La vita in venti minuti

19 minuti e ventisette secondi, per la precisione.

E’ il tempo che ho impiegato per smaltire, con una corsetta leggera, la tradizionale partitella di calcetto natalizia tra amici d’infanzia, in cui ritrovi le emozioni e il divertimento di una volta, qualche capello in meno, qualche chilo e figlio in più, la stessa tecnica e talento di sempre (per chi ne aveva) e la stessa passione di quando eravamo bimbi.

Così stamattina impasto il pane da cuocere in casa, e subito dopo mi fiondo per le strade della mia città. Foggia.

Respiro e vivo le mie strade, a passo di corsa, che è tutta una poesia, indescrivibile, da brivido: passo davanti ai posti a me più cari, l’asilo, la scuola elementare Giacomo Leopardi, la scuola media Michelangelo, la scuola superiore, casa di nonna, i campi sportivi dell’edilizia primavera, casa di una mia ex fidanzatina, scomparsa prematuramente, e lì, come sempre l’emozione s’intensifica. Ciao Rosanna, riposa in pace.
Giro l’angolo e sono su Via Gobetti, la strada di casa, dove ho provato la porima volta a fare velocità, gli 80, i 100, i 200metri, con gli amici di sempre.
Tornare a casa, alle radici e alle origini, è ogni volta un’emozione indescrivibile, solo la corsa mi permette di goderne intimamente gli a spetti più preziosi, i ricordi più nobili, conservati in fondo al cuore.

Alla prossima

Merry merry

Ultimo giorno monzese, domani finalmente si parte destinazione Foggia per passare il Natale con la mia famiglia, e poi Napoli per passare il Capodanno con la famiglia della Principessa.

Ne approfitterò per fare una settimana di scarico, iniziata oggi con una mezzoretta utilizzata per un lavoretto nuovo, cioè 10 ripetute sugli 80mt fatti all’80% con intervallo di 1’30”. Doveveno esssere 12-15, ma nel fare velocità su asfalto meglio non esagerare). Lavoro simpatico, spero anche utile, ma pare lo sia.

Il 27 sarà la solita tradizionale partita natalizia di calcetto tra amici d’infanzia mentre i primi di gennaio si ricomincia con la pista e con il carico, rivedrò Mimmo e Ciro in pista al San Paolo per ricordare (e rifare) antiche sfide tra amici, cronometrate a un grande amico-coach. Credo che stavolta ci scapperà un bel 600. Uè-uè!

Saranno anche due settimane di gran lettura, chè con il 40% di sconti dell’IPER ho fatto una bella scorta, anche  di classici, che ho sempre trascurato negli anni.

 

A proposito, ne approfitto per fare gli auguri a tutti coloro che transitano da questo blog, in particolare Lo Zio, Mirkuz, il Levriero, Max e Dani. E la brigatatapasciona tutta.

 

Alla prossima

Salita e Giochi antichi

 

campana.jpg

Week end successivo all’ultimo giorno di scuola e di lavoro, prima delle vacanze.  E dunque è un week-end speciale, tutto nostro.

Io vado a correre sul mio cavalcavia che oggi ospita qualche auto e furgone in più in transito veloce e affrettato, ma siamo a ridosso di Natale, ci sta. Mi scaldo faccio un po’ di esercizi di tecnica e poi saranno 2x4x50mt circa, in cui ottengo i tempi medi migliori di sempre. Sensazioni ancora ottime, la preparazione procede benissimo. Solo un piccolo risentimento al quadricipite sinistro mi allarma un pochino inducendomi alla prudenza. Rinuncio con saggezza dunque alla terza serie e passo alla volta di un 500 finale corso in piano e all’80% dell’impegno massimale, che chiudo in 1’31”.

 Poi per tutto il giorno la Principessa a sistema casa prima, e recupera il sonno perso, dopo. Mentre io e la Principessina ci dedichiamo in sequenza ad una full immersion che prevede unduetrestella, la Campana (con tanto di scotch sul parquet a delimitare le caselle) il gioco di  Napoleone,la  preparazione  del pane fatto in casa (alcuni panini tra cui uno a forma di chiesetta …  perché la Principessina va scuola dalle suore!). E la giornata si conclude con la lettura di uno dei 15 libri de I Quindici, per fortuna ha voluto che glie ne leggessi solo uno.

Domani temo che mi toccherà dedicarmi alla Principessa, che gli outlet sentono certamente la sua mancanza. Ma un’oretta per correre la trovo di certo.

