Scala

Era da un po’ che non mi cimentavo in questa seduta che mi aveva invece accompagnato lungamente nei primi mesi del 2008, quando un dolore al gluteo mi impediva di fare velocità. E quando dovevo trasformare un fiacco motore da fondista, attraverso un graduale passaggio, in un motore di velocista da rispolverare e rettificare: la scaletta, cioè distanze che scendono progressivamente con recupero standard.

Ho quindi eseguito un rilassante 1000, un 800, un 600, un 400, un 200 e un 100. Recupero 2′, ritmi impegnati, ma assolutamente senza ammazzarmi. I tempi sono lontanissimi dalle migliori prestazioni ottenute in questo tipo di seduta alcuni mesi fa, ma non avevo alcuna voglia di fare il fenomeno: 4’16”-3’12”-2’17”-2’02”-1’25”-32″-14″. Tempi dicevo appena dignitosi, ma in compenso mi porto a casa buone sensazioni, poca stanchezza e voglia di tornare a correre. Non è poco, direi. E per giovedì faccio un pensierino per il Miglio del Corrigiuriati, con l’amico Levriero.

Alla prossima

 

Per gioco

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È dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi, come credeva Cebes Tebano che primo in sé lo scoperse, ma lagrime ancora e tripudi suoi. Quando la nostra età è tuttavia tenera, egli confonde la sua voce con la nostra, e dei due fanciulli che ruzzano e contendono tra loro, e, insieme sempre, temono sperano godono piangono, si sente un palpito solo, uno strillare e un guaire solo. Ma quindi noi cresciamo, ed egli resta piccolo; noi accendiamo negli occhi un nuovo desiderare, ed egli vi tiene fissa la sua antica serena maraviglia; noi ingrossiamo e arrugginiamo la voce, ed egli fa sentire tuttavia e sempre il suo tinnulo squillo come di campanello. Il quale tintinnio segreto noi non udiamo distinto nell’età giovanile forse così come nella più matura, perché in quella occupati a litigare e perorare la causa della nostra vita, meno badiamo a quell’angolo d’anima d’onde esso risuona.[…]

 

GIOVANNI PASCOLI

 

Domenica ho compreso più che mai quale sia il motivo per cui alcuni di noi rimangono giovani pur passando gli anni, altri invece invecchiano più rapidamente. Il motivo mi pare sia molto nel gioco. E’ giocando che riscopriamo – o continuiamo a tenere in attività – il sorriso, l’allegria, la curiosità collegate alle emozioni che solo l’attività ludica sa darci. L’andare a correre, l’andare in bici, giocare a calcio, altro non sono che momenti che concediamo alla veste che indossiamo, di papà o di marito, ecc. Sotto queste vesti di ognuno di noi c’è quel fanciullino di cui  Pascoli narra nella sua celebre opera. E sta a noi farlo venir fuori.

Domenica sono andato a correre nel Parco di Monza e di fianco a me c’era, per la prima volta,  la mia principessina che pedalava al mio fianco, stancandosi molto, ma sempre sorridendo e giocando. Io quasi 35 anni, lei poco più di 5. Io suo padre orgoglioso, lei mia figlia giocosa. Mi sono emozionato e mi sono immedesimato in lei, tornando indietro all’epoca in cui giocavo al fianco di mio padre. Che bei tempi. Ma ho la fortuna di poter ancora godere di questi momenti e, con tutto il cuore – da domenica in poi – dal padre e dal marito che sono oggi, il mio fanciullino verrà fuori sempre più. Per giocare e per sorridere.

 

Alla prossima

In bocca al lupo Max

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nostalgica foto di un gruppo un po’ … sfilacciato…Max è il più alto e il più …stupido 🙂  

 

Dedico questo post al mio amico Max, che ho perso un po’ di vista ultimamente, gli mando il mio più grosso e sincero in bocca al lupo per LA SUA GARA: l’International Lake Garda Marathon di domenica 28 settembre. So quanto ci tiene a far bene e quanto meticolosamente l’abbia preparata da diversi mesi.

So che ci metterai  le gambe e la testa, Max, ma soprattutto il cuore … e sono certo che saprai gustartela metro per metro. I posti sono icantevoli il clima si prevede eccellente…ora va e divertiti!

Ancora in bocca al lupo…Tapabluuuuuuffff!!!

