Il quadro

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Il quadro ora è completo, come aveva chiesto Ciro. Il quadro c’è, ma è da urlo.

Ai CDS Master di Gavardo i miei tempi ottenuti sulla gara dei 100mt (12″64) e dei 400mt. (56″10) sono imbarazzanti, direi, rispetto alle aspettative. 

A dispetto dell’ apparente dignitosa posizione in classifica, http://www.fidal.it/2008/lom/gavardo07062008/Gara160.htm, http://www.fidal.it/2008/lom/gavardo07062008/Gara180.htm, la stanchezza e, soprattutto, la scarsa resistenza alla velocità mi pongono, nudo, dinanzi alla relatà della mia attuale condizione atletica. Mancano due settimane e non c’è molto tempo per recuperare quel che il gluteo prima e i tendini del polpaccio ora, non mi hanno permesso di sviluppare per potermi oggi esprimere a livelli più alti. Francamente non ho nulla da rimporoverami, ce l’ho messa tutta, ho sfidato il dolore praticamente ad ogni allenamento, ho provato a curarmi con tenacia e perseveranza mentre nel contempo cercavo di rendere al massimo possibile nelle sedute di allenamento.

Insomma, non so quel che succederà a Bressanone, ma intanto provo a stringere i denti ancora due settimane, senza mollare neanche per un minuto, ma con ritrovata serenità (…che è lontana parente della rassegnazione).

E devo dire ancora una volta grazie, anzi due volte grazie allo Zio. Il primo grazie perchè, con questa vignetta è riuscito a cogliere con la consueta ironia il mio aspetto più intimo del pre-gara: la tensione alle stelle.

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Il secondo grazie è perchè sabato, a Gavardo, per la prima volta, i 400mt non mi hanno terrorizzato. Forse perchè l’andatura con cui l’ho affrontata era scandalosamente lenta, o forse perchè l’antidoto consegnatomi dallo Zio, piegato per bene, e riposto nella saccoccia dei pantaloncini da gara, ha davvero funzionato. Certamente in gara non ne farò più a meno.

Mi aspettano ancora 2 “giri della muerte”, prima del defintivo a Bressanone.

Vedremo. Vedremo.

Alla prossima

Test a Gavardo

Gavardo (Brescia), domani pomeriggio, non inganni il sole appena spuntato qui a Milano: per domani è prevista pioggia. E allora, per la terza giornata di seguito andrò probabilmente a competere under the rain.

Sono i Campionati di Società Master, e mi cimenterò coi master, i miei pari, sui 100mt e sui 400mt.

Mentre lo scrivo … 400 … mi percorre un piccolo brivido. Ci ritroviamo dopo 10 anni. Io e il mitico “giro della muerte”.

Il 100 mi scuoterà, e nel 400 eseguirò un test: possibilmente stare sotto i 54″, ma non sarà semplice.

Ieri per la prima volta il tendine maledetto mi ha pizzicato durante la gara, non solo nel riscaldamento, e la cosa mi preoccupa un po’. Ma non è più tempo per  esser prudenti. Ora bisogna osare e rischiare. E’ da stamattina che alla mia scrivania al lavoro mi sottopongo ad una lunga seduta di magnetoterapia. Mi auguro produca dei miglioramenti a breve. 

Stasera dunque salta Bresso perchè, alla luce dei risultati ottenuti sui 200 e sugli 800 di mercoledi e giovedi, le gare di domani compelteranno il quadro della mie condizioni e possibilità atletiche attuali. L’esito di Gavardo mi darà le prime serie indicazioni per rifinire al meglio possibile la forma in vista di Bressanone. Oramai manca poco.

Alla prossima

Il culturista, il velocista e il maratoneta

Ore 12.30 infilo il casco, monto sullo scooter e mi fiondo al Giuriati. Non piove ma minaccia di brutto. Mi cambio in fretta, esco dagli spogliatoi e…diluvia. Rientro ai box, per la procedura wet race, cioè…infilo un k-way e torno in pista.

Mi riscaldo ma non vedo i più forti, c’è il rischio di una gara falsata dagli assenti di lusso e la cosa non mi va giù. Poi piano piano vedo spuntare i 2-3 che sovente primeggiano nelle gare del Corrigiuriati. Si preannunciano due serie, piovosissime, quindi cerco di capire quale sarà la serie più stimolante. Si schierano al via Marco Fantone, maratoneta da 2:34′ (se non ricordo male), un paio di tipi tostarelli ma di cui ignoro il nome, ed un tipo che è a metà tra un culturista e Ben Johnson. Ma con l’accento siciliano. Comunque un tipo tutto muscoli e chiodate.

Piove sempre più forte e …pronti…. via!

Il culturista parte come se la gara fosse di 60 metri, prende 5 secondi circa su tutti, e allora mi dico, questo o schiatta o ci massacra tutti. Fantone inizialmente cerca di seguirlo ma si assesta su un ritmo che non gli concede di avvicinarlo. Io sgomito un po’ con un paio di atleti longilinei, ma non cedo la terza posizione. Soprattutto, vado alla ricerca del ritmo che mi ha suggerito Ciro.

Il mio passaggio ai 400mt, è perfettamente in linea col programma: 1’08”, ditero Fantone che ora ha 3-4 metri di vantaggio su di me. Il primo è, mi pare, inarrivabile, quantomeno non è prudente per me provarci, essendo la mia prima gara sugli 800.

