guida del Podist M.b.L. ero andato a fare un giro tutto brianzolo (http://digilander.libero.it/podistibassolivello/Tabella%20Giro%20ufficiale%204.html) durato poco più di un’oretta, tra Sovico, Triuggio e Carate. Ci scappa una “signora escursione” su una salitona di 400  mt circa, con pendenza media attorno al 18% circa. Fatta due volte. In èpoco più di 2 minuti. Una goduria.

E questa settimana, dopo un mese di astinenza forzata, si riprova con la velocità in pista. Speriamo bene.

Alla prossima 

Ricomincio da … 300

Circa un mese fa l’infortunio (http://runnerpanda.myblog.it/archive/2008/01/23/dolore-e-morale-sotto-al-gluteo.html), manifestatosi dopo una seduta basata su 2x4x300mt con recuperi da 2’30” e da 6′ tra le serie. Media 53″ e rotti. Anzi…”rotto”.

Dopo un mese di semi-calvario e tanta pazienza e buon senso, oggi al Giuriati ho voluto provare la stessa seduta, come segno (e tentativo) del ritorno alla normalità. L’infortunio non è del tutto scomparso, ma alemno da alcuni giorni riesco a correre decentemente.

E così, un po’ stanco per la seduta di potenziamento di ieri, e per i tanti km in auto macinati negli ultimi giorni, sono stato tentato di saltare la seduta odierna, in favore di un meritato riposo. Ma una “vocina” mi ha suggerito (…via mail) di andare a correre, vista la bella giornata: e allora, violentandomi un po’, ci ho provato.

Me la “prendo comoda” nella prima serie, con una media di 57″11, media alta ma rispetto ad un mese fa ho ridotto il recupero tra le ripetute da 2’30” a 2′ netti. Sento le cosce molto “intufate”, ma nessun dramma.

Recupero di 6′. 

Nella seconda serie provo ad accelerare un po’, mi ridurrò ad un mezzo rottame, ma inanello tempi più bassi: 52″91, 52″87, 52″94 e 54″33. Il gluteo e il tripite femorale sx fanno un po’ male. Ma poco. Torno in ufficio soddisfatto.

Domani vengono a torvarmi i miei genitori da Foggia e  staranno da me per un po’. Non sto nella pelle. Non li vedo da Natale.

Ingannerò l’attesa guardando il “boicottato cross del brianzolo” al parco di Monza, e sperando – considerando i tempi che corrono in queste settimane – che la FIDAL non si accorga di me decidendo così di diffidarmi, sottraendomi alcune diottrie come forma di penalizzazione per aver partecipato come osservatore ad una gara che non è nel calendario FIDAL ….

…alla prossima

Besana by night

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Nella fredda ma bellissima serata di ieri, si “consuma” il passaggio del testimone tra il Panda e lo Zio. O, rubando una battuta, ieri “lo Zio ha fatto un occhio nero al Panda”.

Era previsto che avvenisse a breve, ma con grande stupore e piacere, devo constatare che lo Zio ha recuperato molto in fretta dal suo stato di “infortunato e svogliato” del 2007, raggiungendo con poche uscite una condizione già molto buona, seppur abbia ancora certamente molto margine di miglioramento.

E così, alle ore 19, dopo una lunga giornata di lavoro di entrambi, ci incontriamo a Besana, a metà strada tra Monza e Albese, per eseguire una seduta basata su 9x500mt in 1’50” circa di media, con recuperi brevi da 20″/30″ (ci riuscirà solo lui, io farò un po’ peggio), più un ultimo 500 tirato a palla, dopo 5′ di recupero. Poi ancora 4’30” di reupero e un 200mt a palla. La buona notizia per me è che il gluteo  e il tricipite femorale mi hanno fatto correre senza farsi sentire. A dirla tutta, hanno “qualcosa da dirmi” stamattina, ma è poca cosa e la concedo loro, perchè ormai dopo un mese di calvario, forse la guarigione completa è davvero vicina.

Un capitolo a parte per la serata di ieri lo merita invece lo Special guest, alias il Podista M.B.L., alias Kammer, alias il Puma della Brianza, alias mirkuzzo rekkiazzadigommazza, il quale … del tutto incurante della “sfida” tra il Panda e lo Zio, mentre noi “suoniamo la chitarra in spiaggia”, lui cucca inseguendo 3 pollastrelle intorno alla pista. Il tutto dopo averci raggiunto direttamente da Sovico a piedi, correndo tra i boschi al buio, con tanto di piletta: un pazzo.

A proposito, ticket di acceso alla pista di Besana e pizzata post-corsa all’Alcatraz me l’hanno offerta i miei due amici, e non è la prima volta: e che non si dica più in giro che i brianzoli son peggio dei genovesi. C’ho le prove del contrario.

