La compagnia dell’anello

Anello di tartan, per la precisione.

C’ho la testa dura, per fortuna, e siccome la seduta di giovedì non mi ha lasciato contento … il mio umore urlava vendetta.

In realtà stamattina Raffaele mi conforta dicendo che il test dei 200 non è stato mica così drammatico come l’ho visto io. E che correndo con 2°C di temperatura esterna si perde anche fino ad un secondo sulla distanza, rispetto ad una giornmata come oggi, in cui il sole scalda bene e la temperatura arriva a 15°C. Via i guanti via la maglia invernale, e dopo 50′ circa tra riscaldamento, andature e allunghi, si va per un nuovo test: 2×300 con 11′-12′ di recupero, in compagnia di Riccardo, che mi tirerà gli ultimi 200. E senza cronometro da guardare, perchè ci pensa Raffaele. Ho mal di schiena e alla anche, ma si può gestire, basta stringere un po’ i denti.

Il primo 300 lo corro male tecnicamente e arrivo al traguardo convinto di averlo corso in 41″ circa, che mi sarebbe anche andato bene. Invece il riscontro è 39″04, a soli 4 decimi dal mio personale 2009. Sticazzi, che sorpresa! Ma sono stanco, ho giramenti di testa e gambe molli. Provo allora a negoziare il secondo 300 con un più corto 150, per l’autostima, più che per risparmiare fatica. No, no fatti un altro 300, mi dice Raffele, cura tecnica e postura e non pensare al tempo. Verrà quel che verrà e non preoccuparti. Ok. Dopo 12′ Riccardo è sempre ai 200 che mi aspetta per darmi un passaggio fino all’arrivo. Parto composto, sento Raffaele che mi urla Va bene così, bravo, vuol dire che sto correndo composto e a dire il vero lo percepisco, anche. Chiudo in 40″33. Va benissimo. Sono stanchissimo e per la prima volta mi butto a terra abbandonato alle mie energie residue. Dopo pochi minuti però l’entusiasmo prende il sopravvento sulla stanchezza e propongo a Riccardo e Raffaele di fare un 200, non previsto, per chiudere in bellezza ed avere un confronto con la seduta del 19 maggio del 2009, quando corsi in 40″22, 40″23 e 25″55.

Passano 11′, sono al via e mi accontenterei di correre in 27″ circa, ma dai primi passi vedo che la tecnica e la forza sono sinergiche, lascio Riccardo dietro e corro verso il traguardo  … in 25″52. Sono felice. La capra è andata, è tornato il Panda.

Correre in compagnia, col caldo, e senza l’assillo del cronometro da attivare e stoppare, è stata un’altra musica.

Posso finalmente partire tranquillo per Stoccolma, da cui tornerò mercoledì notte e dove difficilmente riuscirò a correre, ma va bene così. Un po’ di riposo non mi farebbe male.

 

Alla prossima

 

La compagnia dell’anelloultima modifica: 2010-03-13T13:56:00+01:00da pandanilo
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10 pensieri su “La compagnia dell’anello

  1. Se te lo dico io non mi ascolto, se te lo dice il Mister….
    eh eh dai ci può stare, ma il mio primo commento al post precedente è praticamente perfetto! 🙂

    Te credo che avevi le gambe molli …sticazzi 39.04 è un tempone in allenamento ….vabbè dai io mi “””accontenterò””” di 41″ quindi me lo devi tirare alla morte perchè prima dovrò correre il 500 in 1.20

    Ah …grande seduta, spero che tu abbia fatto overdose di stretching dopo ….

  2. ok, adesso hai ubriacato la tua necessità di sicurezze… mo’ però cose del genere non le fare più per almeno 2 mesi.
    se no rientriamo negli stessi errori dell’anno scorso.

