Due e ventiquattro

Dispiace un po’, perchè magari in un altro momento potevo cercare di stare un po’ più vicino a Saul (classe ’71) che ha chiuso in 2’13” una gara abbastanza regolare, con passaggio in 1’05”.

Invece dopo esser passato in 1’08” ai 400, studio l’avversario e me stesso per 200 metri ancora, finchè ai 600 metri il distacco è rilevante, e mi accorgo di non averne per cercare di ridurlo, sicchè poco dopo mi lascio anche superare da Matteo (classe ’75) senza aver minimamente voglia di soffrire per cercare di riprenderlo. Chiude al secondo posto in 2’21”, lui, mentre in 2’24” arrivo io e dietro un paio di secondi Cristiano in 2’26”, che non accenna minimamente a voler battagliare, per cui nessuna volata mi si impone. E questo rende quetsa garetta sugli 800 un’esperienza piuttosto incolore, più che deludente.

Torno in ufficio con un gran mal di testa, che fa coppia col gran sonno che avvertivo dal mattino.

 

Alla prossima

Il nonsense affaticante

C’ho solo voglia di stare all’aria aperta, così il mio allenatore, oggi, è il mio corpo.

Scendo in pista al Giuriati a torso nudo e inizio a cazzeggiare 2-3 giri, finchè non prende forma una seduta sostenibile per la testa e per il corpo, che però andrà definendosi via via che corro.

Alla fine saranno tre tronconi divisi da 5′ di pausa

Primo troncone: 5x250metri, rec-1’30” in 46″36 – 46″08 – 45″05 – 42″63 – 43″75

Secondo troncone: 4x150metri, rec.1’30” in 22″40 – 23″05 – 22″46

Terzo troncone: una prova secca su 200metri, cercando il ritmo gara (per il GIRO) da affaticato, in 28″33 (parziali 14″01-14″32). Lento, lento, lento…vabbè…ero senza chiodi però.

 

Alla prossima

Prove generali

Stamattina mi sveglio alle 7.15 è c’ho un bel mal di schiena.

Ma vengo da 2 giorni di riposo quindi le gambe stanno bene, per cui metto la fascia lombare e si va in pista.

Alle 8,30 col mio fratellone siamo i primi e varcare la soglia dell’anello in tartan di Villasanta.
C’è un’aria umida ma la temperatura di 22°C  è gradevole. Nel warm up facciamo un paio di 30metri in 4″2 e 4″1, poi messi i chiodi corro un 50metri in 6″77 per memorizzare mentalmente il riimo da tenere. Perfetto, direi che ci siamo. Obiettivo è fare un 350 in 49″, cioè a ritmo costante di 7″ ogni 50metri, e riesce qualcosa in meno va bene, ma senza strafare.

Negli ultimi 200metri della mia prova il fratellone mi darà una mano cercando di correre in 28″ netti o, appunto, qualcosina meglio.

Sono rilassatissimo, magari arrivare alle gare così sereno, penso.

Prendo i tempi ai 100, ai 200, ai 300 e gli ultimi 50 metri, ma il crono lo vedrò solo alla fine.

Pronti via, al primo 100 passo in 13″82, scioltissimo e trattenuto. Ai 200 passo in 27″37 (parziale di 13″55), ai 300 in 41″12 (parziale di 13″75) compare un po’ di pesantezza, sicchè nel finale mi limito a rimanere composto ed arrivare più o meno affiancato a mio fratello chiudendo così la prova in 48″49 (parziale di 7″37). Nè fresco nè scoppiato. Giusto, direi, come sensazioni, ma chiaramente ancora lento per essere un ritmo gara decente.

C’è da lavorarci. Ci lavorerò. La strada presa mi pare quella giusta.

Per la cronaca il mio fratellone è stato perfetto, in 27″55, soddisfatto perchè c’è da considerare che da circa un anno a questa parte si allena una sola volta a settimana, la domenica mattina. Poche ore dopo  gli consegno il suo premio a casa mia:

antipasto, cozze ripiene gratinate accompagnate da ciambella salata con salame e provola affumicata

primo piatto, linguine allo scoglio

dessert, due fette di crostata, una ai mirtilli l’altra alle ciliege.

 

Alla prossima 

 

 

 

Che caldone!

Il menu di oggi prevede 150+120+100+80, coi chiodi.

