Non basta

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Da alcuni giorni ho mollato un po’ la presa sulla bici da corsa e sulla cura dell’alimentazione, sicché lo svacco mi lascia immaginare di essere oltre il picco di forma, che probabilmente c’è stato una o due settimane fa.

Invece la salita di Montevecchia affrontata con UZI’ mi rivela tutt’altro, evidentemente il picco arriva quando un po’ molli, Er Califfo docet.

In vetta a questa bella, tosta seppur breve salita arrivo con 10’59” nuovo PB limando di 30″ netti il precedente, non è poco, si tratta di circa il 5% di miglioramento.

Ma se affronti in bici UZI’  quando lui in gran forma non è sufficiente ottenere quel che potenzialmente sarebbe il quindicesimo tempo del 2013 e il trentesimo di sempre sul sito www.grimpeur.it, perché lui rifilandomi oltre un minuto ottiene il quinto tempo del 2013 e sta addirittura nei primi dieci di sempre.

Non c’è storia dalla prima rampa questa volta, mi pianta in asso dopo i primi 100 metri, e lasciandomi nella convinzione che sta forse esagerando con questo ritmo e se non rallenta tra un po’ mi sa che lo trovo arrancante se non accasciato sul ciglio della strada, in realtà lui si invola in una progressione inesorabile e chiude di poco sotto i 10′. Per essere UzI’ uno che in bici non ci va mai, o quasi mai, non è male, che dite?

 

Alla prossima

Velò

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Devo questa gradevole scoperta all’imbeccata del Levriero, il quale in tempi poco sospetti mi dice fammi un favore, almeno una volta vacci. Io manco lo sapevo ce ne fosse uno attivo a Milano.

Il velodromo che costa un euro ed è dentro al Parco Nord, certo non sarà il Vigorelli di Coppiana memoria, ma mi permette di sperimentarmi in un test di 10km, in cui i primi giri sono in realtà una scommessa sull’equilibrio in curva, non agevole per nulla. Poi prendo la mano, ma ormai il test è compromesso, per cui tentare di avvicinare i 40 all’ora sarà una questione solo del futuro, speriamo prossimo, che sennò poi cala la forma.

Ne vien fuori, per farla breve, con 16.16″, una media di 36,9. Ma a dispetto della media non alta, metto in saccoccia un altissimo gradimento per la nuova esperienza. Sarà il fascino della pista, con qualsiasi mezzo la si percorra?

La prossima volta proverò a girare col passo da 45″, quattro in meno rispetto al mio giro veloce sui 500 metri del percorso, roba tutt’altro che semplice.

 

Alla prossima

 

Lissolata 2013

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Con Uzì stremato dalle 5 ore di camminata del giorno prima in Grignetta, la giornata di oggi mi offre la possibilità di una sfida non prevista che ci porta a pareggiare (2-2) le vittorie negli scontri diretti.

 

Oggi si finisce (probabilmente) la stagione dove tutto era iniziato, l’anno scorso, cioè sul Lissolo.

Parto dicendo a Uzì che vada col suo passo perché oggi mi stacco subito. In realtà sottostimo le mie energie di giornatA, e probabilmente 4 giorni di riposo mi han fatto solo bene.

Mi rendo conto che dopo esser riuscito a tenere la ruota di Uzì nel primo strappo, procedendo col mio passo agile sopravanzo e stacco pian piano Uzì. Che ovviamente mi tiene però a vista.

Dopo poche centinaia di metri infatti ansimante come un cagnaccio mi raggiunge. E attacca.

Io procedo col mio passo e poco dopo lo raggiungo e sopravanzo, riguadagnandogli dei metri.

Lo spirito combattivo di Uzì lo riporta sotto e, raggiuntomi, ancora mi attacca. Ma sento dal suo fiatone che è a tutta. Mi basta allora stargli poco distante e non strafare. Nella rampa finale le sue energie terminano, io ne ho ancora un po’ sicché attacco io questa volta, staccandolo, e giungendo al traguardo in 9’35” (nuovo PB) e con 7″ di vantaggio su di lui.

