In crescendo

Ieri mattina alle 8,30 fatti 15-20′ blandissimi e senza cronometro, solo per scaricare le tossine derivanti da altro, non dalla corsa.

Oggi alle 10 in pista a Villasanta, con l’idea di arrivare pian piano a fare 3×300 col passo di gara, dopo la seduta di mercoledì scorso in cui avevo corso 4x150metri, aumento un po’ i volumi e corro 200-150-200-150, recuperando 5′.

Parto con 40+30+30 per prendere un po’ di brio, e ootengo 5″99 – 4″35 -4″32. La gamba sembra buona oggi, nonostante un caldo umido piuttosto fastidioso per il respiro.

Il primo 200 viene in 27″52, da manuale. Il 150 viene un po’ lento – nosnostante la compagnia del mio fratellone – in 20″87. Semplice errore di valutazione del ritmo, direi. Poi decido di prendere un po’ di brio ancora, e allora mettiamo i chiodi.

Il successivo 200 viene in 27″31, ma inizio a sentire un po’ di fatica negli ultimi metri. L’ultimo 150, col fratellone questa volta quasi alle calcagna (lui farà 21″18) tiro fuori 20″32. Ma al traguardo sono in debito di ossigeno.

Occorrerà ora cercare di insierire almeno una seduta di forza e una di tempo run extensive a settimana, per rendere un po’ più utili sedute come quella di oggi.

 

Alla prossima

 

Miscela tossica

Vado o non vado vado o non vado. Ma sì. Alla fine decido di andare, che potrebbe essere una delle ultime sedute al Giuriati.

Chissà se le tossine del lattato, incontrando le tossine già presenti nei muscoli per le otto ore quotidiane non pagate degli ultimi 3 mesi, rimangono fuori o ad esse si sommano…

Il dubbio è sciolto alla fine della quarta ripetuta sui 150 metri, quando il mondo mi gira tutto attorno.

Non avevo i chiodi, per la cronaca, e baso la seduta sul ritmo gara e lo mantengo con buon senso del ritmo e all’ultima ripetuta anche un po’ di senso della disciplina: 20″68 – 20″88 – 20″55 – 20″26. Recupero sempre 4′ rientrando al passo verso il punto di partenza.

Alla fine della seduta, negli spogliatoi mi tocca osservare una discussione agguerritissima sulle luci accese a quest’ora del giorno tra un ambientalista e un io pago e accendo quel cazzo che voglio? Mi inserisco dicendo…ma …del phon che al giuriati non c’è…non gliene fotte un caxxo a nessuno? Poi li osservo bene, e capisco che non hanno interesse in quanto… carenti della materia prima da asciugare. Un po’ in imbarazzo aggiungo un Era solo per dire…che tutto è relativo

 

Alla prossima

Nauseato…

…da un po’ di cose, alcune ordinarie, altre straordinarie, aspettando che terminino entrambe, o in attesa di approdare su nuovi lidi, ahimè.

Settimana povera di sport, soprattutto perchè a Roma per lavoro, ma anche per i postumi di uno stato di salute che risente di un bel raffreddore, grazie anche all’assurdità che regna sovrana al Giuriati dove continua a non esserci possibilità di asciugarsi i capelli.

Ci scappa solo una partita di calcetto lunedì e stamattina, dopo 5 giorni di niente, una puntatina in pista a Villasanta, dove dopo 3×30 metri per prendere confidenza con la velocità – questa sconosciuta! – monto i chiodi e provo un po’ di distanze.

I primi 60 metri in 8″39, poi osservando costantemente 4′ di recupero, corro 80 metri in 10″69, ancora 60 metri in 7″89, ancora 80 metri in 10″19. Allungo poi la distanza e corro un 100 metri in 12″99, per chiudere infine con un 150 cercando e trovando il ritmo gara (…gara??? dechè?!?) in 19″89.

Per essere una giornata decisamente NO di corpo e di mente, meglio non lamentarsi dei tempi.

Sta rrivando il primo freschino autunnale, autunno che per me si preannuncia invece molto caldo

 

 

Alla prossima

Pigrizia a centinaia

Domenica mattina, volevo andare in bici, ma sento che le energie sono insufficienti, in più c’è un po’ di pigrizia dovuta al fatto di essere orfano di Uzì, sicchè decido di andare in pista a Villasanta.

Ma anche lì, le energie non ne è che si raddoppino, sicchè vorrei fare il classico 10x100metri rec.30″, ma riesco solo a farne 2x4x100, recuperando 5′ tra le due serie. I tempi, in compenso, sono quelli abituali, anzi forse un po’ meglio…ma che fatica!

