Fine primo tempo

 

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Fifty-fifty sono le mie vacanze. Ci sarà un motivo se prima di spostrti tutti ti dicono che moglie e buoi debbono essere dei paesi tuoi. E ieri sera ritrovo annuale con una ventina di cugini…che bello. E dunque oggi pomeriggio si lascia Foggia e si va a Napoli dai suoceri, dove però ritroverò anche Mimmo e Ciro, rispettivamente il mio storico compagno di allenamenti e il mio ex-allenatore, entrambi grandi amici.

E’ stata dura allenarsi in questi giorni con le piste chiuse, ma per fortuna qualcosa ci si inventa sempre. Così sabato ho provato a fare un po’ di sano potenziamento casalingo (pioveva!) e soprattutto 11 volte la scalinata del palazzo in cui sono cresciuto, dove i piani sono 4 e i gradini 80. Li salgo a due a due in 19″ e recupero fiato scendendoli in 40″ circa.

Poi stamattina ho fatto due belle cose: sono andato a correre nella nuova pista del CUS di Foggia, e lì ho fatto 2x5x80mt in progressione:

11″86-11″19-11″20-10″70-10″52 (rec. 1’30” e 5′)

10″53-10″62-10″62-10″31 e nell’ultima mi impegno maggiormente sulla frequenza che non sulla forza  … e spunta un bel 10″01. Bello perchè alla fine della seduta e perchè senza chiodi.

La seconda bella cosa che ho fatto è stata iall’insegna della nostalgia. Mi sono intrufolato zitto zitto nella scuola Giannone dove c’è una pista di 200mt su cui ho conosciuto il tartan, guidato dal figlio del mitico prof. Colella. Non ci tornavo ad circa 20 anni… che emozione…

 

Alla prossima

Son gusti!

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A me piace così. Svegliarmi alle 8 di mattina del Santo Natale, fare il pane in casa, un paio di pagnotte da un chilo e un po’ di panini. E mentre cresce l’impasto, andare a correre sotto casa, dove ho passato l’infanzia. Due giri dell’isolato per un  totale di 2,6km, il primo in 6′ alti, il secondo in 5′. Poi tornare a casa un attimo a chiacchierare con i miei e ripartire dopo 5′ circa per una decina di ripetute sugli 80mt da coprire in 12″ per ripartire dopo 24″ al passo.

Ai foggiani piace la mandorla atterrata e le cartellate …  a me non tanto. Al limite i calzoncelli ripieni di mostarda e bagnati nel vincotto o la pizza di ricotta.

Alla principessina questo Natale pare triste stamattina.

Perchè? le chiedo. Perchè sono arrivati pochi regali. Non è vero! le dico, e poi cosa ti diceva Suor Amabile, il Natale è bello per i regali…o per altro? Mi risponde …per lei il Natale è bello perchè si sta tutti insieme…

Vedi allora che non  è una questione di regali?!

Mi risponde … beh…son gusti!

 

Alla prossima

 

 

(Non) eravamo pronti

lasciate a casa le auto ed usate i mezzi pubblici, diceva ieri De Corato…

…ce ne sfossero abbastanza o funzionassero almeno come si deve quei pochi che ci sono. Invece no, 30cm di neve circa sul mio terrazzino prima di andare a nanna, ma già dai primissimi cm caduti, traffico in tilt, autobus spariti, la principessa che esce da Bresso alle 15,30 e arriva a Monza dopo 4,5 h di prima e seconda con la frizione che sarà diventata sofferente, io che per fotrtuna esco prima dall’ufficio, sculettando con lo scooter e congelandomi le mani arrivo a casa dopo un’ora (me ne bastano 20′ solitamente) e raggiungo la scuola della principessina  (2km circa da casa) a piedi. Per lei è uno spasso, è la prima neve che vive come si deve. A piedi. E con calma.

Avendo dovuto rinunciare alla seduta di pista, io mi massacro di potenziamento casalingo, facendo ricorso a tutto quel che è possibile fare in casa (e nella scalinata), comprese 10 ripetute x 47 scalini, che a febbraio si potrebbe ritentare il vertical sprint sul Pirellone. Ho le gambe intufate ora, ma mi manca il tartan. Domani clima lombardo permettendo si parte, in Puglia mi aspetta lo scirocco e un salto di una ventina di gradi sul termometro delle farmacie. E lì correre dovrebbe essere un po’ più semplice. Auguri a tutti.

 

Alla prossima

Meno quattro

Sono da poco rientrato da Parigi, e martedi si parte per Foggia. Mancano 4 giorni al ricongiungimento con la mia mamma e il mio papà.

E così passerò nel giro di pochi giorni in un vortice di lingue, dal francese, all’italiano..al pugliese…e attraverso una serie di intrecci di storie, culture, emozioni, pensieri. Nel viaggio notturno di ritorno in treno da Parigi incontro e chiacchiero a lungo con Valentina, ragazza che 9 anni fa molla tutto per seguire il suo sogno, vivere nella regione dei castelli della Loira facendo la fotografa. E chiacchiero anche con un architetto francese di fama europea, che gira il mondo ma ama l’Italia (la sua prima moglie con figli e nipoti è qui) più della Francia (dove vive invece con la sua seconda famiglia).

