Piacevole sofferenza

Masochistico ossimoro, daccordo, ma è quel che ho provato oggi.

Dopo una notte in cui ho veramente dormito bene (non accadeva da una vita), andare al Giuriati alle 13 per provare la gamba e capire se l’infortunio è reale o meno, non mi costa fatica mentale, anzi.

Mi scaldo ben bene e affronto 15x80mt, come già fatto la settimana scorsa, con 35″ di recupero ma ottengo una media decisamente più brillante, di 12″ netti. Sono senza chiodate, ma il miglioramento è evidente.

Non forzo mai, per prudenza, e non vado mai in violenta contrazione muscolare, ma le gambe mi sembra stiano benino.

La sofferenza è enorme dal punto di vista del fiato(ne), sembro in apnea continua, ma nonostante ciò godo del fatto che non sento dolore alla gamba incriminata. E’ una piacevole sofferenza, questa.

Dopo 6′ c’è addirittura spazio per un 150, tecnico e composto, che corro in 19″82.

La gratificazione è alta, il morale anche.

Alla prossima

 

 

Interlocutorio

Due giorni di rioposo assoluto, poi ieri una ventina di minuti di corsa con in mezzo un 500 in 1’40”, e stamattina, baciato dal sole, una seduta di potenza aerobica, basata su 2×600 in 2’00” e 1’58” (rec.6′), un 400 in 1’07” (rec.4’30”) e un 300 in 44″. Sento rigidità nella zona lombare sino al retro-coscia, ma sembra rientrare il problema. Che però di notte, in alcuen torsioni delle gambe, continua a dare segnali sgraditi.

Intanto ho rinnovato la tessera coi Gamber e ho ricevuto conferma d’iscrizione al vertical sprint.

Alla prossima

Torna la paura

E speriamo solo quella.

Oggi dopo un riscaldamento che giudicherei sufficiente, con un’aria non troppo fredda, sotto il sole del Giuriati, parto per una seduta di velocità, con la previsione di fare delle terzine sugli 80mt, anziché i soliti 60mt, e senza chiodate per salvaguardare i tendini in questi giorni un po’ sofferenti.

Sento  – dopo i primissimi passi – un dolore che faccio fatica ad individuare e a collocare, ma mi pare sia sulla parte alta della fascia esterna della coscia destra (fascia lata del tratto ileo-tibiale).

Chiudo l’80 senza strafare, faccio un po’ di stretching, la situazione mi pare migliorare, e allora riparto per un 60mt, vedo che la situazione non è rientrata.

Sono attimi di paura, in cui pensi  “oh..oh…cazzo è? un infortunio serio? cosa  posso  aver sbagliato? Il riscaldamento? un movimento errato? la seduta sugli  scalini di ieri? come si svilupperà la stagione? l’ho compromessa?” …. ma il pessimismo lascia in fretta spazio all’abnegazione e allora decido di continuare la seduta, trasformandola da seduta di velocità a potenza lattacida.

Proseguo quindi con una serie di 80mt, al ritmo medio di 12”7 circa (passo brillante, non veloce), ne inanello 15, con recupero brevissimo di 30”.

Porto a casa così un minimo di gratificazione, ma il dolore c’è.  Speriamo bene, mannaggia!

 

Alla prossima

Diamo i numeri

Riporto i dati complessivi antropometrici e strumentali della visitia medico-sportiva del mio 2009.

Altezza 182cm

Peso 79Kg

Pressione 80/120

Frequenza cardiaca 45

ECG basale: ipocinetica; ECG dopo sforzo: ipercinetica

I.R.I. (indice di recupero): 116,80, giudizio: ottimo

Spirometria: FCV 5,3/LT; FCV1 4,75/LT; FCV  101%; FCV  110%; MVV1  1912/LT; MVV1  127%; FCV1/FCV  89%

 

E continuando a dare i numeri, ieri ho rischiato di esser mandato via a pedate nel culo dai miei vicini di casa, perchè in vista del vertical sprint, un po’ per divertirmi, un po’ per allenarmi, ho fatto alcune prove sulla scalinata della mia palazzina:

47 gradini, ripetuti 10 volte (2 gradini per volta), media 11″ per volta, con recupero di 30″ (il tempo di scendere); poi senza sosta altre 5 ripetute (questa volta 1 gradino per volta, tipo skip veloce) media 15″.

