La settimana dell’adattamento

Leggo in questi giorni dai blog di amici che corrono, che in questi giorni stanchezza e spossatezza rendono difficile le sedute e i riscontri cronometrici ne risentono subito. Oggi in effetti mi sembrava di stare in forma, dopo 3 giorni di riposo forzato per le elezioni e il  brusco temporale di ieri (…o sono stata la stessa cosa?!), e invece ho fatto una gran fatica, soprattutto per il fiato.

Un 500 in 1’29” con una fatica immane, appunto. Poi con 6′ di recupero costanti, un 300 in 45″49, ancora un 300 in 45″43 e un 200 conclusivo in 28″69. Più o meno in linea con la seduta analoga della settimana scorsa, anche se avrei sperato qualcosa meglio.

Oggi al campo si parlava del mio 56″ netto dell’allenamento di sabato, come se fosse stata una cosa sorprendente…i nsenso positivo .

A pensarci bene, invece, a me sembra un risultato modesto: in fondo un 56″ è fatto, ad esempio, di un modesto 300 in 42″, e dell’ultimo 100, pergiunta lanciato, in 14″. Niente di che, appunto. Vedremo se in queste prove ci saranno riscontri cronometrici più interessanti un po’ più avanti, vedremo. Sono fiducioso, però.

 

Alla prossima

Progrediamo

Stamattina il gluteo e il bicipite erano rigidi e bloccati. Poi il sole che fa 17° C, e 2 ore circa di seduta mi sciolgono appena appena i muscoli, che però mi sembrano ancora un tantino arrugginiti. Sarà la primavera…o le poche ore di sonno o…boh, chi lo sa!

A Villasanta ci siamo solo io e Lucrezia, lei fa lungo e ostacoli, io un po’ di potenziamento in palestra (poca roba) poi velocità tecnica con 3×80 in cui per le sensazioni che le gambe mi restituiscono mi sembra di correre con traino, cintura e cavigliere!

Provo allora a mettere le mie nike bianche con dei bei chiodini a cercare il grip sul tartan, e corro 3×100, tutti sotto i 13″, ma di pochi centesimi.: le gambe fanno molta fatica a girare stamattina, niente da fare.

Aspetto 10′ e Raffele mi da il via per la mia prova lattacida.: iun bel 400!

La partenza è brillante e il passaggio mi sembra non particolarmnete veloce, Raffale mi dirà esser stato in 26″1, credevo più lento a dire il vero. Poi però inizio a soffrire e la stanchezza viene fuori pian piano fino a esplodere nei soliti 50mt finali, dove mi scompongo un po’ troppo.  Al traguardo non sento acido lattico, ma stanchezza generale. Sono convinto di aver corso in 57″-58″, ma il tempo finale con mia sorpresa è 56″08, in costante miglioramento rispetto alle settimane scorse.

Le sensazioni però non sono proprio quelle che vorrei. Intanto si prospetta la possibilità di esordire il 10 a Chiari, vedremo un po’ come vanno i prossimi giorni.

 

Alla prossima

Ad agio

Seduta di resistenza lattacida. Se il mio pane quotidiano deve essere, che pane quotidiano sia.

E allora in una serata che minaccia pioggia ma non la manderà, per fortuna, in compagnia allargata, con Marco Giacomantonio, e i regazzini sempre più agguerriti nel voler fare lo scalpo a noi vecchietti, non resta che impegnarsi per bene. Fino all’ultimo o, meglio, soprattutto all’ultimo. Mi spiego meglio: la seduta prevede 300+150, 250+150, 250+150, recuperi 5’/7′, ritmi dei 300 e dei 250 all’80%, i 150 all’85%.

Dopo aver fatto andature e skip con ginocchia alte…Pronti via.

