Secondo periodo

Devo dire che considerando che pioveva (tranne al Giuriati dove continua a regnare un magico microclima) e che avevo i bicipiti ancora provati dalle salite di sabato mattina (ma quanto ci mette un 36enne a recuperare!?!), la seduta di oggi ha un sapore gustoso.

Inizia oggi il secondo periodo, dopo avere fatto 3settimane di carico, una di scarico, poi ancora 2 di carico ed una di scarico. Il programmino  di oggi prevede un 300 da farsi all’80%, 3×200 da farsi al 80% 4×100 da farsi al 90%, tranne l’ultimo da farsi al 95%.

Corro il 300 in 47″82, dopo 7′ corro i 200 in 28″98 (troppo veloce)-30″17-30″98 e dopo altri 8′ corro i 100 con chiodate in 13″42-13″50-13″39 e 12″55.

C’è il tempo per il defaticamento, doccia, panzerotto e powerade blu, poi via in ufficio. Stasera ricomincio con gli esercizi di core stability e poi a nanna felice.

 

Alla prossima

 

ConTortu

 

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Ore 11,30, dopo tante giornate di umido oggi fa capolino un timido sole, che poco dopo diventa più convinto.

Sono a Besana, ai piedi di via Manara in compagnia di alcuni amici velocisti d.o.c., come Giancarlo D’Oro, fulmine d’un 47enne, e nientemeno che i 2 Tortu, padre e figlio: Salvino, neoprimatista italiano 100mt categoria MM50 in 11″65 e  Giacomino appena laureatosi campioncino italiano allievi sui 200mt, con 21″86, ma che oggi ci prende solo i tempi.

Con loro mi scaldo, faccio un po’ di andature, chiacchierando e raccogliendo i loro suggerimenti su tecnica e velocità, prima di eseguire la mia seduta, 3x5x60mt, in mezzo alle ville eleganti della Brianza. Loro hanno in programma un lavoro leggermente diverso dal mio, prove più veloci ma volumi inferiori. Così solo nell’ultima serie riesco a mettermi alla prova affiancando alla partenza prima Salvino e poi Giancarlo. Sono ormai molto stanco, ma lo stimolo è forte e, pur buscandole da entrambi, arrivo ad 1-2 decimi da loro siglando un interessante 8″15 che spicca su una media fino ad allora di 8″40 circa.

Concludo soddisfatto la mia quinta seduta di salite dall’inizio della preparazione invernale, la salute e la condizione atletica iniziano a lievitare, come il mio pane casereccio, da poco impastato per lo Zio e Mirkuz che stasera, dopo tanti tentativi andati a vuoto, finalmente mi onorano della loro compagnìa. E lunedi si ricomincia con il carico.

 

Alla prossima

 

SpazioMax

Pubblico un post dell’amico Max. L’emozione in corsa è di tanti tipi.

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DALLE STELLE A……………AMEDEO

 

 

E’ appena passato il cartello del 3° km, comincia a dar fastidio il bicipite femorale destro, su in alto, è quasi gluteo. Cambio il passo e si ribella il ginocchio, il piede comincia ad andare per i fatti suoi, tutta la gamba è in difficoltà. L’Alpin Cup sono due giri da 10500 metri, al primo passaggio capisco che non è giornata e poco dopo il tappeto rilevatore mi fermo. Mi massaggio, stretching, guardo i tapascioni che tirano dritto e, dopo un quarto d’ora abbondante, sto per tornarmene in palestra, al caldo. In quel momento lo speaker annuncia il passaggio di Marco Scianca. E’ il mio padrino di maratona, è una persona che mi ha dato tanto ed è tanto tempo che non facciamo due passi di corsa insieme. L’idea è di fare un po’ di strada con lui, poi taglio e vado a consegnare il chip. Con lui c’è Amedeo, è il suo vicino di casa, è la prima volta che corre una mezza. Quel po’ di strada diventano chilometri a ritmo tranquillissimo, tra chiacchiere ed incitamenti al neofita chi ci pensa più alla gamba? All’ultimo ristoro Marco vuole allungare un po’, domenica sarà a Firenze, gli serve, mi chiede: “Max come va, ti fermi?”. “No Marco, vai pure ad Amedeo ci penso io”. Continuo a sostenerlo, gli consiglio di cambiare la respirazione, continua a ringraziarmi stupito e incredulo. Al 18° comincia a sentire la fatica, cerca rifugio nell’Ipod, mi dice: “Mi serve un po’ di droga”. A me lo dici, sapessi cosa ha fatto per me la musica solo una settimana fa. Mi metto davanti a lui, ascolto il suo respiro e arriviamo al 20°. Gli faccio notare il cartello, quasi non capisce, è davvero stanco. Allora gli impongo di togliere le cuffiette, gli dico che questa “sua prima volta” è una cosa straordinaria, indimenticabile, un’emozione che porterà per sempre nel cuore, essendo dietro non può notare che tra i due, quello emozionato di brutto, sono io.

