Timidamente, 400

In questo week-end c’è l’occasione di provarci, ci sono gare all’Arena di Milano. Ma non ne ho voglia, non ho ancora ritrovato gli stimoli necessari. anche se mi pare che la condizione sia comunque buona: allora ieri sono andato ancora alla Forti & Liberi chiedendo a Sergio di dettarmi il ritmo del passaggio ai 200, per provare a fare un 400 tirato in allenamento, un po’ come fosse una gara. Lui generosissimo e cordiale come sempre invece mi accompagnerà per tutti i 400 metri. Io in sesta corsia, su una pista di 300 metri che può fuorviare. Lui in quarta quindi non lo vedo, è alle mie spalle. Mi dice “parti quando vuoi, ti vengo a prendere subito perchè parto sempre molto forte (ricordo che ha un pb di 48″), poi ti affianco e ai 200mt ti dico se stai andando bene o se devi accelerare”.

Via.

Tanto subito in realtà non mi prende perchè parto deciso anch’io, però prima dei 200 mi affianca e mi dice che il ritmo è perfetto, passaggio in 26 netti, mi corregge ancora il difetto ella testa che mi parte all’indietro quando inizio a faticare, mi suggerisce di accelerare quando mancano 150 metri, ma  io aspetto un po’ per il timore di arrivare devastato, invece quando la pista si addrizza, per il rettilinero finale cambio bruscamente passo, segno che avevo ancora riserva di energie in abbondanza, spiazzo Sergio che rimane un po’ indietro, attardato, salvo riaccelerare anche lui negli ultimi metri e dirmi “bravissimo, ottimo, ottimo davvero”.

Gli avevo chiesto di portarmi a fare 55″, non sicuro di riuscirci, specie con i 34° di ieri e su una pista anomala. Invece lui, bravissimo ed esperto quattrocentista qual è mi ha portato a chiudere in 54″67. Miglioro di 1 secondo e 3 decimi la prestazione di 10 giorni fa. Non male. 

Arrivo fresco, tuttaltro che devastato, con ottime sensazioni. Se rinuncio alla prudenza, forse riesco a migliorarmi ancora un po’, chissà. Ma per ora va benissimo così. Poi verrà quel che verrà.

Alla prossima

Forti e liberi

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Personalmente Forte, poco. Libero ancor meno.

Comunque ieri ho cercato di tappare il naso per non sentire odor di sconfitta, quella sconfitta che puzza perchè nasce dall’impossibilità di giocare le tue carte. E mi sono fiondato alla Pista Forti&Liberi di Monza dove, raccogliendo l’invito di mio fratello, dei suoi compagni di allenamento e del loro coach, Raffaele, ho provato ad allenarmi in compagnia di atleti di buon livello.

Con un leggero mal di testa postumo di un torcicollo oramai solo latente e sotto un caldo da  fiamme, mi sono aggregato a loro, con l’obiettivo di distrarmi, cercando di non far scadere la condizione del momento. In attesa di decidere cosa fare nell’immediato futuro: fermarmi o rimotivarmi e  provare in una prossima gara a vedere il valore effettivo sul giro di pista.

In 8 atleti su 6 corsie, stretti stretti (pensare che al Giuriati sono sempre da solo su 8 corsie), eseguiamo 3×60 e 3×80. Noto subito che le velocità sono di un altro pianeta rispetto a quando mi alleno da solo. Media di 7″4 sui 60mt e 9″5 sugli 80mt. Abbattutti i personali di stagione.

Raffaele mi ha esortato a lavorare con il suo atleta di punta, Sergio Valtorta, uno tra i migliori atleti regionali sui 400mt, categoria Assoluti, atleta da 48″ netti per capirci; eseguo con lui un ultimo 100mt prima di andare a casa.  E’ impressionante la facilità con cui Sergio, sciolto mi corra di leggermente davanti per “trainarmi”. E negli ultimi 20 metri si gira, mi guarda, mi corregge un difetto di stile e riesce anche a dirmi prima di tagliare il traguardo “ok, va meglio”. (Non è un caso che sui 100mt Sergio vanti un PB di 10″9).

11″74 il tempo finale, quasi un secondo meglio della mia miglior prestazione stagionale, a soli 3 decimi dalla mia miglior prestazione di sempre. A fine allenamento. Resto impressionato dalla crescita di condizione e da quanto sia vantaggioso e stimolante correre con atleti superiori!

In coda all’allenamento mi intrattengo in una piacevole chiacchierata con Raffaele, che mi prospetta una rosea proiezione sui 400mt per il 2009, se riesco a lavorare con la dovuta costanza. Mi lascio entusiasmare per un attimo, poi torna alla mente il recente Tilt e mi intristisco. Mi accorgo di essere stanco di fare previsioni. Che poi non si avverano.

