Luce sia, luce fu

 

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Tutto finisce, o tutto si trasforma?

Non lo so. Però a me sembra di aver vissuto già – almeno – 3 vite, una a Foggia, una a Napoli e una a Milano (e dintorni).  Diciotto, nove e dieci anni, rispettivamente.

Ogni volta che vado  o torno in uno di questi 3 posti, sono fantasmi belli e brutti che mi si fiondano nella testa e quasi negli occhi, che registrano momenti, ricordi, aneddoti, emozioni. E volti di persone amate e odiate, e alcune di queste non ci sono più. Questa è la parte più struggente del viaggio.

In dieci giorni di vacanze ho fatto di tutto, vecchi amici, parenti che invecchiano (ma dai, anch’io, è la democratica leva del tempo!), partite a subbuteo, pizza, shopping, tavolate, cuginate della parte di mamma e di papà, partite a dama e a ludo con la principessina.

E ho corso, anche, ma poco. Solamente 3 sedute in 10 giorni. Due sedute aerobiche a Foggia, attorno all’isolato dove sono cresciuto e una  in pista al San Paolo di Napoli con gli amici.

Quelli vecchi, insieme a quelli nuovi.

Perchè vicino al tramonto c’è sempre l’alba. E mio fratello quando faceva fotografie mi diceva che se consideri il colore e il calore, la luce del tramonto e quella dell’alba, in fondo sono la stessa cosa.

 

Alla prossima.