E’ bella questa garetta, l’ultimo chilometro è scandito da un count-down fatto di cartelli ogni 50 metri. Mi dice che non ce la fa più, si sente rispondere: “Te la senti di rischiare, vuoi scommettere pesante che farai gli ultimi 200 metri sprintando?”. Ai meno 550 vedo che rallenta, si sente dire: “Ma lo vedi cosa stai facendo, ti rendi conto che c’è gente che non riesce a fare una rampa di scale? Dai Amedeo, cazzo, dai che ce la fai”. “Massimo, quanto mi è piaciuto il tono di quel cazzo”. Ai meno 300: “Adesso, Amedeo, un grosso respiro”. E lo fa. “Ancora uno”. E lo fa. “Lo vedi il gonfiabile lì davanti? Sei stato grande e adesso….dai a tutta”. Parto e lui dietro, sverniciamo due tapascioni che ci vedono passare a velocità doppia, ci diamo un grande cinque, tagliamo il traguardo accolti da un grande applauso degli Scianca Bros.

Ormai ho fatto il callo, se è così che deve andare, che vada. Sto maledetto 2009 la scorsa settimana l’ho fregato, alla grandissima. E l’ho fregato anche domenica, una mezza in 2h12’ mi mancava da Vigevano 2007, quella del doppio strappo, quella con uno scricciolino che faceva cloppete cloppete.

Certe emozioni sono mille volte più belle e dolci di un personale.

Cucu

 

Bella giornata

 

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Non è una questione di clima. Oggi pioveva.

E lo sa bene il Levriero che per unirsi ai suoi amici oggi, ha sfidato politica del badge, asfalto bagnato e pioggia in testa, per arrivare al Giuriati in tempo e vedersi l’ultimo giro del Cross di fine anno del Corrigiuriati. A gareggiare, oggi, c’è gente di lusso, tra cui Luca Speciani, ma soprattutto debutta Lo Zio, che si lancia anima e core nella mischia per il podio che alla fine centrerà con un terzo posto, dopo una condotta coraggiosa … un po’ alla Prefontaine.

La bella giornata è una questione di combinazione di elementi, non di clima.

La bella giornata sono un amico che fa una sorpresa, un altro amico per cui tifare (anche se lui  nella foga agonistica non ti sente mai!) e anche soli dieci minuti rubati ai ritmi quotidinai per passarli in compagnia, poi un panino con la salamella e una Corona extra, prima di rientrare in ufficio.

E un po’ prima del panino con la salamella, 3×150 che sembra di sciare per quanto è viscido oggi il tartan, in ritmi brillanti mai massimali, e senza chiodi, in 20″63-20″35-20″14, in quasi totale assenza di dolori.

 

Alla prossima

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Lungi

Un viaggio andata e ritorno a Trento in giornata, con partenza che è ancora buio e ritorno poco prima del tramonto.

Alle ore 12,30 prima di rimettermi in viaggio faccio la mezza pensata di allenarmi al campo CONI di Trento, pista azzurra e celeste, come piace a me. Ma poi preferisco mettermi in viaggio e rientrare il prima possibile. Una volta a casa faccio appena in tempo a ritagliarmi un’oretta, prima di recuperare la principessina da scuola e portarla a danza.

