Aprile 2008: Fase 3 – La preparazione specifica

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Oggi inizia la terza fase della preparazione per Bressanone.  Ultimato il periodo di scarico, si riprende oggi a caricare per crescere di condizione. Parte perciò un periodo di due settimane in cui sarà necessario sviluppare la resistenza alla velocità, attraverso prove lattacide e potenziamento. Tornano ad affacciarsi le salite, i jump e le prove lattacide, ma la cosa che temo maggiormente sono  3 sedute da cui, come dice Ciro, “avremo le prime serie indicazioni”. Che senza la veste diplomatica e senza troppi fornzoli, significa “vedremo se sei all’altezza della situazione, oppure no”.

Un esempio è una seduta in cui dovrò fare 2 volte i 300 mt. veloci, ma solo dopo aver corso, nella stessa seduta, 2 volte i 500mt un po’ più “lentamente” … a ritmo SOLAMENTE di 2’46/km!!! Ecco, pubblico quindi i dettagli delle sedute di allenamento che mi aspettano, perchè condividere le paure e le preoccupazioni per me è un po’ esorcizzarle. Poi realizzare quel che è scritto sarà altra cosa …Come suggerisce più di un amico … comincio realmente a credere che Ciro appartenga … alla “Tana delle Tigri …

PRIMA SETTIMANA 

Lunedi: 4-5km a 4’30” + potenziamento

Martedi: 3x(40-50-60) + prove lattacide: 2×500 in 1’23″+ 2×300 in 43″

Giovedi: potenziamento + 5×200 in sub28″

Venerdi: 4km a 4’30” + 1km a 3’20” + potenziamento

Sabato: salite brevi: 6×120

SECONDA SETTIMANA

Lunedi: 4x(40-50-60)+ + prove lattacide: 2×500 in 1’23″+ 2×300 in 43″

Martedi: 4-5km a 4’30” + potenziamento

Giovedi: potenziamento + 5×200 in sub28″

Venerdi: 600 in 1’45″+2×300 in 43″+ 4×150 in sub21″ 

Sabato: corsetta libera e blanda 

Ma come dice DJ Francesco in XFactor (si prega di notare ed apprezzare la citazione aulica) … “per fare le grandi imprese bisogna sempre rischiare”.

😉 

Alla prossima

Alter ego

 

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Sulla falsariga di uno dei precedenti post (http://runnerpanda.myblog.it/archive/2008/03/17/dott-jeckill-e-mr-panda.html), e sul tema dell’alternarsi “lunatico” dei miei stati d’animo di queste ultime settimane – in riferimento alla speranza di farcela o alla paura di non riuscire nel mio personale progetto di Bressanone – pubblico con immenso piacere e gratitudine un “tributo” dello Zio, uno straordinario amico che è riuscito a cogliere perfettamente, come solo un vero artista sa fare, l’essenza e le emozioni del mio “subconscio”, o meglio, del mio…”alter ego”.

Cliccare qui per vedere lo straordinario tributo

http://bp2.blogger.com/_pJeJjiaqSps/R-rJysSISlI/AAAAAAAAAZM/fUvPjfhwQX4/s1600-h/DrPresti_MrPanda_resized.jpg

Non ho parole. Anzi, un paio ce le ho…Grazie, Zio.

Alla prossima

 

Trentanove…

…e novanta centesimi.  In giornata di grazia oggi, nonostante un forte vento contrario sul rettilineo di partenza dei 300 (direi però ben compensato dal vento in poppa trovato poi sul rettilineo finale), abbasso, finalmente, il mio personale di stagione sulla distanza. Aveva ragione Ciro, tanto per cambiare: bisogna aspettare 7-8 giorni dall’inizio dello scarico per iniziare a vedere dei risultati concreti. Ed in effetti oggi, rilassato e quasi in assenza di fastidi muscolari, eseguo 2×60 in 7″72 e 7″43 (soddisfacente!), poi un cauto ma non lento 80mt in 9″93 e poi un 300 tirato. Con la voglia di fare un sub40″, con la determiniazione e la “salute” nelle gambe e nella testa, parto forte, trovo vento contrario, fatico a prendere velocità e butto via subito molte energie, in curva sento che il vento è trasversale e sul rettilineo finale , con vento a favore, noto due spettatori di lusso, di cui vi dirò dopo. Chiudo lo sforzo tenace, guardo il crono ed esulto dentro di me, ma vorrei urlare un grido liberatorio: trentanove secondi e novanta centesimi!!! Son contento di aver tenuto fede alla mia promessa fatta allo Zio!

