E’ tempo

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Tempo, comunque vadano le cose lui passa e se ne frega se qualcuno è in ritardo puoi chiamarlo bastardo ma intanto è già andato

Lorenzo Cherubini, 1992

 

Il mio GIRO è arrivato all’ultimo atto. Non ci sono scuse nè alibi.

Ore 19, alla pista di Villasanta, pronti-via, per concludere 56 secondi e 32 centesimi dopo, un’avventura durata 3 anni. Allo start sono in compagnia di Sergio che è un metronomo, e mio fratello mi aspetta ai 300. Gli intermedi studiati a tavolino per provare 54″5 vengono rispettati in modo esemplare, 13″7 ai 100, 26″7 ai 200, 40″2 ai 300, poi arriva il rettilineo finale. Sono lucido, impongo alle gambe di reagire, ma mentre Sergio e mio fratello mi vanno via,  le mie gambe sono improvvisamente prive di forza. E il tempo finale è 56″32. Un tempo semplicemente onesto. Nessuna recriminazione. Occorrevano 2″ in meno per continuare il film. Un’eternità. E così il mio film finisce qua. E’ stato un film bellissimo, e al Tempo devo tutto il mio rispetto. E lo stesso rispetto il Tempo lo deve a me. Son passati circa 13 anni dal mio 51″8 sul GIRO, e io in questi ultimi 3 anni ho fatto un paio di cose importanti, fondamentali. Ho assistito al fatto che il Tempo non passa invano. Il Tempo mi ha insegnato che il corpo cambia, e questo bisogna accettarlo serenamente. E questo l’ho imparato. Ma io ho insegnato al Tempo che la paura è una cosa, ma la paura della paura è una cosa diversa. E’ normale la prima, ma va affrontata  combattuta e sconfitta la seconda. Io avevo smesso di correre perchè avevo paura della paura. Oggi posso dire di averla sconfitta. Sì, l’ho fatto. Ancora oggi fino allo start, avevo paura del mio GIRO, della sofferenza fisica che mi aspettava, del disagio che ti provoca il lattato, della delusione che può darti il cornometro, implacabile. Ma il mio GIRO l’ho fatto. Ed è stato il GIRO del mio ultimo atto. D’ora in poi solo enjoy myself!

Si chiude il sipario. Si chiude qui un’esperienza fantastica.

 


Guardia alta

Con ancora dolorini da calcetto, noto che siamo solo in 4 a presentarci in pista the day after.

E tutti confessano dolorini, il che mi consola.

Mi toccano due serie da 200+150+100, con 4’/8′ di recupero, per tenere buona la condizione, senza eccedere.

Dovrei farli più tranquilli di come li faccio, ma la corsa mi viene abbastanza facile, nonostante la schiena sia ancora rigidina. I tempi sono 31″2 – 23″1 – 15″, poi 28″6 – 21″5 – 14″4.

Oggi c’ho i dolori del due giorni dopo e allora mercoledì andrò al pascolo, con allunghetti e qualche partenza, poi dopo la prova di venerdì deciderò del mio futuro.

 

Alla prossima

Atletismi

Giovedì mattina un colpo di tosse mi procura una fitta alla schiena. Son le ernie maledette che spuntano tutti gli anni ormai, tra primavera ed estate, quasi sempre.

Rischio di rimanere bloccato, e lo sono quasi per un po’ di giorni, e  allora venerdì, sabato e domenica mattina con fascia lombare e dolor di schiena, in riposo forzato. Poi domenica sera si allenta il dolore, la spina dorsale riprende elasticità quasi nella norma e non resisto ad un invito irresistibile: una partita di calcio a 7 con i regazzini  dell’atletica. E che faccio non ci vado? Certo che ci vado! Unico neo, il campo è di fianco alla vilaa del Berlusca…vabbè, pazienza.

Cerco di giocare senza eccedere con gli sforzi, tutta regia dalle retrovie, e un solo tiro … di poco a lato.

Stamattina nonostante la prudenza in campo, com’era prevedibile, ho dolorini dappertutto e schiena ancora rigidina.

Ma stasera si va in pista a pascolare, come dice il Califfo. O quasi.

 

Alla prossima

Sentimento lento

Incredibile! Come un anno fa, di questi tempi, più o meno.

Decido di fare un test sui 300 e sul rettilineo opposto allo start, cioè nel primo pezzo, viene fuori un forte vento contrario. Ma proprio forte, eh. Roba che il Sirtori se ne sarebbe andato a casa senza esitazioni.

Ma allora ero stato più forte io del vento, correndo in 38″28, cioè 6 decimi meglio del mio precedente PB.

Oggi però all’uscta dalla curva sento che più che il vento sono le gambe ad essere lente. Corro e me ne accorgo subito che manca la brillantezza necessaria, la frequenza e la forza che occorre per fare un buon 300. Ma procediamo in ordine.

