Cooking o cooked …

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…that is the question!

L’omaggio qui sopra, ricevuto dallo Zio è, come sempre, straordinario!

Ancora dolori al costato, ancora in Guardia Medica ieri mattina, e ora proviamo con degli antinfiammatori, che forse funzioneranno, ma comunque serve riposo, perchè la diagnosi è slogatura della cartilagine del costato. Il giovane medico che mi ha visitato, runner anche lui, mi dice che 4-5 giorni ancora e dovrebbe passare, ma se ci corro sopra rischio di star fermo un mese almeno. Nel frattempo, in attesa che succeda qualcosa sui vari fronti aperti, non mi resta che cucinare, tanto ho pure perso un kg, e ora sono a quotra 76.

Se 5 giorni di stop potevano tutto sommato servire a rigenerarmi, ora 10-15 giorni certamente abbattono la buona forma che avevo raggiunto. Pazienza, ci vuole pazienza…una parola speso sconosciuta a chi fa sport…ma vedrò di rispettare i tempi di recupero indicati…

 

Alla prossima

Scivolone

Avrei voluto sputare sangue in questo agosto, ma in senso figurato, facendo cioè allenamenti tosti. Ne avevo una gran voglia e lo spirito giusto.

E invece mi ritrovo fermo da qualche giorno, dopo aver passato una notte al Pronto Soccorso di Monza a sputar sangue sul serio, col dolore al costato che dopo un pisolino pomeridiano era diventato improvvisamente pungente e preoccupante.

Una gran paura, devo ammettere, perchè stavolta pensavo di aver forato un polmone. Dopo accurate visite ed una lastra però i medici mi dicono che non si notano lesioni o fratture e che il sangue nella saliva è dovuto probabilmente al trauma che si è riacutizzato, peggiorando con gli allenamenti di corsa successivi alla botta rimediata su uno svivolo del cazzo in piscina. Ora stai a riposo ALMENO 5 giorni (…scadono domani! 🙂 … ) e assumi Efferalgan compresse 3 volte al dì, tanto con ‘sto caldo, non vorrai mica allenarti sul serio?!

Sinceramente sì, vorrei tanto allenarmi, anche con questo caldo. Ma devo essere in forma per la principessa, ormai non manca molto alla nascita del principino.

 

Alla prossima

Saliscendi

Dopo una mezzagiornata in piscina, alle 16,30, accaldato dai 33°C circa, vado al Parco di Monza a fare un po’ di velocità in salita.

Corro 10x50mt recuperando 1′, cioè il tempo per tornare a valle dopo esser scappato in cima, laddove oggi parecchi ciclisti attempati scendono dalla sella e usano il piede a terra. Il mio crono oscilla tra 8″6 e 7″6, via via che prendo il ritmo. Dopo 8′ decido per un 500, in saliscendi, che in realtà è composto dal solito giro da 395 metri, più 100 metri finali che però sono abbastanza in pianura. Il tempo finale, 1’26”, un pochino mi sorprende, ma evidentemente una dozzina di fichi e due sandwich col cotto sono stati troppo poco energetici, o le salite e il caldo mi hanno provato più del previsto. O forse, ionvece,  va proprio bene così, ché meglio non si poteva andare.

 

Alla prossima

Mo ti piglio

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In uno spiraglio di non sole, nell’attimo in cui i 32°C si adombrano un po’, anche se sono appena le 15 e da meno di due ore mi sono fatto una bella Irpina dai Fratelli La Bufala – trattasi rispettivamente di una pizza e una pizzeria, non mi si fraintenda! – calzo le scarpe e mi precipito allo Stadio Brianteo. Il mal di schiena e la contusione al costato rimediata sugli scivoli in piscina ora mi diano tregua per qualche minuto appena, che c’ho una cosetta da sbrigare…anzi due, per una verifica al volo.

Corro due volte i 500, con 8′ di recupero, in 1’18” e ancora 1’18”. E via, a casa col sorriso!

Ci sono, ci sono, eccome se ci sono,  e chi ha da capire … capirà!

😉

 

Alla prossima

Questa estate strana

In questa estate strana, come cantano gli zeroassoluto, più cibo che mai, di quello cucinato più che mangiato.

La schiena è stata un tormento nel week end e quindi ho potuto concentrarmi sulla passione crescente del momento, i fornelli.

