What’s American

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Ieri, ore 13, campo Giuriati: Americana, cioè spettacolo.

Al via la gara più attesa, la più partecipata del circuito Corrigiuriati. Circa 45 iscritti, giri da 300 metri, gli ultimi due atleti ad ogni giro vanno a casa (in reltà il controllo degli eliminati è piuttosto impreciso…), con 90″ di recupero e si parte i nuovo. Speravo di arrivare in fondo alla gara, quando in cinque si affronta l’ultima volatona, ma il numero elevato di iscritti costringe ad un numero spropositato di giri rispetto ai dieci stimati alla vigilia. Complessivamnete saranno 20 giri, io al sedicesimo esaurisco le energie. E’ una gara aerobica, con poco spazio per altre capacità. Allora mi concedo un giro veloce in fuga solitaria prima di ritirarmi, perchè cercare dui arrivare fino alla fine significherebbe trascinarmi in condizioni pietose senza possibilità di giocarmi la volata decentemente. Preferisco soccombore tagliando per primo il traguardo e non per ultimo, così eseguo il mio 17° ed ultimo sempre in testa chiudendo in 48″. La media era stata di 1’03”, in progressione violenta con gli ultimi sui 55″. Prima di me era uscito il favorito assoluto, Saoul Armanini, tra i migliori master italiani MM35, specialità 1500 e 3000.

Presente anche l’amico Nicol-Levriero che, in accorta e sapiente condotta di gara, potenzialmente in grado di giocarsi il podio, si fa beffare al 19° giro per un calcolo sbagliato, mentre i cinque finalisti onorano alla grande il ventesimo ed ultimo giro. Il primo chiude in 44″ (atleta poco più che ventenne con PB di 53″ sui 400 e 2’05” sugli 800). Il secondo è un ragazzo triathleta con ottima resistenza e buona velocità. Terzo arrivato il miglior mezzomaratoneta quarantenne d’Italia, Marco Fantone (avevo avuto l’onore di precederlo agli 800mt la settimana scorsa). Comunque bella, divertente ed entusiasmante l’Americana.

Reggono bene i tendini, ma oggi ho i muscoli di legno, provatio dall sforzo prolungato. Spero di recuperare la brillantezza per domani, perchè ai campionati provinciali master mi aspetta un 400.

Giro della muerte, aspettami che arrivo. Sarà durissima, ma devo provare ad ottenere il minimo per partecipare al meeting di lunedi ad Erba, dove potrei contare, per la prima volta, su uno spettatore dedicato: lo Zio.

Alla prossima 

What’s Americanultima modifica: 2008-06-13T10:30:23+02:00da pandanilo
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