Rainmen

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Ore 13, piove da ieri, mi infilo il casco, abbigliamento da pioggia. Qualche collega mi guarda stupito e mi chiede “ma sei scemo, vai a corre anche con questo tempo???” confesso che mentre sfoggio la mia miglior faccia da uomo vero, consumato da esperienze dure e no-limits, accenno un sorriso beffardo e rispondo  “…certo… perchè non dovrei?”, intanto dentro di me penso “…effettivamente … chi cacchio me lo fa fare, ma vaffan…, va’…”.

Monto sullo scooter e vado al Giuriati.

Ma è un attimo, e i cattivi pensieri e le tentazioni da uomo sedentario svaniscono sotto la pioggi battente. Sono al campo, mi cambio, inizio a riscaldarmi ed ecco che noto una serie di “scemi” non meno “scemi” di me, pronti a partire per l’edizione del 5000mt del Corrigiuriati. Pronti … via.

Noto che c’è il mio amico Nicola (qui ritratto insieme al sottoscritto in una foto d’archivio del mitico Roberto Mandelli, in occasione dell’edizione estiva 2007 dell’Americana di Biassono) che prende posizione dopo i primi 200 mt e si piazza dietro i due battistrada. Ci rimarrà, con passo costante e sostenuto, fino all’ultimo giro quando, tallonato da un gruppetto ambizioso, si produce in una lunga volatona, ai 250-300 metri dall’arrivo, al termine della quale quasi si “perdono le tracce” del 4° e 5° uomo, che fino ad allora erano poco dietro di lui. Terzo posto, medaglia  di bronzo!!!
Il suo podio era stato pronosticato stamattina dal sottoscritto: Bravissimo Nic ma, …ora mi devi una birra!!!

La mia seduta odierna, dopo un giorno di riposo prevedeva del poteniziamento e un lavoro lattacido di quantità basato su 5x200mt, da farsi ad una media di 27″8 o poco meglio. Assolutamente in tabella, chiudo con una media di 27″66. E ci scappa anche un 26″67, tempo non lontano dalla miglior prestazione realizzata nell’ambito di sedute lattacide, da gennaio ad oggi.

Domani mi aspetta la seduta più difficile e temibile che abbia mai sostenuto da sempre. Un 600 da correrere in 1’45”, poi 2×300 e 4 x150. Fino a ieri ero ottimista ma oggi, co qualche dolorino di troppo, e con la fatica di due settimane di carico nelle gambe, lo sono un po’ meno. Ma mi piacerebbe riscattare le sedute non buone di lunedi e martedi scorsi, quando su sequenze analoghe ho fatto peggio di quanto avrei dovuto fare, da tabella. Vedremo.

Alla prossima

Per fortuna c’è LO ZIO

Che anche questa seconda settimana di carico sarebbe stata una difficile settimana lo immaginavo, lo sospettavo e lo temevo. E l’ho verificato di persona, poco fa.
Mi aspettava una seduta analoga a quella di martedi scorso, con delle quartine di velocità sui 40-50 e 60 metri, e prove lattacide: 2×500 e 2×300. Bene. Anzi, male…Gli esiti sono più deludenti di quelli della settimana scorsa, non così orrendi, ma comunque peggio. Eseguo due volte i 500 metri in 1’25” e i 300 metri in 46″ e 45″. Non posso neanche utilizzare l’alibi dei dolori terribili ai tendini che fino a ieri quasi mi impedivano di camminare come una persona normale, perchè quelli, oggi, sono spariti quasi del tutto, grazie a ripetuti impacchi di ghiaccio. Il vento contrario, quello sì, c’era, ed era anche significativo, ma c’era anche la settimana scorsa….
In effetti un alibi serio però c’è: indigestione di starter!
In che senso?
Date un’occhiata alla nuova vignetta dello Zio, che rappresenta il secondo episodio della storia de “Il dr. Presti e Mr. Panda”. Troverete lì la risposta.
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(Per ingrandire cliccare qui:)
Straordinario Zio. Per fortuna che ci sei, Zio! Sono lusingato di averti come amico.
Alla prossima

Alti e bassi

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E’ una questione legata a quanto l’organismo riesca ad assimilare e a smaltire gli sforzi dei giorni prima, credo.