Il treno somiglia alla corsa. Dinamico ma contemplativo.

Stamattina a Monza ci sono 4 gradi sotto lo zero, strade ghiacciate e pista innevata. Immacolata, per la precisione.

Sono da solo alle 11.30, quando traccio sulla neve spessa 3 cm, come se fosse sabbia, la riga che segna i 40 i 50 e i 60mt. E si parte dopo un bel riscaldamento con guanti e passamontagna, per fare 4 ripetute sulle 3 distanze. Ho voglia di correre, dopo 5 giorni di stop forzato. I ritmi sono piuttosto tranquilli nelle prime due ripetute, e vedo che  non si scivola ma si affonda dolcemente. Dopo aver montato i chiodi, nelle ultime due ripetute, si vola addirittura. Nell’ultima in particolare, arrivo a pochissimi centesimi di secondo da 3 bottiglie di Menabrea: 5″36 sui 40, 6″57 sui 50 e 7″46 sui 60. E nessuna prova era massimale! Il momento delle gare indoor si avvicina, e io inizio a fare pensieri strani.

 

Alla prossima

Di qui si va per il Natale

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Una delle ultime salite prima di Natale, con una seduta che prevede 3×4 ripetute sui 55mt del mio cavalcavia e un paio di 400 mt corsi all’80%, immagino sia per trasformare un po’ la forza e per non rimanerne schiacciato.

Stamattina ho un po’ di mal di schiena e allora provo a correre con la fascia di rinforzo lombare che tengo durante il riscaldameneto e nella prima serie, poi mi sento troppo premere l’addome, ho la sensazione di avere poco fiato e allora la tiro via. Le cose migliorano nella seconda e terza serie con un miglior risultato di giornata pari a 9″14, non male perchè ottenuto all’ultima prova e con un noioso vento contrario. Recupero 6′ al passo e corro per due volte un 400, di cui il primo in strada (misurazione approssimativa, coperta in 1’10”) mentre mi avvicino all pista di Villasanta, il secondo dopo altri 6′ è invece preciso perchè è sulla prima corsia del tartan, in 1’14”.

Dopo pranzo leggo alla principessa La vera storia di Babbo Natale della GiuntiKids, e scopro che ci sono analogie a me non note con gli elfi della mia ultima lettura (Il Signore degli Anelli) che fa da tappo alle altre letture, tra arretrati classici e romanzi o saggi contemporanei che inizierò a gustare nelle festività natalizie.

Domani si fa l’ultima seduta prima di una 3 giorni parigina di riposo forzato per lavoro. Male non mi farà.

 

Alla prossima

 

Mezzi giri

Serata fredda ieri, ma poi scaldandosi mi pare sufficiente correre con una magliettina di cotone a manica lunga, sfilando il pezzo di sopra della tuta. La fronte però mi si ghiaccia ad ogni mezzo giro di corsa e al successivo mezzo giro di recupero al passo e mi viene mal di testa: ma va bene, vuol dire che le temperature sono finalmente quelle di dicembre, era ora. Ho sempre preferito le stagioni nette alle mezze stagioni.

Mi toccava 2x6x200 al 75%, e più o meno così ho fatto, correndoli ad una media di 32″6 la prima serie e 31″9 la seconda; ma ho sofferto troppo per i miei gusti. Vuol dire che come sosteneva l’allenatore di Pizzolato, in quella tipologia di seduta ho carenze da colmare e proprio lì devo insistere. Lo farò, ho visto infatti che Raffaele mi ha inserito un paio di lavori di potenza aerobica a settimana.

Nel finale della seduta mi dice che ho corso male, mi costringe ad un 150 corso lento ma con massima attenzione alla tecnica giusta e mi dimostra che con la sola efficienza del gesto sono andato più veloce delle precedenti ripetute, e senza soffire. Questione di tecnica mi ribadisce, non credere che ti manchi la forza. Concentrati più sulla postura d’ora in poi, anche quando non ci sono io a guardarti e correggerti.

Stamattina il mal di testa è passato. Domani, a quest’ora Lucky e Nicola staranno correndo a Zelo la loro 10k,  probabilmente vicini vicini, mi sembrano in forma entrambi, in bocca al lupo. Io farò il tifo per voi, a distanza, mentre andrò su e giù a far salite e recuperi al passo, sul mio cavalcavia.

Alla prossima

Ostacoli(amo)

Ieri in pausa pranzo a Villsanta c’era un sole che era una goduria.