Ad onor del vero va detto che nella classifica a tempo, dopo le nostre 4 tappe in pareggio, Uzì conduce ancora con 49″ di vantaggio. E probabilmente, con questo vantaggio surgelato termineranno le nostre sfide del 2013.

Ma … mai dire mai.

 

Alla prossima

 

 

La bella, anzi bellissima

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Dopo la prima a me, e la rivincita a lui, tocca giocarsi tutto con la bella!

Mi presento in gran forma stamattina, al top della stagione direi, con 72,5 kg di peso, riposato, allenato … e la temperatura esterna è oltretutto eccellente, fresco e secco, come piace a me.

Anche Uzì mi dice di essere in forma al punto da aver negli ultimi giorni  migliorato alcuni dei suoi PB di corsa in montagna. Ma la bici in pratica la tocca solo quando riesce a raccogliere il mio invito, dunque raramente. Ed è principalmente su questo punto che il gap tra me e lui si è talmente ridotto in questo 2013 da rendere divertenti le nostre sfide: io quest’anno sono allenato in bici (500km/mese da marzo ad oggi) e lui no.

Alle ore 7,45, Pronti via … e il Colle Brianza vede due amici darsi battaglia.

Grafico altimetria

Avevo in mente di temporeggiare almeno per tutto il primo kilometro prima di attaccare, ma il forcing subito accennato da Uzì mi fa immediatamente cambiare idea. Ho paura di patire sotto il suo sostenuto ritmo e non avere più avanti le energie per togliermi lo sfizio di fare quel che sogno da un po’ di giorni: alzarmi sui pedali ed attaccare.

Parto dunque subito sferrando il primo attacco. Uzì non mi segue e gli guadagno dei metri, non pochi mi pare. Lui sale col suo passo… e dopo un po’ mi riprende.

Mi affianca e io riparto.

Stesso film, mi giro lui è un po’ distante…io mi siedo e lui dopo un po’ mi riagguanta.

Segue un terzo e poi un quarto attacco. Identici. E lui col suo passo mi lascia andare per riprendermi dopo un po’. Non gli riesco ad andar via.

Ma questa volta Uzì non si limita ad affiancarmi, si mette davanti e parte col suo progressivo forcing. Decido che è il momento della lotta psicologica, dunque lo affianco io questa volta… e riparto, scattando ancora.

Questa volta però le energie non sono più quelle iniziali.

Dopo avermi raggiunto Uzì poco dopo, ora piano piano allunga ed io faccio fatica a stargli dietro. Decido di andar su col mio passo e tenerlo a vista. Mi arriva a dare 30″ di distacco. Ma lo vedo, è lì e non mi pare brillantissimo.

Ad un certo punto la strada spiana e allora metto il 50 davanti e mulino. Recupero strada a vista, ed arrivo a 12″ da lui, ma la successiva e penultima rampa mi presenta il conto degli sforzi fatti. Si arriva così fino alla fine, dove lui chiude stremato in 12’59”, io 37″ dopo, più stremato di lui, e siglo il mio PB con il tempo di 13’36”, circa un minuto sotto il precedente PB

La gerarchia è ristabilita, Uzì è di nuovo davanti, ma il mio obiettivo di migliorarmi, attaccarlo e giocarmela è ugualmente raggiunto. E con gran divertimento, credo di entrambi, a prescindere dal risultato finale.

 

Alla prossima

Contro il tempo

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Scendere sotto i 73kg, durissima da farsi.

Scendere sotto la temperatura media stagionale, si fa, e ieri ecco 19°C, dopo pioggia.

Scendere sotto il precedente PB del 2012 su circuitino dietro casa, FATTO!

Complice un’amichevole sfida a distanza con Rine e  Mimmo un paio di amici come me ciclomani del momento,  ieri pomeriggio inforcata la bici, gonfio le gomme e via per i 20,6 km che copro in 34’38” alla media di 35,6 Km/h cioè circa oltre 2′ in meno rispetto all’anno scorso. Stanco ma soddisfatto.

Mi rimane solo da togliermi la soddisfazione di una salita tosta prima del grande evento previsto per fine settembre. Poi si torna ad assaporare il tartan con SuperLuckyStrike, ma senza velleità particolari, entro dicembre si tira una riga e si decide se proseguire o meno con questa prima ed ultima stagione, da MM40.