Alla prossima

Primi chiodi

chiodini.jpg

Sto un gran bene, mi sento tonico e sereno, sarà perchè assaporo ormai a pieni polmoni l’aria di festa di questi giorni prenatalizi, sarà  forse perchè la preparazione invernale procede con la giusta gradualità.

Una nuvolaccia nera minaccia pioggia, ma me ne fotto e alle 13 monto in moto e vado al Giuriati: verrò premiato, non pioverà.

In pista incontro Daniele l’ex-rugbista cinquantenne che decide di farmi compagnia per buona parte dell’allenamento. Eseguiamo 3x(4x50mt) con recuperi di 1’30″/5′; poi lui va via mentre io concludo la seduta di resistenza alla velocità con una prova lattacida (la prima della stagione) e scelgo di misurarmi nel 300mt.

I tempi che ottengo nella seduta sono:

6″89-6″75-6″60-6″66

6″70-6″79-6″78-6″66

6″67-6″62-6″59-6″70

Poi pausa di 12′ e nel 300mt, in cui calzo le chiodate per la prima volta in questa stagione dopo 3 mesi di astinenza, ottengo un dignitoso 41″50.  Soddisfatto per le quartine dei 50mt, non dispiaciutio (temevo peggio) per il 300.

 

Alla prossima

Potenza lattacida

Basta davvero così poco per andar forte. O meglio, più che per andar forte, per correre sciolti e con sensazioni piacevoli, faticando poco e andando relativamente forte. Più del previsto, almeno.

Ieri con la pioggia in pausa pranzo non avevo voglia di andare e tornare dal Giuriati come un pulcino bagnato, quindi decido di ridurre il disagio rimandando,  e vado quindi a correre la sera attorno allo stadio. Misuro le distanze dei 600, i 400 e i 300mt ed eseguo un nuovo lavoro, di potenza lattacida, da farsi all’80% (per definire il ritmo giusto basta dividere il proprio personale sulla distanza per 0,8), lavoro tipicamente da farsi in pista, ma ieri fatto su asfalto, attorno allo stadio. La pioggia alle 19 non c’è più, e quindi corro via liscio e spensierato e non avendo particolari riferimenti visivi su cui confrontarmi nei passaggi intermedi, corro davvero molto sciolto e rilassato. E si vedrà dai tempi, oltre che dalle sensazioni durante e dopo la seduta.

2×600 con 6′ di recupero, previsti in 2’07”, ma viene fuori un ottimo 1’55” e 1’58”

2×400 con 5′ di recupero, previsti in 1’09”, ma viene fuori 1’09” e 1’07”

2×300 con 4′ di recupero, previsti in 49″, fatti in 49″ e 49″.

Il cuore alla ripartenza dei 600 segna 100 bpm, alla ripartenza dei 400 segna 120 bpm e alla ripartenza dei 300 segna 130 bpm.

E mi sono davvero divertito. Oggi se tutto va come deve andare mi aspetta una seduta di velocità con prova lattacida finale.

Alla prossima

Variazioni sul tema

Mercoledi neve e ghiaccio, dunque potenziamento casalingo. Ieri pioggia e spesa da fare dopo una giornata intensa di lavoro, il che vuol dire poco tempo e poco energie. Ma molta voglia.

E così mi lancio in 25 minuti scarsi fatti attorno allo stadio come non facevo da molto tempo. Dopo una piccola fase di riscaldamento cerco delle variazioni di ritmo, eseguendo 500mt brillanti in 1’45” alternati a 500mt più lenti in 2’45”. Lo faccio per 2 giri di stadio, che vuol dire 2 km. Poi rientrando a ritmo di defaticamento vario ritmo ancora un paio di volte accelerando per circa 150mt alla volta, coperti in una 30ina di secondi. Rientro a casa soddisfattto, rigenerato e sereno. Tra 5 minuti si torna in aula a far docenza, ma dalla settimana prossima è tutta discesa fino a Natale.

Alla prossima

Bitto e alloggio

forma di bitto.jpg

 

Ieri sera abbiamo ancora montato l’Orlanda, ma eravamo in 3 e non in 4, su di lei. Lei non sembra stancarsi di noi, ma noi ci siamo un po’ stufati di lei. Così fino a Natale la lasciamo riposare e personalmente anche nelle vacanze natalizie credo che monterò poco e comunque altrove!

Ieri sera mi è piaciuto molto montarla, ottime sensazioni e brillantezza. E anche stamattina non va niente male.