😉

Alla prossima 

Arresi all’evidenza

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Doveva essere la giornata del test e le aspettative erano alte, venendo da alcuni giorni di riposo. Riposo forzato a dire il vero, a causa di un raffreddore con i fiocchi! Ma la pista è onesta, sincera, meticolosa. Non mente e se ne hai ti promuove, se non ne hai, ti boccia. Senza possibilità di appellarsi.

E così parto per il mio riscaldamento mentre in prima corsia sfilano i 50 e più atleti del CorrriGiuriati che si affrontano per un 5000; l’amico Levriero (http://21km.blogspot.com/) parte bene, ricuce troppo in fretta lo strappo dal gruppetto iniziale ma accusa una fitta al fianco che lo farà arrendersi al traguardo intermedio dei 3000 (ad un passo fino a quel punto non male di 3’35”!…mah…valli a capire …questi giovani…quarantenni!). Termino allora il mio riscaldamneto, effettuo qualche 30mt in accelerazione sui tempi di 4″3 (non male), calzo le chiodate e parto per fare un 200 tirato, per vedere in che condizione sono. Partenza ottima, scattante e brillante come poche volte, ma dopo poche decine di metri vine meno l’energia, si spegne la luce e mi trascino fino ai 150mt dove mi fermo esausto, anzichè concludere il 200 programmato. E via, dunque, con la seconda resa, il panda dopo il levriero… Il tempo ottenuto tuttavia non è male, 18″47, è la mia seconda miglior prestazione di quest’anno sulla distanza, ma le sensazioni sono pessime. Confermate poi dalla successiva prova sui 100mt, in 12″53 … praticamente al rallenty! Io dico che la colpa è del raffreddore, Nicola dice che il suo forfait è dovuto alla scarsa motivazione …sta di fatto che se continua così, tra 10 giorni circa, Besana potrebbe aspettare inutilmente i suoi “campioni”….e che campioni!

C’è da lavorare, c’è da lavorare….

Alla prossima 

 

150 a pezzi

Il fresco di questi giorni diventa freddo se vai in moto, quindi se sei debole e per di più incauto è un attimo e becchi il raffreddore. Dunque col naso chiuso, voglia di andare a correre oggi al giuriati non ne avevo molta. Ma di pranzare con chi si lamenta del proprio lavoro (che è tanto o che è brutto – cosa peraltro non vera!) mentre in questi giorni  vedo che i problemi di lavoro in Italia sono di ben altro tipo…di voglia proprio ne avevo ancor meno. Dunque alle 12,45 decido di andare correre saltando il pranzo.

Mi riscaldo e in compagnia di Daniele, nel microclima caldo del Giuriati eseguo andature, allunghi e 3 volte i 150metri. In progressione doppia. Ovvero divido la distanza in 3 pezzi da 50mt. e blocco il cronometro su ciascun “pezzo”, con l’intenzione di andare in progressione con la prima parte lenta, la seconda in spinta e la terza veloce. E con l’intenzione di effettuare la seconda ripetuta da 150mt più veloce della prima e la terza più veloce della seconda. Tutto questo è particolarmente allenante per il finale del mio giro della muerte, in cui ho da sempre il difetto di calare nel rettilineo d’arrivo.

I tempi ottenuti sono: 7″01-6″47-6″54 (totale 20″02);

5 minuti di recupero e 7″03-6″37-6″46 (totale 19″86);

5 minuti di recupero e ancora 6″69-6″30-6″47 (totale 19″46)

Riesco bene dunque nella progressione dalla prima alla terza ripetuta, non riesco a spingere invece il terzo pezzo più del secondo in ogni singola ripetuta. Deduco che riesco a smaltire bene la stanchezza se recupero qualche minuto, ma non ho una buona resistenza alla velocità e infatti calo nel finale di tutte e 3 le prove. E’ qui che si gioca – da sempre – la partita del giro della muerte.

E qui ci sarà da lavorare. Un anno intero.

Di tempo ce n’è.

