Il vento che cambia

Alle 16 ci sono sempre 31°C, eh, che pochi non sono per essere a fine maggio.

Ma l’impressione di un vento nuovo e fresco, che cambia le cose, lo sento eccome, come già sentito a proposito di Milano e Napoli, pochi minuti prima di scendere in pista a Villasanta.

E’ la giornata della seduta run extensive, come la chiamano quelli bravi, cioè 8×300, da correre sotto il minuto e con un minuto di recupero.

Un paio di mesi fa riuscii a correrlin 59″ di media, non senza fatica. Oggi va decisamente meglio, con tempi più bassi, e mi pare con meno fatica 59″9-59″4-58″6-58″5-58″3-58″7-57″2-57″7. Alla fine della seduta 160 battiti, che scendono a 125 dopo un minuto. Buone sensazioni, caldo a parte, anzi, nonostante il caldo.

Alla prossima

Determinata mente

Ieri un attacco violento di cervicalgia mi ha bloccato, un aulin e, come sempre, è passato in fretta.

Stamattina l’effetto dell’antinfiammatorio mi consegna delle gambe fresche e prive di dolori, così in pista ci impiego pochissimo a scaldarmi e sentire un feeling con il corpo che non provavo da mesi e mesi.

Decido di correre 8×100, recupero 50mt in jogging che vuol dire circa 50″ di recupero attivo, il primo 100 da fermo, gli altri leggermente lanciati.

I tempi sono 14″05-13″71-13″34-13″98-15″54-14″87-14″75-13″89. Verso la metà delle prove ho avvertito un po’ di sconforto e disagio per una seduta a cui non sono abituato, e ho tirato un po’ il freno a mano. Col senno del poi, potevo osare di più, ma non c’è fretta, lo farò la prossima volta.

Passa poco più di un quarto d’ora, e mi aggancio alla seduta di Tommy, regazzino in tirocinio come fisioterapista che mercoledì ha esordito sul GIRO in 51″5. Con lui faccio allora un 2×100 con 5′ di recupero, lui con le chiodate fa costante 12″ netti, io senza chiodi faccio 12″52 e 12″44, tempi così bassi non li vedevo da mesi, prima dell’infortunio. Mi fa riflettere che fino ai 50 metri eravamo affiancati o quasi, poi da lì in poi la mia benzina non mi permette di sostenere lo sforzo.

Ai 500 addominali, 35 piegamenti sulle braccia e 20 tricipiti di venerdì sera, si aggiungono oggi poco prima della doccia altri 200 addominali, 35 piegamenti sulle braccia e 20 tricipiti.

L’obiettivo per i prossimi due mesi è:

– in pista, fare 4-5 sedute a settimana, di cui 1 di velocità, 1 di ritmo gara, 2-3 di run extensive con un po’ di skip.

– a casa, fare sedute di potenziamento del busto (core e braccia) un giorno sì e uno no.

 

Alla prossima

 

P.s.: AGGIORNAMENTO SERALE: stasera il senso di incompiuto mi ha portato a pedalare con la MTB per 13 km sul giro da 1km ricavato attorno allo stadio brianteo: 3km di riscaldamento e defaticamento, e i 10km in mezzo tutti in progressione per un totale di 23’59”, da 3’/km fino a 2’40″/km, sempre con rapporto agilissimo, da 120 pedalate al minuto, tranne ò’ultimo giro quasi alla Obree, chiuso in 2’06”. Che goduria!

 

Bivio

Ieri sera ho maturato quest’impressione: sono giunto ad un bivio.

Mentre il mio fratellone agguantava la sua prima vittoria (da MM40 sui 200mt in 26″50) segnando il suo nuovo personale, io rinunciavo ai 200 e vagavo lungo 800 lunghi metri. Una gara nella gara in cui avevo 2 obiettivi: innanzitutto testarmi sulla distanza per capire in che condizioni sono, per cui ho corso tutto il tempo con grande prudenza fino ai 100metri dalla fine, quando capito che ne avevo ancora molto e ho sprigionato in clamoroso ritardo le energie in una gran volata, utile a raggiungere il secondo obiettivo, che era quello di giocarsela con l’amico Levriero e, se possibile, arrivargli davanti: 2’20” il tempo finale, quarta piazza a pochi decimi dal terzo che manco mi ero accorto fosse così alla protata. I primi due arrivati al traguardo in 2’13” e 2’14” erano imprendibili, quanto meno con la condotta di gara di ieri.

Dunque, per concludere la due giorni di gare, dopo un esordio sui 400 piuttosto incolore, ieri un 800 ancor più incolore.

Il divertimento c’è stato e neanche poco, per carità, ed è quello che conta, ma continuare a gareggiare così per me non ha più senso.

Da oggi si cambia registro, ci si gioca la stagione agonistica, probabilmente l’ultima, cercando di agguantare sulle varie distanze un tempo decente, il che vuol dire:

sui 200 un sub24

sui 400 un sub54

sugli 800 un sub 2’12

Se così non sarà, dall’anno prosimo stop alle gare. E’ deciso.

