Test espiatorio

A 12 ore da quella specie di test di ieri, stamattina mi sveglio poco prima delle 7 e mentre faccio colazione organizzo via sms la mattinata col fratellone.

Alle 8,45 sono sotto casa sua e alle 9 siamo in pista a Villasanta, mentre inizia a piovere. Facciamo un riscaldamento di 20′, poi 2 accelerazioni sui 30metri, in 4″25 e 4″27. La pioggia aumenta, mettiamo i chiodi, un’ultima accelerazione in 4″05 e, in fretta, dopo solo 4′ di recupero andiamo alla partenza dei 150metri, chè la pioggia sta diventando copiosa.

Pronti via, lui parte lento e chiude in 20″15, io con una partenza brillante gli mangio subito metri, ma vado in una specie di stallo a metà rettilieneo, mantengo però una spinta composta e chiudo in 18″08, a pochi centesimi dal personale. C’è un ampio margine di miglioramento, ritengo. Certamente non oggi però.

 

Alla prossima

Il capo delle gambe

Chi comanda è il capo oggi.

E se il capo latita, le gambe pur operose si trovano disorientate. E’ un momento così, questo, inutile negarlo, discutibile sottrarsi. E’ che se anche andare al campo per gareggiare su una distanza che ti piace e a cui ti sei iscritto, e dove ti aspettano gli amici in una splendida giornata primaverile, diventa un peso per il capo, le gambe è meglio che obbediscano. In attesa di trovare un accordo più avanti o, un po’ come Carlzon, rovesciare la piramide.

Nel tardo pomeriggio però proprio le gambe vogliono dimostrare che loro per la lotta ci sono, e quando il capo deciderà saranno pronte. Un 500 secco in Via Gallarana con 10′ appena di riscaldamento, quanto basta per avere la fronte imperlata di sudore  – che secondo Maurizio il massaggiatore è la condizione per mettersi a fare cose un po’ veloci. Il risultato è 1’17”, a 2 secondi dal PB ottenuto però coi chiodi su pista. Dopo 3’30” i bpm, 102, non sono neanche male.

P.s. ai miei amici Lucky e Nicola, certo che si saranno divertiti comunque, invio le scuse del mio capo.

Alla prossima

Gli scarsi elementi

Stamattina il cuore mi diceva oggi che è festa e ti sei svegliato alle 9, vai a correre al parco e ti fai un bel 400 dritto, che lì c’è misurato per bene e non l’hai mai fatto fino a doggi, un GIRO dritto.

Ma, alla quasi soglia dei 39 anni, per correre occorrono alcuni elementi:

Uno: la salute, e quella c’è, per fortuna

Due: le energie, che sono una cosa di gambe

Tre: la testa, che è il capo che comanda, come sostiene da tempo Lucky

Quattro: il tempo

Cinque: il tempo, quello sopra di noi

Sei: la voglia

Insomma, non dico che occorra averli tutti, ma averne almeno due tra questi, di cui solo il primo della lista è condizione necessaria ma non sufficiente, sarebbe cosa buona per fare una buona corsa.

E poi il cuore stamattina mi dice anche che vorrei fare una serie di cose nei prossimi giorni, andare a giocare a subbuteo giovedì, allenarmi con Lucky venerdì mattina e mangiarmi una pizza con uzì venerdì sera, andare a gareggiare sabato pomeriggio all’Arena o almeno fare il tifo per il Levriero che corre il miglio.

Ma, per ora, tutto quello che riesco a fare è un 2×500 stamattina in Via Gallarana, alle ore 12, con 6′ di recupero, corsi in 1’25 e 1’24. Bpm presi sempre a 3’30” dalle prove, 108 e di nuovo 108.

 

Alla prossima

Tensioni pirotecniche

Se non scoppio ora non scoppio più.

Le tensioni sono alle stelle, il morale quasi ai minimi storici. Trovare la forza e la voglia di allenarsi in pausa pranzo è un esperimento che non mi riesce oggi. La testa latita.

Devo quindi aspettare che la voglia arrivi, e arriva verso le ore 19 per andare su Via Gallarana a farmi i miei 3×500, con recupero 4′, sulla scia del Levriero.

Corro in 1’28” – 1’27” – 1’25”, ma che fatica l’ultima. Sorprende ancora una volta la questione dei bpm, non li conto dopo la prima ripetuta, ma 3’30” dopo la seconda sono 106, e 3’30” dopo la terza ed ultima ripetuta sono meno di 100. Vorrà dire che son partito freddo … o che ho un futuro come fondista? 🙂

Ora vado a mangiare i fagioli alla messicana della reginamadre, bissando la minestra di fagioli del pranzo in mensa.