Il totale fa poco meno del Pirellone, le sensazioni sono otttime sia durante che alla fine delle ripetute, certamente grazie al recupero tra le ripetute, che il 1 marzo non ci sarà. Lì saranno 31 piani, tutti d’un fiato. 

 

Alla prossima

Dal poco al tanto

Sto cercando pian piano di avvicinarmi ad una resistenza lattacida degna di un aspirante quattrocentista.

Quindi ieri ho provato a mettere insieme 5x150mt  con recupero di 5′. La rigidità dei quadricipiti posteriori, soprattutto quello di sinistra, mi hanno suggerito di non strafare in fase di spinta, ma presto mi sono accorto che se anche avessi voluto correre con minor prudenza, non avrei avuto sufficiente forza disponibile.

I tempi sono tutti sopra i 19″, tranne il secondo che ho corso in 18″80. Tempi alti, mi pare, con una media complessiva di 19″39, il che vuol dire averli corsi appena oltre il 90% della velocità massima.

Tra qualche settimana passerò ai 5×200, vedrò di miglioare il ritmo in condizioni di maggior freschezza.

Al campo oggi anche il Levriero, che come me è rimasto stupito di come Corrado, l’ex-culturista 23enne, abbia inanellato 3 serie di 300+500 rispettivamente corsi in 46″ e 1’20”, con soli 2′ di recupero. Impressionante! Beata gioventù!

Alla prossima

 

Mi son fatto 3 Terzine

No no…non nel senso di donne nel ruolo di terzino (…purtroppo), ma nel senso di 3 serie di 3 ripetute. Sui 60mt.

In compagnia di Daniele, alle ore 13, dopo un riscaldamento sempre più …moderno,  eseguo le serie di 60mt credo più veloci (come media) di sempre. I tempi ottenuti sono:

7″63-7″50-7″56

7″56-7″71-7″63

7″53-7″73-7″66

Poi dopo 8′ rinuncio al 300mt perchè svuotato mentalmente e fisicamente ed eseguo un 150mt che mi pare un po’ impastato, in 18″38, a due decimi dal personale 2008.

C’è soddisfazione per i tempi sui 60mt, ilo tempo sul 150 non è male, ma quel che rimane in mente è la delusione per la rinuncia alla prova lattacida lunga.

Per un aspirante 400ista non è bello.

 

Alla prossima

 

I 1000 dello stadio

Della stessa serie del blog percedente, cioè ripetute (per necessità) fatte in strada, per un pistaiolo come me che dovrebbe calpestare solo tartan.

Ma ieri la giornata al lavoro è stata di quelle che quasi non ti lasciano il tempo neanche per una pipì, e allora va benissimo fare un po’ di giri dello stadio alla sera, partendo da casa. Il tragitto che mi porta alla partenza del giro dei mille metri mi vale come riscaldamento e solitamente ci impiego 7’30”, ieri quasi un minuto in meno, ma mi sentivo sciolto e fresco. Poi guardo solo distrattamente il crono e mi accorgo che inanello un duemila in progressione  in 4’23” e 4’13”. Mi fermo per 3′ e riparto per un  ultimo mille appena sotto i 4′.Benissimo!

Da ieri sera ho solo i polpacci un po’ duri, ma  mi rincuora leggere sul certificato emdico sportivo appena ritirato che:

– l’I.R.I. (indice di recupero) è passato in 3 anni, dal 2007 al 2009, dal valore di 96 a 99 a 116, con giudizio da “buono” a “ottimo”;

– la frequenza cardiaca è passata da 53 a 49 a 46;

– il peso corporeo per 183 cm, ahimè, da 76 a 77 fino a 79.

