Il GIRO di Roma

 

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Non fosse stato perchè oramai ero lì, e cazzarola sarebbe stato un peccato  mollare, certamente questa gara non l’avrei raccontata. Perchè non l’avrei corsa.

Facciamo un passo indietro.

Devo lavorare a Roma nella settimana in cui ci sono i Campionati Italiani Master di Atletica Leggera a cui quest’anno per il terzo anno consecutivo avevo rinunciato a partecipare: non mi sentivo competitivo rispetto alle mie ambizioni. Ma sapere di esser già lì a Roma in quei giorni, seppur per altri motivi, mi ha fatto cambiare idea. E così mi sono iscritto al mio primo GIRO ITALIANO, la gara dei 400mt piani. Senza alcuna ambizione, se non la voglia di provare un’esperienza nuova ed interessante, comunque andrà.

I giorni precedenti sono un tormento di caldo, notevole, con picchi di 38,5° C, tanto lavoro con l’aria condizionata spenta, notti insonni, lunghissime camminate e grandissime mangiate. Poi mi raggiunge a Roma Lucky, conosciamo il mitico Califfo, andiamo a vedere insieme un Golden Gala con Waryner e Asafa Powell … e poi le mangiate e le scarpinate si moltiplicano. La notte prima della gara, 5 ore di sonno e poi ancora una gran camminata sotto il sole, una carbonara feroce poche pore prima del GIRO … e il peggio che deve ancora arrivare.

Ore 15, siamo allo Stadio Olimpico.

Una pessima organizzazione ci constringe a girare disorientati nell’impianto prima di capire da dove si debba entrare: nessuna segnalazione e nessuno del personale sembra sapere niente dell’evento. Poi gli atleti sono invitati a recarsi presso l’attiguo Stadio dei Marmi, per passare un’ora e oltre sotto il sole in coda per confermare le iscrizioni. Volano insulti, qulache spintone tra gli atleti innervositi e lo staff di sprovveduti. Mi occorre subito fare una prima doccia, prima della gara, per riprendermi dal caldo. Per trovare da comprare una bottiglia d’acqua, poi, è una vera impresa…perchè pare sia dalla parte opposta dell’impianto, ma bisogna scoprire dov’è ‘sto bar…

Ma le due perle della giornata devono ancora arrivare:

1) il riscaldamento è vietato nella pista dell’Olimpico, ma va fatto nello Stadio dei Marmi, in attesa della convocazione dei giudici per la spunta, che dovrebbe avvenire a 15′ della partenza della propria gara, percorrendo un tunnel di circa 150mt con fondo in cemento in cui con le chiodate già ai piedi è tutto dire…MA PECCATO CHE…nello Stadio dei Marmi il CONI abbia organizzato un evento sportivo in parallelo a quello della FIDAL…e allora ci mandano via senza permetterci di riscaldarci.  Anche qui, ovviamente volano insulti e discussioni accese tra atleti e organizzatori.

2) le gare hanno quasi un’ora di ritardo…e nessuno della FIDAl ci avvisa, anzi a domanda lecita da parte degli atleti scusate a che ora è prevista la nostra gara?che ritardo c’è? ci rispondono boh…noi non lo sappiamo … e non riusciamo neanche a farci un’idea, perchè il personale addetto alla sorveglianza non ci consente di entrare all’Olimpico prima della nostra gara … Nel tunnel dopo aver fatto la spunta per la partenza, rimaniamo compressi  e costretti quasi come sardine, senza possibilità di scaldarsi oltre, senza sapere quando partiremo … e l’aria è resa poco respirabile per il caldo e la ressa. In più abbiamo le chiodate sul cemento… e quel poco riscaldamento fatto, va disperso nell’attesa estenuante sotto il tunnel.

Quando sto per decidere di mollare e mandare tutto al diavolo…finalmente ci dicono di entrare in pista, nell’Olimpico, per la nostra gara, i 400mt, categoria MM35.

(Mi sento come un levriero al cinodromo, che è tenuto al buio e senza cibo, perchè possa  incazzarsi al punto giusto e scattare quando sarà il momento di gareggiare, all’inseguimento della lepre di pezza agganciata al traino meccanico. … Ma a me, in queste condizioni, la voglia di gareggiare è passata quasi del tutto.)

Sono in seconda corsia, nella terza serie su quattro, in ordine inverso di accredito, per cui l’ultima serie sarà quella dei più veloci MM35. La mia serie dunque è la vice-veloce.

Al BANG parto svogliato e stanco, ma nonostante questo sono abbastanza vicino ai primi e al passaggio ai duecento vedo che la rimonta è  tecnicamente fattibile. Nella prima parte della curva, sino ai 250, me la prendo comoda, ma poco prima che inizi il rettilineo, agguanto quasi i primi, e l’affiancamento mi sembra ancor più fattibile.

 

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Ai 350 mt circa però, stavolta non mi mancano le gambe, ma mi manca la testa, la determinazione e la voglia di soffrire. Di soffrire oltre quanto già sofferto.

