Accompagnamenti

Si va in pista alle ore 10, perchè ormai la domenica mattina è appuntamento fisso per correre col fratellone.

E per non perdere del tutto la forma che evidentemente a fine luglio mi sta scadendo.

Fabio mi chiede di fare un 300 tentando di fare 43″. Gli dico che se fa meno di 45″ è un quattrocentista nato, considerando che è praticamente un anno che non si allena.

Beh, per fortuna parte fortissimo e quindi gli ultimi 100 praticamente passeggiamo, chiudendo insieme in 45″50, sicchè mi sottraggo ad ogni responsabilità per aver fatto osservazioni pericolose.

Lui si ferma qui, io faccio compagnia allora ad una 24enne, sorella di un regazzino allenato da Raffaele, ex nuotatrice che ha virato sull’atletica. Le faccio compagnia nelle sue prove di mantenimento anche se i tempi che vorrebbe fare sono al limite dell’assurdo, sicchè rischia di deprimersi. Provo a spiegarle che evidentemente i calcoli sono sbagliati, e le corro di fianco.

Ne vien fuori un 150 in 24″24, un secondo 150 in 24″98 e infine pur senza chiodate tiro da solo un ultimo 150 in 19 netti.

Caldo da paura, per la cronaca.

 

Alla prossima

Parapo ponzio ponzio po

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Ore 13. Uscita fugace, sulle indicazioni del Levriero, uno dei pochi milanesi che conosce Milano, a quanto pare.

Nic, comunque questa bellissima piscina è di 40×100, per la precisione, non di 33. E quindi indovina quanto fanno 10 vasche di seguito? 🙂

Mi riscaldo prima con 8 vasche in 8’41”, poi dopo 6′ di recupero copro la distanza regina, nuotandola molto slow in 10’35”, senza usar le gambe (che mi serviranno stasera per la bici). I tempi ad ogni virata compiuta sono di: 1’11″/1’00″/1’02″/1’07″/1’05″/1’11″/1’03″/1’16″/1’06″/48″. Nell’ultima vasca, a dire il vero, le gambe le ho usate.

 

Alla prossima

Legnosetto

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Poco da dire su questa prima ascesa dell’anno sull’Alpe del Vicerè, 5.6 km all’8.45%, dove Uzì parte con 3′ di ritardo per cercare di beccarmi e di ritrovarci all’ultimo kilometro. Ma si sottostima lui, mi sovrastimo io, sicchè dopo 3km mi ha già preso e staccato. Fatico moltissimo di gambe e di fiato oggi, e chiudo con 32’34, oltre un minuto sopra il mio PB dell’anno scorso. Uzì magnificamente sigla un 25’50” da grimpeur qual è. Diciamo che per me di buono c’è che un’altra salita è stata domata, la terza insieme allo Zio e con kilometraggio crescente. Prima o poi qualche chilo lo perderò e prima o poi la gamba si sveglierà.

Per ora rimane un gran divertimento, costruito su una piacevole fatica sportiva in compagnia. Che poco non è, ma non posso certo accontentarmi.

 

Alla prossima 

Schiena ribelle

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E’ ormai da due settimane che mi addormento bene e mi sveglio durante la notte con le prime avvisaglie di una sofferenza, che diventa forte mal di schiena al mattino, piuttosto localizzato sulla zona lombare, a sinistra.

Basta ricordarsi di muoversi con la dovuta cautela nei primi movimenti dal risveglio, e poi pian piano nel giro di un paio d’ore tuto rientra nella quasi normalità. Ok le ernie, ok la bici, ok la moto, ok l’aria condizionata … ma la cosa che pare mi stia torturando è il letto, che pure non ho assolutamente cambiato.

Ieri mattina, in ogni caso, col fratellone a Villasanta corro coi chiodi un tranquillo 300 in 44″17 mentre lui mi accompagna negli ultimi 200 in 30″, e dopo 12′ proviamo una sfida assurda. Lui parte dai 150, io dai 200.

Gli dico di partire dopo 3″ dalla mia partenza e proverò a prenderlo. Niente da fare, ovviamnete, perchè lui chiude in 20″7 e io in 25″33. Chiudo la seduta coi 50 metri di lavaggio muscolare del Califfo, e poi bevo una red bull che mi fa venire ancora più sete di prima.

Oggi riposo assoluto causa appunto il mal di schiena, che domani sera poi si pedala sull’Albavilla-Alpe Vicere, all’attacco del PB.

 

Alla prossima

La mia prima Onno

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Non c’è verso di esordire su nessuna delle salite di grimpeur.it con un tempo sotto la loro media, ben altra cosa invece Uzì, scalatore puro, che sia a piedi o in bici.

Ieri però nella mia prima volta a scalare la salita di Onno ho trovato irrilevante il tempo, che per la cronaca è stato di 20′ netti contro i 17 e rotti dello Zio.

Non potrei descrivere con parole l’emozione che mi ha dato pedalare una pedalabile salita immersa nella natura sullo sfondo il Lago di Como coi suoi paesini come avamposto dei colli e dei monti, fra una fitta vegetazione a contorno, al fresco di una sera di metà luglio, in compagnia di un amico e di un flusoo di ciclisti che salivano insieme a noi.

Dov’erano queste salite vent’anni fa, quando il fuoco della passione per il ciclismo ardeva in me mentre girovagavo per le strade piatte e ventose del tavoliere?

Che gioia quei tornantini di ieri, con quell’asfalto pettinato…vabbè, meglio tardi che mai, e avanti così!

 

Alla prossima

 

Prima di spomparsi

Giornata in cui tra sonnolenza, noia e ingiustificato malumore faccio fatica a trascinarmi fino al pomeriggio.