Alla prossima

PB sui 150mt

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(il formidabile autore della copertina è sempre lui, Lo Zio:  http://mondozio.blogspot.com/)

Sulla scia di un fine settimana convulso in cui sfuma definitivamente la possibilità di veder realizzato il secondo sogno – che era in realtà ben più grande dell’altro sogno, cioè la moto – mi rincuoro con una due giorni tutta in famiglia, in cui i miei zii ed un cugino mi sono venuti a trovare a sorpresa, da Foggia. Toccata e fuga, giusto il tempo per partecipare ad una 7ore all’outlet di Serravalle, in cui la principessa e  la principessina sono campionesse mondiali di categoria e vedere dal vivo il mio primo Gran Premio di F1 per capire che, se dovessi comprarlo il biglietto, mai e poi mai tornerei sul rettilineo di partenza: roba da spaccarsi i timpani.

Così, oggi al Giuriati, col primo fresco di fine estate ho voglia di fare una prova un po’ tirata. Dopo un breve riscaldamento eseguo andature tecniche e poi parto per un 2x150mt. Il primo in progressione per saggiare la gamba. Segno un discreto 19″9 fatto con scioltezza e sento che la gamba è buona e le anche e i piedi mi restituiscono l’elasticità necessaria per provare a fare qualcosa di più veloce e brillante.  Bene.

Infilo le chiodate e trainato da un paio di lepri più o meno occasionali, parto a razzo, concludo un po’ in flessione, ma siglo il sorprendente tempo di 18″17. E’ il mio PB stagionale sulla distanza, mezzo secondo meglio del precedente, se non vado errato (stasera controllerò sull’agendina del bravo atleta). I primi di ottobre forse c’è una garetta in cui quasi quasi provo a divertirmi sui 200mt. Vedremo, vedremo.

Intanto, notizia eclatante: la principessa ha comperato un paio di scarpette adidas da running e mi ha detto: “ho deciso che qualche volta vado a correre”. Notare…ha detto “vado”, non ha detto “vengo” o “andiamo”! Dovrei quasi quasi offendermi, ma mi limito a pensare che se dovesse davvero accadere, sarebbe una prima insperata conquista. Ma ci credo poco.

P.s.: caro amico Punti, se dovesse davvero succedere alla principessa… forse un giorno potrebbe succedere anche alla Puntina. Preparati al colpo.

Alla prossima

Furia

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Nuda, Capitolo terzo, come promesso.

 

Un sogno sta per prendere forma.

L’attesa è durata 10 lunghi anni. Ma ora è mia. Naked  ovvero nuda, appunto. Lo stile naked è uno stile che ho subito sentito mio, “cucito addosso” (mi si perdoni l’ossimoro). Non è lo spirito delle moto supersportive da pista, quelle che guidi con tuta in pelle e  “saponette” alle ginocchia. Ma è la moto che guidi con giubbino corto in vita, un paio di jeans. E senti che il mondo è tuo e hai bisogno di poco altro. E’ per me la coronazione di un sogno, il possesso di una moto. Una vera moto. La mia Yamaha fz6 s2.

 

Velocità max 228km/h, da 0 a 100km/h in 4 secondi. Ma soprattuto…in tema di 400mt, un giro dela morte da fermo in 12”8. Una vera “furia”.

Furia, appunto. L’ho scelta nera proprio come Furia il noto cavallo di uno dei telefilm con cui sono cresciuto tra gli anni 70 e gli 80. La ritirerò questo pomeriggio alle ore 16 e, come avevo sognato da bambino, mi sembrerà di esser libero, cavalcando non un cavallo nero, ma una Yamaha nera, naked come un cavallo, ma spinta da 98 cavalli. Di pura potenza.

Non vedo l’ora.

Un sogno sta per prendere forma.

 

Alla prossima

Serie di 400

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Sapevo che mi avrebbe tirato il collo e così è stato.

Il levrier Nicola (http://21km.blogspot.com/) mi ha fatto compagnia durante la prima seduta di non velocità dopo mesi di stacco dalle distanze lunghe. Beh…lunghe…dipende dai punti di vista. Per me ormai le serie di 400 rappresentano fondo prolungato, praticamente un… lunghissimo.

Lui inanella 7 volte i 400 con un passo di 1’17” e recupero regolare di 1’30”, mentre io ad un passo un po’ più lento faccio i primi 3, poi stacco con un recupero un po’ più lungo, ancora 2 giri, stacco ancora e con Nicola spariamo l’ultimo 400mt quasi a palla, con la stanchezza a cui non ero più abituato, chiudendo in 1’05”. Soddisfatto e divertito. L’allenamento in compagnia è sempre una gran cosa.