 

Alla prossima

 

E’ un mondo difficile…

…come diceva tonino carotone

Nei quattro giorni a Roma non trovo energie nè tempo per correre, oltre al clima avverso che però al limite poteva pure essere affrontato e chissenefrega!

Così stamattina con il mio fratellone alle 8,40 andiamo in pista a Villasanta per la seconda seduta settimanale, sperando di riuscire anche domani così saranno almeno 3. Quasi non c’è un parcheggio libero, strano. Ci affacciamo e vediamo con sorpresa le tribunette piene di genitori e la pista affollata di cuccioli d’uomo. La mattinata è riservata alle scolaresche, cazzarola! Ci intrufoliamo lo stesso, scaldandoci alla buona sul prato, e poi riusciamo a rubare tra una gara e l’altra delle ripetute sul rettilineo opposto alla giuria, 7x100metri con 3′ di recupero, senza chiodi.

I tempi volevano essere tutti sotto i 14″, ma il primo mi serve sempre come carburazione, sicchè ottengo:

14″37 – 13″40 – 13″55 – 13″27 – 13″21 – 13″28 – 13″54.

E la spalla destra, in attesa dell’ecografia, inizia a farmi male anche un pochino durante la corsa.  Ma è poco più che un fastidio, per ora.

 

P.s.: intanto a Padova pare sia scoppiata la primavera del maestro.

 

Alla prossima

I cinquecenti

Domani si parte per Roma, fino a venerdì tra clima incerto e impegni di lavoro non so se riuscirò a correre.

Occorre dunque portarsi avanti col lavoro approfittando della pausa pioggia. Sicché poco prima delle 19 mi fiondo su Via Gallarana a Monza e inanello 4×500, questa volta credo misurati giusti con mapmyrun.

Il riscaldamento è di appena 4′ scarsi, il recupero tra le prove è da fermo di 1′ sicck sicck, i tempi sono 1′ 50″ – 1’44” – 1’42” – 1’40”. Non senza fatica, ma buone sensazioni.

 

Alla prossima

Sotto i 15

Pioggerellina sì, pioggerellina no. Decido.

Basta un sms e alle 8,20 sono sotto casa del mio fratellone per andare insieme in pista a Villasanta. Alle 10 ho appuntamento a Seregno da Maurizio, bravissimo massaggiatore sportivo, per un dolore alle spalle che di notte e fino al mattino non mi lascia quasi respirare, in nessuna posizione, per poi sparire del tutto verso la tarda mattinata.

Decido, mentre ci scaldiamo, di fare 10x100mt, io con recupero di 1′, Fabio ne farà uno sì e uno no, sicchè corriamo insieme sul dritto, corro da solo sul rettilineo opposto e il mio recupero è ogni volta camminando nelle curve.

14″46 – 15″18 – 14″50 – 14″79 – 14″61 – 14″80 – 14″32 – 14″93 – 14″31 – 14″28.

Dopo 35′ lasciamo la pista deserta e bagnata, e siamo già a far la doccia.

Il massaggio poco dopo mi pare sia stato utile, vedremo stanotte.

 

Alla prossima

Menabrea n.21, questa volta in gara

Corrigiuriati, ore 13.10. Siamo tutti allienati per la partenza del mille.

Alcuni allunghi fatti poco prima mi dicono che sto così così. Di fianco a me non ci sono nè Cristiano nè il Levriero con cui pensavo di giocarmi la volata, ma c’è il maratoneta, tornato in grande spolvero dopo un po’ di infortuni seri. Lo avevo batutto in volata ben 4 anni fa su una gara di 800metri, quando lui aveva più o meno l’età che ho io oggi.

Pronti via il ritmo mi pare tranquillo al punto da poter passare a condurre, ma saggiamente sto in scia di Marco, il maratoneta appunto. Decido di non guardare mai il cornometro se non dopo il traguardo, e di cercare di stargli attaccato finchè riesco, poi provare a lanciare la volata, insomma una replica della gara in cui mi era riuscito di batterlo, anche se oggi ci sono 200metri in più, a suo vantaggio, essendo lui un fondista.

Ai 200metri ci urlano trentasei, poi dopo 3″ sento trentanove, quaranta, quarantuno, ecc.. Abbiamo già un po’ di margine che tenderà a crescere fino alla fine. E così si va di questo passo insieme, in tandem.

Ai 400 sento la fatica di fiato, che inizia a farsi rumoroso (musica per le orecchie di Marco, che se ne accorge e, giustamente, prova ad accelerare). Ai 600 penso di lasciarlo andare, inzio a soffrire e non c’ho proprio voglia di continuare con questa sofferenza. Ai 700 mi dico, dai prova a stargli attaccato fino agli 800 che poi ce la giochiamo. Così faccio, ma sono molto affaticato, il fiatone inizia ad essere quello della pre-crisi. Qualche metro prima degli 800 confesso che mi scappa l’occhio sul display e leggo 2’24”. Ora lo lascio andare. No! Col cazzo che lo lasci andare! Arriva sul rettilineo e poi provi la volata. Non ce la faccio più. Non dire stronzate, chiudi gli occhi e corri!