Lontano, ancora molto lontano dal mio personale di 37″8, ma oggi le sensazioni non erano male. Ho sentito la “resistenza alla velocità” crescere rispetto alle settimane scorse. Ed è una sensazione bellissima, per un aspirante quattrocentista. Più della velocità assoluta e pura.

Ma passiamo agli spettatori: a prendermi il tempo con il suo crono e a comunicarmelo all’arrivo, con mia sorpresa è un signore di 65 anni: è nientepopodimenoche il preside della facoltà di medicina della Università degli studi di Milano! Anche lui sta preparando i 400, mi racconta, nella sua categoria, e sarà presente a Bressanone. Ci vediamo là. Non male il tuo tempo, commenta, non male. E detto da uno come lui, è un onore.

Il secondo spettatore è uno dei due fratelli Bergamasco della nazionale di Rugby che osserva, curioso e divertito, gli allenamenti dal bordo pista.  Era lì per uno spot o un servizio fotografico, non ho ben capito.

Ma lo spettatore più entusiasta di me stesso sono ovviamente io. Osservo, con grande soddisfazione un tempo che seppur meramente simbolico, segna per me l’inizio del processo di avvicinamento ai tempi che riuscivo a realizzare 10 anni fa. Non so se ci riuscirò, ma adesso, val veramente la pena provarci. Con tutte le energie. Alè!

Alla prossima

Giro di boa

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Domani è Pasqua. Auguri.

Nel fine settimana farò cose blande, tipo corsetta ed un po’ di esercizi, stretching ed un richiamo di potenziamento a carico naturale. Intanto ho deciso con Ciro di fare un’altra settimana di scarico, per recuperare brillantezza, da troppo tempo assente nelle mie prove lattacide e nella velocità. Complice anche l’infiammazione costante ai tendini della gamba destra. E’ normale dice lui…va bene.

E allora in prossimità del giro di boa, prima di “issare lo spinnaker”, mi preparo ad affrontare la dodicesima delle 24 settimane che a gennaio mi separavano da Bressanone.  Non mi sento come vorrei , come speravo mi sarei sentito in questa fase dell’anno, ma mi confortano i racconti di mio fratello, che dal campo della Forti & Liberi di Monza mi riporta e racconta dei tempi di alcuni atleti con la “A” maiuscola, più giovani e certamente più talentuosi di me che, fatte le dovute proporzioni, in questo periodo non stanno poi avendo sensazioni molto migliori delle mie. Ed in fondo anche i tempi cronometrici non sono poi troppo diversi.

Così, con l’obiettivo di uno scarico “relativo” che permetta comunque una piccola crescita d condizione, prima di “fiondarmi” nella fase di preparazine specifica, questa è la tabella della prossima settimana:

Lunedi: 4×1000 a 4’/4’10” al km

Martedi: 60+60+80, rcupero di 10′, un 300 (con la speranza di un sub40″), e poi 2×120

Mercoledi: riposo

Giovedi: scaletta non spinta su 1200-1000-800-600, poi 500-400-300-200-100

Venerdi: 2x(30+40+50) e poi 3×200

Sabato o domenica: corsetta e stretching

 

Ancora auguri e alla prossima

Per un pugno di decimi

Settimana di scarico, settimana del primo test.

Ho sentito Ciro, appena rientrato da Londra, gli ho fatto il resoconto delle ultime due settimane di carico, dice che va bene così, che le cose si stanno sviluppando bene, e mi dice quindi di stare sereno. Non riesco a leggere le cose con lo stesso approccio, ma l’esperto è lui quindi, … per carità, ci mancherebbe altro…mi fido! E mi conferma che oggi è opportuno eseguire un test sui 300metri, facendo prima 3 volte i 60mt con cautela, magari spingendo un po’ solo nell’ultimo. E poi se non sono troppo imballato, aggiungere un 150. Con chiodate, ovviamente. Ma senza strafare, visti i sintomi di affaticamento recenti.

Bene. Al solito, in pausa pranzo vado in pista.

I tempi sui 60mt.: 8″20, 7″83, 7″60 … essendo stati impostati in progressione, senza forzare, vanno bene, non me ne lamento. Anche se mi sento un po’ legato e “impacciato”.