Ma c’è un clima calderrimo e per la prima volta via anche la canotta. Mi fa compagnia Daniele sicchè sembriamo un tedesco di fianco ad un nigeriano. Monto le diadora vecchie e pesanti, perchè le nike in questi giorni essendo strette in pianta mi hanno lasciato il piede sinistro un pochino sofferente.

Dagli allunghi capisco subito che non è giornata da velocità, ma non ho neache voglia di fare altro, quindi mi accontento di tempi alti, recuperando però un po’ meno dei 6′ previsti dopo ogni prova.

Sicchè parto per il primo 150 che chiudo in 19″06, almeno un secondo oltre le intenzioni.

Dopo 3’30” parto per il 120 che chiudo in 15″42, qui il distacco rispetto alle apsettative si riduce un pochino.

I 100 li chiudo in 12″50, e me lo faccio piacere.

Gli 80, in cui mi sentivo veloce (sbagliandomi, evidentemente) li chiudo in 10″19.

Va però considerato che qualche giorno fa c’erano 15°, oggi 30°, e domani pare torni la pioggia. Entrare in forma con questi continui salti di temperatura non sarà semplice.

 

P.s.: stasera mi vedo a cena con amici, uno di questi si è da poco classificato terzo ai mondiali master di nuoto. Chissà che l’incontro non mi metta in testa strane idee…

 

Alla prossima

Lasciarsi correre…

…sì, ma …il più veloce possibile.

L’idea sperimentata domenica scorsa prosegue nella logica della seduta di oggi.

Ma anzichè correre 4×200 oggi corro 3×300. L’idea è sempre quella di lasciarsi correre negli ultimi 100metri di ciascuna prova, cioè smettere di spingere andando di inerzia e composti: ma oggi agli ultimi 100 metri ci arrivo con 200 metri veloci nelle gambe.

Sicchè mi scaldo facendo 2x50metri, per provare il ritmo (che deve essere quasi ritmo gara) e ottengo 7″23 e poi mesi i chiodi 7″11.

Sono pronto e allora parto, che oggi c’ho voglia.

Prima prova, partenza dallo start, per chiudere i 300 in 42″30, con passaggio ai 200 in 26″88 (13″38+13″50+15″42). Recupero 10′.

Seconda prova, partenza dai 300, per chiudere in 42″24, con passaggio ai 200 in 26″79 (13″31+13″48+15″45). Recupero 10′

Terza prova, partenza dai 200, per chiudere in 43″39, con passaggio ai 200 in  27″31 (13″43+13″88+16″08).

Nella terza prova dai 100 ai 200 un forte vento mi  ha frenato ma, nonostante questo, come si può dedurre ero un pochino cotto. No buono, no buono…

 

Alla prossima

D’anticipo

Occorre muoversi prima che cada la pioggia oggi, e temo occorrerà battagliare con le precipitazioni fino a  fine maggio.

Così alle 8 in punto sono sotto casa del mio fratellone per il consueto allenamento della domenica mattina.

Ci scaldiamo per abbondanti 20′ mentre cerchiamo di capire cosa abbiam voglia di fare. Poi mi viene in mente che da tempo vorrei provare a correre una serie di 200metri con i primi 100metri forte, diciamo a più o meno a ritmo gara, e la seconda parte lasciandomi correre. E rifelttere poi sui tempi, e sulle sensazioni.

Il senso della seduta è capire se si possa riuscire a ipotizzare di correre, in un GIRO, la prima parte in accelerazione e la parte centrale in corsa facile come se si stesse in posizione di folle o al limite con un filo di gas appena, risparmiando quindi notevolmente delle energie che possano tornarmi utili per migliorare il mio finale di gara.

In effetti l’esperimento mi pare interessante, e un pochino anche i risultati. Forse.

Insomma, con 6′ di recupero tra le prove, e senza chiodate, corro 4x200metri, la quinta ripetuta ci starebbe puire ma con un fatica che reputo oggi non necessaria.

La composizione de i tempi è la seguente:

27″85 (13″55+14″30)

27″73 (13″23+14″50)

27″74 (13″41+14″33)

27″81 (13″35+14″46)

Sarà interessante capire cosa succede in un test diciamo un po’ più di qualità, dimuendo i volumi e montando i chiodi. Ad esempio si potebbe fare due sole prove da 350, con recupero un po’ più ampio. Vedremo nei prossimi giorni, tempo permettendo.

