Gradoooniiiii!

Giro Gradoni Giuriati.jpg

Ecco fatto, finalmente. 

Oggi ho trovato le condizioni ideali per fare un po’ di forza: non avevo voglia di correre, ma neanche di restarmene in ufficio.

Con Daniele facciamo 10 volte i 27 gradini in skip, impiegando 5″ e rotti e rifiatando in 1′. Poi lui va a fare gli addominali e le flessioni, io continuo facendo 3 volte i gradoni a piedi pari e poi un GGG (Giro  Gradinata del Giuriati, vedere foto), che vuol dire salire e scendere tutte le rampe e chiudere il giro correndo sotto la tribunetta, totale 1’40”.

Termino la seduta con un 100, un 80 e un 50, tecnici e non veloci, più che altro per non tornare in ufficio con la sensazione di avere le gambe di piombo.

 

Alla prossima

Cercar la riserva

L’idea con cui vado al Giuriati oggi è di fare 4×200 un po’ spinti, ho in mente di farli in 28″ a dirla tutta. Recuperando 4-5′.

Con Daniele in buona forma che mi accompagna negli ultimi 150 però il ritmo viene un po’ troppo brillante, tant’è che sentiamo l’esigenza di recuperare 6′ tra le prove. Le prime 3 prove vengono in 27″11 – 27″62 e 27″57. Sento di essere in riserva e vorrei fermarmi, ma nel dubbio che sia meglio o peggio fermarmi, riparto per portare a termine la seduta. Non mi sbagliavo, chiudo in 28″85, con le gambe prive di benzina. Urge trovare il modo e il tempo per fare un po’ di forza, magari un po’ di GRADONIIII.

 

Alla prossima

Chi parte piano…

Mi scaldo per soli 7′, quindi devo partire lento, che poi oggi voglio pure vedere se riesco ad inanellarne 15 di 200, anziché i soliti 10, ma sempre col solito minutino sicck sicck di recupero camminando.

39″8 – 38″5 – 39″2 – 37″6 – 38″4 – 36″7 – 36″2 – 36″2 – 36″7 – 37″3 – 35″9 – 35″9 – 34″7 – 34″6 – 32″8.

Soddisfatto, soprattutto dopo doccia, pizzetta cotto e funghi e doppia focaccia genevose. Con un accenno di sole nel cielo milanese, rientro in ufficio. La serenità mi ricorda tanto quei bei pomeriggi foggiani, quando dopo aver fatto i compiti si faceva un giro in bici all’Edilizia Primavera, con gli amici, per andare a trovar le ragazze, che l’erba del vicino … si sa com’è.

La settimana è ben cominciata. E avanti così.

Alla prossima

Parioli, parioli, parioli

Settimana quasi interamente passata a Roma, dove tra stanchezza e lavoro, riesco a correre solo una 40ina di minuti scarsi tra le larghe strade dell’elegante quartiere dei Parioli, dove al mattino le belle donne accompagnano a scuola i loro biondi piccoli lord tutti vestiti uguale di cachemire azzurrino e moncler blu, e alla sera mentre parlano al telefonino guardando dalla parte opposta della strada che stanno percorrendo col loro SUV, all’improvviso inchiodano e quasi ti investono sulle strisce pedonali, e ma tu correvi…vuoi vedere che mo’ te dovevo pure pagà pe nnovo! Ma tu m’vedi a  sto pazzo aoh!

Il venerdì, al rientro al Giuriati provo un test che le condizioni generali avrebbero dovuto sconsigliarmi di provare – gambe stanche e sonno arretrato – ma per accontentare il grillo parlante che è in me eseguo comunque.

Un 500 in 1’19”, con passaggi regolarissimi da 16″ circa ogni 100mt, e  dopo 8′ un 300 in 45″ netti, che mi fa provare una significativa sensazione di lattato su glutei e arti inferiori che da tempo non provavo più. Risultato del test? Mmm…per esser diplomatici…diciamo così così

Si conclude quindi finalmente il primo periodo della mia tabella sperimentale, che alla fine copro per qualità e quantità per il 75% rispetto alla baseline. E in questo periodo non posso lamentarmi.