Ma ormai siamo ad inizio in curva, qui non posso certo correre con gli occhi chiusi, anche perchè se voglio provare la volata devo stargli proprio attaccato.

In piena curva mi pare lui stia mollando un po’, lo affianco (stronzata!)  e ai 120 dall’arrivo parto(altra stronzata! Troppo presto!).

Il cambio è violento, lui non reagisce, evidentemente mi dava per spacciato e non se l’aspettava, penso. Poi invece agli 80 metri dal traguardo sento un incedere frequente e un fiatone incalzante e anche un po’ incazzato. Io sono alla frutta ma tengo ancora bene la spinta, che la volata si sa attinge da un altro serbatoio di energie. Ho un po’ di vantaggio, mi accorgo che lui nella sua corsia ha un doppiato che potrebbe ostacolare il suo tentativo di riacciuffarmi, allora mi allargo, gli facilito la rimonta e penso che devo esser fiero di questo piccolo gesto sportivo di cui lui magari manco si è accorto. Siamo ai 20mt dall’arrivo e ho praticamente vinto, ho ancora un metro e mezzo di vantaggio.

Ecco. qui mi succede una cosa strana, che temo di non riuscire a spiegare bene, ma ci provo.

Non ho più voglia di soffrire, all’improvviso. E penso al tempo stesso che la sua tenacia mi ha spiazzato, perchè non ha mollato quando pensavo fosse finito. A 10 metri dall’arrivo tiro i remi in barca totalmente, e mi lascio sorpassare. Lui chiude in 3’01”, io d’inerzia in 3’02”, che è comunque Menabrea (questa volta in gara, per la gioia di Lucky), ben 12″ sotto il vecchio PB. Lui di PB ha 2’43” a dirla tutta, ma oggi ha vinto di testa. All’arrivo mi chiedono … perchè hai mollato? Non saprei spiegarlo bene. E comunque non c’ho il fiato neanche per provarci, a spiegarlo.

Sono piegato in due ma mi accorgo che lui viene subito a cercarmi per darmi la mano. Complimenti Marco! gli dico con un filo di voce, e lui mi fa No, no, complimenti a te! Mi è piaciuta un sacco la gara. E aggiunge … e comunque la gara finisce al traguardo eh, avevi praticamente vinto, ma finchè non arriva il traguardo io do sempre l’anima…

 

Alla prossima

 

Alla prossima

Dubbi e compromessi

La zona lombare, in basso a destra, è rigida come a volte accade prima di rimanere bloccato per una settimana con la schiena, cosa che in genere mi capita una volta oggni 1-2 anni.

Con queste condizioni, ma vedendo che l’annunciata pioggia non arriva, mi fiondo in pista alle ore 13 e mi adatto ai segnali del mio fisico. Faccio fatica a correre dritto, e di correre forte o a lungo non se ne parla affatto.

Ripiego allora su una seduta che mi pare l’unica fattibile, non particolarmente veloce e particlarmente breve: i 10x100mt rec.30″.

15″92 – 16″04 – 15″79 – 15″55 – 15″82 – 15″79 – 16″14 – 15″42 – 15″50 – 15″58 –

Sono indeciso se farne 15, ma ad un certo punto, verso la fine della decima ripetuta sento un dolore al costato, seppur al lato destro, e allora la chiudo lì. Doccia, gelato al pecorino, panino speck e brie, e si torna in ufficio.

 

Alla prossima

E anche questa è andata

Pasqua e pasquetta all’insegna di cibo e famiglia, bimbi e riposo.

Poi però stamattina trovo il tempo e le forze (quelle un po’ meno) per fare un  richiamino di forza, 30+40+30+40 accosciate e poi un po’ di corsetta sotto casa, 3×500 correndo in 2’05” – 1’54” – 1’52”, recuperando 1’30”. Giusto qualcosina pa’ a ‘panz come dice il mio amico Mimmo, che tra tiramisù, casatielli, pizza con scarole, pizza con spinaci, agnello al forno, pizza rustica, pizza con cipolla, ravioli con ricotta, panini con le olive, pastiera, torta sbrisolona … e affettati misti, qualcosa di sport occorreva fare.

Ora, se non ho capito male, giovedì c’è il mille al Giuriati, da fare assolutamente, nel tentativo difficile ma gustoso di stare in scia a Cristiano fino all’ultimo e tentare di uscire in volata. Magari riuscendo pure ad offrire un prezioso assist al Levriero.

Alla prossima