Oggi il collo, strapazzato dalla seduta di ieri, è tornato a far male. Sul lato destro, anzichè sul sinistro.

Alla prossima.

P.s.: le cose gravi sono altre, intendiamoci, ma rivolgo un affettuoso ringraziamento a chi con tanto affetto, ognuno a suo modo, mi ha confortato in questi giorni.

Tilt

Tanti mesi a sognare, allenarti, immaginare, sperare, stringere i denti, inciampare cadere e ripartire. Ma sempre correre, guardando avanti a quel giorno in cui schizzerai via dai quei blocchi, alla rincorsa di un’immagine, un traguardo: il tuo traguardo.

E invece ci metti un attimo a capire che tutto può andare in fumo e il tuo porgetto finisce nel cesso, perchè il tuo corpo si ribella. E decide di farlo in un modo subdolo e con ironico tempismo. La mattina di Bressanone. La mattina della tua gara.

Provo a preparare la borsa, fingo di poter ignorare il torcicollo con cui mi sono svegliato. Saluto le mie principesse e metto in moto l’auto. Faccio pochi chilometri, mi fermo faccio il pieno, riparto, ma non c’è storia. Inutile prendersi per il culo. Non riesco a girare la testa soprattutto a sinistra. Il collo è rigido. il destino ha deciso, si è divertito e ha scritto tilt il sul mio flipper.

Non ci sono parole per descrivere le sensazioni. Torno a casa. E’ la decisione più saggia, forse l’unica realmente da poter prendere in considerazione. Non so se avrò a disposizione un altro gettone, per un’altra partita.

Oggi la tristezza prende il sopravvento. Non mi sento in grado di fare previsioni. 

Vigilia

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Sono pronto… no io sono pronto, sono quasi pronto…. non sono proprio prontissimo, ecco … se voi mi date un mese e mezzo…

Dal film “Aprile”, di e con Nanni Moretti

(rivolto alla moglie e al figlio che sta per nascere)

Rien ne va plus, le jeux sont faits

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Meno due, nel senso di giorni alla partenza per Bressanone, che poi vale anche per il ritorno. 620 km di asfalto su autostrada, intervallati da 400metri di tartan, alle ore 16 in pista. Una doccia e poi si torna a casa.

Meno due, anche in un altro senso. Due, miseri ma sufficienti, centesimi che oggi mi hanno permesso di stare sotto i 39″ sul test finale di 300 metri. Finalmente appare il 38! seguito da novantotto centesimi, daccordo, ma pur sempre 38. Buona prova, considerando che ho distribuito bene le energie. Ma è chiaro che proseguire per altri cento metri con quel passo, o anche con un passo appena più lento, è una follia, impossibile. C’ho provato e c’ho rinunciato dopo 60 metri, quando ormai privo di energie residue quasi camminavo.

Spettatore gradito e imprevisto, il mio amico Levriero che decide di passare la pausa pranzo al Giuriati, senza correre, ma chiacchierando, incoraggiando e osservando. Eeee…la pista ti ha già causato dipendenza e oggi eri in crisi di astinenza, caro Nicola.

Poi dovrei eseguire un 150 e un 120, ma ho le pile scariche, decido dunque di fare solo il 120…ma mi distraggo e non mi accorgo che in realtà parto dai 110mt. Insomma un pasticcio. Però 13″64 come tempo finale non è da disprezzare.

Raccolgo i cocci, chiacchiero amabilmente con un po’ di ragazzi – giovani e meno giovani -, una ragazza carina mi dice che dimostro molto meno dei miei 35 anni (ancora da compiere..a dire il vero) e quindi dopo una doccia corroborante torno in ufficio allegro, sereno e…ringiovanito. Domani allenamento cazzeggiato, Ciro ha detto “due giorni prima, della gara, in pista, jaa paarià, jaa shbarià” cioè “devi divertirti, devi distrarti”: il che vuol dire corsetta libera, esercizietti e stretching. E poi venerdi riposo.

Ciò che potevo fare, ho fatto. Rien ne va plus. Le jeux sont faits.

Alla prossima

 

Ultime cartucce

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Siamo alle battute finali, sono le ultime cartucce.

Ieri, giornata post-gara, anzi post-gare. Con le gambe legnose ho affrontato il penultimo allenamento prima di partire per i Campionati Italiani Master di Bressanone, dove si conclude un progetto di 6 mesi. Si intravede il finale del film, non in linea con le aspettative e direi neanche tanto vicino alle aspettative….comunque, credo di non avere proprio nulla da rimproverarmi. Ce l’ho messa tutta.