Oggi si ricomincia con nuova linfa, ed entro domani dovrei riuscire a mettere a posto una nuova tabella.

Alla prossima

Come un leone

Hai mai visto un leone scaldarsi o allenarsi per raggiungere una gazzella?

Questa frase celebre di Daniele mi fa sempre sorridere, anche se gli ho sempre risposto …ma tu hai mai chiesto ale leone se il giorno dopo è pieno di dolori?

Insomma, tempo per riscaldarsi sempre meno, ma pare che per il momento felino che sto vivendo, va bene così. Venerdì in sua parziale compagnia mi faccio come previsto 3x4x300 in 53″6 di media, con gran fatica, ma con la soddisfazione di aver rispettato la mia personale tabellina.

Ieri mattina invece è successa una cosa esaltante, Al Parco di Monza coi regazzini a far velocità in salita, inanello 2x4x50mt con un miglior 7″29 che mi vale la miglior prestazione personale di sempre. Ma la cosa ancor più esaltante è il GIRO in saliscendi che faccio dopo con Sergione, che mi chiede una mano sul secondo dei due GIRI che deve correre in progressione. Gli dico che il mio miglior risultato è 1’03” e che cercherò sì di stare su quel ritmo, am che non garantisco, e che se quidni lui ne avesse per andare più forte che si senta pure libero di scappare. Ma le cose andranno molto diversamente.

A scappare infatti sono io, con una mai provata prima sinergia tra mente, schiena, braccia, gambe, piedi e caviglie. Mi urla che è troppo forte, lo incoraggio a venirmi sotto, girando mi un paio di volte, insomma, mi riesce addirittura di lasciarlo dietro una decina di metri, che mi recupererà però quasi del tutto nella dura salita finale. Chiudo con 58″9, limando ben 4″ al mio precedente miglior tempo. Incredibile! 4 secondi…

Dopo 6’30” ne faccio ancora uno di GIRO, da solo, e lo chiudo in 1’02”, crollando un po’ sulla salita. Ma le sensazioni di assenza totale di fatica provate nel primo dei due GIRI, davvero non le dimeticherò facilmente.

Oh, ad onor del vero, ricordo per la precisione ‘sto GIRO qua in saliscendi dicono siano 395metri, non 400. Ma le snsazini, più dei metri o dei secondi, son quelle che mi hanno dato la gioia.

 

Alla prossima

Con le ali altrui

Oggi mi fa compagnia oltre che un sole splendido per scaldare una giornata insolitamente fredda, un abbronzatissimo (e quando mai?!) Daniele.

Devo correre 4x150mt con recupero 5′, e con l’intenzione di stare nell’intorno dei 20″ per ognuna delle prove. Lui si aggrega alla mia corsa solo sul rettilineo, cioè ai 100 mt, ma mi sprona non poco a tenere un bel ritmo sostenuto. Inmancabile il siparietto in cui io gli spiego che con questa seduta cerco di riprendere confidenza con la velocità e con la resistenza alla velocità, mentre lui mi ricorda che l’unica cosa che conta (oltre al triangolino che ci esalta) è la resistenza alla vecchiaia.

I tempi che inanello sono meglio del previsto, 19″96 – 19″73 – 19″60 – 19″12, tutti senza chiodate e con partenza molto graduale. La vera buona notizia è che il fastidio ai polpacci non c’è più.

 

Alla prossima

Correre da Cristiano

Strani incroci mi riserva il Giuriati.

Oggi il mio compagno di seduta è Cristiano, che reduce dalla mezza di domenica in cui è arrivato nono, oggi deve solo rigenerarsi. Così concordiamo un 10×200 in 35″ dico io, in 38″ dice lui, e su 36″-37″ troviamo l’accordo. I tempi sono comodi e ci permettono di chiacchierare anche del mio sogno nel cassetto, la partecipazione ad una garetta di Triathlon, magari partendo col Duathlon, gara sprint, o meglio ancora supersprint. Chiaramente è solo un pour parler. Per ora.

