Blocco

Tranquilli, tranquilli, non sto parlando di un nuovo blocco alla schiena.

Sto parlando dei blocchi, quelli da cui si dovrebbe partire a razzo dopo il bang. Stasera ho provato un po’ di partenze, e ho preso tante di quelle mazzate da uno dei regazzini, con i quali riesco solitamente a battagliare quando partiamo da posizione eretta. Lui però il 200 lo corre in 23″77, in gara, io in 24″93 …e allora comprendo che il problema – uno dei principali – nelle mie gare è proprio lì, allo start perchè persi i primi metri all’inizio poi il vantaggio stasera diminuiva o al limite rimaneva invariato.

A Chiari domenica, tuttavia si va per esordire – sui 200mt – per la stagione 2010, e magari provare un colpo gobbo al mio 24″93 del 2009. E poi subito dopo pronto a tifare per gli 800 di Superluckystrike!

 

Alla prossima

 

Difficile

Con 600 km nelle ruote della macchina dal mattino, alle 18 vado a fare i miei km sulle gambe, meglio sarebbe dire metri, calpestando il tartan.

Ho il bicipite femorale, questa volta il destro per fortuna, che sento molto affaticato a seguito della velocità di lunedì. E un mal di testa in progressione.

Sintomi da far desistere.

Invece no, ci provo a correre, decontratto il possbile, veloce il possibile. Cercando di non far cazzate ma anche di non rinunciare ad una seduta.

Ciascuna prova doveva essere nella richietsa di Raffaele un paio di secondi più veloci di quanto mi segna il cronometro, sulla scaletta intervallata da 8′ di recupero. E il fiato e le gambe (a parte il bicipite femorale destro!) complessivamente sarebbero anche state daccordo con Raffaele, eccome! Perchè la forma sta montando, piccoli infortuni estemporanei a parte. E stamattina c’ho pure un po’ di mal di schiena, che palle!

Comunque ho corso un 300 in 44″66, un 250 in 36″92, un 200 in 28″95, un 150 in 20″54. Minimo sindacale per non deprimersi, prima di guardare una bella e storica partita di calcio, alla sera, come non se ne vedevano da Milan (Sacchi)-Steaua Bucarest 4-0 o Foggia (Zeman)-Cosenza 5-0. Barcellona -Inter l’ho trovata meno entusiasmante dell’andata di Milano, ma tatticamente più interessante. Merito a Mou.

 

Alla prossima

Menavento

In assenza dell’anemometro devo fidarmi di quel dice Matteo, forte atleta regazzino dell’Atletica Fanfulla Lodigiana: il vento ieri sera è stato a tratti molto generoso.

E mentre lui con la cintura correva i 60mt in 6″60, e Jack 16enne del mio gruppo sportivo me le suonava (seppur di poco) anche lui nonostante la cintura, io ho corso in 7″30, 7″12-7″15. Che sarebbe una bella Menabrea , visto che nel 2009 ho corso in 7″19. Nella seconda serie di 60mt il vento è invece normale o addirittura assente, e allora lì il valore reale viene fuori con onestà. Corro in 7″24-7″23-7″29. Comunque buono, direi, considerando che le gambe le sento ancora legnosette.

Baratto poi i restanti 3×80 di Matteo e Jack, con un 150. E lì, però la Menabrea sarebbe probabilmente meritata, visto che li corro in 18″13 (4 centesimi meglio del precedente PB). Ma nel dubbio voglio credere che ci sia stato troppo vento anche lì, e dunque non lo considero.

Credo di aver finito, ma Raffaele ci ripensa e mi dice visto che dici di crollare sempre nel finale … facciamo così, riposati un po’ e poi fatti da solo un 500 in cui i primi 200 li corri tranquillo in 38″ e poi spingi un po’ i 300 finali.

Dopo lo sconforto iniziale (ché con la testa ero già sotto la doccia)… accetto.

Il passaggio ai 200 è regolare in 38″ netti, come richiesto, poi gli ultimi 300 li corro in progressione in 50″, chiudendo la prova in 1′”28″. Il morale pian piano si ristabilzza, nel più classico Yo-Yo, c’ha ragione il Levriero. E’ questo il vantaggio di correre coi regazzini.

 

Alla prossima

Boh!

Forse c’ha ragione il Califfo quando dice che i test vano fatti in gara.

Nei test in effetti io raccolgo spesso delusioni. E oggi è l’ennesima. Tutto inizia con un bidone, dovevo fare un test in compagnia di Matteo, atleta 18enne di tutto rispetto (22 netti sui 200) ma per un imprevisto mi trovo ad allenarmi da solo.