15″14 – 15″26 – 15″19 – 15″20, poi ancora 14″19 – 14″57 – 14″88 – 15″39

Insomma, l’agosto molto ciclistico e poco atletico qualcosina mi ha tolto, ed occorrerà recperarlo, con un po’di pazienza.

 

Alla prossima 

Arenato

Ci si ritrova anche oggi all’Arena con Lucky, il Levriero e Lorenzo, e sullo sfondo dei velocisti diversamente giovani dell’Ambrosiana. Ognuno fa una cosa diversa dagli altri, più o meno, ma l’Arena è piccola e ci si ritrova in compagnia comunque, tra riscaldamento, recuperi, defaticamento e doccia. Lo stretching no, perchè lo stretching non serve a un caxxo! 😉

Lorenzo in realtà fa da spettatore in quanto infortunato, Lucky è sulla via di Damasco a cercare di riprendere la condizione migliore ma con la giusta gradualità, e  il Levriero fa da spola tra Lucky e me, un po’ corre con lui un po’ corre con me.

Io programmo 6×300 con 2′ di recupero, come variante più aerobica della seduta di martedì, e parto con 59″7, poi 54″1, 54″7 e a quel punto arriva il Levriero a tirarmi il collo: le successive due ripetute sono in 55″5 – 54″3 con lui che mi arriva davanti spavaldo, e addirittura per cercare di stargli io davanti nell’ultima prova (in zona Panda) devo tirar fuori 49″6. Un tempo che nulla c’azzeccava col tipo di seduta. E magari fosse fintita qua…

I velocisti dell’Ambrosiana (quelli che erano sullo sfondo) stanno per partire per un 180metri (…caxxo di distanza è?!?) sicchè non mi faccio pregare quando mi si invita a fargli compagnia. Le energie residue sono quelle che sono, ma non mi tiro indietro, sicchè dopo il via, al termine di una curva corsa da spaccone, si accende la spia rossa, e addio … terminare la prova in 28″9 è una cosa brutta da vivere, ma immagino ancor più brutta da guardare … oddio …. forse tanto brutta no … se ripenso a come se la rideva a crepapelle Lucky sul traguardo col cronometro in mano ….

Anche oggi, comunque, giornata scacciapensieri.

 

Alla prossima

Andiam andiam

Lo spirito oggi è un po’ quello dei settenani che fischiettano allegri e spensierati, vagando per i boschi con la vanga in spalla. Perchè in fondo, cerco di convincermi, i problemi sono altri, e forse mi sto convincendo e la sto capendo davvero. Però, insomma, un po’ di dissesto alla pancia c’è ancora. Vedremo di trasformare l’angoscia in energia positiva, come mi invita a fare la mia (tra poco ex) collega psicologoterapeuticaterapista.

Ore 13 e rotti ci si vede col Levriero, non perchè si debba fare un lavoro insieme (uno a settimana basta e avanza!), ma perchè ho voglia di passare un’oretta in compagnìa, sicchè lo raggiungo all’Arena.

Così, mentre sullo sfondo c’è:

– l’unicorno che fa uno skip perpetuo nella sabbia dei balzi

– in pista c’è un tipo da 2:30′ in maratona che si corre le sue millemila ripetute sugli ottocenti in 2’20” circa

– e il Levriero si corre 2×800 e 2×400

… io metto insieme 4×150 più o meno a ritmo gara, con 3′ di recupero camminando.

I tempi sono appena dignitosi: 21″58 – 21″36 – 20″66 – 20″55. Senza chiodi eh, che me li sono dimenticati. E forse meglio così. E cazzo di caldo pure oggi, altro che rinfrescava.

 

Alla prossima

Dammi due minuti

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In realtà poi, poichè un po’ in affanno, i minuti  di recupero che ci prendevamo erano 2 …e qualcosina. I battiti poco prima di ripartire sempre sopra i 130. Ma facciamo un passo indietro.

Ci vediamo all’Arena con i compagni Lucky e il Levriero, coi quali decidiamo di fare una roba che forse non serve a nessuno, ma quantomeno ci farà correre insieme. E alle ortiche il resto.

Concordiamo quindi 6×200 con l’obiettivo di fare 32 e rotti di media: le prime 3 ripetute vanno via col Levriero in testa, e nelle ultime 3 viene invece fuori la mia condizione che è al momento milgiore della loro. E Lucky si conferma caparbio e tenace, anche se in leggero sovrappeso.

I mie tempi: 33″18 – 33″16 – 32″75 – 32″19 – 31″07 – 28″69

 

Gran boccata d’aria, correre con gli amici in un momento un po’ così come quello che sto vivendo in queste settimane.

