Menabrea n.8

Non comprendo benissimo il senso della seduta che questa sera Raffaele mi ha chiesto di fare. Un 300 e un 200 in ritmo brillante e decontratto, ma  senza forzare. Mi dice fai il 300 in 46″ e il 200 in 27″, con 6′ di recupero…poi un 100 a tutta…ed è quello che mi interessa vedere. Prima di questo però eseguo 4 allunghi in progressione sul prato, senza scarpe…che goduria!

Dunque lo assecondo, ma devo dire che non avendo faticato molto a fare 47″37 e 27″82, riesco a presentarmi alla partenza dei 100mt con molte energie in corpo.

Parto veloce, impiego qualche metro per distendermi nel gesto tecnico come Raffaele mi chiede, e chiudo in 11″62! ottimo davvero.

Nel 2008 avevo fatto 11″74, dunque siglo il PB e …Menabrea n.8 (in realtà era una Nastro Azzurro…), che ho consumato un paio d’ore dopo, da Rossopomodoro davanti ad una bella pizza Corbarella in compagnia della mia amatissima principessa.

Se penso che 12 anni fa il mio personale assoluto era di 11″41, non sono più così lontano dal me stesso ben più giovane.

Non mi sento appagato e chiedo a Raffaele se posso effettuare ancora un 100mt, lui è daccordo, e lo chiudo in 11″89, che va ancora benissimo.

Domenica mattina voglio allenarmi ancora, non c’è nessun altro a farmi compagnia, e… rimango davvero lusingato dal fatto che Raffaele mi dice, io vengo, anche solo per te, non preoccuparti, e ti fai 4×200 tirati. Non vedo l’ora. Alè!

 

Alla prossima

Menabrea n.8ultima modifica: 2009-07-10T22:54:00+02:00da pandanilo
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6 pensieri su “Menabrea n.8

  1. A caldo mi sorge una domanda? Ma perchè non fai i 100 metri? Quest’anno con quel tempo agli Italiani di Cattolica eri 4° M35 …..il terzo ha fatto 11.55 il secondo 11.48 …

    Vabbè il primo era Benatti …..

    è chiaro che hai una super velocità…..

  2. Lucky, ci ho pensato ma l’ho scartato per 3 motivi:

    1) ho un conto in sospeso col GIRO, che perlatro esercita su di me un fascino unico
    2) nella partenza dai blocchi perdo mezzo secondo quando gli altri perdono 2-3 decimi al massimo, e nei 100 metri è troppo penalizzante
    3)ogni volta che alleno troppo la velocità rischio l’infortunio (dalla sera di venerdì infatti ho il gluteo e il bicipite femorale dolenti)
    p.s.. la supervelocità è quella del mitico Andycop (Andrea Benatti), non la mia!
    😉

  3. Ciao Panda!
    Leggo con curiosità i tuoi post sugli allenamenti.
    Non conosco il tuo coach, ma una cosa è certa: bisogna condividere con lui il senso dei tuoi allenamenti. Cioè: “perchè sto facendo questo”?
    Poi ognuno ha la sua strada per raggiungere i propri obiettivi.
    Io penso che 400 e 800 siano due mondi diversi: i 400 è una gara di velocità che va allenata con la velocità; gli 800 una gara di mezzofondo veloce che va allenata sulla border-line di lactic-power e un pò di resistenza aerobica.
    Alla fine bisogna guardare a quanto veloci gli stimoli dei motoneuroni arrivano ai muscoli… un 400ista è un velocista prolungato, niente mi

  4. Andrea carissimo, innanzitutto è un piacere e un onore leggerti sul mio blog.
    E soprattutto complimenti per la doppia vittoria dei campionati italiani sui 100 e sui 200 (e pensare che i tempi ottenuti di 11″24 e 22″96 sono ancora distanti dal tuo reale valore!).
    Hai ragione, la stagione prossima certamente avvierò un dialogo più serrato con il tecnico che mi seguirà, l’obiettivo è tornare sui miei livelli sui 400 entro e non oltre il 2010. Poi qualche 800 si potrà fare per divertimento, ma il focus è ancora sul GIRO.
    Spero di vederti a Cinisello sabato, per farci una chiacchierata di persona.

  5. No, Panda, quest’anno è così, purtroppo.
    Ho perso 3 mesi per un infortunio, e il processo di velocizzazione delle fibre si è interrotto. Ora faccio un pò fatica a tornare sulla scia dei vecchi risultati: quindi si guarda avanti e si cerca di non fermarsi.
    I 400 hanno un fascino tutto loro… io mi diverto più sui 200 (ma solo quando sono in forma): però come forse ho avuto modo di dirti, tutte le volte che ho preparato i 100/200 sono venuti grandi 400. Quando ho preparato i 400, i risultati non sono venuti così come la fatica profusa.
    Questo perchè la filosofia imperante degli allenatori italiani è che per fare i 400 bisogna essere dei Rambo, con serie di 4/5 300 corsi in 36″ in allenamento.
    Acido lattico a fiumi, pochi recuperi: gli americani insegnano che alla fine una gara è solo una prova.
    Pensa che lo stesso Michael Johnson al tempo del record del mondo sui 400 si trovava a sorprendersi delle quantità di allenamenti di Nuti & c… Wariner ci ha insegnato che non è perchè lui era di colore allora andava forte. E’ la metodologia unita al talento (che chiaramente è necessario). E la metodologia più proficua è spesso legata al recupero dei lavori intensi.
    Ci vediamo a Cinisello sabato… sera, se ci sei ancora. Arrivo solo per la Staffetta. Parto alle 19:00 da Iseo e devo arrivare entro un’ora…. sperem!
    Ti seguo e faccio il tifo per te!!!

  6. Andrea, mi piacerebbe approfondire le metodologie di allenamento degli americani: se ne sai, la prima volta che ci vediamo con calma mi racconti.
    Io probabilmente domani chiudo la stagione 2009. Forse solo una comparsa ai campionati regionali master di ottobre.
    Ci vediamo domani. Anch’io faccio il tifo per te!
    😉

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