I 300 li chiudo in 47″24, con la sensazione di aver fatto una gran fatica. E con Matteo, regazzino ex-triplista del ’93 che si sta convertendo ai 400, che mi sta davanti di un secondo circa. Il 150 lo chiudo in 19″96 e davanti di mezzo secondo circa ho sia Matteo che Luca, altro regazzino velocista dell”86. Ma sono loro che stanno spingendo, io mi tengo sulle indicazioni della tabellozza ricevuta da Raffaele, e siccome la seduta è ancora lunga, li lascio sfogare.

E’ la volta del 250, che chiudo in 36″59, con Matteo un secondo abbondante davanti a me. Il 150 lo chiudo in 20″06 e stavolta sono solo un metro dietro Matteo.

Ultima coppia di prove: il 250 lo chiudo in 36″24 a pochi centimetri da Matteo, ma sento che ho ancora un bel po’ di energie in corpo. Ci portiamo sulla linea dei 150 e dico col sorriso ora vi stacco la testa a tutti, provate a starmi davanti se ci riuscite….e loro mi rispondono allora la tiriamo a palla quest’ultima prova? rilancio con un  no, no, scherzavo… ma è troppo tardi, la sfida è lanciata. Al VAI dell’allenatore siamo tutti proiettati su una prova submassimale, le gambe girano che è una bellezza, la stanchezza non si sente e taglio il traguardo,  SENZA CHIODATE, in 18″59, a soli 4 decimi dal mio personale 2008, corso però in una prova secca, d’estate, e con i chiodi. Gli altri sono tutti dietro. Ma quel che che conta è quel che vedo davanti: vedo una stagione che forse mi darà qualche bella soddisfazione. vedremo, vedremo.

P.s.. …da ieri sera però, il gluteo e il bicipite femorale sinistro danno un po’ fastidio!!! Cazzarola!!!

Alla prossima

Passaggio

Uno o due settimane di passaggio verso le settimane speciali, che da fine aprile inizierebbero anche le prime gare.

Lunedì quindi un po’ di potenziamento e sotto una pioggerellina pacata come piace a me e Tapamax, 3×400 in 1’25”, un 300 in 1’03” e 2×200″ in 34″ e 33″. Il tutto con 3′ di recupero.

Ieri sera invece, con 15°C, che sanno tanto di priimavera, una seduta di resistenza lattacida, preceduta da un po’ di forza reattiva tra gli ostacoli . Un 500 in 1’30”, 2×300 in 44″58 e 44″88 e un 200 in 27″58. Il tutto con 6′ di recupero e in compagnia dei regazzini, che ti tengono ben desto e impegnato.

Il gluteo e il bicipite rompono sempre, ma ormai dopo 2 anni è convivenza pura: pensando al matrimonio, che è per tutta la vita.

Alla fine della seduta Raffaele mi dice che lui mi ha preso 43″1 sulsecondo 300 e 27″1 sul 200…le gambe ci sono, se metti a posto la testa e non insegui a tutti i costi il tuo primato, vedrai che quest’anno farai cose buone. Speriamo abbia ragione.

Alla prossima

Viva i papà

Che ne sanno le mamme…

…che mentre loro sono a casa a divertirsi a stirare, a lavare i piatti e accudire i bambini, a noi … poveri papà 36enni  …ci tocca nel giorno della nostra festa andare al campo – dopo una intera settimana di lavoro e due giorni di fila di allenamenti – per difenderci da un gruppo di ragazzini che hanno la metà dei tuoi anni e ti sfidano sul giro della morte, dopo aver fatto tutti insieme pesi, balzi in buca, 3×80 e 3×100 ….

🙂

Questo mi è toccato oggi, davanti ai LORO papà che sulle tribune li incitano a fare lo scalpo al vecchio quattrocentista…ma tu pensa…

Vabbè, ragazzi ci siamo? Pronti via.

