Tre chilometri

Ripetere una seduta fatta la settimana prima mi serve a capire se miglioro, stallo o peggioro.

E così ieri ho ripetuto questa seduta, migliorandomi un po’, con 10×200 in media 36″ e rotti, e poi limando qualcosa al 400 e ai successivi 2×300, corsi rispettivamente in 1’15”, 57″ e 58″.

Sabato prossimo all’Arena, se il Levriero non fosse così forte, avrei potuto pensare di seguirlo per 3 giri almeno del suo miglio ambrosiano, ma il suo ritmo previsto (1’17” al giro) è per me proibitivo, e anche la garetta dei 150 con l’anca dolente non è fattibile.

Quasi quasi mi diverto a correre a mo’ di test i primi 800metri del miglio…

Boh, non so, ormai non sono più nè carne nè pesce.

Finirà che vado solo a far foto insieme al convalescente Lucky.

 

Alla prossima

Tre GIRETTI

Mi presento in pista in un orario insolito e ci son solo io.

La gamba dopo 3 giorni di riposo (riposo solo dalla pista eh!) sembra stare benone. Ma poi alla sera, dopo aver ultimato la seduta, sento che il dolore all’anca e al gluteo è sempre lì, vivo come sempre.

Però intanto ho messo in sacoccia tre GIRI frazionati, e cioè (300+100), (250+150), (200+200) corsi in (47″7+14″7), (38″7+23″8), (31″4+32″2), recuperi di 1’30” e 5′.

I tempi sono abbastanza soddisfacenti, le sensazioni pure.

 

Alla prossima

 

L’ora d’aria

Anche meno, a dire il vero.

Trento andata e ritorno oggi e lo stesso domani. Da alcuni giorni e ancora per qualche altro giorno a venire, il lavoro intenso (quello per cui mi pagano!) non mi lascia tregua.

Il lavoro bello (quello per cui non mi pagano) non riesco a farlo, neanche oggi… anzi sì. C’ho giusto un’oretta appena rientrato dal viaggio. Vuoi vedere che con questo sole e prima del convegno di domani non ci stia bene un po’ di sana corsetta per scaricare la tensione?

Via, allora, nel mio primo giorno di primavera, a correre 10×200 con media 37″, e il solito minuto di recupero. Mi sento abbastanza a mio agio. Mi fermo 5′ per rifiatare e riparto con un 400 in 1’18”, dopo 2′ corro un 300 in 57″, e dopo altri due minuti ancora un ultimo 300 in 57″.

E fanno 3km tondi tondi di attività aerobica.

Che goduria, ci voleva proprio.

 

Alla prossima

 

Complementi al GIRO

Ieri sera doveva essere 3x(300+100), come lunedì scorso, recupero 1’30” e 5′.

E mi sentivo bene, al punto da essere convinto di abbassare, e di tanto, il tempo medio sui 300, che era  stato finora di 48 e rotti. Invece corro il primo in 49″8, a cui do seguito dopo 1’30” con un 100 in 15″1. Dopo 5′ parto più brioso ma chiudo ancora in 48″, netti., ma sempre 48 è. Poi il 100 che segue lo corrro in 14″8.

Un pelo sorpreso, più che deluso, cambio strategia e accorgcio le distanze correndo un 250 e un 150, che cubano sempre un GIRO. Viene fuori 38″2 e 23″9. La gamba regge bene durante la seduta, ma da ieri sera sento gluteo, anca e fascia lata come sempre sofferenti. Ma me ne fotto.

Degno di nota la seduta di alcuni regazzini, che ieri hanno corso 2×200 con 6′ di rec. poi dopo 15′ un GIRO accannone: il migliore è Sergio che fa 23 e rotti, 23 e rotti e 48″8. A lui i miei complimenti.

 

Alla prossima

 

Sotto il minuto niente

Aerobico, ancora, ché non riesco a fare molto di diverso in questo periodo.

L’anca (o quella zona, insomma) mi fa ancora male, ne ho la riprova a fine seduta quando Raffaele mi chiede di provare 2-3 volte degli allunghi tecnici sugli 80mt, roba da 12″ circa, per vedere se correggendo la postura il dolore viene meno. Nulla da fare, fa male lo stesso.

Prima però di questo corro 4×300 con l’impegno di stare sotto il minuto (media 58″ e rotti) e proseguo con 4×200 (37″, 38″-38″ 35″). Tutto col solito minuto secco secco di recupero.

Un’oretta prima avevo tifato per lo Zio, che sotto una bella pioggia si piazza mi pare addiritttura entro i primi 10-15 al sociale dei Gamber, classico diecimila nel Parco di Monza, corso in 37 e rotti, dietro mostri sacri come Emanuele  Zenucchi e Pietro Colnaghi, che tagliano il traguardo per primi, insieme, l’uno di fianco all’altro.

P.s.: oggi mi viene intanto un dubbio…che non sia uno strappetto alla testa del femore quello che mi sta rompendo il cazzo da un mese? I sintomi mi ricordano sempre più l’infortunio alla testa del perone della stessa gamba di sei mesi fa. E la cosa mi inquieta…

 

Alla prossima

 

Le tasche piene di sassi

mi riconosci

ho le scarpe piene di sassi

la faccia piena di schiaffi

il cuore pieno di battiti

e gli occhi pieni di te

 

Periodo d’oro per Jovanotti, che lasciatosi alle spalle i tempi di E’ qui la festa, in cui l’odiavo quasi, ora sfoggia poesie più che brani.