Dopo 3×60 per cercare il ritmo e scaldare i muscoli, corsi in 8″12, 8″24 e 7″85 (quest’ultimo con i chiodi), vado alla linea dei 300. Parto composto, tengo in curva, cedo un po’ di braccia  e di schiena e nel finale viene fuori 39″60. Raffaele dice che come al solito, quando finisco le energie allungo la falcata e apro troppo l’angolo coscia-gamba, correndo seduto.

Dopo 12′ vado per i 150mt, con gambe piuttosto stanche. Ma poi mi sembra di trovare la brillantezza giusta, con anche il vento in poppa. Al traguardo sono certo di aver fatto un buon risultato, e invece mica tanto, Raffaele mi dice 18″49, con buona corsa solo nella prima parte.

Oh, io il sentimento ce lo sto mettendo tutto, la salute c’è, dolori zero, per cui alla fine non ho nulla da rimproverarmi … c’è solo da lavorare. Con pazienza, e fiducia. Ché tanto quest’anno c’ho solo da guadagnare.

 

Alla prossima

Cingcind

Temperatura ottimale, circa 20°C o poco più, alle 18,30.

E’ la giornata in cui un po’ tutti svolgono lavori ad intermittenza come li chiama Raffaele. Per cui tutti lavori tra andare e tornare sul rettilineo, chi fa i 60, chi i 100, tutti con 30″ di recupero. Perfino gli ostacolisti  fanno una cosa simile, con ostacoli messi quindi in due corsie, una fila in un senso e una nel suo opposto.

E anch’io ho una seduta analoga, 2x(4×200), recupero 1′, che corro in 34″ e rotti, con ottima facilità di corsa.

Poi mi toccherebbe un 600 all’85%, ma Sergio e Tommy devono fare un 500 in 1’20”, per cui chiedo a Raffaele di potermi aggregare a loro, ma tanto già so che loro voleranno ben oltre l’1’20” (faranno infatti 1’16” e 1’12″e Raffaele si incazzerà!). Risultato personale è: 15″e rotti ai 100, 31″ ai 200, 47″ e rotti ai 300, poi penso solo a correre bene, e chiudo perfettamente in linea con l’1’20”. Ottime sensazioni di corsa decontratta.

In doccia poi, sulla scia dell’entusiasmo, si deciderà che il mio GIRO dell’anno, con Sergio, lo corriamo venerdì 29. Lui di fianco a me, a dettarmi il ritmo giusto e vedere cosa valgo.

 

Alla prossima

Per la gioia di Lucky…

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… e forse della mia schiena, le ho appena comprate col 40%, da Kenia, in via Donatello, su suggerimento del Levriero. Sono delle belel A2, ché forse correre sempre con le 5fingers ci vuole un fisico che io non ho, e quindi meglio alternarle un po’ per non rischiare.

 

Alla prossima

Intenso fine settimana

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Venerdì alle 18,30 sono in pista a Villasanta dove Raffaele mi propone 2x(4×100) al RG (cioè…l’obiettivo è il Ritmo Gara…) con 30″ di recupero  e poi un 600 finale all’85%.

I tempi sono migliori di un paio di decimi rispetto alla seduta similare di martedì scorso, 13″74-14″26-14″43-14″54, poi 13″62-14″13-14″21-14″58. Dopo 12′ con gambe pesanti corro un 600 piuttosto regolare un po’ più veloce del previsto, in 1’51”, in cui mi spaccano anche le scarpe. Ho l’impressione che per farle ultraleggere, le A1,…abbiano risparmiato sulla colla…

Sabato mattina, a meno di 10 ore da questa seduta, mi ritrovo in sella alla mia bella MTB per fare una quarantina scarsi di km con quel pazzo di Tapamax, che mi porta in giro per la Brianza, Lesmo, Albiate, Triuggio, Canonica, Rancate, Montemerlo, boschetto del Chignolo…e ovviamente sul muro dell’Orlanda (in foto), che questa volta riusciamo a prendere dal basso, scalarlo con una gran fatica, senza poggiar mai piede a terra. Devo ammettere che con sorpresa ho preso atto del fatto che in bici è molto più dura di quando la scalavamo a piedi, con i 4 dell’Orlanda. Un giro bellissimo, tutta roba mista saliscendi, sterrato e asfalto, fango, salti e…ovviamente…visto anche il clima di questi giorni, la mia schiena domenica mi presenta il conto.

Ma al pomeriggio del sabato è tutto un girare tra negozi alla ricerca di un paio di A1 o A2, che a quanto pare del mio numero sarà molto complicato trovare.