Passaggio ai 200 davanti al gruppo, mi avevano detto che volevano passare in 30″, ma invece fanno fare a me l’andatura e quando guardo il cronometro leggo 31″, con Raffaele che urla è lentooo…daiiii…. Li ho tutti sul collo, ma sento il loro affanno. Io sono in una giornata di grazia, però, siete stati sfortunati cari i miei amichetti! E sono gasato, per di più, ché tutta la grazia di aver così tanti compagni di allenamento sul GIRO, non ce l’ho mai avuta fino ad oggi. E DEVO anche dimostare loro qualcosa, purtroppo. Allora si cambia musica, pensavo di accelerare un po’ ai 150 dal traguardo, ma Raffaele mi mette  fretta, e allora il cambio è violento e in un attimo non sento più nessuno dietro, vado in buona frequenza e con corsa composta fino alla fine, con una buona seconda parte in 28″, chiudo il mio GIRO in 59″3 I più brillanti in realtà, quatti quatti, nel finale mi si sono fatti sotto silenziosi, chiudendo, un paio di loro, tra i 60″ e i 61″.

Divertimento pre-week-end, adrenalina pura …e piccole soddisfazioni di un vecchio atleta o, se preferite, di un giovane master.

A noi papà 36enni ci piace festeggiare così.

Alla  prossima

 

Un po’ di brio

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…e sull’argomento paura di volare non ci torniamo più. Ché già sono in ansia per il prossimo volo…come ben coglie l’ultima opera dello Zio.

 

Oggi con Marco al Giuriati, senza scarpe dimenticate in valigia, mi scaldo con calzini, e la priopriocettività sale alle stelle. Ci faccio anche andature e allunghi, poi meglio non esagerare e metto le chiodate. Tre volte i 30mt in 4 e rotti, prima di passare a:

7x80mt con recupero di 2′ tornando al passo al punto di partenza e dopo 8′ un 200mt. I tempi, complice un po’ di vento favorevole sono  direi interessanti: 10″47, 10″49, 10″37, 10″22, 10″08, 9″83, 9″70, tutti corsi in decontrazione e scioltezza, e  nessuno massimale. Sarebbe stata una giornata da tentare il PB sulla distanza, ma me ne sto buono, seguendo i consigli di Lucky e del Califfo.

Poi il 200 finale viene fuori in 25″55 e va benissimo così. Senza esagerare, perchè domani è giornata di ammucchiata a Villasanta, cioè una seduta che si conclude per tutti con un 400 tuttinsiemeappassionatamente, senza forzare. Eppur tuttavia, la settimana scorsa, quando io non c’ero, i migliori ragazzi, senza chiodate, l’hanno chiusa in 58″. Ci sarà da divertirsi.

 

Alla prossima

Stoccolmo…

 

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ma veramente colmo…di volare. Due voli in 3 giorni per me che 10 anni fa avevo deciso di non  farlo mai più….

E’ stata una grande prova di coraggio (oddio, di coraggioso non c’era niente in me…meglio dire che  ho affrontato una gran paura…senza minimamente superarla) che andava ricompensata. Godendo delle bellezze del luogo (vedi foto…ma in realtà è l’unica svedese bionda che abbiamo visto in 3 giorni!!!…che siano in via di estinzione??) e godendo di un’aria bella fredda  (-12°C che con il vento gelido veniva percepito come -15°) che mi ha invitato a correre, facendo del fartlek puro, visto che è nei Paesi nordici che fu coniato il termine.

Lungo la banchina del porto da cui si salpa per la Finlandia, con il mare a tratti ghiacciato, alle 7 del mattino ho corso in sù e in giù con piena liberazione dello spirito e del corpo. Una goduria allo stato puro.Per meno di mezz’ora, però, perchè di tempo proprio non ce n’era di più.

Oggi si ricomincia in pista, al Giuriati, che a dire il vero un po’ mi è mancata. Anche se ho con me le chiodate, ma ho dimenticato le scarpe sportive…cazzarola…mi toccherà rinunciare…o fare riscaldamento su erba senza scarpe…vedremo…

 

Alla prossima

 

 

La compagnia dell’anello

Anello di tartan, per la precisione.

C’ho la testa dura, per fortuna, e siccome la seduta di giovedì non mi ha lasciato contento … il mio umore urlava vendetta.