Ecco alcune delle realizzazioni di questi giorni:

Raviolo aperto, con filigrana ottenuta con foglia di prezzemolo sgranata, con ripieno di tonno a pinne gialle, capesante, impreziosito con crema di mazzancolle e burro fuso, servito in guscio di capasanta.

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Cacio e pepe, semplicissimo come tradizione vuole, solo decorato con una fogliolina di salvia

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Nido di mazzancolle e zucchine, adagiato su crema ottenuta con burro fuso, spumantino dolce, prezzemolo, zucchine e mazzancolle

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Gemelli con tonno prezzemelo e limone, con rosmarino, buccia di limone grattuggiato e spolverata di pan grattato scottato con olio evo

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Ah, oggi la schiena mi ha dato un po’ di sollievo e allora attorno allo Stadio di Monza, con fascia lombare di supporto ai muscoli ancora un po’ provati, ho corso 4×600 in 2’15”, recuperando 3’30”.

Se domani va meglio si torna a fare salite al parco, col giro finale dei 395metri in saliscendi, ché vorrei farlo in un minutino sick sick (PB ad oggi 1’03”!).

 

Alla prossima

L’ultramaratona di Montevecchia

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Metti una mattina alle 7 che ti svegli con la schiena rigida e il collo pure.

Alle 7,30 però devi essere da Max, che in sella alla sua bici già scalpita per partire. Poi si va tutto su su e ancora su, con la schiena dolente, fino al Tetto Brianzolo, poi un pezzetto giù, e ancora su fino a Montevecchia, presa però dal Lissolo, il che vuo dire non l’asfaltata di un anno fa fatta a piedi con lo Zio e il Levriero, ma la stradina opposta, sterrata con brecciolina che poi diventano sassi neanche tanto piccoli. Vuol dire più di un’ora e mezza all’andata e 3/4 d’ora per riscendere giù, a rotta di collo, per non far tardi, ed è un totale di 50 kilometri in MTB.

Poi sarà piscina e tanti scivoli d’ogni tipo, con la principessina che felice mi corre dietro. Gran bell’estate!

E domani si prova il raviolo aperto di Marchesi.

 

Alla prossima

 

Profumi e sapori d’estate

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Fonduta di burro, toma piemontese, latte e ricotta fresca. Amalgamare con 2 rossi d’uovo e posare sul fondo del piatto.

Adagiarvi sopra un nido di troccoli al ragù bianco, impreziosito con gherigli di noci e spolverata di cannella.

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Il tutto viene particolarmnete bene se preceduto da un antipasto di 10×200 in 37″, recuperando un minuto sicck sicck, poi lasciare riposare per 9′ e spararsi un 500 in 1’40”, oggi venuto un po’ al dente, perchè corso in 1’25”, ma va bene lo stesso. Ovviamente ancor più gustoso l’antipasto, se in compagnia di Max e, oggi, con la straordinaria presenza anche di suo figlio Davide, fisico da scalatore purosangue, mica come il padre.

 

Alla prossima

Parco parco, Menabrea n.20

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Ieri con Max arriviamo in bici al Parco di Monza alle 18,30.

(non mi stancherò mai di sorprendermi e godere del beneficio di avere una realtà così meravgliosa a pochi passi da casa mia)

Sulla salita del Saint Georges Premiere, ex fagianaia e ora ristorante d’elite, c’è una folla di gente mai vista, saranno state una decina di persone che andavano e venivano su quei 100mt di salita all’ombra, oltre ai podisti e ciclisti di passaggio, al punto da rendere difficoltoso trovar lo spazio per allenarsi decentemente senza dover fare troppi slalom. Colori meravigliosi, leprotti che a pochi metri da noi zompettano felici…e a condire il tutto…una bella ragazza che sfila su e giù per la salita, facendo camminata veloce per rassodare i glutei (a occhio direi che l’operazione le riesce con successo!) 😉

L’atmosfera rilassata di metà agosto, la buona compagnia, e lo spettacolo della natura conferiscono alla mia seduta che sto per iniziare una serenità ed uno stato di grazia particolari. Mentre Max, dopo un anno di stop forzato si emoziona nel (ri)prendere confidenza con la corsa, io inanello un po’ di prove sprintose in salita: 3×60 in 9″ bassi, 2×80 in 12″ basso e 11″alto, un 100 in 15″ e rotti. Recupero circa 8′ e parto con il GIRO da 395 metri in saliscendi, dove il vecchio personale era di 1’05”. Lo corro per due volte, con meno di 9′ di recupero, fermando il cronometro tutte e due le volte su 1’03”, migliorandomi addirittura di qualche decimo nella seconda prova. In questo peridodo scoppio di salute e ne ho la riprova!

