Tiratelosù (Domata Montevecchia)

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Nel pre week end un cambio di programma decisamente brusco ci ricorda che l’impasto è sempre difficile e nulla è scontato, vacanze annullate e procedura d’emergenza attivata. La ricetta è complicata ma visto il risultato atteso, ne vale sempre la pena, anche quando i cuochi devono soffrire, un bel po’. Ma per fortuna al San Gerardo di Monza c’è una scuola di cucina a livelli di eccellenza internazionale, e quindi l’intoppo si supera, e l’impasto continua ad andare avanti, anche se ora occorre farlo riposare bene per altri 3 mesi.

Sembra impossibile ma nel giro di questa manciata di giorni funesti, con la principessa in sala prove, riesco a trovare il tempo sufficiente (…le enegie un po’ meno) per fare una Tregasio in 8’24” e una Montevecchiata in 12’02”, il che vuol dire aver migliorato di circa due minuti il tempo di quest’anno, di 5″ il tempo 2012, ed esser andato anche su questa salita, seppur di un solo secondo, sotto il tempo medio dei cicilsiti di Grimpeur.

 

Alla prossima

 

Tiratelosù (Domata Montevecchia)ultima modifica: 2013-06-10T14:47:00+02:00da pandanilo
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4 pensieri su “Tiratelosù (Domata Montevecchia)

  1. Te l’avevo già detto… l’impasto lo dovrai chiamare Marco.
    Perchè?
    “Il nome Marco è legato all’azione, al pericolo, al rischio sia in amore che nel lavoro.”
    E fedele al dio della guerra dal quale prende il nome, l’impastino ha già dimostrato che quando c’è da lottare non si tira indietro.
    E per te meno bici e più coccole.
    Un bacio alla principessa.

  2. Comunque.
    Seriamente.
    Secondo me il titolo è un poco porno eh?
    VEcchia volpe. Lo fai per posizionarti in alto nei motori di ricerca. ora sarai assediato da cercatori di Viagra.
    ——
    PS: bella la foto. Opera tua?

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