 

Alla prossima

Il clima

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Che importa se ci sono 34° e devi fare una gara che chiamano il GIRO della morte.

Il clima che conta non è quello. Ma è la cordialità di chi sa organizzare  le gare con lo spirito giusto.

Arrivo in pista e trovo il Nenne col suo papà che sgambetta felice nelle corsie, contandole, dalla prima all’ottava, con gran competenza di conto .

Lucky ha momentaneamente abbandonato le scarpe per prender in mano penna, pettorali e spillette prima, e microfono poi, per far da speaker nei suoi Campionati Sociali.

In un attimo arriva l’ora della partenza del mio GIRO. Un anno fa determinazione nel voler batter l’amico Lucky, spirito agonistico e discreta forma. Ieri solo voglia di correre senza paura, per testare la forma che non conosco, ma che non può certamente essere ottimale per le condizioni in cui sono arrivato all’esordio stagionale sul GIRO.

Partenza in quinta corsia. Allo sparo, con passo brillante ma volutamente cauto, prendo la velocità di crociera desiderata, direi circa 14″- 14″5 ai 100, e così molto contenuto e trattenuto nel ritmo mi porto fino ai 200. Degli avversari non sento ancora nè passi nè affanno. Percorro metà curva addormentandomi un po’ sul ritmo, quando però all’improvviso con la coda dell’occhio vedo una o due sagome avvicinarmi all’interno, decido che forse ora devo svegliarmi. Temporeggio ancora un pelino per aspettare che il rettilineo mi si apra davanti, ma la cosa rischia di essere troppo appetitosa per Damiano, del quale inizio a sentire lo sbuffo e i passi. Ecco è arrivato il momento di cambiare passo. Scatto in avanti, allungo, rimango composto fino ai 20 metri dalla fine, quando mi rialzo, realizzando che la reazione è stata buona, la paura non c’è stata, le gambe non sono freschissime, la distribuzione è stata equilibrata…e sto chiudendo tagliando per primo il traguardo. Mi sembra di aver corso in 57 e rotti, dico al traguardo, forse 58. Il riscontro sarà infatti 57″65.

La sera tornato a casa guardo il tempo che avevo appuntato come previsione (lo faccio sempre qualche giorno prima della gara) e leggo 57″56.

Non sono un gran quattrocentista, ma le previsioni non mi vengono poi tanto male. Manderò il CV a Fabio Fazio, per la prossima stagione, quando, coem dice Nicola più che gare o tapasciate, dovrò dedicarmi alle papasciate.

 

Alla prossima

Ah però!

Devo dire che non posso proprio lamentarmi! Eh già, perchè fare velocità dopo 500 km in auto e alcuni mesi di problemi – non ancora del tutto scomparsi – all’anca non lasciava presagire quel che ieri è venuto fuori, in compagnia di mio fratello, che NEO MM40 mi è pure stato davanti in un paio di 60mt. In sintesi, ho corso, coi  chiodi: 2X60 in 7″76-7″78; 2X80 in 9″76-9″80; 150 in 18″74 e un 250 in 33″9. Considerando anche i 29 gradi e le gambe molli, VA BENONE! Ora fino a martedì poco o nulla! Alla prossima! 

Mucho Lucky

Lucky, molto lucky.

Innanzitutto perchè stamattina ero praticamente volato per terra mentre andavo in moto. Non ho abncora compreso per quale ignota legge fisica sono riuscito a non sfracellarmi. Ed era pure l’unico gonro in cui non avevo il goìiubbotto con le protezioni.

E ancora Lucky poche ore dopo al Giuriati, dove in sua compagnia corro 6×200 con 2′ di recupero in 32″4-33″2-33″2-32″3-32″6-32″6. Con Daniele che ne fa uno sì e uno no con noi. Poco dopo 4′ è la volta del temuto GIRO da fare allo stesso passo. I primi 200 li corro in 32″ alti, poi tengo per altri 100mt prima di cambiare violentemente passo e chiudere in 1’02″9, con Daniele a tirarmi l’ultima parte mentre Lucky continua costante col suo passo e chiude in tabella di marcia, con saggezza, visto il suo fresco rientro dall’infortunio.

In una giornata di caldo umido in cui si respira a fatica, devo dire che sono soddisfatto.

 

Alla prossima

 

 

Quattro per due

Alle 13,30 siamo appena entrati all’Arena e ci dicono che entro mezzora dobbiamo liberare gli spogliatoi.

Il Levriero è tonico e voglioso di ritmi brillanti, e allora dopo un po’ di riscaldamento tra dolori vecchi e fastidi nuovi decidiamo di fare qualche 200, con 3′ di recupero. Dopo il primo però Nicola mi abbandona, saggiamente, perchè sente pizzicare il gluteo. Buon segno, gli dico, stai diventando un velocista. Ma a parte la battuta, spero sia cosa da poco. E quindi devo continuare da solo, e decido per farne complessivamente 4, l’ultimo un po’ più veloce dei primi 3. I tempi complessivi sono:

30″45 – 29″83 – 30″93 – 28″46

Torno in ufficio dopo una doccia e un po’ di mal di schiena in più rspetto a quando dall’uficio ero partito. Stasera vediamo di dare il colpo di grazia (o di prendere il colpo della strega!) con una decina di km in bicicletta, in frequenza, 110 pedalate al minuto circa. Ché ci sto proprio prendendo gusto sul circuito tecnico, tra le aiuole attorno allo stadio.