Ieri, dicevo, ore 13, solito Giuriati, eseguo due serie di ripetute sui 30-40 e 50mt, molto veloci pur senza forzare troppo, tutti tempi abbastanza prossimi ai mie personali di stagione. Poi parto per un 400, l’ultimo. Passaggio ai 200 metri in 27″50 … lento, provo a cambiare passo e chiudo la seconda parte in 28″47. Il differenziale evidenzia una distribuzione non ottimale, ma neanche catastrofica. Ma dovevo passare sotto i 27″ ai 200. E non sono riuscito a calibrare bene la velocità. Nulla da recriminare, perchè se ne avessi avute di energie in più, avrei potuto recuperare nella seconda parte. Ma evidentemente non ne avevo. Tempo finale dunque 55″97. Miglior prestazione stagionale, ma tempo ancora altissimo. Il giro della muerte non fa sconti, non lascia spazio all’improvvisazione. Avrei potuto correre con altri riscontri oggi, se fossi riuscito in questi mesi ad allenare la resistenza alla velocità, tendiniti e gluteo pemettendo. Ma non me l’hanno permesso. Va bene lo stesso, non lamentiamoci.

Poi eseguo un 150 ed anche qui siglo un personale di stagione, limando 3 decimi al vecchio tempo: riscontro finale 18″64. Dieci anni fa 17″ e briciole.

Le sensazioni non sono malaccio, ma il ritardo di preparazione è comunque evidente ed è incolmabile.

Domani ultimo test: un 300, un 150 ed un 120. Anche domani ci metterò l’anima, per non lasciare nulla, ma proprio nulla, di intentato: questa volta la coscienza deve essere a posto. A dispetto del fisico.

Alla prossima

Gold & Silver

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Sabato ore 17, Ritrovo al campo Giuriati, Campionati provinciali master.

Parcheggio la mia moto, entro in pista e noto subito che c’è qualcosa di strano, i giudici stanno sistemando i blocchi per le partenze dei 400 mt., la mia gara, che da programma sarebbe dovuta partire verso le 19! Noto gente già sudata affaticata qua e là, la pista e il prato sono pieni di gente…ribadisco, qualcosa non va…a quest’ora la gente dovrebbe amalapena essersi iscritta.

Chiedo lumi e scopro che è stato tutto anticipato di ben due ore, peccato che il calendario scaricabile dal sito fidal-lombardia non riportasse la variazione. Picolo dettaglio che mi fa saltare la gara che mi avrebbe potuto permettere -nell’ipotesi di raggiungere il minimo richiesto di 54″14 – la partecipazione al meeting di Erba previsto per oggi. Dunque le gare che saltano sono due. Entrambe sui 400mt., la mia distanza. Scusa, cara Fidal, se è poco! Cazzo!

Seguo il suggerimento dello Zio, prendo la cosa con ottimismo e fatalismo, così cambio i miei programmi del week-end e mi presento domenica (ieri) al via della gara dei 200mt, e degli 800mt.

Qui, animato dalla rabbia e da una condizione ce cresce pian piano, clamorosamente, riesco a migliorarmi nei 200mt con un tempo di 25″26, che mi permetterà di andare sul podio di categoria, premiato con medaglia d’argento; e addirittura di vincere la gara degli 800mt. e dunque diventare campione provinciale master MM35, con un tempo di 2’20”, che rispecchia tutta la pesantezza dlele mie gambe, ma che mi consegna l’emozione di salire ul gradino più alto del podio, per la prima volta nella mia vita.

Quale dei risultati mi da più soddisfazione? Non ho dubbio alcuno.

Il primo posto del mio amico Levriero (http://21km.blogspot.com/), che poco dopo di me, con una spettacolare gara in elegante progressione, sigla la sua miglior prestazione personale sui 5000mt. con 17’44”, che gli vale il titolo di campione provinciale MM40.

Tutto sommato aveva ragione lo Zio,il week-end è andato come doveva andare.

Pubblico il suo graditissimo e tempestivo tributo, grandioso come sempre:

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Cliccare qui per ingrandire: http://bp0.blogger.com/_pJeJjiaqSps/SFWDqVQwDsI/AAAAAAAAAeE/aUP_r_S_8TA/s1600-h/correre_come_02-RESIZED.jpg  

E per il mio 400 che mi è stato negato da un’organizzazione  approssimativa, pazienza, lo recupererò oggi in allenamento, con le gambe sempre più legnose. Come ho imparato ieri, verrà quel che verrà.