 

Alla prossima

Evviva il parroco. Anzi NO

Non so bene cosa fare oggi al Giuriati, e a dire il vero mi sento anche un po’ stanchino, ma devo uscire dal tutto fumo dell’ufficio, perchè in assenza dell’arrosto potrei rischiare io.

Overdistance per inziare, cioè 500 metri corsi in 1’34” con il solito calo nel finale (passaggi 56″ ai 300 e 1’14” ai 400). Quindi magari è la volta buona che mi decido a fare tante sedute impegnate su lunghezze overdistance (ma come mi sento bravo quando parlo così!).

Poi con 4′ di recupero vado avanti dimezzando la distanza, e correndo quindi 250 metri in 43″ netti.

Poi dopo altri 4′ cerco sensazioni un po’ più brillanti con un 150, corso in 23″3.

E dopo 4′ ancora chiudo cercando di mantenere quest’ultimo ritmo brillante ma portandolo su una distanza maggiore, cioè un 200, che corro in 30″8.

Con l’illusione che serva! (… serva a cosa? Boh!)

 

Nello spogliatoio:

un duathleta che parlava proprio delle salite fatte ultimamente sul triangolo lariano, mi dice che la bici dopo la corsa ancora ancora, ma la corsa dopo la bici è devastante.

In ufficio via skype:

[14.19.40] nicolap: a momenti ti stavo dietro
[14.20.20] Panda: anche davanti
[14.21.06] Panda: 240gr di corccantini di sesamo
[14.21.17] Panda: sono un buon sostituto del pranzo?
[14.23.05] nicolap: decente
[14.23.43] Panda: ah, pensavo di aver esagerato come coi datteri

 

Alla prossima

Il Ghisallo

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Non inganni la pendenza media che risulta addiritttura inferiore al 6%, perchè il Ghisallo, la salita che chiude il tris del triangolo lariano (dopo aver già fatto le salite di Onno e  di Nesso) è in realtà una salita costante al 9% circa nei tratti iniziale e finale, ma consente di respirare per 3km circa nel mezzo, il che – d’accordo – non è irrilevante.

E difatti con Uzì stamattina decidiamo di andar su insieme fino allo scollinamento di Civenna, e giocarcela nell’ultimo kilometro e mezzo che rampando sui tornanti ci porterà davanti alla chiesetta monumento del ciclismo.

C’è un fottìo di ciclisti lunga questa ascesa, a dire il vero ne incrociamo tantissimi già da Canzo fino a Onno e Bellagio. Finalmente oltre a quelli che in salita mi superano, inizio a prenderne qualcuno anch’io. E stamattina mentre uzì nel tratto iniziale, che è il più duro, fa un tira e molla fino a guadagnare un minutino circa, io affianco un tedesco che mi spinge a fermarmi di lì a poco, là dove uzì mi stava aspettando, perchè mi dice che secondo lui ho forato sulla posteriore. In realtà si tratta solo di una ruota un po’ sgonfia, ma sarà colpa della doppia razione di torta mangiata ieri al compleanno del principino, sicchè dopo un piccolo check point, ripartiamo.

Quando giungiamo all’inzio dell’ultimo tratto uzì smette di fare da elastico, ci affianchiamo e pronti via parte la bagarre. In realtà è pura illusione, perchè l’andatura è sostenuta e non mi riesce di attaccare in modo concreto come avrei voluto, dopodichè vado anche un po’ fuori giri di fiato e uzì mi passa davanti e, da ciclista galantuomo qual è, si limita  graffiare senza mordere, standomi davanti di una decina di metri e inicitandomi continuamente a non mollare, ma ormai per fotuna ci siamo. Arriviamo (stravolto io) in cima in 38’50” circa, il che considerato che ce la siamo un po’ goduta per la prima parte, e abbiamo anche riposato un po’ nel tratto centrale, non è malaccio. Clima, per la cronaca, semplicemente spettacolare.

 

Alla prossima 

Settantaquattro

Sono i chili che mi segna la bilancia stamattina, e 74 sono più o meno anche i secondi di recupero dopo ogni 200 corso in pausa pranzo oggi col Levriero.

Il crono sarebbe neanche male ne avessimo fatti i soliti 10x, ma ne accocchiamo solo 6x e i miei tempi sono  34″3 – 33″8 – 33″1 – 33″7 – 33″0 – 32″4.  Poi ci scappa un 100 nosense cronometrato dal mitico Omar in 13″64, con le energie in spia rossa.

Domenica si va in bici sul Ghisallo, con Uzì, per chiudere questa settimana molto nera, colorata per fortuna dalla famigghia, e dagli amici dello sport.

 

Alla prossima