Un GIRO a Trento

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Dai campionati regionali dello scorso week end più niente, a parte una 30ina di km circa in bici, andando di frequenza.

Gambe molli ma muscoli sani, è stata una settimana fatta di un continuo scambio di sms con Sergio per cercare di trovarsi in pista per tentar un GIRO guidato, ad andatura turistica per lui, tentando un tempo salvamorale per me. Ma non riusciamo ancora ad incrociare le agende.

Poi ieri, a Trento per lavoro, alle 13 mi intrufolo nella pista azzurro-beige dello splendido impianto, dove avevo conosciuto lei. All’ombra di un gazebo mi cambio al volo, una ventina di minuti di riscaldamento, un paio di volte i cento metri per cercare il ritmo desiderato (sub14″) e via, dalla seconda corsia.

Prendo i tempi ogni 100mt, ma li guarderò solo alla fine. La prima parte è come al solito forzatamente lenta, con corsa facile e decontratta, scollinando con la sensazione di averne da vendere. Arrivo ai 250 e qundi cambio ritmo bruscamente, ma dura pochissimo, perchè 50 metri dopo sono già in affanno, e dopo ulteriori 50 metri sono in riserva, chiudendo con un gran giramento di testa e gambe addirittura tremanti per lo sforzo (oltre 30°C e un po’ di umidità).

Il tempo finale di 56″5 e le sensazioni confermano che la condizione atletica manca di sedute specifiche lattacide, di resistenza alla velocità, di forza, di ritmo. Gli intermedi sono 13″9-13″5-13″9-15″2, con gi ultimi 50 metri che hanno condizionato tiutto. In compagnia di Sergio tiri giù un secondo, mi incoraggia Nicola via sms, forse è vero, ma non cambia molto, di 55″ non me ne faccio niente, perchè spero di valere meno.

L’importante però è che ora abbia la salute a posto per potermi allenare e far progredire la condizione!

Perchè la sensazione con cui arrivo ai 200 è di un passaggio molto più lento di come potrei e vorrei, ma la seconda parte del GIRO, specie il finale in crollo verticale, sentenzia per contro che al momento non posso proprio permettermelo. Ora un po’ di officina e qualche gara sui 200, a partire da domani, ai campionati societari di Saronno, per cercare brillantezza e un riferimento sul MEZZOGIRO da cui partire coi ragionamenti per un passaggio oculato nella prossima gara, probabilmente il 20 sera, a Rovellasca. 

 

Alla prossima

10 buoni motivi per smettere (e Menabrea n.19)

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1. Sull’impianto di Busto Arsizio il sabato una lattina di the costa 2 euro, e la domenica costa 2 euro e 50…

2. Non si può agguantare una Menabrea, la n.19, addirittura nel riscaldamento sprintando sui 50 metri (correndoli col nuovo record personale di 6″08) e poi far cagarissimo in gara sul GIRO

3. Sul GIRO, appunto, nella gara di sabato, le gambe stanno benissimo, nessun dolore da nessuna parte, la testa è a posto, nessuna paura, partenza cauta in 27″ circa, come passaggio ai 200, e al traguardo vedo il terzo peggior tempo della storia, 57″28

4. Perdere in volata da Giuseppe Romeo, d’accordo… 45enne campione del mondo 800, ma perdere per pochi centesimi perchè non si ha voglia di lottare fino all’ultimo metro

5. Domenica sulla gara del 200 non funziona il cronometro e così ci fanno ripetere la gara, un’ora dopo, con 2.1 di vento contrario: corro in 25″54, terzo peggior tempo della storia, anche qui

6. Battere Francesco D’Agostino sia alla prima che alla seconda volta sui 200, la prima al photofinish, la seconda con oltre un metro di vantaggio (e i GGG gli danno solo 2 decimi di ritardo). D’Agostino, 45enne neoprimatista italiano sui mille metri e sul miglio, e con un personale sul GIRO di 52″8, mi dice: guarda…io faccio gli stessi tempi che facevo da allievo, com’è possibile che tu ora fai così cagare se da ragazzo avevi 51″8??…C’HAI RAGIONE!, gli dico … forse non sono un quattrocentista)

7. Nonostante tutto prendo medaglia d’argento sia sul GIRO che sul MEZZOGIRO, ma con dei tempi penosi

8. Non si possono perdere oltre 6 ore tra quando esci di casa e quando a casa ci torni, per fare una gara del cazzo, per colpa di un’organizzazione devastante, nonostante l’impegno di un paio di persone generosissime su una ventina di rincoglioniti svogliati

9. Il GGG (Gruppo Giudici di Gara) è da riformare, esigono rispetto dagli atleti ma non lo restituiscono: la premiazione del primo giorno avviene in stile fai da te, ognuno si prenda la sua medaglia al banco nei pressi del podio, dopo aver controllato se è in classifica…roba da non credere, la prossima volta mi aspetto che ci consegnino un kit dell’IKEA da montare…

10. Vedere premiato sul podio mio fratello, con l’argento sui 200 nella categora MM40, e scoprire che poi hanno sbagliato, perchè invece era bronzo, anzi no, forse nemmeno , ma non si saprà mai, perchè hanno sbagliato tutti i tempi finali…di appena una decina di secondi…qualcuno che ha corso in 25″4 gli hanno preso 36″ e rotti…

 

Spero che ora qualcuno mi capisca quando dico che ci si diverte di più in allenamento che in gara. E forse perfino i tempi presi in allenamento qualche volta sono più affidabili dell’infallibile cronometro FIDAL.

Ora prima dell’estate mi rimane solo da provare un GIRO tirato da Sergio in allenamento e se non si chiude in 54″ si smette. Si smette davvero.

 

Alla prossima (forse)

Se

Voglia di scrivere un po’. Di vaneggiare, più che altro.

Ma… SE domani ai campionati regiOnali master riuscissi a fare una prima PARTE del GIRO in 27″, con la tenuta aerobica che ho quest’anno che pare essere maggiore dell’anno scorso (miglior prestazione nel 2010 55″34) non sarebbe impossibile tentare di ottenere già sui 55″ e rotti, nonostante il mio pessimo indice di resistenza (nel 2009 passando in 25 e rotti chiusi in 58 e rotti con arrivo strisciante…).

Sarebbe un bel punto di partenza un 55″, domani, perchè sto ricominciando ad allenare la velocità, visto che gli infortuni – che hanno lettaralmente compromesso non tanto le gare quanto la preparazione degli ultimi 3 anni – sembrano ormai avermi dato per il momento tregua. SE così fosse entro la fine della stagione… lallora…qui mi fermo, dai, che è meglio.

 

Secondo SE, buttato qui così, per discutere un po’, prima di andare a pranzo…SE, dicevo, i campionati regionali master dessero l’acceso ai campionati italiani, tipo i primi 5 classificati, di ogni categoria, cui si aggiungono i 5 migliori tempi dell’anno, cui si aggiungono di diritto i primatisti regionali e magari anche provinciali dell’anno precedent …SE fosse uan cosa così, non avrebbero un sapore un po’ più vero e avvincente i Campionati Italiani Master?

Ciro, aprile 2011: ma po’…chell che dich io…è … checazza di gust ce stà a preparare ‘n’atleta master, se poi ai campionati italiani ce vann tutt quant, senza che ci sia i minimi di partecipazione, accussì va a finì ce stà gente co a’ panza, gente che magari nun ha mai curruto…naaa…accussì nun ce sta gust, manco si vincess

 

Alla prossima