Ambizione

Cogliendo una mia ambizione, il grandissimo Zio (al secolo Marco Terraneo, http://mondozio.blogspot.com/) racconta con la sua proverbiale ironia ed estro creativo un mio sogno è il caso di dirlo…inseguito da tempo, ma ahimè non ancora avveratosi. Magari se verranno tanti pandini, un’americana prima o poi la vinco davvero…

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Intanto raccolgo i cocci di una quasi “24 ore di treno” che mi ha lasciato un senso di nausea come se avessi corso 10 volte i 400 a tempo di record e con recupero di un nanosecondo…

Alla prossima

 

In attesa di…

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…poter verificare nelle prossime settimane un paio di situazioni favorevoli (corrispondenti allo scenario in cui mi sentirei quasi definitivamente realizzato) dormo poco, e male, e quando posso scappo in pista in pausa pranzo, come al solito.

Delle due situazioni favorevoli spero di poterne parlare a breve, mentre del modo in cui cazzeggio e mi diverto al Giuriati posso subito dire.

Oggi a tratti in compagnia di un paio di simpatici cinquantenni (a vederli in viso, e a vederli correre soprattutto, non gli si darebbe più di 40 anni, fortunati loro: il primo è un insegnante di educazione fisica e il secondo è un ex giocatore di rugby) cazzeggio con andature ed esercizi di tecnica, mi compiacio del corretto funzionamento della schiena, e mi rilasso facendo un “distratto 400″ in un appena diginitoso 1’10”. Recupero 5′ e vado avanti con un 200 in 31″ e poi un 100 in 15″50. Spinti poco, ma molto tecnici, cercando di fare attenzione ad ogni appoggio. Mi accorgo in realtà che ogni appoggio è differente dal precedente e dal successivo…mmm…ci sarà da lavorare. Poi Daniele (l’ex-rugbysta ancora molto tonico e veloce per l’età che ha) mi chiede se voglio unirmi a lui in una serie di 80mt in progressione. Sono abbastanza stanco e un po’ in ritardo, ma cedo volentieri alla tentazione di chiudere l’allenamento in compagnia (che è cosa rara). Ne vengono fuori tempi decenti considerando l’approccio tecnico e non aggressivo: 12″29-12″02-10″98.

Bene. In attesa di …xxxxx, in attesa di …yyyyy, e in attesa di partire stanotte per Roma, e farmi cullare dal rumore delle rotaie (sperando che il vagone letto super class questa volta accolga tutto il mio corpo … inclusi i piedi) torno ad immergermi nel mio lavoro, sognando e desiderando che le cose nell’immediato futuro vadano per il verso giusto.

 Alla prossima (uff….che fatica custodire i segreti)

La zanzara Tiger

 

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Sabato doveva essere la gara dell’anniversario di matrimonio di due amici (seppur conosciuti da pochissimo ma – almeno lui – noto personaggio nell’ambito del podismo nazionale): Luca Speciani e Antonella Carini. Ricevo l’invito per il secondo anno e questa volta lo accetto volentieri.

Luca e Antonella sono soliti festeggiare con un ritrovo in casa loro, nel loro bel giardino di Oreno di Vimercate, con un banchetto tra amici e amici di amici, che si conclude con una gara aperta a tutti, bimbi, donne, tapascioni e uomini consumati dall’agonismo delle corse, per un totale di oltre 40 partecipanti: è l’Americana dell’Anniversario. L’Americana, per chi non fosse pratico, è una gara ad eliminazione, nella fattispecie svolta su un pratone incolto, tra paletti e nastri che delimitano il giro di 150 mt. circa. Ogni giro è una volata di gruppo, e l’ultimo che taglia il traguardo viene eliminato. Un minuto di recupero e si riparte. E così avanti fino ad arrivare disputare la volatona finale, riservata a due soli runner. Spettacolare scenario immersi nel verde ma… disturbati dalla terribile zanzara tigre che aspetta il tramonto per divorare, incredula, così tanta carne esposta indifesa al macello delle sue fauci. La zanzara tigre, anzi “Tiger” approffitta del clima americano per avventarsi nel minuto di pausa tra un giro e l’altro. E a nulla serve l’Autan prestato dal gentilissimo Roberto “nonnorock” Mandellik. Il minuto di recupero diventa così un minuto di affaticamentro degli arti superiori, impegnati nella impari lotta contro gli attacchi delle centinaia di Tiger.

Per la cronaca, in questa Americana di fine estate, dopo un mese di quasi totale riposo, giungo ottavo (o forse nono?), dopo 32 lunghissimi giri fatti i primi in 40″ gli ultimi in 25-26″, rischiando sempre ad ogni curva secca una storta alle caviglie, ma in un clima di grande sportività. Vincerà Pistis (Road Runners Club), davanti a Speciani, e al quarto posto un bravissimo ragazzone del Marcocco, alto quasi due metri, anno ’67, gentilezza e garbo da vendere. Bravi e un sincero grazie a Luca e Antonella (ancora Auguri!), che hanno  saputo diffondere con grande cordialità la vera essenza dello sport. L’anno prossimo verrò con la muta da sub, ma verrò.

Alla prossima.