La seduta prevede 3×100 ad un ritmo un po’ più lento del passaggio gara sul GIRO, e poi un 300 a palla.

Dopo 30′ di riscaldamento, fatto di corsetta, andature e allunghi, con i chiodi corro i primi 2×100 in 13″93, 13″56 , mentre il terzo lo corro in tutta curva, in 13″24. Inizio a a sentire buone sensazioni e dopo 10′ mi avvio alla partenza dei 300. Decido di prendere i tempi ai passaggi del 100 e del 200 per vedere se riesco a distribuire in modo equo lo sforzo. Obiettivo 38″.

Via!

Parto deciso e veloce e mi sento sciolto e decontratto al punto giusto. Per 200mt sono tranquillo e costante, poi appena imbocco il rettilineo inzio ad accusare un calo di energie, che a 50mt dall’arrivo diventa un calo molto, troppo netto. Al traguardo purtroppo non riesco a fermare il cronometro, ma leggo un 14″ e rotti. I passaggi ai 100 e ai 200 sono stati invece 12″62 e 12″53 (dunque un buon passaggio in 25″15). Impressionante la frazione finale, che mi fa chiudere probabilmente (ma non ne ho la prova certa) in 39 e rotti. Confesso che speravo di chiudere sotto i 38″…

All’arrivo ho conati di vomito, gambe molli, ma l’insoddisfazione mi spinge a provare ancora un 150, dopo avere recuperato 12′. Lo corro in 18″58, e anche questa prova vede un evidente calo nel finale.

Immagino sia tutto dovuto allo stop forzato per il mal di schiena, e soprattutto al fatto che non faccio richiami di forza da circa un mese. Troppo, probabilmente.  Intanto scopro dal calendario che prima degli Italiani Master di Roma dell’11 giugno, avrei un solo gettone a disposizione per gareggiare in un 200 ed un solo gettone per gareggiare sul 400. Ma se non si va sotto rispettivamente i 24″50 nel mezzo giro e sotto i 53″50 nel GIRO, anche quest’anno niente campionati italiani.

E questo del 2010 potrebbe essere l’ultimo appello che mi concedo. Sono stanco e deluso. Quest’anno occorre essere più onesti e lucidi che mai nell’ananlizzare il lavoro fatto e risultati ottenuti. Non cercherò alibi, non voglio fare la fine della volpe con l’uva. Se sono in declino bisognerà prenderne atto, con serenità.

 

Alla prossima

 

Leprotto

 

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Tempo di leprotti, la primavera.

C’è un mille al CorriGiuriati, a cui sarei dovuto arrivare in forma più che buona, se non ci fosse stato il blocco alla schiena di un paio di settimane fa. E ci doveva essere la bella sfida col Levriero e con Lucky. Ma la gara del mille è di quest’ultimo, più che la nostra. E la condizione atletica – buona ma non ottimale – mi induce ad accettare la proposta di fare da lepre a Lucky, ad un ritmo per un passaggio ai 500 in 1’25” Accetto volentieri, perchè la cosa mi diverte sempre, perchè mi stimola l’idea di poter fare un ritmo gara superiore a quello che farei se la gara la dovessi portare a termine, e soprattutto perchè Lucky è un amico e ha fretta di riscattare le sue ultime gare non completamente in linea con le sue aspettative.

Ore 13,30, siamo in molti al Giuriati al punto da fare 3 serie. Dopo un buon riscaldamento metto le chiodate e via, a fare il mio dovere.

Il passaggio ai 100 è in 16″ alto, ai 200 è in 34″, in linea con il ritmo deciso e via allora con questo passo. Siamo io terzo e Lucky quarto. Il Levriero è dietrro di noi. Sopravanzo Cristiano, ma il primo è molto, troppo avanti. Non è il caso di rischiare. Mi attesto sulla seconda posizione, con Lucky alle spalle, mi giro e mi sembra di vederlo distante e in difficoltà di fiato. Poi capirò che è stata un’errata valutazione. Ma intanto misuro il passo , e il passaggio ai 400 è in 1’09”, ai 500 mi dimentico di guardare, mentre ai 600  ci arriviamo in  1’44” alto, cioè un paio di secondi abbondanti sopra il ritmo deciso, ma non me la sono sentita di spnger di più, anche perchè poco dopo mi giro e Lucky mi sembra ancora troppo affaticato per poter procedere in linea con quanto previsto. Ma, io, non ho più energie per spingere oltre e come concordato gli faccio segno di passare. Lui però, contrariamente a quel mi sembrava, mi sorpassa agevolmente e inizia, subito, una lunga e inesorabile rimonta verso il primo che per contro aveva iniziato un lungo ed inesorabile crollo. Io mi fermo ai 700mt, per stanchezza innanzitutto, e perchè non mi serve nè interessa andare oltre. Incito quindi a gran voce Lucky invitandolo a chiudere i metri tra lui e il primo. Prima che inizi il rettilineo finale Lucky effettua il sorpasso e si invola verso il traguardo, vittorioso, chiudendo in 2’53”. La sua soddisfazione è la mia.