In realtà stamattina Raffaele mi conforta dicendo che il test dei 200 non è stato mica così drammatico come l’ho visto io. E che correndo con 2°C di temperatura esterna si perde anche fino ad un secondo sulla distanza, rispetto ad una giornmata come oggi, in cui il sole scalda bene e la temperatura arriva a 15°C. Via i guanti via la maglia invernale, e dopo 50′ circa tra riscaldamento, andature e allunghi, si va per un nuovo test: 2×300 con 11′-12′ di recupero, in compagnia di Riccardo, che mi tirerà gli ultimi 200. E senza cronometro da guardare, perchè ci pensa Raffaele. Ho mal di schiena e alla anche, ma si può gestire, basta stringere un po’ i denti.

Il primo 300 lo corro male tecnicamente e arrivo al traguardo convinto di averlo corso in 41″ circa, che mi sarebbe anche andato bene. Invece il riscontro è 39″04, a soli 4 decimi dal mio personale 2009. Sticazzi, che sorpresa! Ma sono stanco, ho giramenti di testa e gambe molli. Provo allora a negoziare il secondo 300 con un più corto 150, per l’autostima, più che per risparmiare fatica. No, no fatti un altro 300, mi dice Raffele, cura tecnica e postura e non pensare al tempo. Verrà quel che verrà e non preoccuparti. Ok. Dopo 12′ Riccardo è sempre ai 200 che mi aspetta per darmi un passaggio fino all’arrivo. Parto composto, sento Raffaele che mi urla Va bene così, bravo, vuol dire che sto correndo composto e a dire il vero lo percepisco, anche. Chiudo in 40″33. Va benissimo. Sono stanchissimo e per la prima volta mi butto a terra abbandonato alle mie energie residue. Dopo pochi minuti però l’entusiasmo prende il sopravvento sulla stanchezza e propongo a Riccardo e Raffaele di fare un 200, non previsto, per chiudere in bellezza ed avere un confronto con la seduta del 19 maggio del 2009, quando corsi in 40″22, 40″23 e 25″55.

Passano 11′, sono al via e mi accontenterei di correre in 27″ circa, ma dai primi passi vedo che la tecnica e la forza sono sinergiche, lascio Riccardo dietro e corro verso il traguardo  … in 25″52. Sono felice. La capra è andata, è tornato il Panda.

Correre in compagnia, col caldo, e senza l’assillo del cronometro da attivare e stoppare, è stata un’altra musica.

Posso finalmente partire tranquillo per Stoccolma, da cui tornerò mercoledì notte e dove difficilmente riuscirò a correre, ma va bene così. Un po’ di riposo non mi farebbe male.

 

Alla prossima

 

Capra

Altro che Panda.

Una capra, sono. E sto cercando un capro, espiatorio … ma non l’ho ancora trovato. Non ci sono alibi, come per il Milan di ieri sera contro il Manchester.

Ma partiamo dal principio.

Stamattina sono sulla A4 per andare a Padova, quando mi raggiunge una telefonata di una collega che mi dice l’appuntamento è saltato, la tipa che dovevamo incontrare ha la febbre…mi spiace… Poco male, penso. Dietrofront e si torna in ufficio a Milano…Anche se…quasi quasi…ma sì, approfitto della pausa pranzo per fare il mio bel test: 4x200mt, recupero 6’30”.

Son quattro giorni che non corro, ho glutei e bicipiti femorali indolenziti, dalla seduta di domenica scorsa. Ci sono 2°C, ma dopo il riscaldamento sento che i dolori probabilmente non influiranno sulla mia prestazione. Non sarò al 100%, certo,  ma le sensazioni non sono bruttissime. Ops…un attacco improvviso di cagotto, sarà l’emozione…no, non mi pare…comunque scappo in bagno per la sosta tecnica.

Al rientro in pista, alleggerito ben bene, faccio qualche accelerazione sui 30mt in 4″20 circa, senza strafare, e dopo 5′ sono al via per i 200mt.