Degna di nota tuttavia il fantastico omino che se n’è stato tutto il tempo a prendere l’ombra disteso – piedi in sesta e riporto scomposto in settima corsia – dove io e Nicola abbiamo eseguito le nostre prove. Una statua di marmo credo avrebbe avuto maggior sensibilità e comprendendo l’inopportunità d quel suo stare lì come un cazzone, forse si sarebbe spostata.  

Warning: da un po’ di giorni ho leggeri e improvvisi attacchi di crampi dietro le cosce, per fortuna gestibili, che rientrano subito dopo aver steso la gamba. Mi è capitato in ufficio, a letto, in moto e in pista mentre mi scaldavo. Non so da cosa dipenda, venerdi riprendo con Davide, il fisioterapista-runner, e vedrò di capire e (spero) risolvere.

Alla prossima

Nudità

Nudità, Capitolo uno.

Scuoiato e reso nudo di fronte all’evidenza, ieri al Giuriati. Il talento è talento e Salvino, seppur solo lui dotato di chiodi e in prova lanciata con due passettini prima del via, mentre io partivo da fermo, in un paio di prove sugli 80mt me le ha suonate di santa ragione. Lui è in formissima, io non proprio. Però lui ha cinquant’anni e io quindici in meno. Un fenomeno davvero e tanto di cappello davanti ai suoi tempi: 9″3 e 9 netti….Poi ne farà altri 3 , ma per me è tardi e devo rientrare al lavoro. Il complimento più particolare che ricevo alla fine di questa seduta è: “sei come un appartamento da ristrutturare…si intravede un grosso potenziale ma c’è da fare dei lavori”. Poi aggiunge “se vuoi ci lavoriamo insieme quest’anno, 2-3 volte a settimana, partendo da fine ottobre, preparazione invernale e così via… ” La cosa mi sembra interessante e stimolante, credo che ne approfitterò. Per la cronaca io ho fatto 10″2 e 10 netti.

Nudità, Capitolo due.

La gengiva appare nuda. Il suo sorriso è più bello e simpatico che mai. Anche se dietro (e non sotto) è già pronta la riserva fresca, che premeva da un po’. La principessina ha perso il primo dentino da latte, l’incisivo in basso. Tocca comprare  il soldino di cioccalato per farglielo trovare domattina. Così si usa da queste parti. Dalle mie parti, terra concreta che ha poco tempo per sognare, il soldino era vero. 

Nudità, Capitolo tre. E’ ufficioso non ufficiale… dunque aggiornamenti nei prossimi giorni.

Oggi intanto andrò a farmi scuoiare da Nicola il levrieraccio (http://21km.blogspot.com/) su una serie di 400 tranquilli per lui, massacranti per me: non è masochismo, devo fare un po’ di fondo. Mi tocca, ogni tanto, e preferisco farlo in compagnia di un amico.

Alla prossima

Centoventi

Era da un po’ che non correvo questa distanza ibrida in pista.

Oggi mi sono allenato ancora in compagnia di Daniele l’ex-rugbista – che ho scoperto fa il tecnico di laboratorio scientifico preso la facoltà di fisica…lavorando con atomi reffreddati, laser, antimateria…boh…confesso che non c’ho capito una mazza! Dopo un po’ di corsa ed andature per migliorare la tecnica e la postura, Daniele mi propone 5x120mt. Da farsi tranquilli, tecnici ma non in spinta. Diciamo degli allunghi impegnati. Ho il collo che non mi dà segnali positivi, sento che vorrebbe bloccarsi da un momento all’altro…però provo ad ignorarlo ed in effetti durante la corsa non mi dà particolari noie. Vedremo se domani mi rinfaccerà questa  mia strafottenza.

Nel primo e nel secondo dei 120mt mi attardo un po’ rispetto al mio vicino di corsia, ma dal terzo fino al quinto, approfittando delle discrete sensazioni, spingo un po’, pur essendo senza chiodate. La corsa è sciolta, mi pare composta, soprattuto nell’ultima ripetuta. Direi soddisfacente nle complesso.

La sequenza dei tempi è: 18″5-18″2-17″9-16″6-15″3. Il recupero è di 3′ abbondanti.

L’ultimo giorno lavorativo di questa prima settimana di settembre è archiviato. Ora mi aspetta un week-end importante…

Alla prossima…