Al terzo posto arriva un generosissimo Levriero che, a sole 16 ore dal suo 5000 dell’Arena corso in 17″55″, chiude il suo mille in un buon 3’05”.

Dopo una dozzina di minuti non mi sento appagato e decido di testare la mia schiena. Corro con Daniele un 300 con la volontà di stare sotto i 45″, e viene fuori 44″45. Perfetto, soprattutto perchè la schiena ha risposto molto bene alle sollecitazioni e non mi ha presentato nessun conto salato.

Dopo una bella giornata di divertimento e di sport con gli amici del tartan, non si può che tornare in ufficio con un gran sorriso sulle labbra.

 

Alla prossima

Cuoncio cuoncio

A dirla tutta, la prova del nove che la mia schiena e le mie gambe siano come prima dello stop, non l’ho ancora avuta in modo convincente. A livello di sennsazioni intendo, prima ancora che di riscontri cronometrici. Mi sento ancora un po’ rigidino, ma credo sia normale.

Ieri sotto un sole estivo, alle 12,30 al Giuriati, preferisco evitare sprint ed eseguo la seconda seduta della settimana dopo lo stop, ancora una volta basata sulla resistenza lattacida. Sono previsti 300+150, 250+150, 250+150. Recuperi di 5′ e 7′, prove all’80% circa.

Come al solito la prima prova, il 300, è quella in cui faccio più fatica ad entrare sul ritmo giusto, che dovrebbe essere sui 48″, invece spunta 51″. Ma non ho intenzione di forzare e allora vado via in progressione, man mano che prendo confidenza col mio corpo e la schiena e i glutei mi convincono che si può spingere un po’ di più. In effetti i tempi successivi sono un po’ più decenti. Il primo 150 lo corro in 21″91. Poi passo alla seconda coppia dove corro il 250 in 40″30 e il 150 in 21″72. Chiudo con la terza coppia, decisamente più sciolto e decontratto, col 250 in 37″14 e il 150 in 20″84. Ben lungi dall’essermi spremuto, ma almeno porto a casa sensazioni di integrità muscolo-scheletrica, che di questi tempi è una buona cosa, per nulla scontata. Dalle prossime sedute si inzia a far sul serio, però.

Già a partire dal mille di domani al Corrigiuriati, dove imposterò al serivizio di Lucky un ritmo da 17″ ogni 100mt, per passare come richiede il suo coach in 1’25” ai 500. E poi avanti finchè ce n’è, sperando io di resistere almeno fino agli 800, e lui fino alla fine perchè possa chiudere (lui) in 2’55” circa. Il Levriero, invece, col suo piè veloce e costante, mi infilerà nei 200 finali. E’ tutto già scritto, vedrete.

 

Alla prossima

Si riparte

Temevo ma desideravo questo ritorno al tartan, dopo 10 giorni di stop forzato per il mal di schiena.

E’ andato tutto per il meglio, evito di fare forza, ma eseguo un bel riscaldamento, poi andature seguite da 3 allunghi e via per la scala in cui verificare lo stato di salute della schiena, dei glutei (ancora molto provati per le punture malefiche!) e della condizione atletica, temndo uno scadimento rispetto alla forma soddisfacente a cui ero arrivato prima del blocco forzato.

Il 500 lo affronto molto tranquillo nella prima parte, ma poi non sentendo particolari dolori vado via in progressione sino a chiuderlo in 1’34”, con un po’ di fatica di fiato, ma non di gambe. Soprattutto mi sembra di essermi dimenticato come si corre, faccio fatica a recuperare la naturalezza del gesto. Forse sono un po’ rigido per la paura che torni il dolore alla zona lombare. Passano 10′ prima di continuare con la scala, troppi perchè dovrebbero essere 6′, ma aspetto Riccardo ostacolista reduce da un lieve infortunio al polpaccio che mi cheide di aggregrasi. La compagnia val l’attesa. Insieme corriamo poi un 400 in 1’10”, un 300 in 47″81 e un 200 in 28″87, tutti con i canonici 6′ di recupero. Le sensazioni sono ottime, avrei voglia di continuare a correre, ma mi limito ad un giro di defaticamento. La doccia è meritata, il ritorno alle competizioni è rimandato solo di qualche giorno. Anche se Raffaele mi invita caldamente a non correr il 300 che avevo in testa di correre mercoledì sera a Cernusco sul Naviglio. Mi dice: “ma ci tieni a fare un buon 400 quest’anno o hai deciso di spezzartela ‘sta schiena? Porta pazienza, così non ti farai male e gareggerai meglio la prossima settimana”. Il tono era di quelli che non ammettono repliche.