Alla prossima

What’s American

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Ieri, ore 13, campo Giuriati: Americana, cioè spettacolo.

Al via la gara più attesa, la più partecipata del circuito Corrigiuriati. Circa 45 iscritti, giri da 300 metri, gli ultimi due atleti ad ogni giro vanno a casa (in reltà il controllo degli eliminati è piuttosto impreciso…), con 90″ di recupero e si parte i nuovo. Speravo di arrivare in fondo alla gara, quando in cinque si affronta l’ultima volatona, ma il numero elevato di iscritti costringe ad un numero spropositato di giri rispetto ai dieci stimati alla vigilia. Complessivamnete saranno 20 giri, io al sedicesimo esaurisco le energie. E’ una gara aerobica, con poco spazio per altre capacità. Allora mi concedo un giro veloce in fuga solitaria prima di ritirarmi, perchè cercare dui arrivare fino alla fine significherebbe trascinarmi in condizioni pietose senza possibilità di giocarmi la volata decentemente. Preferisco soccombore tagliando per primo il traguardo e non per ultimo, così eseguo il mio 17° ed ultimo sempre in testa chiudendo in 48″. La media era stata di 1’03”, in progressione violenta con gli ultimi sui 55″. Prima di me era uscito il favorito assoluto, Saoul Armanini, tra i migliori master italiani MM35, specialità 1500 e 3000.

Presente anche l’amico Nicol-Levriero che, in accorta e sapiente condotta di gara, potenzialmente in grado di giocarsi il podio, si fa beffare al 19° giro per un calcolo sbagliato, mentre i cinque finalisti onorano alla grande il ventesimo ed ultimo giro. Il primo chiude in 44″ (atleta poco più che ventenne con PB di 53″ sui 400 e 2’05” sugli 800). Il secondo è un ragazzo triathleta con ottima resistenza e buona velocità. Terzo arrivato il miglior mezzomaratoneta quarantenne d’Italia, Marco Fantone (avevo avuto l’onore di precederlo agli 800mt la settimana scorsa). Comunque bella, divertente ed entusiasmante l’Americana.

Reggono bene i tendini, ma oggi ho i muscoli di legno, provatio dall sforzo prolungato. Spero di recuperare la brillantezza per domani, perchè ai campionati provinciali master mi aspetta un 400.

Giro della muerte, aspettami che arrivo. Sarà durissima, ma devo provare ad ottenere il minimo per partecipare al meeting di lunedi ad Erba, dove potrei contare, per la prima volta, su uno spettatore dedicato: lo Zio.

Alla prossima 

Eppur (qualcosa) si muove

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Ore 13, Campo Giuriati, caldo umido da paura.

“Martedi fai 4x80mt  in tempi decenti, tutti al di sotto dei 10″ netti …fosse anche tutti in nove e novantanove, per favore, non farmi vdere il 10 davanti”.

La velata minaccia è di Ciro, dopo aver commentato insieme al telefono i risultati delle gare della settimana scorsa. “Occorre provare a recuperare la tua velocità di base, altrimenti c’è poco da fare”. E allora ieri 7 ore e mezzo di magnetoterapia, poi ghiaccio e stamattina altre 3 ore di magnetoterapia.

Umido da paura, dicevamo, ma i tendini sono al loro posto e non si lamentano. Che bello!

Mi scaldo ben bene e parto per gli sprint: primo 80 mt. in 9″88, ottimo!!! il personale assoluto di 10 anni fa è 9″32, daccordo, ma il personale di stagione è 9″92… e l’ho migliorato di 4 centesimi! … poi riparto e … 9″86 …cazzo!!! personale di stagione ritoccato di nuovo! …poi riparto ancora e  … 9″81 personale di stagione ritoccato ancora; e infine chiudo con 9″90, basta ritocchi, ma buono comunque. Caro Ciro, se i tendini mi lasciano in pace, obbedisco!

Poi però ci pensa il 400 finale a ridimensionarmi. Passaggio ai 200 in 27″14, seconda parte in 29″16. Distribuzione non ottimale – ma non è semplice interpretare il ritmo giusto, memorizzarlo ed eseguirlo. Chiudo quindi, composto – ma lento, in 56″30. Mi toccherebbero 2×120 ancora, ma non è ho voglia e non c’è tempo, e in più mi è scoppiato una bel mal di testa per il caldo. Meglio non strafare, oggi mi fermo qui. Ho la sensazione che la condizione stia, tuttavia, crescendo ancora un pochetto, e la cosa non mi spiace. 

Vediamo. vediamo. 

Alla prossima