Parto per il 300mt., tanto atteso e da cui intimamente mi aspettavo (o meglio, speravo) 39″ e rotti…ma mi sento legato, un po’ affaticato e appesantito, sicchè viene fuori un 40″58. Il miglior risultato sulla distanza, finora, ma non è un sub40 e le sensazioni non sono di brillantezza e leggerezza come speravo.

Concludo con un 150mt in 18″96. Con l’acido lattico che ancora mi da disagio mentre scrivo, seppur comodamente seduto e dopo una corroborante doccia, archivio questo test, che non è andato mi pare benissimo, ma neanche male. La soddisfazione  e la felicità oggi sono rimasti “avanti” di qualche decimo. Un pugno di decimi, appunto. Pazienza.

Pare che i primi risultati post-scarico si debbano raccogliere dopo 7-8 giorni di scarico, e non prima, quindi mi accontento di questi risultati. E con pazienza continuo a lavorare prima di fiondarmi in un nuovo ciclo di carico, dalla settimana post-Pasqua. Intanto domani riposo e mi mangio una pizza con gli amici Nicola e Max, mentre venerdi ho una sequenza di 3×200, e poi riposo o corsa blanda alla domenica di Pasqua.

Alla prossima 

 

 

 

Dott. Jeckill……e Mr. Panda

Riporto lo scambio di mail tra me  e lo Zio, per spiegare il titolo, sperando non mi denunci per violazione della privacy!!!

Panda :   “Io ‘sta settimana “lavorerò” di fantasia, mannaggia!!! Ciro (il mio amico-allenatore a distanza, ndr) è andato a Londra per lavoro non è raggiungibile e non mi ha lasciato la tabella per questa settimana. Ma era previsto scarico più un test, quindi qualcosa forse riesco ad azzeccare…”

Lo Zio:   “Quindi sta settimana sei allenatore di te stesso! Ora dovrai telefonarti e chiederti una tabella. Poi dovrai dartela da solo e sgridarti se non lavori bene. Roba da “dott. Jeckill……e Mr. Panda”. Che bel disegnino sarebbe…..
;-)”

Ecco.

E comunque, per la cronaca, in pausa pranzo improvviso un allenamneto al Giuriati che col senno del poi credo non abbia alcun senso, se non la certezza di aver sovraccaricato ulteriormente il fisico – nel primo giorno di una settimana che doveva ssere di scarico – senza esser riuscito ad allenare alcun meccanimo utile.

Eseguo, nel dettaglio, 5 ripetute sui 400mt con 30″ di recupero in 1’25-1’27”-1’24”-1’26”-1’27”. Poi stacco la spina per 4 minuti ed infilo letteralmente la testa sotto la fontanella, devastato dal caldo, davvero terribile oggi e dalla stanchezza.

Poi riparto con altre 5 ripetute, ma tra la terza e la quarta e la quarta e la quinta il recupero schizza a 50″ perchè partire dopo 30″ proprio non mi era possibile, tanto ero stremato dallo sforzo e dal caldo. I tempi di questa seconda sequenza sono comunque: 1’26-1’29”-1’27”-1’28”-1’27”.

Non contento, recupero 6′ e parto per un 400 finale, un po’ più tirato. Obiettivo chiuderlo in 1’05” o anche meglio, ma sprofondo in 1’10”.

A quel punto credo di svenire per il caldo, mi fiondo ancora sotto la fontana, prima, e sotto la doccia, poi. 

Che dire….mercoledi dovrei fare un test….mmah…

Ciro … torna, ‘sta casa aspetta a te!!!

Alla prossima

Fieno in cascina

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E’ stata una giornata un po’ così, oggi. Stamattina ho lasciato la mia principessina a casa con la tonsillite e febbre a 39, e una volta in ufficio, ho avuto una giornata lavorativa con delle grane mica da ridere. E cazziatone del capo annesso, ovviamente. Domani, invece, mi si prospetta una levataccia non prevista per lavoro, ed un viaggio di 500 km circa. Di sabato, che bello….E oggi è pure l’ultimo giorno in cui posso godermi i miei genitori che partiranno per tornare a Foggia. E dunque col morale un po’ così, e con le energie mentali un po’ così…in pausa pranzo sono andato al Giuriati.

Mi riscaldo, eseguo alcuni sprint sui 40 e  50 mt. e un dolore ai tendini della gamba destra, mi impedisce di forzare e produrre velocità decente. Poi passo alle prove lattacide ed eseguo una non esaltante sequenza di 300 mt. in 42″9, 250 mt. in 34″2 e 200 mt in 27″4. Sento già dalla prima prova le gambe pesantissime e l’assenza totale di brillantezza. I muscoli sono subito invasi dall’acido lattico, e all’acido lattico si arrendono, senza “combatare” quasi, in una disfatta senza storia.