Ne viene una seduta in cui eseguo un 500 e 2×300 e nient’altro perchè sono in scarico, ma per questo i ritmi devono essere almeno un po’ allegri.

Segno 1’27” la prima prova, 8′ di recupero e poi rispettivamente  47″82 e 46″84 la seconda e la terza, intervallate da 6′ di pausa. Non che mi sia stancato troppo, ma oggi mi è proprio venuto difficile immaginare che – seppur in un altro periodo dell’anno – possa essere in grado di togliere 12″ ai 500 e una decina circa al 300. Boh … non so come ma in qualche modo si farà. Anzi, si dovrà fare anche qualcosa di meglio, se voglio tener fede ai buoni propositi.

 

Alla prossima

Nuovi chiodi

 

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Ancora una seduta, ed è la seconda di seguito, senza dolore al bicipite e al gluteo sinistro. Ma ci vado cauto, non mi fido (…e difatti stasera sento un leggerissimo fastidio..).

Dopo un bel potenziamento fatto di 3×8 contropiegate (che toste che sono!) e 3×12 affondi a corpo libero,chiacchierando con Max, corro poi un 300 brillante in 46″55 senza apparentemente faticare, e con ottime sensazioni. Avrei dovuto correrlo in 51″ circa…ma va bene.

Poi i soliti 2x3x100, prima serie senza chiodi in 13″77-13″61-13″48 e seconda serie con l’entusiasmo per le nuove e fiammanti nike bianche retinate, con dei chiodi lunghi e rigati con punta piatta (non li avevo mai visti prima). Direi che la spinta (non so se psicologica o meccanica) me la danno eccome, perchè corro con una energia allegra ma tuttosommato contenuta e prudente in 12″91-12″50 e 12″72,  pur con vistoso e soddisfatto rallentamento negli ultimi passi, manco fossi Bolt in batteria.

Doccia e cena con birretta prima di andare a dormire, Peroni non Menabrea, perchè non è periodo per fare PB, ma i presupposti per fare bene più avanti mi sembra di vederli già ora. E la prossima settimana si scarica, ed è sempre un piacere farlo.

 

Alla prossima

La montagnetta

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Certo che stamattina la fatica fatta ieri la sento.

A dire il vero già da stanotte le gambe affaticate mi hanno disturbato il sonno, ma considerando che per la prima volta in assoluto da luglio non ho sentito pizzicare il bicipite mentre facevo velocità, direi che va benissimo così.

Ieri c’è stato il mio personale esordio sulla nota collinetta dei podisti milanesi (mai stato prima in 9 anni, sembra strano ma è così). Devo dire che sarà stato per la compagnia di SuperluckyStrike, sarà stato per il grigiolino autunnale che a me piace molto, sarà stato per il tappeto di foglie giallo e arancio sull’asfalto con pendenza del circa 10% (ad occhio) … ma è stata una goduria.

Gambe sciolte, forza a sufficienza, fiato in abbondanza e via di ripetute veloci in salita:

3x4x60 vuole il programmino, li corro in una media di 9″1, vengono fuori anche una paio di sub9″, e l’ultima ripetuta diventa un 100mt,  che corro in 14″8, così, tanto per sondare la tenuta. Si fa fatica, si fa, ma ho una grande soddisfazione finale. Chiudo con un crossettino da poco più di 11′, tra asfalto e pista. E per la seduta tostarella di stasera a Villasanta si provano le mie nuove chiodate nike di campionario, prese per 25€ all’outlet di Vicolungo.

 

Alla prossima

Contributo rottamazione

In vista della fine dell’anno, mi offro come mezzo da rottamare in cambio di uno nuovo.

Oggi ho fatto fatica a fare 4x100mt tecnici (per fortuna erano previsti come tecnici e non come veloci). Le gambe sembrano incollate e impastate nel fango, sono lente, non sono reattive: il movimento che dovrebbe essere rapido è invece macchinoso, la partenza è al rallenty e l’avanzamento che ne deriva è quel che è. In giornate come queste bisogna accontentarsi di non farsi male, forse.