  3. @lucky: sì, credo avessi ragione tu. Ma niente stretching… l’ho eliminato quasi del tutto da un po’, per mancanza di tempo e perchè credo non sempre serva. tra il riscaldamento e il cuore della seduta ad esempio, non lo faccio praticamente più. E’ una delle cose che sto sperimentando quest’anno, non è detto che sia giusto…

    @califfo: e chi ce le ha le energie per ripetere ‘sta seduta a breve…però, dai, 2 mesi forse è troppo, ad aprile iniziano le gare, dovrò fare qualche altra verifica o no?

    Ciro via sms mi ha detto “sì, il risultato di questo test va un po’ meglio”: boh…a me sembra ci sia un mezzo abisso…mi sbaglio?

  4. le verifiche si fanno in GARA!
    i giamaicani fanno 2 ore di stretching ogni ora di allenamento… ma perchè, a casa, nei giorni che non corri, appena sveglio, prima di coricarti, non li puoi fare 20′ di stretching?

  5. sedute super intense, test, zero stretching… sei proprio irrecuperabilmente “scuola italiana”… oh, la scuola italiana sta dando un’altra splendida dimostrazione di efficienza a doha…

  6. ti dico solo che dopo la seduta di ieri che mi aveva sdraiato (al momento) non ho un dolore…..

    Oggi ho corso 12K di FL senza il minimo problema e con gambe quasi fresche……

    Prima sarei stato tutto un dolore, soprattutto ai femorali…..

  7. @califfo, @lucky: :-))) mi fa morire il califfo quando si incazza :-)))
    ad onor del vero fino all’anno scorso mi ammazzavo di stretching, e anche gli allenatori (italiani) che ho conosciuto hanno sempre creduto molto nello sgtretching (Raffaele più di Ciro)
    quest’anno però si tratta semplicemente di un mio esperimento “non molto” condiviso dal coach…e poi, per il resto, sono semplicemente un insicuro, cagasotto delle gare. ecco perchè, sbagliando, lo so, cerco test in allenamento.

    Tuttavia nessuna delle prove di oggi era massimale, sia chiaro, altrimenti non arrivavo alla fine della seduta.

  8. Io però non ci capisco più nulla …

    Sono stato anarchico per parecchio, ma quando ho deciso di provare nel mezzofondo veloce mi sono affidato totalmente a qualcuno anche perchè io non ci capisco una mazza….
    Penso che occorra fidarsi totalmente del proprio coach altrimenti il gioco si rompe …..e questo è quello che avevi deciso tu dopo la stagione dello scorso anno ….

    Ora però dici di fare esperimenti “non molto” condivisi dal coach al quale dovresti affidarti …..

    Credo che se tu fossi davvero cagasotto o insicuro come scrivi dovresti affidarti totalmente al coach altrimenti il gioco potrebbe rompersi …..e poi che ti frega delle gare? Non gareggi per vincere i campionati italiani. Se dovessi tornare a fare 51 o 52 allora come ti sentiresti??? Ascolta me cerca di divertirti e metti i tempi all’ultimo posto …se arrivano bene altrimenti continua ad allenarti che tanto ci divertiamo lo stesso 🙂

    Boh :-))

    P.S. io cerco di seguire alla lettera quello che mi prescrive, ma per cause di forza maggiore sposto (logicamente). Le volte che l’ho fatto però è stato un po’ deleterio come questa settimana che per neve e lavoro ho dovuto correre ven/sab/dom con 2 lavori di qualità …..

  9. La questione, secondo me, è che non siamo più allievi, i quali vanno inquadrati in modo stretto in tabelle rigide.
    Dovremmo essere oggi più maturi, più consci e meno sprovveduti di quando avevamo più o meno 20anni, ma soprattutto, e certamente, abbiamo meno tempo a disposizione di allora. Quindi credo che gli adattamenti vadano fatti, così come va discusso con spirito critico quel che ci propone il coach. Col rischio di sbagliare, certo, ma tanto il rischio che sbaglino anche loro, (e chi non sbaglia mai?) comunque c’è, che la metodologia dell’allenamento non è scienza esatta. Tanto vale avere un minimo di flessibilità e voglia di sperimentare, empiricamente. Condividendo, e senza esagerare, chiaramente.

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