P.s.: Zio, ieri sera, tornando a casa, con Mirko, abbiamo ispezionato il “terreno per la prossima sfida”……caro Zio…preparati!!! Il guanto è lanciato!!!

😉 

Alla prossima

Frammenti di…

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…una giornata a Missaglia, tapasciando in compagnia.

Ritrovo alle ore 7,45, con parte della Brigata Tapasciona, il sottoscritto, Max, Antonio e Gianluca e gli special guest Mirkuzzo e lo Zio, ovvero il “discesista folle” e il “fumettista scalatore”.  Poi delle comparse, qua e là…

Quattro chiacchiere prima di partire, infreddoliti ma compatti. Poi al primo bivio perdiamo Antonio e Gianluca che in odor di maratona faranno il giro breve da 6 più il giro lungo da 18. Avessero invertito la sequenza magari si stava insieme più a lungo, ma questo è. Io e lo Zio, “assistiamo pacificamente e in modo innocuo” i tacchini Mirco e Max nel “far vedetta sulle pollastrelle”,  evitando di sacrificare energie preziose in vista delle salite che ci aspettano. E così dopo circa 25′ di passo tapascionico, lo Zio mi invita a “provare la gamba” su un pezzo che si impenna con strappi impegnativi ma non proibitivi per un kilometro circa, fino al ristoro dove poi ci divederemo. E’ un piacere vedere che lo Zio ha recuperato buona parte della sua forma, seppur non sia ancora al top, tant’è che riesco a stargli di fianco, non senza “buttare il sangue”, mentre in affanno conquistiamo rapidamente la cima della prima collinetta. Lo Zio ci abbandonerà per il percorso medio dei 12km, e per noi altri seguirà discesa prima e il Lissolo dopo, che affrontiamo “con rispetto” e senza voglia di sfidarci, oramai già stanchi e provati dal clima e dai saliscendi. Nei pezzi di discesa intanto Mirko “sparisce” proiettandosi alla sua consueta velocità della luce, per farsi ritrovare più avanti, dove a causa del nuovo impennarsi della strada e dei sui “ben quattordici kg di troppo”, torna sistematicamente in “clima tapascionico  e rilassato”. Nel finale, a causa di una variante  che ci ha porta per “l’istinto da uomini veri” sulla cima del Lissolo, dove il percorso originale non aveva osato, io e Mirko ci separiamo anche da Max, che ritroveremo nel finale ancor più “ghiacciolato” (come direbbe la mia principessina) che in partenza, un paio d’ore prima.

Raccogliamo i frammenti di noi, e di una giornata piacevole in “compagnia disgregatasi” lungo il percorso per motivi vari. Ma rimane il ricordo gradito di una corsetta allenante all’aria aperta.

Martedi sera si torna a far le cose sul serio, in pista a Besana. Ma subito dopo, pizza e birra in allegra compagnia dgli special guest.

Alla prossima

Dorando

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In un sabato di un paio di settimane fa, girovagando in un centro commerciale ho acquistato presso la libreria Mondadori un libro di Baricco. Soddisfatto, sono andato verso la cassa per pagare ma con la coda dell’occhio scorgo un altro libro che mi attira subito. Il libro è Il sogno del maratoneta, scritto da Giuseppe Pederaili, edito da Garzanti. E’ la storia romanzata dell’ “eroe nazionale” Dorando Pietri. L’ho finito di leggere ieri sera, è un libro molto bello, che consiglio a chiunque corra. E’ appassionante, avvincente e scorre via rapido. Una gran bella lettura, insomma. 

Oggi, in pausa pranzo, seguendo i consigli di Ciro, eseguo la solita scaletta in pista dai 1000 fino ai 100mt, riducendo il ritmo, ma riducendo anche il recupero, da 2’30” a 1’45”, il che mi permetterà di rendere molto allenante la seduta,  pur senza stressare il nervo sciatico che ancora mi da noia.

Con mia sorpresa, ma non senza fatica, riesco addiriittura ad aumentare il ritmo delle ripetute, anzichè ridurlo. La condizione evidentemente sta crescendo di nuovo, ma adesso, mentre sono seduto a scrivere queste righe, sento il gluteo che, daccordo con le mie ernie al disco, stanno preparando un golpe contro di me. Cerco di sedarli subito. Vado a prendermi un caffè.

Alla prossima

Le mie nuove Adidas

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Le donne comprano borse quando sono depresse, o scarpe. Io non sono depresso, ma non posso fare prove di velocità da 3 setimane, e questo mi secca e mi inervosisce, non poco.  Allora, proseguendo nelle mie settimane di recupero dall’infortunio al gluteo sinistro, per non “addormentarmi sui dolori”, ieri mi sono regalato queste nuove e belle adidas da velocista, o meglio, da long jump, qundi un po’ più protettive sul tallone. Stamattina, dopo una settimana di poca corsa e molto potenziamento a carico naturale, sono andato a provarle in pista a Villasanta. 20′ di corsa in progressione, 7  allunghi da 100 mt, roba leggera da 16″ di media, e poi…infilo le nuove chiodate Adidas e via…provo a fare un 300, mi dico in 50-52″, senza spingere, considerando che non potrei farlo in questi giorni di infortunio.