Per mancanza di energie e poca voglia di faticare rinuncio anche alla seduta di pranzo all’Arena col Levriero.

Ma poi alle 18 un sussulto di forza attinta da qualche riserva mi sospinge sulla bici e di slancio verso la Cronoscalata Canonica-Trigasio, oggi coperta di gran carriera in 8’27” (intertempo alla pizzeria Lipen in 4’15”). Limati dunque quasi 60″ dal precedente PB, quasi tutti nella prima parte, quella più dura.

Poi però tornare a casa è un mezzo calvario, con la spia rossa della riserva che mi fa capire che forse domani è il caso di riposare un po’.

 

Alla prossima

Variazioni sul tema

Svanisce ogni velleità agonistica o decubertiana per il triathlon del 22 a Lecco.

Già la voglia me l’avevan fatta passare alcuni racconti di esperti (acqua nera, tutti ti nuotano addosso, ecc.).
Ma poi oggi scopro la piscina Bacone del Circuito MilanSport, bella, nuova, comoda, e lì provo a fare qualche vasca di continuo (a Lecco son previsti 750mt!) ma il massimo che mi riesce con nuotata pur rilassata, su vasca di 25 metri, con virata laterale (non sono più capace di virare come i pro, che ci posso fare) è:

300mt in 6’29”, rec. 3’30”

100mt in 2’17”, rec. 3’30”

50mt in 48″, rec. 3′

2x25mt solo gambe con tavoletta 38″ e 35″, rec. 1′

Probabilmente manca il fondo, per carità, ma l’idea di stare in acqua tutto quel tempo a rincorrer uomini-pesce che rinocrrono boe, senza aver il dominio sul proprio corpo e le proprie sensazioni, mi spingono a rinunciare senza appello.

Poi, per carità, le 3 specialità si posson sempre continuarea a coltivare, che mica è obbligatorio gareggiare, no?

 

Alla prossima

Wide week-end

Venerdì e sabato mi si impone uno stop.

Mal di schiena e gambe pesanti hanno richiesto e ottenuto riposo.

Ma stamattina si prospetta una giornata che per poco non diventa una giornata da trisport. Al mattino un paio d’ore alla pista di Villasanta mi consentono un ampio riscaldamento e poi col fratellone prima, e con Riccardo dopo, inanello alcune accelerazioni sui 30metri in 4″45 – 4″27 – 4″18. Poi monto i chiodi e si va con 3 coppie di 60 metri: 7″62 -7″73, poi 7″95 – 7″91 e infine 7″24 – 7″35.

Poi nel pomeriggio mentre la famiglia riposa inforco la bici da corsa e vado a fare un giro in Brianza: 2 ore divise esattamente a metà tra andata e ritorno per coprire circa la distanza di una maratona, salendo da Monza verso Gerno di Lesmo, Canonica di Triuggio, Trigasio, Besana Brianza, Montesiro, Missaglia, e poi riscendendo per la stessa via. Nel mezzo la mia  personale Cronoscalata Canonica Trigasio, in 9’23, con intertempo in 4’53 preso alla pizzeria Lapin.

Fosse stato per me avrei fatto anche una nuotata al rientro, ma il figliame, il nipotame e l’amichettame aveva ormai preso possesso della mia casa e del mio tempo.

Ora la schiena fa un po’ male, ma durante lo sport tutto era passato.

La prossima settimana il tempo dovrebbe essere clememte, e con la tregua dal caldo magari qualche bella seduta in pista si riesce a fare.

 

Alla prossima

Attiva mente

Non ho un’idea precisa di cosa fare, anche oggi è così.

Allora mi lascio guidare e cullare dalla tranquillità del Giuriati semideserto e mi scaldo con un 3000 in progressione, 5’23” – 4’50” – 4’21”. Poi praticamente mi faccio una doccia alla fontanella per lavarmi della doccia di sudore appena subìta. Passati 7′ parto per un interval training, forse il Levriero lo chiamerebbe un dorini junior, cioè 1500 metri partendo con 200 brillanti e alternandoli con 100 lentissimi: la sequenza è 36″/38″ 41″/37″ 40″/42″ 39″/37″ 38″/31″ per un totale di 6’23”. Oggi è una giornata particolare, ho il tempo e la voglia di fare persino un po’ di mobilità e stretching finale, prima della freschissima doccia.

 

Alla prossima

Chiano chiano…

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Sfido uzì nel suo momento di forma migliore. Come skyrunner, certo.

Ma la classe non è acqua, sicchè anche in bici sul suo terreno preferito – la salita – come era presumibile aspettarsi me le suona di santa ragione.

Ma siccome uzì è un signore, i primi 4-500 metri mi lascia condurre, ma al km 1,2, quando alla cima del Lissolo mancano  900 metri circa, e la strada si è già impennata con pemndenze del 15% per alcune centinaia di metri, prima mi stacca alzandosi sui pedali e arrivando al bivio di Via Lissolo con circa un minutino di vantaggio. Ma poi lì si ferma e mi aspetta. Il suo scatto in realtà coincide col mio piantarmi e la frittata è quindi fatta. Appena affaticatissimo lo raggiungo, andiamo avanti di pari passo fino all’ultima rampa in cui si limita a starmi una decina di metri davanti e incitarmi a non mollare, guai oggi a mettere il piede a terra! A quel punto l’ascesa del Lissolo è praticamente compiuta, e chiudiamo con lo strappetto finale al 9%, che in confronto alle asperità appena superate, pare pianura. Col tempo finale di 11’04” limo di altri 26″ il precedente PB. Il che fa sempre piacere.

Si chude così un tardo gustosissimo pomeriggio di sano sport, in compagnia di un caro amico.

 

Alla prossima