E’ la penultima seduta del primo vero ciclo di carico. Non posso pretendere sempre miglioramenti. E daltronde ieri ci ho anche dato dentro con il potenziamento muscolare. Era forse logico che ne risentisse la corsa di oggi.

Ma prendo con entusiasmo il buon risultato, quando viene, e ho imparato anche a valorizzare il non buono. Pare che dai periodi di costruzione non ci si debba aspettare altro che sacrifici, sofferenza e fatica. E va bene.

E’ tutto fieno messo in cascina. Diciamo così. Speriamo sia così.

La settiman prossima magari inzierò a raccolgiere i primi frutti e recuperare ottimismo, PORCHE’NO?

😉

Alla prossima

Ti aspettavo, 400.

Questa volta sento che qualcosa sta per cambiare. Non nel crono ma nell’approccio.

Da alcuni giorni, leggendo il programma settimanale degli allenementi, mi ritrovavo a sentirmi teso, anche se non preoccupato. Oggi la tabella prevedeva un po’ di ripetute di velocità sui 40mt, poi 2 prove lattacide: un 300 e un 250 oppure … un 400.  E poi un 200. La tentazione di scegliere la prima coppia stava tutta nel poter scendere sotto i 40″ nel 300mt. Ma quella è una cosa che può aspettare. La sfida che ho voluto raccogliere è cquella storica col mio BA-BAU, il giro di pista.

Obiettivo della seduta era fare circa 60″ sui 400 e dopo 10 minuti, circa 27″ sui 200. Il giro di pista lo aspettavo da un paio di mesi. E oggi, nel cuore della seconda settimana di carico, fare 60″ sui 400 metri sarebbe stato un buon risultato. 15 secondi ogni 100 metri, passaggio ai 200 in 30 secondi, e poi cercare di tenere fino alla fine. Non sarà semplicissima, ma si può fare.

Calzo le mie chiodate giallonere della Diadora, parto e vado in rullata con passi lunghi e ampi, fatti non di spinte sui soli avampiedi, come di consueto su brevi distanze, ma fatti di tallone-pianta-avampiede, come se dovessi correre una distanza più lunga. Faccio questo per evitare di partire troppo in spinta, bruciando troppo presto le energie. Che è un mio tipico errore. Da sempre.

Ai 100mt lancio uno sguardo finto-disinteressato al crono, che stringo nella mano destra. Quindici secondi esatti. Bene! Ai 200 guardo ancora con maggior avidità e leggo … 29 e rotti. Sto bene. Non cambio passo, ma vado in leggera  progressione. E, con sorpresa, giunto sul rettilineo finale, mi sento tuttaltro che in riserva di energie, ma …va via il sole e al suo posto arriva una folata di vento improvvisa contraria e persistente, che rischia di mandare in aria il mio piano fin qua ben riuscito, di compiere la seconda parte più veloce della prima. Il vento mi dà rabbia! E allora provo a cambiare passo. Con violenza. Credo di riuscirci, anche, almeno in parte. Decido di dar fondo alle mie energie e taglio il traguardo abbastanza composto, e soddisfatto della tenuta muscolare alla velocità. E anche il fiato non mi ha abbondonato. Esito finale: 58 secondi e 91 centesimi!

Bastava anche peggio. Temevo, molto peggio. Ma, francamente … so che poteva essere un po’ meglio. Tengo fede all’incitamento di ieri dello Zio. Compare il “5” come prima cifra. E questo mi fa piacere.

Col morale buono, dopo 10 minuti parto per il 200, dopo qualche decina di metri provo a  cambiare passo, ma sento che sono un po’ stanco. Tuttavia sul traguardo segno, con nuova sorpresa, un non malvagio 26″44. Nonostante ancora un po’ di vento contrario, seppur molto molto meno di 10 minuti  prima.

Oggi, nell’affrontare il giro della morte, è questa la novità, non ho disperso energie nervose. Oggi non ho avuto paura del giro della morte. Il crono non è esaltante. Daccordo. Ma qualcosa sta cambiando. Lo reputo, personalmente, un ottimo segnale. Il migliore, dall’inizio. Per la settimana prossima dovrebbe esser previsto il primo test da quando ho iniziato la preparazione del mio “sogno”. Non ne so ancora molto, ma aspetto sereno e fiducioso le prossime indicazioni di Ciro.

