Primo giorno

Accompagnato da sua mamma il piccolo entra in classe. Un’esplosione di colori, odori, volti nuove, scenari imprevisti. E’ un bambino un po’ vivace ma tendenzialmente sereno. Il volto della sua nuova maestra. duro e severo, non lascia trasparire dolcezza né competenza particolare. Sembra assente anche la passione per il proprio lavoro, il trasporto verso i bambini. E lui è un bambino.

Al momento della separazione inizia a piangere e a chi prova a consolarlo rifila strilli indietreggiando e irrigidendosi. A chi prova a prenderlo in braccio lui rifila calci. Lo ricorda ancora, oggi che è in pensione, la maestra Anna Massa originaria di Cerignola, parente di quel Felipe oggi brasiliano. Me li lego al dito questi calci che mi stai dando, mi dice accennando un primo sorriso, quello che segna l’inizio della mia accettazione del primo giorno della scuola elementare.

Sono passati esattamente trent’anni da quel giorno. E oggi è stato il primo giorno per la mia principessina. Ci accoglie il preside con lo sguardo dolce, rassicurante, con la voce pacata di chi sa cosa sta succedendo dentro al cuoricino di quei 20 bambini che gli stanno davanti, e di cosa sta succedendo ai loro genitori, che gli stanno dietro con ansia. Arrivano i bambini delle quinte elementari con 2 doni, una canzoncina di benvenuto e un piccolo peluche col messaggio di benvenuto. E’ emozionante, come negarlo. Si fondono i ricordi di 30 anni prima, incrocio lo sguardo della mia principessina e mi commuovo quando noto un sorriso dietro il quale lo stato d’ansia si scansa per lasciare il posto alla sorpresa.

Questa giornata va celebrata col ritorno alla pista di Villasanta, provando a correre non per fuggire da qualcosa, né per inseguire obiettivi: correre, per il solo gusto di correre.

Alla prossima

Primo giornoultima modifica: 2009-09-14T11:22:00+02:00da pandanilo
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10 pensieri su “Primo giorno

  1. @levriero: sì nicolaus, c’è stata l’evoluzione della specie…a noi davano bacchettate sulle mani, a loro doni dagli amichetti

    @supeluckystrike: grembiulino nero i maschietti e bianco le bimbe, come le spose
    la sua maestra si chiama Giusy … papi…come quella vera…che poi ho capito essere la cantante di Xfactor: strano come quella in TV sia quella vera, e non quella in carne ed ossa che vede nel quotidiano (e di carne e di ossa la maestra Giusy ne ha eccome…)

  2. cercherò di essere più esplicito: carne ce n’è tanta, diciamo troppa, anche nelle “location” meno opportune, e con diffusione democratica e a copertura delle ossa, di cui intuisco l’esistenza, ma non è ho evidenza
    coem direbbe qualcuno: si fa prima a scavalcarla che a girarle intorno
    però è sempre sorridente
    🙂

  3. Strana la vita, nè?
    Stu fogghiano con permesso di soggiorno manda la principessina nella scuola elementare che praticamente è sotto le mie finestre da 30 anni.
    In quella stessa scuola elementare fece il suo primo giorno mio figlio, qualcosa come 22 anni fa.
    Saran cambiati i tempi, saran cambiate sicuramente le maestre, ma l’emozione dei genitori è sempre la stessa.
    Anche quella dei bimbi.
    Io, il primo giorno delle elementari non lo ricordo proprio. C’ho un vuoto globale.
    Ma ricordo molto bene il primo giorno dell’asilo: dopo due ore telefonarono (c’erano ancora i telefononi neri con la rotella, nè) a mia madre di venire immediatamente: passando tra due che litigavano presi il pugno che era diretto al poco meno idiota dei due. Occhio nero e sangue dal naso!!!
    Sarà per quello che sono milanista?
    🙂 🙂 🙂 🙂
    Cucu

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