Non mi pare d’esser fisicamente devastato, ma la testa non impartisce il comando giusto alle gambe, e così concludo senza infamia e senza lode, con il tempo di  55″79, al 12esimo posto assoluto.

 

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Sono convinto che in condizioni più normali si poteva fare un secondo in meno. Ma i miei sono pensieri, mentre i fatti sono altri, e quelli contano di più.

Della mia prima partecipazione agi Italiani, rimane il ricordo di un’organizzazione pessima, (peccato davvero), ma di una trasferta positiva, però non direi proprio per la gara. Ma perchè Roma è magica e maestosa, e lo è ancor di più in compagnia degli amici giusti (Lucky, il Califfo, Marco e alcuni amici d’infanzia ritrovati).

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Alla prossima

 

E non finisce qua

 

Il GIRO di Romaultima modifica: 2010-06-12T15:13:00+02:00da pandanilo
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11 pensieri su “Il GIRO di Roma

  1. Grazie Califfo. Vedrò di conquistarmi complimenti in circostanze anche diverse.
    Il piacere di averti conosciuto è stato tutto mio.

  2. eh eh non potevi spiegare meglio la disorganizzazione dei campionati …
    Allucinante …speriamo che il prossimo anno siano in un bel posto, magari balneare :)….
    Mik Folli devi batterlo …sui 200 ha fatto 24″70!!

  3. Ho visto Lucky, ho visto. siamo su livelli molto simili per ora. ma oggi mi batte lui, su entrambe le distanze, sia sul crono sia nello scontro diretto. dunque onore e merito ai vincitori.
    la prossima occasione però vedrò di giocarmela con maggior determinazione e miglior condizione atletica, perchè non sono questi i tempi su cui voglio “impantanarmi”, di sicuro non sono questi!
    😉

  4. Ciao Dani,
    ma sei balzato, saltato dai blocchi (prima foto) non “partito”!! e nell’ultima foto sei il più “stiloso”, già decontratto (potevi tirare ancora?). Per quanto ben poco ne capisca, ne hai (in partenza) e ne avevi già (potenzialmente, in fine) più di molti che ti stanno avanti per qualche decimo o un secondo. Comunque mi sembra una bella conferma – decisamente con minor fatica e peggiori condizione climatiche, ambientali e di riscaldamento – del tempo dell’Arena; che però non è ancora il “tuo” tempo ma c’è senz’altro molta fiducia per il futuro.
    Un saluto, un saluto anche a Lucky e un ringraziamento per l’apprezzamento del post precedente (ma non credo: sono moolto meno veloce di quel che appaio).
    alessio

    Ps. Una curiosità: ma quando dici “Menabrea” cosa intendi? 🙂

  5. Ciao Alessio, credo anch’io che sia un po’ così come dici, ma finchè le cose che pensi non le fai, non sei altro che quello che hai fatto fino ad allora. Ed è giusto che sia così. Il risultato in atletica è un fatto, non un pensiero.
    La tua elasticità, naturalezza del gesto tecnico e scioltezza dei movimenti mi lascia invece convinto del fatto che tra un anno ci “meni di brutto”, a me di sicuro.

    quando scrivo di una nuova “menabrea”, intendo questo:
    http://runnerpanda.myblog.it/archive/2009/04/16/menabrea-n-1.html

    😉

  6. Filosofeggiando un po’, la bellezza (non la principale) della corsa è che non puoi “barare”: il risultato è quello e quello vali (o, meglio, quello sei valso; però puoi ipotizzare qualcosa sul futuro …e io ti vedo particolarmente bene, devo dire). Ti ringrazio ancora dei complimenti, però sono davvero “a priori” rispetto ai risultati: devo darmi parecchio da fare per meritarli e stare in linea con te e Luciano (e magari anche Alessandro sugli 800). Per quanto riguarda la Menabrea: 1. è buonissima; 2. sono anch’io un patito della birra dopo la corsa (ma solo se meritata); 3. abito (purtroppo solo nel weekend) a 150 metri dallo stabilimento storico …magari prima o poi correrete a Biella e dopo lo assalterete… vi aspetto! 🙂
    alessio

  7. ah…a proposito dell’uscita dei blocchi…non inganni lo schiacciamento dell’immagine. Io ero in seconda corsia, non in terza, dunque quello era già uno dei primi passi, non il primo.
    e probabilmente era comunque troppo poco radente, ed inefficace e il busto si sta rialzando troppo in fretta, a quel punto credo debba essere ancora un po’ basso.
    ma queste son considerazioni utili di cui tener conto soprattutto quando si scende sotto i 52-53″…

  8. Ah! 🙂 Infatti! A me sembrava troppo fossi partito dalla 3a! …per quello che mi ha colpito il “balzo” (che non c’era) …peraltro avresti dovuto partire …*a gambe incrociate* per avere la gamba destra davanti con i blocchi montati in quel modo, ahah! 😉 (oppure librarti in cielo per un attimo…) ho sbagliato! 🙂 Forza Danilo, un saluto
    alessio

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