Sono soddisfattissimo, riprendiamo la bici e andiamo con Max ad esplorare il tratto del parco nei pressi dell’autodromo, dove c’è un kilometro segnato alla perfezione ogni 100mt. E qui che si tornerà stasera, per fare un po’ di ripetute sui 100metri con recupero breve.

Ma la cosa che mi tenta di più, lo confesso, è aver trovato qui il GIRO CHE NON GIRA, ovvero la possibilità di fare un 400 metri tutto dritto…E prima o poi vengo a provarlo, eccome se vengo.

 

Alla prossima

Chiuso per ferie

Ultima sera di apertura della pista, da domani l’impianto va in vacanza e sarà solo parco fino al 22 di agosto.

Con Sergio (se ti alleni con me nel 2012 ti porto a fare 52″ mi dice … sì col cazzo, gli rispondo) lego sempre di più, aumenta il feeling e con lui oggi faccio 2x3x150, con 1′ di recupero (pochissimo!) e poi sarebbe previsto un 600 finale. Non vorrai farlo davvero il 600 alla fine? gli dico e lui No, magari lo saltiamo, anch’io sono stanco … ma conoscendolo so già che non sarà così.

Ma partiamo intanto con i 150. Lui viaggia costante sui 19 alti, io 20″8-21″1-21″8, poi 21″4-22″5 (qui la testa gira che è una bellezza, le gambe meno…e vedo le madonne in curva!) e chiudo poi con l’ultimo in 21″09.

Raffaele mi dice che se voglio posso anche non farlo il 600, ma Sergio lo fa, d’orgoglio più che altro. E allora decido per una via di mezzo, accompagnandolo negli ultimi 400 metri, andiamo ad un ritmo da 1’44” per me  e 1’08” per te. Certo, come no. Il suo sarà 1’34”, il mio con un regolarissimo 16″ogni 100 farà un totale di 1’04” preciso preciso.

Soddisfatti chiudiamo la pista e torniamo a casa di buonumore e sotto una pioggerella che preannuncia la grandinata paurosa che qualche ora dopo mi devasterà macchina, pomodori, limone, gerani e  perfino una delle due cicas.

 

Alla prossima

Da tradizione

Destinato a diventare un rito propiziatorio per una buona vacanza, ieri era il giorno dell’appuntamento con il Levriero a Villasanta. Una volta all’anno, come l’anno scorso, (sul mare col pattino).

Lui mi ripaga affiancandomi nella mia stessa seduta, anche se non c’entra una mazza coi suoi programmi… che poi non ne ha, a pensarci bene.

Dopo un circuitino breve di addominali, glutei e molleggi, qualche andatura e qualche allunghetto con  accelerazioni, partiamo per 4×80 e 4×100, recuperi brevi, da 30″, col levriero timoroso di incrociare la traiettoria dei regazzini, che è tutto un andare avanti e indietro sul rettilineo. Alla fine finalmente vedrò il Levriero provato, che è cosa rara da vedersi, a dispetto di noialtri umani.

I tempi, stimolati da un ottimo e – confesso – inaspettatamente brillante compagno d’avventura, sono 11 netti, ancora 11 netti, poi 11″3 e 11″1. Dopo 9′ replichiamo sui 100 in 13″4, 13″7, 14″3, 14″1. La miglior media di sempre, mi pare, peraltro al terzo giorno di allenamento consecutivo. E stasera sarà il quarto. Sto facendo il pieno di pista, perchè l’impianto oggi chiude e riaprirà il 22. Fino ad allora, sarà parco, dove ci sono delle belle salite ed un bel giro da 400 in saliscendi. Roba tipicamente invernale, ma vedrò di farmele piacere anche in queste mie vacanze d’agosto, vacanze d’attesa.

 

Alla prossima