I miei tempi, per la cronaca, sono 38″8 – 38″4 – 37″3 – 36″7 – 37″1 – 37″5 – 37″0 – 37″2 – 36″3 – 32″4. Lui sempre un pelino dietro. Son piccole soddisfazioni 🙂

 

P.s.: Mi ha anche detto: ma sai che domenica ho incrociato su Via Corelli uno che correva fortissimo. Ma andava troppo forte perchè riuscissi a salutarlo. Indovina chi era? Oh…ma mi sa che è veramente in forma.

Grattatina, Nic, grattatina! 😉

 

Alla prossima

Salve

Vado in pista con intenti bellicosi.

Ho voglia (e credevo di avere anche le energie) di correre 3x(300+100) in 45″ e 15″.

Ma appena mi scaldo mi accorgo subito che il freddo improvviso di stamattina mi ha reso come un salmone congelato, e allora devo ridimensionare gli intenti, e poi vedo che anche i polpacci sono ancora un po’ indolenziti da giovedì scorso (e ora capisco perchè i cavalli non hanno i polpacci).

Dunque ne corro solo due di serie, rinunciando alla terza per saggezza. I tempi sono 47″2+14″8, poi 46″4+14″7.

Ma capisco che forse la saggezza è in realtà sinonimo di vecchiaia, perchè quando saluto due regazzini appena arrivati nello spogliatoio del Giuriati, mentre io sto andando via, al mio ciao ragazzi, ricevo un sonoro salve!

Mi consolo solo con la focaccia genovese e una 4 formaggi della pizzeria Mundial di via Pacini.

 

Alla prossima

 

 

 

Il GIROTTO

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Correre un 800 tutto in un sol giro in pista, direte, è impossibile.

Non se sei a Ravenna dove ti permettono di entrare nella pista – sterrata – dell’Ippodromo, per inanellare uno dopo l’altro 5 giri da 800 metri tondi tondi, è il caso di dirlo. Una goduria che, con 2′ di recupero, mi porta in progressione e senza particolari affanni a correre in 3’14” – 3’09” – 3’08” – 2’59” – 2’55”.

La cosa divertente è che dei 5-6 runners che stanno correndo come me – incredibilmente tutti alienati nelle loro cuffiette – nessuno sa dirmi quanto sia lungo il Giro dell’Ippodromo.

All’uscita dall’impianto ho però l’intuizione giusta. Il piadinaro con il suo camioncino piazzato nel parcheggio mi dice tutte le misure della pista, a seconda che io abbia corso sull corda interna, sull’esterna, o in mezzeria.

Poi la sera, dopo una cena abbondante vado a colmareo le mie carenze d’affetto, lontano dalla famiglia, affogando i dispiaceri nel paradiso in terra.

Alla prossima

 

A riveder le stelle

Domenica mi viene servito un assist unico!

Vuoi tenere Davide mentre io vado con Martina a messa, o vuoi che porti con me anche Davide?

…. :-))))

Tempo 10′ e sono al campo dove mi incontro coi regazzini e quasi come fossimo una squadra di calcio ci avviamo verso il parco di Monza, a far salite.

Prima si fanno andature, poi 4x50mt skip in salita, e finalmente si parte a far le cose sul serio, con la velocità in salita.

Come prima cosa 2x(4x50mt), e qui sfioro il personale (7″32), pur senza forzare, in una delle ripetute in cui spingo in 7″47.

Poi 2 GIRI in saliscendi, in staffetta improvvisata coi regazzini, per movimentare un po’ la mattinata. Il primo giro lo si fa cauto in 1’21”, poi il secondo si spinge a volontà e capacità propria, per chiudere loro sotto i 2’30, io in 2’31”.

Ancora non è finita, si va a fare 2×200 in salita, il primo tratto quasi in piano in 17″, ma poi si cambia marcia nella seconda parte per andare a chiudere in 32″ netti. Nella seconda e ultima ripetuta ottengo però 34″ e rotti, il che  mi dice che l’energia è finita. E stamattina i dolori da seduta specifica da 400/800ista  si sentono tutti. Ma è un bel sentire, simmetrico, pacifico e gratificante.

 

Alla prossima