Una lissolata

Dopo un mese e mezzo dall’ultimo PB, oggi torno sulla via del Lissolo, ma stavolta partendo da casa, che tra andata e ritrono fanno 50km circa.

E stavolta la salita prendo con un passo un pochino più tranquillo ma anche evidentemente un pochino più poderoso, segno che la condizione è evidentemente migliorata, perchè di mettere il piede a terra oggi non ho avuto proprio neanche la minima tentazione. Con un intertempo a 7’15 (30″ meglio del solito) e un tempo finale a 10’25” abbasso di 39″ il vecchio personale. Ma che gran fatica, porcaccia la miseriaccia…

Sulla via del ritorno becco prima un ciclista che sarà pesato 30kg compresa la bicicletta, poi un vecchietto con le cuffie e l’MP3…entrambi vanno sui 50km/h, e …insomma mi faccio tirare il collo cercando di dar loro il cambio quando riesco, e arrivo a casa sfinito. Ma contento.

 

Alla prossima

Si riapre

Era da stamattina che aspettavo le mie due ore per fare una bella uscita in bici. Pensa e ripensa, immagina e re-immagina, fantastica e rifantastica, alla fine quando arriva il momento, alle 16, la voglia è calata. Mi rendo improvvisamnete conto che sono 15 giorni che sono fermo dalla corsa, e allora ci penso un solo attimo e nell’attimo successivo sono in pista a Villasanta. Vorrei fare 10×200 rec.1′ per vedee come sto, ma alla fine ne faccio solo 8, per non esagerare. I tempi, in un mascherato caldo da 33°, sono 35″6 – 35″3 -35″3 – 35″4 – 35″0 – 35″4 – 34″9 – 34″3.

Meno peggio del previsto, solo un po’ di fatica di fiato e gambe da riabituare al gesto della corsa. Tanto tra un po’ la bici, con l’autunno, andrà appesa al chiodo, dove giacevano momentaneamente le scarpette. E vedremo se giocarcela o no, questa ultima stagione seria da Master, con l’esordio nella primo anno agonistico della categoria anta.

 

Alla prossima

La giornata della borraccia

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Alle 8 siamo a Lecco con Uzì, che si va all’attacco di una doppia salita oggi.

La Lecco-Ballabio ha pendenze iniziali pedalabili che la rendono godibile, attorno al 7%. Dal terzo chilometro, dopo l’uscita da Lecco, la pendenza cambia anche se  la larghezza della carreggiata stradale maschera un po’ la difficioltà crescente, che invece le gambe percepiscono; negli ultimi 2 chilometri siamo tra l’8 e il 10% con piccoli tratti tra il 12% e il 15%. Ma questa prima ascesa ce la prendiamo comoda e terminiamo così insieme i primi 5km in 27’28”. In cima chiacchieriamo con un simpatico e arzillo runner di 76 anni, per poi dopo alcune centinaia di metri esser pronti per la seconda ascesa, la più impegnativa della giornata, la Ballabio-Resinelli, di circa 8km al 7,5% di pendenza media.

La salita quasi tutta all’ombra del bosco è scandita da 14 bei tornanti, ma confesso che fatta in auto o in moto mi sembrava nel complesso un po’ più dura, sinceramente. O forse me la prendo un po’ troppo comoda, tant’è che quando incrocio un tipo che mi dice che mi manca un solo kilometro alla vetta riesco a dare una bella accelerata che non mi aspettavo e chiudere in 44’10”, comunque sempre 9′ dopo l’arrivo del mio compagno d’avventure. Si rientra in fretta a Lecco, per una discesa lunga lunga, e per un totale di giornata di 40km circa.

Da segnalare, per la cronaca, che per fortuna il fresco relativo di oggi non ci ha dato gran pensiero, perchè siamo riusciti nell’ordine a 1)dimenticarmi la borraccia a casa (rimpiazzata alla buona con una bottiglietta del bar), 2)uzì a perdere la sua lungo il percorso e infine 3)a perdere pure la bottiglietta da cui ormai dipendevamo entrambi….

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Alla prossima 

Rosicchiare e mordicchiare

Le gambe non sono ancora recuperate dal giro lariano di lunedì, ma alle 18 metto a far la nanna il principino e allora c’ho un’oretta libera e anche voglia di sfogare un po’. Torno allora sulla Canonica-Tregasio e lì, dopo un intertempo in 4’15” abbastanza in linea con il mio tempo solito, ma con una seconda parte in maggior spinta (3’41”), tolgo 31″ al mio precedente PB e chiudo in 7’56”. Umido da paura, caldo in leggera diminuzione.

 

Alla prossima

La mia prima Nesso

Dicono sia la più bella salita del Lario, ma non mi ci ritrovo.

Ci arriviamo con Uzì dopo quasi due ore di bici, partendo alle 7,30 da Canzo, passando da Onno e Bellagio. Quindi il culo è già abbastanza quadrato e le gambe hanno già mulinato un bel po’.

Ma la bellezza dello scenario non mi pare paragonabile al Ghisallo o alla Onno stessa, sinceramente.