 

Alla prossima 

 

I quattrocenti

Notte non notte quella appena trascorsa. Ma una promessa è un debito oltre che, come in questo caso, un piacere. Quindi alle 13.10 puntuale all’Arena, che c’è una seduta col Levriero, anche lui con del sonno arretrato.

Si decide per un 4×500 lui, 4×400 io, con un recupero di 5′ che è secondo me un po’ troppo ampio per entrambi, ma in una giornata così, pergiunta anche afosa, ce lo facciamo piacere. Mentre lui viaggia sul ritmo poco superiore all’1’30 io inanello 1’13” – 1’14” – 1’13” e 1’09”. E dopo una doccia e una chiacchierata affrettata e piacevole come sempre, torno in ufficio contento di aver tenuto fede all’impegno. Per dormire ci sarà tempo domani. Anzi no. Domani ho la granfondo di Franciacorta con principessa e principino, la principessina è dispensata.

 

Alla prossima

Seduta tosta

Non avendo pretese il mio amico Levriero per domani all’Arena (l’importante è vedersi) oggi decido di dedicare parecchie energie al mio 2x(300+100), sfoderando addirittura i chiodi, non usati in passato.

In più Corrado il culturista (il regazzino ha 49″ sul GIRO, 2’30” sul mille 1’55” sul DOPPIOGIRO) e il suo coach Giannibaffetto mi propongono di combinare la mia seduta con la loro. Corrado deve fare 2×300 in 45″ e un 500 in 1’09”.

Il primo 300 partiamo insieme, gli arrivo di poco davanti e siglo 41″88 e dopo 1′ corro i 100, da solo, in 14″37. Mentre lui si corre il secondo 300 io recupero le energie e dopo 11′ siamo pronti per ripartire insieme. Parte velocissimo dai 500 lui, mentre io alla partenza dei 300 aspetto che mi affianchi per aggregarmi e partire anch’io. Nessuno di due ci sta a rimaner dietro l’altro, sicchè i primi 100 metri si tira, eccome se si tira. Il mio ritmo è come al solito 100 veloci, 100 in floating e 100 ancora veloce. Alla fine  chiudo davanti, e tiro fuori anche fiato per incitarlo nel finale ché mi pare stia per mollare. Il mio crono mi dice 40″00, e mi accorgo che le gambe vacillano dopo 1′, quando mi accingo a correre il mio ultimo 100. Lo chiudo in grande affanno in 15″39.

Glutei in fiamme, testa che gira…ma si fa un giretto di defaticamento insieme, che forse mi giova, quasi come lo yogurt straricco che ho appena finito di mangiare, qui davanti al PC.

 

[…] Quanto hai fatto sul 200 la settimana scorsa? 24″88 … oh in allenamento sembra che’vvoli … ma come cazzo è che in gara vai così ppiano??? … chettimanca?


Alla prossima

La curva della crisi

Dopo un long week end al mare dove ho passato gran parte del tempo a prender sole (ci è scappato ovviamente anche il bagno), mangiare pesce, godermi la famiglia … e correre una sola volta un fartlek senza cronometro al polso sul lungomare di Castiglione della Pescaia, oggi torno in pista.

Doveva essere il giorno del Palio (staffetta 5×1000 sfumata per il nostro promettente gruppo), dove per la cronaca, i primi han corso al ritmo di 2’30″/km.

Io trovo un pezzetto di curva, quella dei 250 fino ai 350, in cui poter fare in 26′ sia il riscaldamento che i miei 8x100metri clandestini, recuperando 2′ al passo. I tempi sono direi buoni se confrontati con una simile seduta di qualche tempo fa, in cui correvo le ripetute che però erano sette e non otto, erano sul dritto e non in curva, ed il recupero era di 3′ e non 2′.

Sicchè inanello 14″17 – 13″93 – 13″83 – 13″86 – 13″73 – 13″55 – 13″59 – 13″46

Ma soprattutto le sensazioni appaiono nettamente migliori. Non mi sono praticamente stancato per niente e avessi avuto grip maggiore (magari coi chiodi o anche solo con le fivingers) mezzo secondo almeno andava giù.

Continua l’onda abbastanza buona del periodo (solo quello atletico, ahimè!).

 

Alla prossima