Tilt

Tanti mesi a sognare, allenarti, immaginare, sperare, stringere i denti, inciampare cadere e ripartire. Ma sempre correre, guardando avanti a quel giorno in cui schizzerai via dai quei blocchi, alla rincorsa di un’immagine, un traguardo: il tuo traguardo.

E invece ci metti un attimo a capire che tutto può andare in fumo e il tuo porgetto finisce nel cesso, perchè il tuo corpo si ribella. E decide di farlo in un modo subdolo e con ironico tempismo. La mattina di Bressanone. La mattina della tua gara.

Provo a preparare la borsa, fingo di poter ignorare il torcicollo con cui mi sono svegliato. Saluto le mie principesse e metto in moto l’auto. Faccio pochi chilometri, mi fermo faccio il pieno, riparto, ma non c’è storia. Inutile prendersi per il culo. Non riesco a girare la testa soprattutto a sinistra. Il collo è rigido. il destino ha deciso, si è divertito e ha scritto tilt il sul mio flipper.

Non ci sono parole per descrivere le sensazioni. Torno a casa. E’ la decisione più saggia, forse l’unica realmente da poter prendere in considerazione. Non so se avrò a disposizione un altro gettone, per un’altra partita.

Oggi la tristezza prende il sopravvento. Non mi sento in grado di fare previsioni. 

Tiltultima modifica: 2008-06-23T09:30:00+02:00da pandanilo
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2 pensieri su “Tilt

  1. Ti siamo vicini.
    Ti voglio lasciare con questa strofa della “balada del genesio”

    “m’è tucaa imparà che la röeda la gira
    che ogni tant se stravacca el büceer de la bìra
    tra furtöena e scarogna gh’è una corda che tira
    quaand che el diàvul el pìca el ciàpa la mira…”

    ciao

  2. “Non so se avrò a disposizione un altro gettone, per un’altra partita.”.

    Di partite ce ne sono tante e diverse. Forse hai perso i gettoni per una partita.
    Ma non per le altre.

    Lo Zio

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