Improvvisare

Caldo rovente anche oggi, anche se all’ombra il venticello sembra rendere quasi piacevole la temperatura.

Ma è un chiaro inganno. Anche perchè nella fetta d’ombra nei pressi della fontanella del Giuriati c’è l’esercito delle zanzarefrustrate, quindi vietato sostare.

Mentre mi scaldo apprendo dal culturista che si è scompagnato dal baffetto, e noto Cristiano che viaggia ad un’andatura interessante e allora mi aggrego per un pezzo alle sue ripetute. Lui farà 6×600 (rec. 3′) in 1’54” costante, mentre io corro:

600 in 1’52” (rec. 3’30”)

400 in 1’11” (rec. 3′)

250 in 40″8

e a momenti schiattavo pure oggi. Meno male che uzì domani mi porta a biciclettare in montagna all’ora dei signori.

 

Alla prossima

C’ho le prove

La prova evidente che non sono un velocista arriva in giornate come questa, calde da paura, in cui i velocisti, per definizione, dovrebbero andare a nozze.

Ecco, io invece oggi a momenti schiatto, con sensazioni di gambe pesanti e  testa gonfia che quasi scoppia.

Dimentico le chiodate a casa e allora decido la seduta correncorrendo, e così faccio alcuni 30metri per saggiare la gamba (4″50 – 4″29 – 4″29).

Poi parto per un GIRO corso con prima e ultima parte in spinta (vabbè…diciamo che almeno ci ho provato!) e la parte centrale in floating (14″12/15″45/15″55/16″44) per un totale di 1’01″56.

Dopo 8′ corro un 250 in 35″85 (21″27 ai 150 e ultimi 100 in 14″58).

Dopo altri 8′ un 150 in 21″39. Ma che fatica.

 

Alla prossima

Lì, solo

Sono le 8 del mattino e  ci sono 19° quando carico la bici in macchina per andare a scalare il Lissolo.

Le condizioni meteo sono ideali e dopo i 12’15” ottenuti circa un mese fa in mountain bike, cercavo un’occasione per riscattarmi. Parto bene, anche se come al solito senza riscaldamento, sicchè dopo i primi strappi le gambe mi si induriscono, ma non ho la controprova che col riscaldamento possa andar meglio, e in ogni caso non ho neanche il tempo per farlo. Quindi questo è, prendere o lasciare.

Ma dopo 7’48” di pedalata consistente e soddisfacente, quando ho ormai superato il monastero e la discesa successiva, sull’ultima rampa sento davvero che le gambe non vanno più e il fiatone mi preme sul petto da far paura. Mi ricordo che a casa ho una principessa, una principessina e un principino che mi aspettano, sicchè preferisco fermarmi e rifiatare un minutino circa, il tempo di terminare la rampa ripida a piedi. Una vergogna per un ciclista, ma che ci posso fare?!

Concludo poi pimpante verso il traguardo, in 11’30”.

E mercoledì ci sarà il cinema con uzì, si replica, stesso posto stesso mare, sperando di avvicinare il tempo medio dei ciclisti di Grimpeur.it .

 

Alla prossima

Assente giustificato

Tre giorni tre, senza correre. Il mignolo fa ancora male, è spuntato anche un livido di fianco alla vescica esplosa, e prima di domenica credo sia improbabile tornare sul tartan.

Ne ho approfittato per andare un po’ in bici, complice la pista dell’Autodromo di Monza, aperta ai ciclisti, in fascia tardo pomeridiana. Non riesco a far tanti kilometri ancora, ma un paio di giri veloci mi sono tolto lo sfizio di farli, il primo in 10’47”, il secono in 9’58”, che vuol dire circa 12km alla media di 35km orari. Emozionante e rilassante correre su asfalto quasi perfetto, nello stadio della Formula 1, senza preoccuparsi di auto e moto che ti ronzano intorno, ma sommerso da un fiume in piena di ciclisti.

 

Alla prossima

Poco primma dello scoppio

Arrivo tardi, c’ho poco tempo, c’è un’umidità terribile e u’ statt’attint del CUS del Giuriati mi chiede la tessera che mai mi aveva chiesto prima, io non la trovo e quindi perdo altro tempo.

Sicchè risparmio minuti preziosi e non metto i calzini prima di calzare le fivefingers. Errore pagato a caro prezzo perchè mi scoppia una vescica nell’ultima curva … e amen, lo squarcio è bello grosso e sanguinante!

Ma poco prima, piazzo una bella piramide con ritmo leggermente a crescere:

200 in 32″25, rec. 2′

250 in 40″33, rec. 3′

300 in 47″76, rec. 4′

250 in 38″27, rec. 3′

200 in 31″96

 

Alla prossima