In pista ci sono solo io, ho tutto il tempo per godermi una seduta rilassandomi, peccato solo che le gambe siano un po’ provate dalle prove di forza del giorno prima. Ma ancora mi aspettano 3x40skip rapidi e soprattutto reattività tra gli ostacoli. Sei ostacoli di fila, da saltare tutti con rimbalzo prima e senza rimbalzo dopo, per quattro serie totali. Poi attacco con la velocità: progressivi sugli 80mt, 2×5 ripetute, recupero 1’30” e 6′. Nella prima serie faccio fatica a mettermi in  movimento, sembro arrugginito e i miei tempi vanno dai 12″2 agli 11″6. Poi metto le chiodate e le cose migliorano un po’, correndo da 11″4 a 10″5. Con la gradevole sensazione che in spinta maggiore e in un periodo di scarico si possa scendere agevolmente sotto i 10″. Ma per gli obiettivi che ho quest’anno, mi sembra davvero il minimo.

 

Alla prossima

Cambio in corsa

Stamattina Raffaele mi porta un foglietto con delle modifiche che ti propongo rispetto al programma che ti avevo dato. Le accetto, con qualche riserva mentale, ma poi riguardando meglio appaio subito più convinto.

Stamattina mi tocca quindi una seduta di forza (contropiegate, jump, molleggi e skip rapido con ginocchia alte) e potenza aerobica: scaletta fatta di 600 al 70% e 300 al 75% (rec. 4’/6′), poi 500 al 70% e 300 al 75% (rec. 4’/6′), poi 400 al 70% e 300 al 75% (rec. 4’/6′), infine 2×300 all’80% (rec. 6′). Vengono fuori, con naturalezza, tempi un pelo più veloci del previsto sia per i recuperi che per le prove, e va solo bene: 2’04” e 53″06; 1’42” e 51″40; 1’13” e 52″24; 49″15 e 47″64. Ancora una volta, torno a casa stanco, ma appagato.

 

Alla prossima

La 12 ore del Garda

Fondo lento, ieri, su un terreno vario, fatto di salite e discese, curve secche e lunghi treni in attesa del ritmo giusto, tra gente vestitia da da Babbo Natale (chi lo faceva correva gratis) e musica nelle orecchie. Uscito di casa alle ore 8 per rientrare dopo le 20, tolte le 2 ore di auto tra andata e ritorno, eseguo una seduta estenuante di 10 ore, con principessa e principessina al seguito, o meglio, entrambe davanti a me, a tirare il treno per tutta la giornata. Non tengo il passo  io,  mi manca l’allenamento specifico, nonostante le ripetute a Franciacorta e a Vicolungo delle settimane scorse.

E’ stata la mia prima volta a Gardaland, la seconda volta in un parco divertimenti (divertimento per chi?) nel giro di pochi mesi, dopo Disenyland a Parigi. Chi l’avrebbe mai detto…ma cosa non si fa per amore.

Stamattina mi sveglio tardi, recupero le energie, ringrazio il cielo di essere a casa e mi avvio al MIO divertimento. Tre km di riscaldamento per  raggiungere il cavalcavia. Una volta lì, eseguo 2x5xscarsi 60mt, e finalmente compaiono un paio di under 9″, come l’anno scorso. Poi 3x80mt e sono già alla frutta. Tutte prove ad impegno elevato chè il gluteo mi sta lasciando un po’ in pace, finalmente. Salvo ripresentarsi appena appena, al termine dei 2,5 km in progressione per tornare a casa. Domani comincia la seconda settimana di carico del secondo periodo, prima di scaricare in concomitanza di un viaggio di lavoro in Francia con assessori e impiegati del nord-est in cui non avrò, temo, occasione  per correre.

 

Alla prossima

 

Master scout

Seduta di forza e di capacità lattacida oggi, cogliendo gli unici spicchi di sole della giornata, ovviamente al Giuriati.

Un paio d’ore quasi, per effettuare:

– riscaldamento, con anche tutta una serie di andature

– 3x40mt corsa circolare stretta+corsa in ampiezza

– 3×10 affondi con ostacolo in spalla (…non avevo il bilancere)

– 3×6 jump

– 3×6 balzi in buca

– 3x60mt di corsa balzata

Chiudo la seduta con un grosso lavoro (con impegno calibrato sull’80-85%) che mi lascia stanco ma appagato:

-2x150mt in 22″16-22″09, con 4′ di recupero prima di affrontare un 400 in 1’08”. Poi dopo 8′ di recupero, ancora:

-2x150mt in 21″88-22″08, ed un 400 in 1’07”

Bene le gambe, pessimo il fiato.

 

P.s.: A proposito, durante i balzi in buca mi avvicina un signorotto sessantenne che gioca a fare il talent scout dei poveri … e mi chiede se sono uno studente del Politecnico e se voglio gareggiare sul lungo. Quando scopre che non sono più studente, non mi interessa il lungo e che preparo i 400mt … ma che soprattutto ho 36 anni…mi manda praticamente a cagare chiedendomi … beh, almeno sarai sotto i 50″?

Lo stronzo che sei, penso!

 

Ah…tranquillo Califfo, il mio miglior balzo non superava i 2,70mt, ben lontano dal record tuo e di Asafa

😉

 

Alla prossima