E dopo il consueto quindicinale in salita di ieri sera, grande abbuffata alla Taverna del Mirko bitto e alloggio. Si fa festa inaugurando una forma di svariati chili, proseguendo con un piatto di fusilli zafferano  e speck … ed un paio di quintali di pepe nero (mirco…che t’hann accid!) e, per chiudere, la sempre amata Nutella. Con pane caldo. Alè.

 

Alla prossima 

Passin passetto

Per non cadere e per non farsi male.

Il titolo è riferito a due scenari: il primo riferimento è alla preparazione invernale, perchè col freddo intenso di questi giorni diventa difficile rendere al massimo negli allenamenti programmati, ma in compenso è alto il rischio degli infortuni. E non a caso gli esperti suggeriscono di abbandonare il cronometro in giornate in cui il freddo reale o percepito è pungente. Così domenica mattina rinuncio alla terza serie da 5 ripetute in salita sul cavalcavia, per soccombere sotto i colpi di una prova di sintesi di 300mt eseguita in poco meno di 50″. La respirazione è sofferta, il gluteo mi da un segnalino che non gradisco, quindi mi fermo lì. 

Il titolo è riferito però anche ad un secondo scenario. E qui il sottotitolo è “uziii…che t’hanna accid!!!“. E lui sa.

Ieri, 8 dicembre, su una neve non imaccolata, dunque ghiacciata (e per fortuna qualcuno aveva fatto una perlustrazione preliminare del percorso…per fortuna eh!) decido di accettare l’invito dello Zio su un rifugio e trascino con me la principessa e la principessina (che risulteranno best performer) mentre io devo far ricorso alle mie doti nascoste di acrobata per non finire con le terga sul fondo, avendo montato le suole slick. Dunque passin passetto, mi guadagno la mia dose di ottima polenta uncia che purtroppo non riuscirò a bissare accontentandomi di un ottimo brasato) ma con noi c’è il mitico Angel(in)o Custode che ci supporta psicologicamente mentre scoraggiati rischiamo di finire nei burroni sottostanti (…un po’ di scena ci vuole). E nel finale conosco anche il mitico Pietrone.

Da consegnare la virtuale medaglia di eroe della giornata allo Zio, che armato di bastoncini telescopici porta sul collo all’andata e al ritorno con doti di grande equilibrista la mascotte del gruppo, la piccola Martina.

Alla prossima

Il regressivo

Oggi mi tocca un 2x4x300mt (magari in priogressione) con recupero di 2′ tra le 4 ripetute e di 6′ tra le 2 serie.

Reggo bene la prima serie nonostante la poca voglia, la stanchezza e il mal di gambe. Anzi reggo benissimo…fin troppo, diciamo…tant’è che purgo immediatamente lo sforzo. Quel che viene fuori è una seduta con sottotitolo:

“sono partito come un razzo e ho finito come un …..”

questi i tempi:

52″77 – 55″05 – 53″29 – 53″71

55″50 – 54″95 – 56″00 – 56″30

Quel che viene fuori è una sorta di … regressivo, altro che progressivo.

Ma porto a casa la pelle e la soddisfazione di non aver mollato e aver portato atermine la seduta.

(e qui mio padre direbbe: “ma chi caaaaazzo te lo fa fare?!”) 

 

Alla prossima

Scala con variazione

Non più la mia classica scala 1000-800-600-400-200-100, ma una sua variante più impegnativa che – se non ricordo male – Ciro suggeriva per  miscelare la componente aerobica alattacida della prima sessione, con la componente aerobica e anaerobica-lattacida della seconda sessione (…mi faccio paura da solo e non sono neanche sicuro di quel che ho scritto…)

…comunque, in termini pratici e comprensibili, i fatti sono questi:

Riscaldamento alla Salvino (che ormai è un must!) in 6′ netti

1000 in 4’04”, recupero 2′

800 in 3’12”, recupero 2′

600 in 2’15”, recupero 2′

500 in 1’44”

e STOP di 6′

poi si cambia passo (…si dovrebbe cambiar passo) e si passa a distanze più brevi e intense, cioè:

400 in 1’12”, recupero 2′

300 in 54″5, recupero 2′

200 in 32″5

Tempi molto lontani dal decente, mal di gambe e grande fatica.

Se vuoi godere in gara, devi soffrire negli allenamenti” ha detto qualcuno recentemente, ma non ricordo bene chi fosse…

Per fortuna che domani c’è riposo va’…

Alla prossima