Ultimi aggiornamenti

La settimana appena trascorsa mi ha visto correre 3 volte.

Lunedì: ancora senza cronomentro corro un mille sotto i 4’/km, un seicento in 2′ circa e 2x3x200 in 36″ di media, insomma soliti tempi, solito ritmo.

Mercoledì ho un gran mal di testa e salto.

Venerdì recupero il cronometro evine fuori la seduta più bella. Ho una strana serenità e corro 3×300 media 54″, poi 2×300 media 52″ e un ultimo 300 in 49 netti. Grande facilitàù di corsa e nessun dolore residuo nei giorni successivi.

Ieri, di domenica mattina, ho poco tempo e allora faccio 2km per arrivare alla salitona del Parco di Monza, e gli stessi 2km per uscire dal Parco. In mezzo mi sparo un 800 sul doppio giro in saliscendi e dopo 6′ un 400 secco. Tempi discreti, anche se pensavo di fare un po’ meglio: 2’46” e 1’09”, con una curva secca a sinistra in contropendenza che mi ha risvegliato un leggero fastidio al perone sinistro, laddove si aggancia il soleo strapapto e ricucitosi appena 2 mesi fa.

Questa settimana Raffaele mi ha proposto alcune verifiche in pista per sondare la mia condizione prima di passar alla nuova tabellozza, che a questo punto partirebbe da lunedì prossimo.

 

Alla prossima

 

P.s.. ringrazio gli amici per la solidarietà espressa, così dalla crisi se ne esce prima.

Crisi

Venerdì una gran fatica mentale e fisica per portare a casa 3×300 in presunti 54″ (ancora senza cronometro) e poi una serie da 2×300 in 52″ presunti.

Domenica mattina salite: 3×50, 2×80 e 3×50. Poi un 800 in saliscendi con il secondo giro in affanno totale di tutto, e infine un 400, sempre  in saliscendi, ma decisamente più pimpante.

Voglia di gareggiare zero. Forza negli allenamenti poca…

Credo di essere in crisi, una sorta di depressione, boh…non so bene come chiamarla…manca benzina nelle gambe, e nella testa.

Nessun allarmismo, ma un po’ di allarme, quello sì.

 

Alla prossima

 

In testa

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Mercoledì al Giuriati, ore 13, c’è un timido sole che prova a scacciare la nebbia di questi giorni.

Corro 2km in leggera progressione, recupero 4′ e poi corro 5×200 in 37″ circa, forse anche 38″, recuperando 1’30”. Poi il tempo di rifiatare un po’ (credo ancora circa 4′) e riparto per 2x3x100, i primi in 17″ gli ultimi 15″ e rotti, recuperando un minuto tra le prove e 3′ tra le serie.

Come faccio a d essere così certo dei tempi pur non avendo il cronometro? Merito dei tanti anni di Subbuteo: nei due tempi di gioco, ciascuno della durata di 15′, io che a differenza degli avversari giocavo senza guardare il cronometro, sapevo con certezza quasi piena quando scattava l’ultimo minuto di gioco. Con l’abitudine, il tempo mi è entrato un po’ nella testa.

Oggi si va ancora al Giuriati, e domenica mattina al parco a far salite, e poi si torna a Villasanta, probabilmnete con una nuova tabellozza.

Forse per allora a qualcuna di queste teste (dimensione 1.5 cm, eh! non è facile, mi son dovuto addirittura inventare utensili a misura adatta per modellare!) sarò riuscito a dare almeno un corpo. Fino a Natale 2011 di tempo ce n’è.

 

Alla prossima

 

Il tempo del non tempo

A dire il vero non ricordo neanche più dove l’ho messo il cronometro.

Ma il naufragar mi è dolce in questo mar. E allora continuo così. Tanto il ritmo ce l’ho abbastanza in testa, per cui posso dire con molta confidenza che ieri ho corso un mille in 3’45”, un 600 in 1’55” e 3x circa 200 metri (ero in strada) in circa 37″, recuperando al passo per un paio di minuti circa. La corsa senza cronometro l’assaporo di più nella sua essenza, e non in quello che rappresenta. Come dire che non corro per raggiungere un obiettivo, non corro per fuggire da qualcosa, ma corro per correre. Non sarà sempre così, ma per ora mi va così.