Quindi domenica mattina costretto con la fascia lombare e costretto a ricalzare le mie belle vibram fivefinger (che goduria!) corro 2x(4×100) coi soliti 30″ di recupero, in 15″-15″32-15″46-15″82, poi 14″81-15″40-15″24-15″20, e dopo 8′ il mal di schiena si allenta un po’ e posso correre un bel 4×150, con 1′ di recupero. I tempi sono 21″78-22″59-22″63-22″22.

Stamattina la schiena devo dire che duole ancora un pochino. Ma sarà il caso che si abitui a convivere con le mie passioni, come io mi sono abituato a convivere con le sue ernie.

 

Alla prossima

Piramidale

Sono le 18,30, il cielo minaccia pioggia, l’aria si carica di umidità ma tiene, e fino alla fine della seduta non pioverà.

La pista è semivuota, i regazzini son quasi tutti al meeting serale di Rovellasca. Mi aspetta una piramide oggi, cioè 150 (rec.4′)-200(rec.5′)-250 (rec.6′) -300 (rec.7′) – 250 (rec.6′) – 200 (rec.5′) – 150.

E’ una seduta che non mi spiace, che forse interpreto un po’ lentamente, ma che molto meglio di così non mi va di spingere, perchè ho gambe pesanti e quando accelero rischio di scompormi e farmi male.

I tempi sono: 23″1 – 30″2 – 40″1 – 47″6 – 39″5 – 30″1 – 21″3

Stamattina gambe pesantucce ma permane lo stato di grazia del lontano dall’infortunio, lontano dai dolori.

 

Alla prossima

 

Centinaia e centinaia

Con i 36° di ieri meglio aspettare le 19 prima di scendere in pista. Nel frattempo un po’ di panca, 2×6 ripetizioni con 40kg, un po’ di bicipiti e qualche molleggio.

Poi sul tartan un lavoretto basato su 10x100mt in 17″, recuperando altri 100mt in 40″, cioè corricchiando blandamente.

Dopo 10′ Raffaele mi propone un lavoro più specifico per migliorare l’indice di resistenza. Un lavoro che andrebbe fatto su 2-4 serie, ma che per non esagerare io faccio in una sola serie, ché mi sento i bicipiti femorali ancora un po’ provati dalle fatiche di domenica.

Quattro volte i 100mt quasi a ritmo gara, recuperando 30″ da fermo. I tempi sono 13″7-14″6-15″-14″6.

Gran fatica e tempi da migliorare, a dimostrazione che  il mio indice di resistenza ne ha di strada da fare.

 

Alla prossima

Se non sarà Saronno…

E difatti non è stato.

Seconda giornata di campionati di società assoluti, in cui i master si contano sulla punta delle dita, e con ritiri di fuoriclasse come D’Agostino negli 800 e Nasef nei 5000.

Caldo umido terrificante, si suda all’ombra stando fermi e gli atleti si rifocillano con ghiaccioli a gogò.

Mi tocca un 200 e, più o meno a sorpresa, una staffetta 4×400.

I muscoli stanno benone, le gambe però sono appesantite dal caldo, che non aiuta la brillantezza. E così, con vento quasi nullo corro la seconda peggior prestazione di sempre, in 25″64, avendo fatto peggio solo a settembre 2010, quando avevo corso zoppo, con uno strappo al soleo. Che dire, alla fine della gara sono devastato e stanchissimo, oltre che deluso.

Poi dopo 40′ è la volta della staffetta. Incrocio Sergio, che mi dice vedrai che ora rinasci, la staffetta è tutta un’altra roba. Andrai bene, vedrai.

Sono in ultima frazione, con i tre regazzini che mi consegnano il testimone in ultima posizione. Lo prendo e parto.

Ho davanti a me un atleta con divisa rossa, e come un toro mi fiondo al suo inseguimento e trovo energie mentali e fisiche che non pensavo di avere. Lo passo di slancio e lui mi si attacca alle calcagna. Ci portiamo fino ai 200 metri vicini vicini, con il suo affanno che si fa sempre più pesante. Davanti a me scorgo una sagoma che corre in modo inconfondibile, la riconosco subito, è quella di Stefano Casagrande. Lo punto e accelero, con il risultato di avvicinarlo di qualche metro, e di staccare definitivamente il mio inseguitore. Ai 100 metri dalla fine le gambe stanno bene, le braccia no. Devo passare il testimone dalla sinistra alla destra e poi ancora dalla destra alla sinistra … sembro Scilipoti.

Chiudo con un tifo assordante dei compagni di squadra, e con la sensazione di essere rimbalzato dopo aver quasi toccato il fondo nei 200. Il riscontro finale è di 56 e rotti, ma per aver percorso ben 408 metri.

Torno a casa soddisfatto per la prestazione di carattere, più che altro. E, forse, la ripresa parte da qui.

 

Alla prossima