La vita in venti minuti

19 minuti e ventisette secondi, per la precisione.

E’ il tempo che ho impiegato per smaltire, con una corsetta leggera, la tradizionale partitella di calcetto natalizia tra amici d’infanzia, in cui ritrovi le emozioni e il divertimento di una volta, qualche capello in meno, qualche chilo e figlio in più, la stessa tecnica e talento di sempre (per chi ne aveva) e la stessa passione di quando eravamo bimbi.

Così stamattina impasto il pane da cuocere in casa, e subito dopo mi fiondo per le strade della mia città. Foggia.

Respiro e vivo le mie strade, a passo di corsa, che è tutta una poesia, indescrivibile, da brivido: passo davanti ai posti a me più cari, l’asilo, la scuola elementare Giacomo Leopardi, la scuola media Michelangelo, la scuola superiore, casa di nonna, i campi sportivi dell’edilizia primavera, casa di una mia ex fidanzatina, scomparsa prematuramente, e lì, come sempre l’emozione s’intensifica. Ciao Rosanna, riposa in pace.
Giro l’angolo e sono su Via Gobetti, la strada di casa, dove ho provato la porima volta a fare velocità, gli 80, i 100, i 200metri, con gli amici di sempre.
Tornare a casa, alle radici e alle origini, è ogni volta un’emozione indescrivibile, solo la corsa mi permette di goderne intimamente gli a spetti più preziosi, i ricordi più nobili, conservati in fondo al cuore.

Alla prossima

La vita in venti minutiultima modifica: 2008-12-28T22:13:00+01:00da pandanilo
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