Ed è stato il secondo giorno di seguito, che non mi capitava da non so quanto tempo. Poi, prima della doccia, 30 piegamenti sulle braccia e 20 ripetute per i tricipiti.

Domani, se mi riesce, mi aggrego a SuperLuckystrike al XXV Aprile, per fare un po’ di sforzo aerobico insieme a lui, magari 8×300 e poi un po’ di salite lunghe, lente.

Sempre che il Califfo non mi chieda i danni per usufrutto improprio e violazione dei diritti d’autore. 😉

 

Alla prossima

Esse-Ti

Cioè mi si è scaricato il cronometro.

E allora ne traggo beneficio, o almeno ci provo. Stamattina al parco di Monza non ci sono i regazzini, e allora da solo e senza verifica del tempo impiegato, dopo 3x30mt di skip in slaita, passo alla velocità, sempre in salita: 2x3x50mt, e mi sento subito stanchissimo. Di braccia, di gambe. Non dolori, ma proprio stanchezza. Macchèmefrega, penso, tanto non ci sono testimoni nè oculari nè di display, quindi la seduta di oggi rimane tra me e me. Poi corro una volta gli 80mt. E dopo questo, mi sento stranamente meglio.

Si ferma a parlare con me, nei miei circa 6′ di recupero (sei minuti a sensazione, eh!), un simpatico e cordiale signore che da due anni è in pensione e da allora passa 4-5 ore al giorno nel parco col suo cane. Mi racconta della sua mamma di 84 anni che ieri ha tirato fuori un quaderno di sua nonna, del 1912, con su scritte ricette, un po’ in dialetto e un po’ in italiano, con dei titoli tipo Torta della zia Paola, o Pizza con le patate, quella buona.

E’ ora di salutarlo e di ripartire per due giri da 400mt in saliscendi. Dopo un po’ di recupero via per un ultimo giro, da 400mt e si torna alla macchina tra passo e corsetta. La seduta alla fine non credo sia andata male, ma la sensazione è strana, è un po’ come essere senza benzina. Certo che avrene per fare una cosa così, sarebbe un’altra storia.

 

Alla prossima

I 3 pensionati

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Come ci ha nominato il Levriero, per l’orario in cui riusciamo ad allenarci. Tutta invidia!

Ci ritroviamo in 3, che sembriamo Aldo Giovanni e Giacomo, pronti (mica tanto…) a seguire Lucky nell’allenamento della sua tabellozza, che prevede 3×300+600+4×200. Un massacro annunciato, ma ho voglia di vedere se sono ancotra in grado di reagire e uscire dal letargo in cui sono piombato dopo l’infortunio di 3 mesi fa.

Lascio volutamente il cronometro in borsa e decido di seguire l’istinto. Non lo facevo da 3 anni.

Nei 3×300 (rec. 5′)chiudo in linea con i tempi prefissati, cioè circa 49″, ma sempre un pelo dietro loro, che ne hanno da vendere nonostante uno abbia la febbre e l’altro abbia da poco lasciato le stampelle.

Poi dopo 8′ di recupero, nel 600 mi prefiggo 2 netti e chiudo in 2’01”, respirando i gas di scarico dell’accelerazione dei due pazzi che chiudono in 1’53” lasciandomi letteralmente sul posto dopo i primi 400 metri corsi insieme.

Dopo altri 8′ di recupero (vabbè recupero…si fa per dire, visto che si ride, si scherza e si parla a gogò!) le ripetute sui 200 (intervallate da soli 2′ di recupero) le tiro un po’, chiudendo in circa 29″-30″…ma più di due non ne faccio, perchè i glutei iniziano a irrigidirsi (e vorrei vedere!).

Si chiude con doccia e il giro di salamellla offerto da Alessio (thanks! i prossimi giri ricambiamo) Insomma, che dire … una gran bela giornata di sport con amici! Cosa voglio di più…

 

Alla prossima

 

 

Stimolando

Poca voglia di correre anche stamattina.

Ma amare lo sport, e praticarlo da sempre, mi ha insegnato anche a trovare energie fisiche e mentali per superare questi momenti.