Il primo lo corro, un filo controllato, con sensazioni … un po’ strane, come se i muscoli fossero un po’ arravogliati (aggrovigliati!, ndt), ma non mi sembra un cattivo 200. Invece eggo il crono e trovo un brutto 26″50. Cazzarola, che schifo! E io che volevo provare a fare media 25″-25″50. Vabbè, è ancora il primo dei quattro, forse ero ancora freddo.

Passiamo al secondo 200, in cui mi risparmio meno, e all’arrivo leggo 25″99. Le sensazioni migliorano, ma ho come l’impressione di avere poca forza rispetto al solito. Sarà il freddo? Sarà che da alcuni giorni dormo poco e male? mah…non saprei…ma non direi possa esser questo il motivo…

Terzo 200: bene la prima parte ma segno un pessimo 26″62, con difficoltà a rimanere composto nel finale, per la stanchezza. E al traguardo ho conati di vomito, gambe molli e acido lattico in circolo a manetta. Il battito, dopo 5′, non scende sotto i 125, mentre dopo la prima e la seconda ripetuta era sceso sotto i 100.

E’ un segnale inequivocabile. Sono alla frutta. E arrivare a fare la quarta ripetuta non aggiunge nulla al mio test. Casomai aumenta il rischio di infortunio. La verifica ha sancito che sono una capra, come a scuola quando canni l’esame. Non ci sono alibi, non ci sono capri espiatori. Via negli spogliatoi, deluso come poche volte.

Il morale è sotto il culo.

 

Alla prossima

Non gira la gamba

Stamattina è tutta una corsa per i preparativi della principessina, che nel pomerrggio festeggia il suo settimo compleanno con le amichette di scuola. Ma un’oretta per me la trovo, tra le 12,30 e le 13,30. Ci devo stare dentro e allora sacrifico un po’ il riscaldamento (in realtà ce n’era bisogno di scaldarsi di più, perchè dietro i 7°C si accampava un vento gelido e bastardo, anche oggi). Dovrei fare, per inziare, 2x3x100 ad andatura moderata, ma diventano solo 5-6 allunghi in 14″-15″, meglio proprio non riesco, ché mi pare di avere ruggine sulle articolazioni.

Poi arriva il piatto forte, un 500 e un 300 al 90% circa.

Calzo le chiodate e parto dallo start, così avrò l’ultimo 100 in curva e, ahimè!, controvento. Via!

Ai 100 lancio uno sguardo al crono e leggo 15 e rotti, ai 200 non guardo, ma ai 300 leggo 47, fino ai 400 tengo bene la postura e leggo 1’01”, ma all’improvviso si spegne la luce. Arrivare alla fine della prova è una questione di orgoglio, più che di forza, perchè di quella non ne ho più. Chiudo in 1’19″18, e con una stanchezza enorme, con ultimo pezzo corso in 18″. Un’eternità!

Dopo 10′ parto per i 300, obiettivo 42″-43″. Parto ancora dallo start, così avrò una doppia curva intervallata da un rettilineo. Ai 100 leggo 14″, ai 200 mi pare di averne ancora tanto da spendere, ma leggo già 29″, provo a reagire, ma sono in pieno calo, e ai 300 chiudo in 44″15. Stanco morto!

A guardarla, tutto sommato non è male, ‘sta seduta … ma ero confidente di poter fare … piuttosto meglio. Pazienza, quando non ce n’è, non ce n’è. E’ inutile star lì a cercare alibi.

Dopo 7′ passo ad allenare la forza: 6 x lungo in buca da fermo, ottenendo tra i 2,15 e i 2,30mt…ed è la conferma definitiva che oggi ho un motore in versione depotenziata! Poi 3×30 toccate skip ginocchia alte e ancora 3x60mt di corsa balzata, in 25, 24,5 e 23,5 passi. Torno a casa e i glutei e i bicipiti femorali, sia destro che sinistro, si lamentano un po’.

Ma state tranquilli, cari i miei muscoli, la settimana prossima scarichiamo un po’, che ne sentiamo proprio il bisogno.

 

Alla prossima.