 

Alla prossima

 

Lontano Lontano

Venerdì al rientro dai soliti 500km circa per una giornata di lavoro in Trentino, faccio in tempo a inforcare la mia MTB Specialized e dirigermi verso Canonica e provare la salita di un paio di km fino a Tregasio. Rientro da Biassono, mi infilo nel parco e lì tra sterrato, ghiaia e asfalto torno a  casa dopo quasi 1:50′ e 32 km compiuti. Non una grande uscita, ma considerando che non usavo la bici da anni, è stata una grande – ma molto piacevole – faticata.

Sabato riposo, domenica mattina vado in pista a provare ritmi gara. Le gambe sono ancora appesantite dalla bici, ma provo lo stesso, mentre sullo sfondo la prinicipessina gioca a palla, salta gli ostacolini e prova a fare un GIRO imitando lo sport del suo papà.

Alcune accelerazioni sui 30mt mi danno subito da capire che sarà dura, 4″6-4″3. Poi 2x50mt in 7″10 e 7″02, cercando di stare sui 6″8, senza però riuscirci. Poi un 100mt centrato in pieno in 13″55, come da obiettivo. Dopo 9′ corro un 150mt in 21″ netti, cercando di stare un secondo meglio, con l’anca sinsitra che si scompone e fa un po’ male. Dopo altri 8′ un 300mt con partenza dallo start, quindi con doppia curva, cercando 40″ e rotti, ma trovando solo un 42″22.

Non è giornata, capita, pazienza.

Al pomeriggio però il senso di incompiuto mi riporta ad inforcare la MTB e pedalare in scioltezza  e frequenza (110 pedalate al minuto) un 10km attorno allo Stadio in 30′ circa.

Stamattina gambe ancora un po’ pesanti e anca sinistra fastidiosa.

 

Alal prossima

Primo ritiro

Vabbè che non me ne fregava niente di questa gara a cui ho deciso di partecipare solo stamattina.

E vabbè che era pure un 1500 che con me non c’azzecca niente.

Però un ritiro (non mi pare di averne mai avuti in passato) è sempre una cosa non bella.

Decido di partire a ruota con Cristiano e ternerlo per i primi mille di sicuro, poi trascinarmi fino alla fine. Invece dopo il passaggio in cui mi sento ancora fresco agli 800, in 2’34” coi primi tra cui Corrado che chiuderà in 4’36”, poco dopo vedo il buio, stringo i denti e corro fino ai mille in 3’22”, ma lì non ne ho più e sento che la corsa sta diventando scomposta e sgradita. Mi fermo.

Dopo 8′ per sensi di colpa mi faccio un 500 in 1’35”, in progressione (20″+21″+19″+19″+16″) e dopo altri 8′ un 300 che chiudo facile facile in 48″. Con queste due prove, ma soprattutto con le sensazioni di corsa facile che ho avuto finchè ne ho avuto, torno meno depresso in ufficio.

Rubrica del corrigiuriati: Corrado vince con un allungo finale imperioso, Cristiano continua a dire a chiunque incroci, anche agli alberi, che lui ha chiuso sì secondo in 4’54”, ma ho fatto una passeggiata perchè domenica ho il triathlon da 7 ore. Domenico ha fatto 5’10” e poi forse ne ha fatto un altro nella seconda serie. Sullo sfondo Daniele a torso nudo inanella mete su mete dai 30metri con calcio di controbalzo.

 

Alla prossima

 

 

Le quartine impegnate

Oggi si replica una parte della seduta di lunedì, cioè 2x(4×100), in compagnia del levriero.

I tempi: 15″3-15″0-15″3-15″6, recuperando 30″ tra le ripetute e 2′ dopo la prima serie. Poi ancora 14″9-14″9-15″4-15″2 nella seconda serie. Tutte sul rettilineo, perchè il levriero non vuol rischiare i tendini nelle curve. L’ultima ripetuta di ciascuna serie sempre un po’ in affanno.

Gran caldo, e gran soddisfazione. Però la prossima volta, vediamo di accelerare ancora un po’ il ritmo, o di aggiungere una quartina.

Sono sempre più certo che sia una buona rifinitura in vista del ritmo gara, sia dei 400 che degli 800. Cioè, immagino che pur senza stressare troppo i muscoli, questa seduta mi permetterebbe di avvicinarmi a 55″-56″ sul GIRO entro poche settimane. A patto di riuscirne a fare 8 di seguito in 14″, o qualcosa del genere.

Nessuna teoria alle spalle di questa mia idea, solo intuizione, e magari sbagliata. Ma tanto è una stagione questa in cui non c’ho proprio niente da perdere. Tanto vale sperimentare un po’ di cose.

 

Alla prossima