 

Ieri dopo un mese di impossibilità, riprendo con un po’ di 100mt svelti, perchè veloci proprio non li si può chiamare. Due serie da 4 ripetute in 14″ alto. Le difficoltà della gamba sinistra a salire permangono e il dolorino è ancora lì, ma migliora il quadro generale e pure la schiena sembra un po’ più disponibile ad accompagnare il movimento delle gambe che fremono, vogliose di girare un po’ più briose di come son costrette a muoversi ora.

Dopo sette minuti corro un 600 regolarissimo, chiuso in 1’52”, con un po’ troppa fatica per i mie gusti. Mi rifugio nell’alibi della pasta e fagioli della mensa, che gonfia lo stomaco, che schiaccia il diaframma che impedisce ai polmoni di espandersi bene.

 

Alla prossima

Rain baby rain

Mercoledì parto da casa in moto e vado in ufficio. Prima doccia colossale.

Torno a casa dal lavoro, sempre in moto, ed è la seconda doccia bestiale. Cosa fa una persona normale? Si cambia e se ne sta a casa…non lo so … ma io mi cambio e vado in pista, a correre sotto l’acquazzone che non accenna a terminare. Ed è la terza doccia. Ma è la più bella, perfino più della quarta, quella fatta un’oretta dopo negli spogliatoi.

In quest’oretta solitaria in pista (i regazzini sono tutti in sala pesi), inanello un po’ di prove aerobiche separate da un minuto di cammino, e cioè 7×200 in 41″ circa di media, poi fermo restando il recupero di un minuto, corro un 300 in 1’01’, un 200 in 40″, ancora un 300 in 1′ netto, seguito poi da un ultimo 200 in 39″.

Sto per andare a casa, ma Erms, uno dei regazzini arriva in pista e corre un Interval Training, fatto di una miriade di 200 in 40″ e 100 in 29″, e allora a lui mi aggrego e ne metto infila 3 serie, che c’ho ancora voglia di correre e sfogare energia.

Può bastare, e via verso casa. Bagnato ma molto contento. (ma la gamba continua a farmi maluccio, di questo passo  non so quando potrò tornare a fare un po’ di velocità)

 

Alla prossima

Ecco, appunto!

Saranno state le nuove Adizero F50 al posto delle vecchie Asics da 25 euro con cui correvo da un po’ di mesi?

O sarà che semplicemente i muscoli fanno quel che cazzo che vogliono senza sentirsi in dovere di darci spiegazioni postume nè, figuriamoci, elementi per prevederne i comportamenti?

In ogni caso stasera a parte un po’ di fatica per una seduta che di per sè è impegnativa, specialmente per me che non ho familiarità con questo tipo di sforzi, sono riuscito a correre la seduta di MJ e cioè 3x(300+100) con recuperi di 1’30” e 5′, fermando il cornometro su 49″5+14″5, 47″8+15″5, 48 netti + 15 netti.

E, cosa più sorprendente, il dolore (mi pare si sia localizzato tra l’anca sinistra, il grande trocantere e la fascia lata) quasi niente.

Più che altro le gambe mi sono parse un po’ impacciate ché non ricordano più tanto come si corre tutte e due insieme, senza che l’una debba sopperire le mancanze dell’altra.

 

Alla prossima

Quindi corro

Se dopo 8 giorni di stop, riprendo a correre e mi fa male l’anca quasicome quando lo stop non lo faccio, allora tanto vale riprendere a correre regolamente, allenandomi bene.

E se mi spacco del tutto, almeno avrò un buon motivo per starmene fermo un bel po’.

Ieri sotto un po’ d’acqua sulla pista tutta per me, corro 10×200 in poco più di 40″ col solito minutino di recupero, e dopo 4′ corro 5×100 in 18″, recuperando 30″. E lì la gamba fa proprio fatica a salire, e se lo fa manda la scossetta di dolore.

Oggi però sembra quasi tacere. Già capire cos’è sarebbe una gran cosa.

Questa cosa di non capire un cazzo, oggi mi fa sentire così.

 

Alla prossima

Premio pazienza

Oggi fa una settimana di stop. Voluto, più che forzato (e questo è un lusso).

Perchè nelle settimane scorse, da quando è comparso il fastidio all’anca sinistra, sono comunque riuscito a correre, e mi è riuscita anche qualche seduta piuttosto soddisfacente, sotto il profilo della prestazione, non delle sensazioni però.

E allora pur essendo oggi quasi passato il dolore, aspetto ancora domani per tornare a correre, anche se magari pioverà. Cosa vuoi che sia la pioggia, se non acqua.

Sì, bisogna cercare di aver pazienza, nel rispetto del proprio corpo, ma soprattutto nel rispetto di chi ha problemi ben più seri dei mei, e di pazienza ne deve avere oltre ogni limite, per poter tornare a correre, a camminare, o semplicemente per continuare a vivere. Ma poi, queste persone devono essere premiate. Dio, se esisti, e ti capitasse di leggere questa mia preghiera, saprai certamente come fare. Ti prego, consegna un premio a chi sai.

 

Alla prossima