Sarà che è il secondo giorno di seguito, sarà colpa del potenziamento fatto prima dei 100mt, basato su balzi a rana, in aumento (da 3x10a 3×12) e sugli affondi (da 3×12 ai 3×14)…oppure non so. I tendini e i muscoli sono dolenti e sembrano intrecciati …insomma… come direbbe Piccinini…non va!

Non ci ho capito niente oggi, ma so che in questi casi bisogna aver pazienza e aspettare giornate migliori. Però non mi rottamo ancora, va’,  che in fondo gli sconti li metteranno certamente anche il prossimo mese.

Alla prossima

 

Il Treno MAX

Pubblico di seguito un post dell’amico Max, con i miei più grandi complimenti!

 

 

 

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FORSE

 

Forse perché era un anno esatto che non correvo più una gara.

Forse perché quest’anno mi ha regalato troppi problemi fisici che ancora non vogliono passare del tutto e, quando speri che ormai il peggio sia alle spalle, scopri che il peggio non è ancora arrivato.

Forse perché stanno cercando di rubarmi il posto di lavoro, ho già dato e troppo in vita mia, a pochi anni dalla pensione ci risiamo. Ancora una volta.

Forse perché la Milano-Pavia è una gara che tengo profondamente custodita nel cuore, passare proprio davanti alla casa dove sei nato è un’emozione allo stesso tempo troppo forte e troppo dolce.

Forse perché, per una volta, avevo deciso di fare una gara solo per me.

Forse perché la musica preferita caricata ad arte nell’Ipod è stata una compagnia a tratti esaltante.

Forse perché queste giornate autunnali, grigie e bigie, le adoro, mi caricano.

Forse perché, l’ultima volta nel 2007 sul vecchio e più corto percorso, siglavo il miglior best con 3h01’58”.

Forse perché quando misceli dentro di te emozioni, sogni, stati d’animo contrastanti e rabbia sai già che solo due saranno i cocktail che potrai assaggiare: o andrai come un treno o scoppierai.

Arrivare ai piedi dello stupendo ponte coperto di Pavia, dopo quell’ultimo chilometro corso sui lastroni viscidi del centro storico, e vedere il display che ti indica che, quest’anno, hai impiegato qualcosa come oltre 12 minuti in meno…..diventa emozione difficile da arginare.

Domenica, nonostante tutto, ero in una condizione fisica straripante. Direi che è una certezza.

La mia forza di volontà è sempre più forte dei fastidi, dei dolori, delle avversità della vita. Anche questa è una certezza.

Ho fatto tanta fatica, non sono un fenomeno ma sempre un tapascione, però mi sono divertito. Tanto.

Posso cominciare a sperare di potermi divertire così ancora per tanto tempo?

Forse.

 

In umido

Sono giorni che il fondo su cui corro, stradale o in tartan, è bagnato se non umido.  La condizione non mi è di particolare disturbo e, anzi, è un po’ il termomentro dei miei dolori vari. Se patisco poco con questo clima vuol dire che sono in via di guarigione su ogni fronte.

Sabato mattina ho fatto salite per la terza volta dall’inizio della preparazione invernale (la scorsa stagione fino a fine dicembre però ne avevo inanellate ben 10 di sedute in salita): complessivamente ho corso 2x5xCavalcavia, e i tempi iniziano ad abbassarsi, con la tecnica di corsa che diventa via via più sana. Poi ho chiuso con il solito cross di 2,5 km, che mi fa soffrire troppo per i mei gusti.

Oggi in pausa pranzo, al Giuriati, ho corso:

2x400mt in 1’11-1’10”

2×300 in 50″-51″

3×200 in 30″36-30″04-30″48.

Buone le sensazioni, soprattutto considerando … il cagotto delle precedenti 24 ore. E per questo motivo, a fine seduta yogurt con frutta e snack ai cerali con mirtilli rossi…altro che il panino con salamella. Vabbè vedrò di rifarmi lo stomaco con la casseoula di sabato prossimo, dall’amico Mirkuz.

 

Alla prossima