Manco a dirlo…le sensazioni sono ottime, mi sembra di avere delle protesi propulsive, alte sull’avampiede con i chuiodini credo da 9mm…così viaggio lento in partenza e senza “strappi”, vado in progressione, tengo la velocità sulla curva e allungo un po’ sul rettilineo finale….guardo il crono… e scopro … 44″88. Non male, il tempo.  Ma fa male, il gluteo. Va bene così, torno a casa contento come un bimbo che ha provato il nuovo giocattolo e dopo poco, mi arriva questo messaggio dal mio amico “Presidente” della brigata tapasciona.

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Complimenti caro Max, e ben tornato sui tuoi livelli. Con tenacia, e pazienza. Aspettiamo di sapere se Linus e Morandi ti sono arrivati davanti o li hai lasciati alle spalle. Domenica ci vediamo a Missaglia…abbiamo un conto in sospeso. 😉
Alla prossima

In attesa…corro

In attesa che passi del tutto il dolore al tricipite femorale sinistro, con interessamento del gluteo e della zona lombare, ho ripreso a correre in una settimana che Ciro ha definito “terapeutica”, ovvero correre con giudizio se non fa troppo male e se non è troppo fastidioso l’impedimento dell’infiammazione. Per chi non sapesse chi è Ciro …Ciro è stato il mio allenatorea  Napoli 10 anni fa quando ero una sottospecie di atleta semi-serio ed oggi il mio “allenatore on line” ….più o meno con lo stesso risultato che riesce ad avere il tutor CEPU con Del Piero e Vieri.

Dicevo del mio gluteo…la cosa bella è che, giorno dopo giorno, al risveglio ogni mattina sembra andar meglio, ma poi quando corro il fastidio pian piano diventa piccolo dolore, ma più o meno sopportabile.

E così, ieri ho ripreso con una seduta casalinga di potenziamento a carico naturale evitando balzi e jump che pare siano stati la causa del trauma e della successiva infiammazione, e oggi, in pausa pranzo, ho ripreso a correre in pista: dopo 20 sacrosanti minuti di riscaldamneto e stretching accurato, eseguo una scaletta analoga a quella già fatta nelle settimane precedenti, ma decido di ridurre il recupero da 2’30” a 1’30”: la cosa mi riesce solo per le prime ripetute, poi dai 600 in poi, il recupero – ahimè – torna ad essere di 2’30”.

Tuttavia eseguo un 1000 in 3’54”, un 800 in 3’00”, un 600 in 2’07”, un 400 in 1’16”, un 200 in 32″32, un 100mt in 14″86.

Mediamente soddisfatto, raccolgo i cocci che restano di me, li porto sotto la doccia, li ricompongo in una figura umana che somigli il più possibile a cio che è uscito dall’ufficio un’oretta prima, mi vesto infilo il casco ed in 10 minuti sono dietro la mia scrivania.

Appena mi siedo sento il gluteo che “si lamenta” e mi dice che è decisamente meno soddisfatto di me, e in attesa che passi questo cacchio di dolore, corro e …mi sfogo sul blog!

Alla prossima

Tapasciando con lo Zio

Non sarebbero previste tapasciate per il mio programma da qui a giugno. Non ci sono tapasciate credo neanche nel DNA del mitico Zio, atleta con la A maisucola, specialista di terrenni sconnessi d’altura, con pendenze proibitive. Ma il fatto è che in men che non si dica concordiamo di vederci a Robbiano stamattina alle ore 8, per provare a fare il percorso corto di 7 km della tapasciata di turno. Ne ricaviamo 2 certezze:

1) siamo entrambi malconci, per motivi diversi, ma abbiamo voglia d correre per “provare la gamba”;

2) ci siamo inimicati probabilmente per sempre il Podista M.B.L. per aver ripiegato su un percorso inferiore alla massima distanza prevista dalla tapasciata di turno.

Morale: saremo dei … loooooooooosersssss, ma ci siamo divertiti. La condizione di entrambi fa abbastanza pena, ma correre con lo Zio è sempre un onore. E poi, mi ha promesso di prestarmi il suo bandana per Bressanone. E poi devo marcarlo stretto prima della sfida preannuncita di Monza o Carate, nell’ultimo atto del Brianzolo di Cross. Se continuiamo così, ultimo e penultimo posto son prenotati.

P.S.: Mirkuuuuuzzooooo, cos’avrai mai avuto da fare di più bello che tapasciare con noi???   😉

Alla prossima