Alla prossima

Guardia bassa

Stanotte ne ho passata una che non mi era mai capitata prima d’ora.

Una mezzoretta buona a tremare come una foglia, e a battere i denti. per il freddo. Così, improvvisamente, verso le 3. La principessa mi abbraccia e cerca di scaldarmi. Non basta.

Prende una seconda coperta, non basta.

Una terza e non basta ancora.

I denti battono come se stessi nudo a meno venti. Misuro la febbre, 36,5. Strano. Poi arriva un dolore al petto, all’addome e sento ria nella pancia, che sembrerebbe una colica gassosa.  Poi le gambe e la schiena le sento tutte scassate. Sto per decidere di chiamare un dottore, ma si inziano ad attenuare i sintomi, porto pazienza e la cosa rientra. Piano piano. Mi addormento. Alle 6 mi sveglio, ho febbre a 38. Dopo un’ora ancora 36,5. E la schiena migliora.

Questa mattina ho chiamato il dottore e mi ha detto che sta girando una forma virale. con questi sintomi. Ah…lo sapevo io, che non dovevo abbandonarmi alla malattia e lasciarmi sopraffare. Perchè Chi c’ha mannat qua, Dio , O’ciel, se n’accorge diceva il grande Massimo in non ci resta che piangere. Se conntinua così, credo che ricorrerò al  metodo death or glory, non vedo alternative.

 

Alla prossima

Crock

 

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Nel mio complesso e pergiunta vecchio quadro clinico (risale ad una decina di anni fa) compaiono ernie al disco, discopatie, schiacciamenti, protrusioni, rettilineizzazioni della colonna, propensione ad un precoce invecchiamento ed usura della cartilagine. Da allora anzichè fermarmi, ho praticato assiduamente calcio a cinque e poi il rientro nel mondo della corsa: diecimila, mezzemaratone, corsa in montagna ed infine il ritorno alla pista, con il mezzofondo veloce.

Nessuno ti ha mai detto che la corsa non è esattamente la miglior cosa che tu possa fare nelle condizioni in cui sei? mi ha detto la simpatica e genmtile dotoressa che mi ha perforato la chiappa (siamo al quarto giorno di terapia e il culo mi fa male ormai quasi più della schiena!).

Forse c’ha ragione. Ma io non sono disposto a rinunciare. Io mi addormento ogni sera pensando alla pista! Ed è un dolce addormentarmi, a prescindere da come sia andata la gara o la seduta del giorno prima.

Si chiama PASSIONE, mi infuoca l’umore e lo spirito. E al cuor non si comanda. Chiuso qui l’argomento.

Oggi pomeriggio la schiena mi ha dato un segnale incoraggiante. Ha fatto CROCK, da un lato prima e dall’altro poi. Il che, conoscendo il mio corpo, vuol dire che l’infiammazione sta passando e la funzionalità sta tornando ad essere quella di qualche giorno fa, prima del blocco maledetto.

Starò a casa (e lontano dal tartan) ancora fino a mercoledì, ma giovedì vorrei provare a corricchiare sperando sia tutto a posto e provare a gareggiare sui 200mt a Lodi, sabato prossimo. Vedremo.

 

Alla prossima

 

Bollettino

Non ci potevo credere stamattina.

Un movimento brusco mentre gioco in casa con un palloncino ad una specie di squash con la principessina … e sento chiara e secca una fitta a destra, dove c’erano solo protrusioni perchè le ernie al disco sono a sinistra. Tempo qualche ora e il dolore diventa acuto e diffuso da destra a sinistra, e si irradia anche alle gambe. Ad un giorno dall’esordio stagionale a Chiari. Non ci posso credere! Porcaputtana!

E dire che ieri avevo raccolto delle sensazioni ottime, in una seduta dove con 6′ di recupero avevo corso in totale scioltezza e faticando quasi zero (mai successo prima!) un 300 in 48″71, un 200 in 29 netti, un 300 in 46″29, un 200 in 30″28 e un 150 in 21″28. Ero andato a dormire ripassando mentalmente la ritimica di corsa e i passaggi di gara da provare a fare.

Non getto la spugna e spero ancora domattina di svegliarmi bene. Ma l’ultima volta che mi è venuta una cosa così, è stata necessaria una settimana intera solo per poter riprendere a corricchiare. Porcaputtana!

 

Alla prossima