L’ultramaratona di Montevecchia

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Metti una mattina alle 7 che ti svegli con la schiena rigida e il collo pure.

Alle 7,30 però devi essere da Max, che in sella alla sua bici già scalpita per partire. Poi si va tutto su su e ancora su, con la schiena dolente, fino al Tetto Brianzolo, poi un pezzetto giù, e ancora su fino a Montevecchia, presa però dal Lissolo, il che vuo dire non l’asfaltata di un anno fa fatta a piedi con lo Zio e il Levriero, ma la stradina opposta, sterrata con brecciolina che poi diventano sassi neanche tanto piccoli. Vuol dire più di un’ora e mezza all’andata e 3/4 d’ora per riscendere giù, a rotta di collo, per non far tardi, ed è un totale di 50 kilometri in MTB.

Poi sarà piscina e tanti scivoli d’ogni tipo, con la principessina che felice mi corre dietro. Gran bell’estate!

E domani si prova il raviolo aperto di Marchesi.

 

Alla prossima

 

L’ultramaratona di Montevecchiaultima modifica: 2011-08-12T15:24:00+02:00da pandanilo
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3 pensieri su “L’ultramaratona di Montevecchia

  1. Metti che torni da quella strapazzata e, ancora umido di doccia, ti ritrovi in mano l’aspirapolvere. Poi lo spazzolone per lavare i pavimenti. Poi… “e quando pensi di andare in discarica a portare…”.
    Eppure sorrido, ho tempo per iniziare un libro che non sembra male, per cercare informazioni sul web e farmi venire voglia di fare, domani sera, la mia pizza che non si chiama Gualtiero ma è buona lo stesso.
    Porca miseria che gran bella estate!
    🙂

  2. Montevecchia è uno spettacolo, prima o poi faremo la sfida tutti insieme, quella del raviolo però! 🙂

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