Ti aspettavo, 400.

Questa volta sento che qualcosa sta per cambiare. Non nel crono ma nell’approccio.

Da alcuni giorni, leggendo il programma settimanale degli allenementi, mi ritrovavo a sentirmi teso, anche se non preoccupato. Oggi la tabella prevedeva un po’ di ripetute di velocità sui 40mt, poi 2 prove lattacide: un 300 e un 250 oppure … un 400.  E poi un 200. La tentazione di scegliere la prima coppia stava tutta nel poter scendere sotto i 40″ nel 300mt. Ma quella è una cosa che può aspettare. La sfida che ho voluto raccogliere è cquella storica col mio BA-BAU, il giro di pista.

Obiettivo della seduta era fare circa 60″ sui 400 e dopo 10 minuti, circa 27″ sui 200. Il giro di pista lo aspettavo da un paio di mesi. E oggi, nel cuore della seconda settimana di carico, fare 60″ sui 400 metri sarebbe stato un buon risultato. 15 secondi ogni 100 metri, passaggio ai 200 in 30 secondi, e poi cercare di tenere fino alla fine. Non sarà semplicissima, ma si può fare.

Calzo le mie chiodate giallonere della Diadora, parto e vado in rullata con passi lunghi e ampi, fatti non di spinte sui soli avampiedi, come di consueto su brevi distanze, ma fatti di tallone-pianta-avampiede, come se dovessi correre una distanza più lunga. Faccio questo per evitare di partire troppo in spinta, bruciando troppo presto le energie. Che è un mio tipico errore. Da sempre.

Ai 100mt lancio uno sguardo finto-disinteressato al crono, che stringo nella mano destra. Quindici secondi esatti. Bene! Ai 200 guardo ancora con maggior avidità e leggo … 29 e rotti. Sto bene. Non cambio passo, ma vado in leggera  progressione. E, con sorpresa, giunto sul rettilineo finale, mi sento tuttaltro che in riserva di energie, ma …va via il sole e al suo posto arriva una folata di vento improvvisa contraria e persistente, che rischia di mandare in aria il mio piano fin qua ben riuscito, di compiere la seconda parte più veloce della prima. Il vento mi dà rabbia! E allora provo a cambiare passo. Con violenza. Credo di riuscirci, anche, almeno in parte. Decido di dar fondo alle mie energie e taglio il traguardo abbastanza composto, e soddisfatto della tenuta muscolare alla velocità. E anche il fiato non mi ha abbondonato. Esito finale: 58 secondi e 91 centesimi!

Bastava anche peggio. Temevo, molto peggio. Ma, francamente … so che poteva essere un po’ meglio. Tengo fede all’incitamento di ieri dello Zio. Compare il “5” come prima cifra. E questo mi fa piacere.

Col morale buono, dopo 10 minuti parto per il 200, dopo qualche decina di metri provo a  cambiare passo, ma sento che sono un po’ stanco. Tuttavia sul traguardo segno, con nuova sorpresa, un non malvagio 26″44. Nonostante ancora un po’ di vento contrario, seppur molto molto meno di 10 minuti  prima.

Oggi, nell’affrontare il giro della morte, è questa la novità, non ho disperso energie nervose. Oggi non ho avuto paura del giro della morte. Il crono non è esaltante. Daccordo. Ma qualcosa sta cambiando. Lo reputo, personalmente, un ottimo segnale. Il migliore, dall’inizio. Per la settimana prossima dovrebbe esser previsto il primo test da quando ho iniziato la preparazione del mio “sogno”. Non ne so ancora molto, ma aspetto sereno e fiducioso le prossime indicazioni di Ciro.

Alla prossima

 

Ti aspettavo, 400.ultima modifica: 2008-03-11T15:21:25+01:00da pandanilo
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3 pensieri su “Ti aspettavo, 400.

  1. Panda, cercavo un mp3 con “400” nel titolo da mandarti:
    Pazzesco, ho trovato una canzone che si chiama “400 & 57”
    e già qua siamo all’astralità
    Poi clicco sul link per andare alla pagina dove si trova il file,
    e scopro che la url è
    http://www.pandamagazine.se/?p=529

    Non so cos’altro aggiungere.
    Chiaramente quel 57 è per il prossimo test d’allenamento, non certo per Brixen…

  2. ragazzi…non ho parole…. mi fate paura….
    (la canzone per la verità non è un gran che, ma ho quasi il timore a dirlo… anzi…ho già cambiato idea…la ascolterò tutte le sere prima di andare a dormire…la ascolterò per cercare la concentarzione prima della gara…la userò come colonna sonora del video che farò di Brixen, ecc. ecc.)

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