SpazioMax

Pubblico un post dell’amico Max. L’emozione in corsa è di tanti tipi.

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DALLE STELLE A……………AMEDEO

 

 

E’ appena passato il cartello del 3° km, comincia a dar fastidio il bicipite femorale destro, su in alto, è quasi gluteo. Cambio il passo e si ribella il ginocchio, il piede comincia ad andare per i fatti suoi, tutta la gamba è in difficoltà. L’Alpin Cup sono due giri da 10500 metri, al primo passaggio capisco che non è giornata e poco dopo il tappeto rilevatore mi fermo. Mi massaggio, stretching, guardo i tapascioni che tirano dritto e, dopo un quarto d’ora abbondante, sto per tornarmene in palestra, al caldo. In quel momento lo speaker annuncia il passaggio di Marco Scianca. E’ il mio padrino di maratona, è una persona che mi ha dato tanto ed è tanto tempo che non facciamo due passi di corsa insieme. L’idea è di fare un po’ di strada con lui, poi taglio e vado a consegnare il chip. Con lui c’è Amedeo, è il suo vicino di casa, è la prima volta che corre una mezza. Quel po’ di strada diventano chilometri a ritmo tranquillissimo, tra chiacchiere ed incitamenti al neofita chi ci pensa più alla gamba? All’ultimo ristoro Marco vuole allungare un po’, domenica sarà a Firenze, gli serve, mi chiede: “Max come va, ti fermi?”. “No Marco, vai pure ad Amedeo ci penso io”. Continuo a sostenerlo, gli consiglio di cambiare la respirazione, continua a ringraziarmi stupito e incredulo. Al 18° comincia a sentire la fatica, cerca rifugio nell’Ipod, mi dice: “Mi serve un po’ di droga”. A me lo dici, sapessi cosa ha fatto per me la musica solo una settimana fa. Mi metto davanti a lui, ascolto il suo respiro e arriviamo al 20°. Gli faccio notare il cartello, quasi non capisce, è davvero stanco. Allora gli impongo di togliere le cuffiette, gli dico che questa “sua prima volta” è una cosa straordinaria, indimenticabile, un’emozione che porterà per sempre nel cuore, essendo dietro non può notare che tra i due, quello emozionato di brutto, sono io.

E’ bella questa garetta, l’ultimo chilometro è scandito da un count-down fatto di cartelli ogni 50 metri. Mi dice che non ce la fa più, si sente rispondere: “Te la senti di rischiare, vuoi scommettere pesante che farai gli ultimi 200 metri sprintando?”. Ai meno 550 vedo che rallenta, si sente dire: “Ma lo vedi cosa stai facendo, ti rendi conto che c’è gente che non riesce a fare una rampa di scale? Dai Amedeo, cazzo, dai che ce la fai”. “Massimo, quanto mi è piaciuto il tono di quel cazzo”. Ai meno 300: “Adesso, Amedeo, un grosso respiro”. E lo fa. “Ancora uno”. E lo fa. “Lo vedi il gonfiabile lì davanti? Sei stato grande e adesso….dai a tutta”. Parto e lui dietro, sverniciamo due tapascioni che ci vedono passare a velocità doppia, ci diamo un grande cinque, tagliamo il traguardo accolti da un grande applauso degli Scianca Bros.

Ormai ho fatto il callo, se è così che deve andare, che vada. Sto maledetto 2009 la scorsa settimana l’ho fregato, alla grandissima. E l’ho fregato anche domenica, una mezza in 2h12’ mi mancava da Vigevano 2007, quella del doppio strappo, quella con uno scricciolino che faceva cloppete cloppete.

Certe emozioni sono mille volte più belle e dolci di un personale.

Cucu

 

SpazioMaxultima modifica: 2009-11-26T15:49:55+01:00da pandanilo
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