Alle 10,30 sono al Parco di Monza, dove dopo aver incrociato e fatto 4 chiacchiere con Marietto della Brigata Tapasciona, raggiungo i regazzini per la velocità in salita della domenica.

In realtà devo rinunciare praticamente subito, perchè oggi le ernie al disco pizzicano troppo. Dopo 3x50mt corsi in media un secondo più lenti del solito, ripiego sugli skip. Ma anche lì sento dolore. Allora passo direttamente a fare i giri in saliscendi sul 400 mt del Saint Georges.

Il primo giro lo chiudo in 1’14”. Discreto, viste le condizioni della schiena.

Poi ne faccio due di giri in 2’52”, col secondo giro più veloce del primo. Buon segno. E la schiena a queste andature regge bene.

Infine mi aggrego a Sergio e decido di tenrgli testa. Un ultimo giro secco. Gli sto attaccato fino allo sprint finale in salita, dove io accelero, ma lui lo fa di più di me. Chiudo in un imprevedibile 1’06”, lui un secondo meglio.

Il correre con Sergio (ricordo che è atleta da 10″5 sui 100 e 47 e rotti sul GIRO) mi ha restituito quella grinta che non trovavo da un po’. Quel gusto del confronto e del sano agonismo tipico delle tirate tra amici, in allenamento. Il mio habitat perferito.

Stasera schiena ancora dolente, e speriamo vada meglio domani.

 

Alla prossima

Letargo

Boh!

Stessa seduta del 16 dicembre, che ogni tanto vanno ripetute per vedere come si progredisce, o regredisce. E, appunto, mi pare din regredire.

Due serie di 500+400+300 cercando di correre con lo swing, ma i tempi che vengono fuori impresentabili: 1’53”-1’28”-57″ e solo un po’ meglio la seconda serie, anche come sensazioni, corsa in  1’46”-1’24”-55″. I recuperi però un po’ più corti, dell’altra volta se voglio proprio cercare un alibi, di 3′ tra le ripetute e 5′ tra le serie.

E’ vero che c’era freddo umidissimo (2°C) con pioggerellina insistente, ma non è che si possa dare sempre colpa la freddo, su.

 

Alla prossima

 

Come si fa?

Mi chiedo.

Come si può trascurare in un’organizzazione di un evento sportivo di questa portata (per gli atleti) la possibilità di cadere in un errore come questo?!

Non sono un maratoneta e in passato ho corso al massimo delle mezze, ma…

… non vi sembra almeno un pochino strano anche il rtimo forsennato del finale dei primi quattro (tutti giapponesi) e l’arrivo privo di emozione del vincitore?

 

Io oggi 4km di continuo (non accadeva da mesi e mesi), cioè 10 giri tondi tondi in progressione (2’14”, 2’10”, 2’04”, 1’55”, 1’54”, 1’51″1’49”, 1’49”, 1’47”, 1’37”) e poi, dopo 4′, corro  2x3x100mt in 16″4 di media, recuperando 1′ al passo e 3′ tra le serie.

Ma come facevo a fare una mezza in 4’30” al km?

 

Alla prossima

 

I ritorni

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Sarà perchè tornare a Foggia mi sa di ritorno all’infanzia, sarà perchè sto rivisitando il presepe, ma da un po’ di giorni mi è tornata la voglia di das (dopo 30 anni!), e il primo panetto è stato traformato così. Oh, nel rispetto dei diritti d’autore va precisato che il sole è della principessina!

Certo non vengono fuori le stuff dello Zio, ma, insomma, mi diverto comunque.

Di ritorno dalla vacanza, ieri per il primo giorno dell’anno al campo di Villasanta è scomparso pure quel velato senso di colpa per aver corso poco nelle ultime due settimane. I regazzini non correvano dal 24, uno stacco ci vuole eh!? E c’hanno ragione.

Corro con due gradi e mentre lo faccio riesco a tagliare con piacere il freddo dell’aria, ma stamattina ho visto che un po’ mi si è attaccato alla gola.

Un po’ di forza speciale, skip, corsa balzata, galoppatae calciata, prima di passare alla resistenza lattacida: un 600 in 2’03”, un 1000 in 3’54” e 3×200 in 34″5, 34″8, 32″9.

Un’ora in tutto, e a casa contento.

 

Alla prossima