I primi 4km si va di pari paso con Uzì, che abbiamo un po’ di stanchezza entrambi, di gambe, mentre il fiato sta bene. Poi uzì allunga e si prende i suoi bei minuti di vantaggio su di me, come sempre. Ma stavolta le mie gambe girano bene fino ai 40′ circa quando da una pendenza media del 7% arrivano i 2,5 km con strappi fino all’11%. Cerco di controllare lo sforzo e pur non andando mai in crisi, ma patisco e non poco. Al traguardo avanti saprò poi che anche il mio compagno di uscita ha sofferto molto. Il Pian del Tivano sembra non arrivare più, e quando finalmente arriva ho appena le energie per rifiatare un pochino, poi si balza di nuovo sui pedali ed è un mezzo calvario, in cui resisto a 2-3 tentazioni di mettere il piede a terra. Le gambe bruciano per lo sforzo prolungato e intenso, è la slaita più lunga finora affrontata. 13,030 km in 1.10’03”. Uzì poco sopra i 61′. Che faticata, ma ora lo Stelvio è più vicino, in ogni senso.

 

Alla prossima

 

 

Meno di 78

Con calicola che porta la temperatura oltre i 35°C, alle ore 17 dopo una mattinata a tinteggiare, diciamo che le condizioni ideali per una nuova prova sulla cronometro individuale nel circuitino dietro casa proprio non c’erano. Ma, si sa, quando tutto è a posto i risultati non vengono quasi mai, mentre…

Insomma per farla breve mi trovo a spingere con le solite 90 pedalate al minuto un rapporto più duro del solito con il medesimo sforzo e al primo giro, che in genere è di riscaldamento, segno subito il miglior tempo di sempre, in 18’17, mentre nel secondo pago un po’ lo sforzo e chiudo in 18’33, per un totale di circa 21km in 36’50”, ben 78″ meno del precedente record personale: media poco meno di 34km/h.

E a dirla tutta la bilancia stamattina era stata premonitrice, abbandonati i miei 78kg del pesoforma invernale, stamattina segnava un bel 75! Sperando serva ad andare un un pochino  più forte anche in salita.

 

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Scompensi e compensi

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Mentre martedì nel quarto allenamento consecutivo apprendo nel parco  di Monza che le gambe sono non solo appensantite e indolenzite, ma mi hanno anche lasciato un piccolo risentimento al ginocchio sinistro – riesco a malapena a fare 2×300 in 49″ e 47″ cercando invano di farli in 45″. Quindi nella giornata di ieri recupero sonno e forze.

Sicchè stamattina alle 6.30 prima che parta la gran fondo della tinteggiatura a cui mi ha iscritto la principessa, verifico la salute del ginocchio e mi ricavo un po’ di tempo per fare al fresco delle prime ore del ferragosto una prova a cronometro individuale sul mio circuitino dietro casa di circa 21km. Chiudo in 38’08” (nuovo record personale con 55″ in meno), avvicinandomi ai 33km/h di media, cercando di star sempre sulle 90 pedalate al minuto, con circa 138 bpm.

 

Alla prossima

Tempo

Mentre la principessa fa pulizie in casa e la principessina è in piscina con le cuginette, nell’ora d’aria che mi concede il principino dormiente, alle ore 10,15, con un clima piacevolissimo per temperatura e umidità, inforco la bici e provo la gamba in un circuitino da farsi in andata (5.2km) e ritorno (altri 5.2km), per due volte di seguito.

Per un totale di 20,8km coperti in 39’03” (20’05 al primo giro e 18’58” al secondo) sfioro i 32 km/h di media, primo riferimento da migliorare le prossime uscite dietro casa. Divertenti gli intertempi presi alle rotonde del percorso, anche se oggi a dire il vero mi è andata di lusso, auto in quei punti strategici praticamente zero.

Alla prossima

Provate

Ore 17, il caldo impera anche se mitigato da un venticello appena apprezzabile.

Il mal di schiena torna appena faccio un movimento brusco, ma la tentazione di provare le scarpette nuove della Puma è forte. Trovo in Via Gallarana un pezzo di strada di circa 300 metri con ombra che si alterna a sole, sicchè taro il mio cronometro su intertempi da 45″ e, al ritmo dei 15″ ogni 100, corro (con la fascia lombare per limitare il fastidio) 2xcirca 300 metri in 45″, recuperando 8′.

Le scarpe sembrano confortevoli, e per oggi può bastare, agosto è appena iniziato, meglio non aver fretta accontentandosi di quel che la salute mi ha gentilmente concesso.

 

Alla prossima

Compromessi

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Se accetti l’idea che una volta ogni uno o due anni puoi rimanere bloccato con la schiena, puoi continuare a fare attività agonostica. 

Così decreteva l’ultimo ortopedico che mi ha visitato circa 3 anni fa. Pronostico abbastanza azzeccato e, ieri dopo 4 giorni di schiena semibloccata, decido di provare a fare una pedalata, perchè di correre non se ne parla, nonostante abbia voglia di provare le mie nuove puma, le prime in assoluto, piaciute subito per design e prezzo (50 € all’outlet store di Serravalle).

Parto  per fare qualche kilometro in piano, ma poi la tentazione è forte sicchè allungo sino a Canonica di Triuggio per provar la gamba sulla Canonica-Tregasio. Mi riesce perfino di abbassare di 5″ appena il mio PB, coprendo i circa 3km in 8’22”. Tra un po’ torna Uzì, bisogna farsi trovar pronti.

Alla prossima