Alla prossima

 

Di bene in meglio

Si inizia a fare sul serio, come suggerisce l’amico Nicola.

Ieri primo giorno in assenza di dolori. E con un determinazione ed una “aggressività” che non mi capitava di avere da anni, mi reco in pista, come di consueto al Giuriati in pausa pranzo, e dopo aver eseguito riscaldamento, velocità basata su alcune ripetute sui 40 e 50 metri, calzo le mie chiodate Diadora. Dieci minuti di recupero, e mentre vado alla partenza dei 300 metri, il battito sale oltre le 120 pulsazioni, ma sento che è tutta tensione positiva.

Via!

Parto detreminato e rapido, e sono sciolto al punto giusto. Passo ai 100 metri in poco più di 13″. Ottimo. E mi sento bene. Aggredisco la curva e sento la parte esterna del piede sinistro che va a stridere contro il tartan (si rovineranno in fretta le chiodate, così, come sempre…e difatti oggi vedo che la scarpa sinistra è già scollata, cacchio così non arriveranno a Bressanone). Cerco di accelerare ancora in uscita dalla curva, ma faccio i conti con l’acido lattico che mi scuote e mi scompone. In affanno ma ancora veloce chiudo sul traguardo in      40″72.      Ho limato due secondi.       Evvai!!!   Si inzia a ragionare!

Ancora 9′ minuti di recupero ed eseguo uno dei 2 duecentometri che chiuderanno l’allenamento. Alla fine dle primo dei 2 spunta un buon 26″80. Poi sette minuti per cercare di ricomporre i cocci e rifiatare. Quando riparto i battiti sono a 130. Via … acido lattico … acido lattico … acido lattico …e mi “trascino”, fermando il crono su 28″21. Fine della seduta. La testa gira, un conato di vomito mi propone qualcosa…ma non cedo e respingo il suo attacco.

Le energie residue sono quelle che sono…ma sufficienti per tornare in fretta a Monza per festeggiare il compleanno della mia principessina: compie 5 anni; la vedo felice, tra una marea di bimbi e di regali.

Auguri amore mio. Oggi è una bella giornata per te. E anche per me.

Alla prossima.

Fermare il tempo

Sensazioni, nulla di più.

Oggi in pausa pranzo eseguo 3 serie da 4 ripetute sui 40 mt., da un paio di giorni ho un piccolo fastidio ai tendini della gamba destra, per cui ci vado con prudenza, ma le sensazioni sono buone, non mi lamento. Poi metto via le New Balance e calzo le chiodate – non più le Adidas ma le Diadora – e dopo 10 minuti di recupero, mi porto alla partenza dei 300 metri. Parto un po’ meno cauto rispetto alla medesima seduta eseguita martedi e sabato scorsi (quando ho fermato il crono rispettivamente in 42″5 e 42″9) accelero in curva e chiudo con – mi dico – 41″ e rotti. Macchè: 43″ 13. Anzichè migliorare, dunque, peggioro. Non ci sto. Mi piace la sfida con “me stesso della settimana scorsa”, e siccome mi sento bene, non ci sto a peggiorare anche nei 200. 9 minuti di recupero e ancora via. Parto composto, eseguo la curva con determinazione e, come al mio solito, poco prima che inizi il rettilineo “strappo”, cambiando passo e scaricando a terra le energie residue. Arrivo un po’ scomposto e con sensazioni non particolarmente buone. Mi appresto a leggere il crono, pronto ad una nuova delusione ma, …ennesima sorpresa: avevo fatto 26″94 la settimana scorsa, e oggi … 26″41. Sui 200, mi sono migliorato!

Mmah! Sensazioni, nulla di più.

Ma tra un po’ le sensazioni varranno zero. E il crono sarà tutto.  Mi darò pace solo quando al traguardo di una ripetuta sui 300 vedrò comparire il 3 come prima cifra. Allora, e solo allora, saprò di essere tornato su livelli decenti. Saprò di poterci provare davvero. 

Lasciati gli infortuni alle spalle, è’ inziata finalmente la mia personale sfida contro il tempo.

Non so se chi legge può comprendere…ma …realizzare il mio sogno a giugno sarebbe un po’ come esser riuscito a fermare il tempo. E “rimanere giovane”. Non solo dentro.

E’ la mia sfida. E’ il mio sogno.

…un sogno, appunto. Ma comunque vada, sarà stato bello averci provato.

Alla prossima