Il punto d’incontro

 

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A Villasanta ieri sera ho avuto l’onore e il piacere di ospitare un amico, il Levrier cortese, in pista.

E’ una bella serata d’agosto sotto i 29°C, col sole delicato delle 19, che accarezza senza fiaccare.

Per correre insieme troviamo un punto d’incontro che consenta di correre le stesse distanze agli stessi ritmi, con gli stessi recuperi. E non è scontato che ci si riesca senza sacrificarsi l’uno per l’altro. Si concorda dunque un 10×200, con un minuto di recupero camminando. Mentre il primo 200 viene un po’ lento da carburazione (39″ circa), l’ultimo viene invece decisamente più brillante degli altri (33″ circa).  Alla fine si chiude con una media di 36″ e rotti. Poi si cena da Rossopomodoro con una birra e una gazzosa che mi innaffiano la gola secca.

Nel mio primo anno in cui mi vivo l’agosto milanese, solo senza le mie principesse, con la paura di annoiarmi e sconfortarmi un po’, invece mi godo una bella serata di sport e d’amicizia…agosto è iniziato bene.

 

Alla prossima

Su e giù per la Creuza

 

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Genova, Capitolo II.

Dopo poco più di 6 mesi torno a Genova per lavoro, e dall’Hotel Assarotti, sull’omonima via, trovo nascosta in una traversa, una via  ripida fatta di mattoni rossi, un’antica mulattiera con dei gradoni lunghi circa due metri, ma alti poco più di 10cm. Leggo Salita inferiore di San Rocchino, e la via va su su, per circa 7-800 metri in questo modo. E’ larga un paio di metri circa, rigorosamente chiusa ai mezzi motorizzati, all’ombra e tra antichi palazzi.

Mi diranno poi che, ignaro, ho corso su e giù per una delle famose creuze genovesi, di cui cantava De Andrè.

Poi mi sparo anche i bellissimi gradini in fondo a Via Palestro, qualche centinaio, su 4 rampe. Non domo, mi sparo anche la Via Palestro in salita, su afalto.

 

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E daltronde, quando le piste vanno in ferie senza i pistaioli, qualcosa bisogna pur inventarsi, per restare in forma.

Chiudo cenando tristemente in solitaria, con picagge al pesto quello vero, prosciutto e melone, panna cotta e un bicchier di vino.

 

Alla prossima

La chiamano così

C’ho i crampi ai bicipiti femorali da 2 giorni. Non posso contrarre un attimo di più il muscolo mentre sono a riposo che subito sento il grippaggio.

Eppure mi sto idratando, credo, bene. Nè si può dire che il caldo sia così insopportabile come 10 giorni fa.

Stamattina sveglia alle 6, mi rigiro nel letto 3-4 volte, poi in catalessi fino alle 9. Colazione, un salto dai miei, e poi in pista a fare una seduta che tutti chiamano aerobico rigenerante: cioè 10×200 in 36″e rotti di media, con recupero di 1′ camminando, sotto il sole a  30° (che comunque non è  proprio uno scherzo).

Mal che vada ho rintuzzato l’abbronzatura, va’, che senò quando andrò a recuperare principessa e principessina al mare, competitive come sono (eeh…son due donne, anche se una delle due è in miniatura) mi daranno della mozzarella, prendendomi in giro come al solito.

Devo dire che a parte la quinta e sesta ripetuta in cui ho sentito un po’ di affanno – credo più per il caldo che per altro – poi tutto è filato liscio. E crampi oggi pomeriggio non ne ho quasi più. Vuoi vedere che per rigenerarsi davvero, son meglio queste sedute che due settimane al mare? Sarebbe una bella scoperta. Quantomeno più economica.

 

Alla prossima