Ma il dato che non comprendo è la frequenza cardiaca dopo sforzo che nel 2007 e nel 2008 è segnata come ipocinetica, mentre quest’anno è segnata come ipercinetica….boh…spero sia un miglioramento anche questo…

Valori comuqnue assolutamente nella norma, dunque via libera alle gare.

 

Alla prossima

 

I 500 di Via Gallarana

Cioè a 600 metri da casa, giusto lo spazio/tempo per effettuare un riscaldamento …moderno.

Ha appena smesso di piovere, sono quasi le 10 di un sabato mattina che sa ancora di uggioso. 

Sul marciapiede eseguo 3×10 jump con atterraggio in mezzo squat … e già qualcuno mi guarda perplesso…ma sono un runner…sono abituato.

Poi mi invento un 4x500mt con recupero a scalare, ma faccio una gran fatica a respirare per colpa dei postumi di un bel raffreddore preso da scemo (365gg all’anno in moto e non mi raffreddo mai…mentre una mattinata in ufficio con l’impianto di riscaldamento in tilt … mi ha semplicemente ammazzato!).

Riduco quindi il lavoro ad un 3x500mt con recupero di 4′ dopo il primo e 3’30” dopo il secondo, cercando di mantenere costante il ritmo, con recupero che invece si riduce. Ne viene fuori

1’45” al primo

1’46” a l secondo

1’47” al terzo

con il petto in fiamme per la difficoltà ad inspirare.

Torno a casa, 3×10 piegamenti sulle braccia, doccia calda e sono l’uomo più felice del mondo.

 

Alla prossima

Cosa non si fa per…

…correre in compagnia.

Quante volte ci sta il 600 nell’800…boh?, sottotitolo: pronti via, al Giuriati col Levriero!

Mi spiego meglio: ieri ho eseguito un lavoro basato su delle ripetute adattate al lavoro di Nicola. Lui prevede alcuni 800 ed io lo acccompagno solo per i primi 600mt di ogni sua ripetuta, cogliendo così l’occasione di correre un po’ meno e recuperare un po’ più di lui, chè mica sono un fondista, io!

Ne viene fuori una seduta di potenza lattacida mista a resistenza specifica, in cui dopo i primi 3×600 in 2’03”-2’00” e 2’03” (con 3′ di recupero) proseguo con 2×400 un po’ èpiù brillanti, in 1’12” (rec.5′) e chiudo con un 300 in 50″. Il tutto con Nicola poco avanti o poco dietro. Insomma, in compagnia, finalmente, chè ogni tanto ci vuole.

Strapazzato ma contento, in una pista abbastanza libera, mentre gli spalti, per la nota moda dei gradoni, sono oramai sempre più pieni.

Alla prossima

Ai vostri posti

blocco_partenza_mod_olimpia.jpg

 

Superati di slancio una sindrome influenzale nel pre-weekend e il bidone della FiDAL che ha deciso a pochi giorni dal meeting di Castenedolo di imporre minimi proibitivi (giusto giusto per escludere i Master), stamattina mi sono recato al Giuriati per una seduta di tecnica fatta di skip, calciata e andature varie, 3x50mt di balzi e 2×5 volte i gradoni delle tribune (due alla volta).

Poi pensavo ad un 600mt di sintesi, ma vedo Cesare armeggiare con i blocchi, e cedo alla tentazione di un 60mt con partenza in piedi e con scarpe A3 (le mie nuove Asics!), mi vale come riscaldamento, corsi in 8 netti.

Poi ancora 2x60mt, con partenza dai blocchi e chiodate. Il primo è con procedura simulata (Ai vostri posti … Pronti …Pam)  e ancora 8 netti, con uscita lentissima, detto da chi mi giuarda e mi cronometra.

Il terzo e ultimo è ancora con chiodi e dai blocchi, ma partenza libera, corsi in 7″60, tutto sommato non male, considerando che domenica e oggi ho fatto richiami di potenziamento.

Alla prossima