Fatto sta che quando meno te l’aspetti effettui una seduta da schifo o ti senti, con medesima sorpresa e spiazzamento, un semidio in terra. E così ieri, dopo uno stato di depressione dovuto alla deludente seduta di martedi, ho visto alla fine del mio allenamento il mio entusiasmo rimbalzare verso l’alto. In pochi giorni, alti e bassi si alternano, insomma, con una imprevedibilità che sfugge ad ogni possibile controllo.

Campo Giuriati, ore 13, mentre l’amico Nicola è impegnato nello sprint finale di un 3000 tirato al termine del quale arriverà credo ottimamente 5° o 6°, termino il mio riscaldamento con un ultimo allungo di fianco a lui, prima di proiettarmi verso il mio lavoro lattacido di quantità. Eseguirò 5 volte i 200mt, recuperando ogni volta 6’30”, con l’obiettivo  di stare sotto i 28″ di media, come da tebella. Il vento è intenso, contrario e trasversale, ma “mi servirà come alibi”, mi dico. Invece, inanello con poco sforzo una serie di ripetute e la media è 27″83. Mah…e dire che ho gestito lo sforzo per paura di non arrivare lucido ed energico nell’ultima ripetuta. Che invece mi riesce più veloce delle precedenti quattro.

Non mi resta che prendere atto, dunque, del fatto che il mio umore dipende ormai al 100% dall’esito e dalle sensazioni che ricavo dai miei allenamenti e recupero un po’ di ottimismo per le prossime sedute, quelle serie e toste che mi aspettano lunedi e venerdi. Questa volta le affronterò con meno timore, e magari col sorriso. Beh, non esageriamo.

Alla prossima

 

Mi fa male qui…

Siccome a soli 34 anni, la mattina dopo una giornata di allenamento, quando mi sveglio e muovo i primi passi mi sento come Pinocchio, ed ogni volta i dolori sono nuovi, al punto che sto scoprendo di avere muscoli o tendini laddove pensavo di non averne, ho cercato e trovato un interssante link di cui vi scrivo.

http://web.tiscali.it/it.sport.palestra/es&esecuz/legendaes.html

E’ un link interessante in cui le immagini (cliccando sulla visione back, lateral, front potete vederne i dettagli ingranditi) non solo mi aiutano a dare il nome ai muscoli che mi fanno male – così posso lamentarmi e lagnarmi con maggior cognizione di causa, facendo il figo con frasi tipo ” mi fa male il soleo, piuttosto che il gastrocnemio”  – ma studiando i collegamenti tra un distretto muscolare ed un altro, è possibile addirittura provare ad individuare la causa del dolore. Ad esempio, non sapevo che se hai le scarpe a pianta stretta (soprattutto le chiodate) e le dita dei piedi lavorano male mentre spingi durante le ripetute in pista (dove ci sono curve spesso afforntate in buona velocità), il dolore che ti ritrovi il giorno dopo al polpaccio è in realtà probabilmemente un dolore al muscolo che si chiama “estensore lungo delle dita“, che parte, appunto, dalle dita del piede, ma è situato addirittura a metà strada tra il tallone ed il ginocchio.

Insomma, non aiuterà a far passare il dolore più in fretta, ma…comprenderne l’origine, magari conforta un po’.

E poi ho scelto di parlare di questo, per non scendere troppo nei dettagli del mio deludente allenamento di oggi. Era prevista la prima seduta veramemente seria nell’ambito del periodo di preparazione specifica… ed è venuto fuori niente di meglio che questo:

2×500 in 1’24” e 1’25” (doveva essere 1’23”!!!) e poi 2×300 in 44″ e 45″ (doveva essere 43″!!!)

La cosa che mi preoccupa maggiormemnte è che ho fatto pure una gran fatica! Insomma oggi il dolore non è tanto nelle gambe, ma nella testa e nel cuore, dove alloggiano l’entusiasmo e la speranza …boh…vedremo che cosa verrà fuori dalle prossime sedute…

P.s.: i miei complimenti all’amico Max per il suo PB alla maratona di Treviso! 

Alla prossima