Mi ero riproposto di guardare ancora il crono ai 600, ma un leggero calo di energie (prevedibile) mi sconsiglia di farlo. Per fortuna mi riprendo subito. Ai 700 Fantone sembra non accorgersi della mia presenza, lo avvicino, lo affianco, tento il sorpasso e allora lui cambia passo, trascinandomi in seconda corsia per 20metri circa. Cambio passo anch’io e mi porto davanti. Ma sento che Fantone non vuole cedere, mancano circa 150 metri e cambio passo ancora, lasciando che le fibre veloci si mettano a lavorare al posto delle fibre lente. Scarico a terra le energie residue e stacco Fantone, il primo non è lontanissimo, sta crollando, ma ha un vantaggio comunque incolmabile. Quando sento che il secondo posto è nelle mie mani, Fantone prova a tornare sotto (non male davvero per essere un maratoneta di 40 anni!) e mi costringe ad un altro, ultimo strappo.   

Chiudo, in 2’15”, sei secondi dopo il culturista, 2 secondi prima del maratoneta. Tutti gli altri, almeno oggi, sono dietro.

Che bello, l’800!

Il tempo ottenuto non è nulla di che, ma credo sia il massimo rispetto alle mie attuali possibilità e, soprattutto ottenuto con buone sensazioni: l’obiettivo, di correre sotto i 2’20”, è stato centrato! E il secondo podio non mi fa certamente male al morale.

Alla prossima

 

Andamento lento

Trofeo Lombardia, Mariano Comense. Piove a dirotto, poi smette, sembra non dover ricominciare e invece poi giù altra acqua e non smette più.

Sono le 21.45 quando, dopo quasi 3 ore di estenuante attesa e riscaldamento sotto una pioggia battente, parte la mia serie dei 200mt. Sono in seconda corsia. Obiettivo stare sotto i 25″, ma in allenamento non sono mai riuscito a stare sotto i 25″4. Dichiaro un tempo di 25 netti, per ritrovarmi con gente più veloce di me, appositamente, per avere stimoli maggiori. In fase di riscaldamento mi sfrecciano di fianco ragazzotti dai 18 ai 25 anni, con forza esplosiva che io non avevo neanche alla loro età, figuriamoci oggi. Ma mi sento bene e fiducioso, non ho paura della gara, e questo è già un risultato apprezzabile.

Ai vostri posti!     

prooontiii     

BBang.

Parto bene, veloce, deciso e determinato. In ingresso curva sono tra i primi, ma il gruppo è comunque ben compatto. Usciamo dalla curva ed inizia il rettilineo finale, che sembra corto, cortissimo, la gara sta già per finire vedo pian pianino gli altri sopravanzarmi, cazzo!    … e chiudo lento seppur nè sofferente nè in difficoltà. Lento, non sofferente, ma lento. Più di così non vado! Chiudo in coda al gruppo, a circa un secondo dal primo, ma con un tempo finale di 25″49. Quel che mi sconcerta è che questo tempo è lontano circa due secondi dal mio miglior tempo di 23″4 siglato 10 anni prima, ai tempi dell’Università.

La delusione è parecchia. Perchè dopo 10 anni la velocità di base su brevi distanze (30-40-50 fino ai 60mt) non è cambiata. Analizzando con lucidità, però, evidentememnete in questo risultato si nota la carenza di sviluppo della forza e della resistenza alla velocità. Insomma, paradossalmente oggi sono sì ancora un veloce, ma… un po’ meno veloce e un po’ più resistente.

Con questo tempo sui 200mt. però… in che condizioni sarò a Bressanone per “il giro della muerte”? Meglio non pensarci, per ora.

Oggi, alle ore 13 mi cimenterò, come previsto su una gara di 800mt al circuito del Corrigiuriati. Mai fatto gare in vita mia sul doppio giro di pista, sono emozionato il giusto,  credo che mi divertirò. L’obiettivo sarà stare sotto i 2’20”. Purtroppo sarò orfano del Levriero che con sms mattutino mi ha annunciato di essere stato “deportato” per una riunione imprevista in quel di Verona. E’ un peccato, sono certo che ci saremmo divertiti. Intanto qui, alla faccia della primavera, continua a piovere.

Alla prossima

Giugno 2008: fase5 – la rifinitura

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Ci siamo quasi. Domenica mattina ho eseguito sulla pista delle Forti & Liberi  di Monza l’ultima seduta impegnativa della settimana di scarico graduale, realizzando uno strabiliante personale: 1’15” sui 500mt., limando ben 5 secondi al precedente PB. Devo ringraziare mio fratello che mi ha tirato l’ultimo 200 della prova, consentendomi di non calare nel finale. Eppure, non posso non considerare che non ero comunque al massimo dello sforzo, e questo mi gasa non poco.

Il soleo continua tuttavia a torturarmi nelle prove brevi, tant’è che termino con un solo 150mt. anzichè due, come previsto da tabella, tempo 19″5, comunque non lontanissimo dal mio PB. La forma inizia a prendere consistenza e da questa settimana, oltre a ghiaccio, argilla e fango, mi sto curando con sedute di magnetoterapia casalinga (lo strumento è stato “cosruito” da mio fratello, ingegnere: speriamo funzioni, ma …pare di sì).

Ora inizia la quinta ed ultima fase: la rifinitura in vista delle gare. Domani sera sarò a Mariano Comense per il primo 200mt. dopo 10 anni; giovedi alle 13 gareggerò al Giuriati, per la prima volta in vita mia su un 800mt; e venerdi sera, tendini permettendo, un 200mt. e/o un 800mt. a Bresso.

Sto cercando la forma migliore per Bressanone, che è ormai tra meno di 20 giorni. La mente c’è e il cuore pure. Spero mi seguano le gambe.

Alla prossima