La natura ha delle leggi brutali. Chi scommette contro di lei rimane stroncato e deve inchinarsi al suo verdetto.

(Orio Vergani, Guido Vergani, a proposito dei 40 anni del Campionissimo in Caro Coppi, Arnoldo Mondadori, 1995)

 

Alla prossima

 

Domata Villa Vergano (…dopo la ricognizione con Uzì)

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Dopo aver percorso- in pratica poco dopo l’alba di venerdì – la salita di Villa Vergano in compagnia di Uzì e aver fatto la ricognizione del Colle Brianza per decidere che quest’ultima sarà presto il teatro della nostra sfida finale, oggi ottengo la licenza familiare per un giro lungo, e mi concedo poco meno di 90 km con 4 salite dentro, per rientrae a casa distrutto 3:45′ dopo…

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Infilo in ordine:

Villa Vergano con PB in 14’57”, cioè 1′ e rotti meglio del precedente PB, e sotto il tempo medio di Grimpeur.it. Poi in sequenza e più tranquillamente (perchè stanco, non per altro…)

– la salita di Colle Brianza in 15’32”

– la salita di Giovenzana in 19’07” e infine

– la salita di Montevecchia in 13’32”.

Le 4 salite sono distanziate da circa 15′ l’una dall’altra e il dislivello complessivo della giornata, per pura curiosità, è di 1549 metri…praticamente lo stesso dell’ambita ascesa al Passo Stelvio che, probabilmente, anche quest’anno salterà.

 

Alla prossima

 

Domata la Onno (…ma non Uzì)

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Stamattina a parte un leggero mal di gambe, che rientrerà prima della sfida, sono pronto per la rivincita con Uzì. E anche lui dice di star bene. Ottimo, nessuna pretattica e si gioca a carte scoperte …così mi piace.

Si è deciso per la Onno dove nel 2012 lui siglava un PB di 16′ netti e io di 20′, quindi 4′ tondi di distacco … ma quest’anno io sono allenato e lui no, quindi prevediamo di poterci divertire.

E così sarà.

Pronti via, gli dico subito che avendo IO vinto la prima 🙂 toccherà a lui attaccare, quindi mi metto a ruota e aspetto di vedere cosa intende fare.

Dopo le prime centianaia di metri inizia il suo forcing e capisco subito che ci sarà da soffrire.

Dalla mia ho rapporti più agili a dispozione, ma lui più leggero e reattivo si alza ripetutamente sui pedali e inzia ad allungare, o almeno ci prova, più volte. Non sono attacchi secchi, ma progressioni a elastico. E ogni volta osserva la mia ombra, e capisce che non basta, deve inventarsi altro. Sto così bene che provo a un certo punto anche a rispondere e timidamente rilanciare, ma ma mi accorgo che avrei cartucce per staccarlo ma non per tenere il ritmo alto fino alla fine.

Si va quindi avanti con il suo copione per 3km a ritmo elvato, sino al segnale maledetto dei 2km alla vetta, dove vado cazzarola sistematicamente in difficoltà, come mi capitava anche nel 2012, sempre lì e sempre dopo circa 10′ dallo start…

E allora i pochi metri che Uzì guadgna con l’ultima progressione, iniziano rapidamente a diventare decine di metri, e poi ancora aumentano, finchè io schianto, ho bisogno di rifiatare e ossigenare i muscoli che hanno accumulato lattato, e vedo che il distacco arriva rapidamente a circa 40″, anche se lo vedo Uzì, è lì davanti…

Spero allora in una mia rapida ripresa e in un suo contestuale calo, ma accade solo la prima delle due cose. Gli ultimi 500 metri è una volata per cercare di stare sotto i 18′, mi riesce con un tempo finale di 17’52” oltre 2′ sotto il precedente PB, ma Uzì con 17″ e rotti mi ha preceduto e si aggiudica meritatamente la rivincita, steso sul muretto del traguardo, ad ansimare devastato, ma vincente.

I valori sono ripristinati alla fonte, è di nuovo lui il più forte dei due…ma ora ci giocheremo la bella. E intendo giocarmela.

Tocca solo decidere, insieme, dove e quando farla.

 

Alla prossima