Che caldone!

Il menu di oggi prevede 150+120+100+80, coi chiodi.

Ma c’è un clima calderrimo e per la prima volta via anche la canotta. Mi fa compagnia Daniele sicchè sembriamo un tedesco di fianco ad un nigeriano. Monto le diadora vecchie e pesanti, perchè le nike in questi giorni essendo strette in pianta mi hanno lasciato il piede sinistro un pochino sofferente.

Dagli allunghi capisco subito che non è giornata da velocità, ma non ho neache voglia di fare altro, quindi mi accontento di tempi alti, recuperando però un po’ meno dei 6′ previsti dopo ogni prova.

Sicchè parto per il primo 150 che chiudo in 19″06, almeno un secondo oltre le intenzioni.

Dopo 3’30” parto per il 120 che chiudo in 15″42, qui il distacco rispetto alle apsettative si riduce un pochino.

I 100 li chiudo in 12″50, e me lo faccio piacere.

Gli 80, in cui mi sentivo veloce (sbagliandomi, evidentemente) li chiudo in 10″19.

Va però considerato che qualche giorno fa c’erano 15°, oggi 30°, e domani pare torni la pioggia. Entrare in forma con questi continui salti di temperatura non sarà semplice.

 

P.s.: stasera mi vedo a cena con amici, uno di questi si è da poco classificato terzo ai mondiali master di nuoto. Chissà che l’incontro non mi metta in testa strane idee…

 

Alla prossima

Seduta tosta

Non avendo pretese il mio amico Levriero per domani all’Arena (l’importante è vedersi) oggi decido di dedicare parecchie energie al mio 2x(300+100), sfoderando addirittura i chiodi, non usati in passato.

In più Corrado il culturista (il regazzino ha 49″ sul GIRO, 2’30” sul mille 1’55” sul DOPPIOGIRO) e il suo coach Giannibaffetto mi propongono di combinare la mia seduta con la loro. Corrado deve fare 2×300 in 45″ e un 500 in 1’09”.

Il primo 300 partiamo insieme, gli arrivo di poco davanti e siglo 41″88 e dopo 1′ corro i 100, da solo, in 14″37. Mentre lui si corre il secondo 300 io recupero le energie e dopo 11′ siamo pronti per ripartire insieme. Parte velocissimo dai 500 lui, mentre io alla partenza dei 300 aspetto che mi affianchi per aggregarmi e partire anch’io. Nessuno di due ci sta a rimaner dietro l’altro, sicchè i primi 100 metri si tira, eccome se si tira. Il mio ritmo è come al solito 100 veloci, 100 in floating e 100 ancora veloce. Alla fine  chiudo davanti, e tiro fuori anche fiato per incitarlo nel finale ché mi pare stia per mollare. Il mio crono mi dice 40″00, e mi accorgo che le gambe vacillano dopo 1′, quando mi accingo a correre il mio ultimo 100. Lo chiudo in grande affanno in 15″39.

Glutei in fiamme, testa che gira…ma si fa un giretto di defaticamento insieme, che forse mi giova, quasi come lo yogurt straricco che ho appena finito di mangiare, qui davanti al PC.

 

[…] Quanto hai fatto sul 200 la settimana scorsa? 24″88 … oh in allenamento sembra che’vvoli … ma come cazzo è che in gara vai così ppiano??? … chettimanca?


Alla prossima

La curva della crisi

Dopo un long week end al mare dove ho passato gran parte del tempo a prender sole (ci è scappato ovviamente anche il bagno), mangiare pesce, godermi la famiglia … e correre una sola volta un fartlek senza cronometro al polso sul lungomare di Castiglione della Pescaia, oggi torno in pista.

Doveva essere il giorno del Palio (staffetta 5×1000 sfumata per il nostro promettente gruppo), dove per la cronaca, i primi han corso al ritmo di 2’30″/km.

Io trovo un pezzetto di curva, quella dei 250 fino ai 350, in cui poter fare in 26′ sia il riscaldamento che i miei 8x100metri clandestini, recuperando 2′ al passo. I tempi sono direi buoni se confrontati con una simile seduta di qualche tempo fa, in cui correvo le ripetute che però erano sette e non otto, erano sul dritto e non in curva, ed il recupero era di 3′ e non 2′.

Sicchè inanello 14″17 – 13″93 – 13″83 – 13″86 – 13″73 – 13″55 – 13″59 – 13″46

Ma soprattutto le sensazioni appaiono nettamente migliori. Non mi sono praticamente stancato per niente e avessi avuto grip maggiore (magari coi chiodi o anche solo con le fivingers) mezzo secondo almeno andava giù.

Continua l’onda abbastanza buona del periodo (solo quello atletico, ahimè!).

 

Alla prossima

Via il pelo

Col Giuriati in pasto ai regazzini fino alle 16 non mi rimane che andare all’Arena, dove trovo il Levriero ad inanellare i suoi dorini, schiacciato tra i colleghi che lo lasciano uscire tardi dall’ufficio e i salesiani in torneo di calcio primaverile che lo mandano via anzitempo dalla pista.

Io nella mia mezzoretta canonica di pista riesco, nonostante le gambe siano pesanti anche oggi, a fare ciò che non mi era riuscito per un pelo due mesi fa.

Due serie di 300+100, recuperando 1′ dopo i 300 e 7′ tra le due serie. I tempi di ogni singola serie finalmente cubano meno di 60″. Precisamente 44″61+14″94 che fa 59″55. Seguito da 43″99+14″97 che fa 58″97. Continuo a pensare che serva certamente come seduta, ma magari non a due mesi dall’ultima. Per il momento però tocca accontentarsi.

E oggi la coppazza di yogurt era quasi in confezione famiglia…una goduria assoluta. Rigenerante.

 

Alla prossima

E’ un mondo difficile…

…come diceva tonino carotone

Nei quattro giorni a Roma non trovo energie nè tempo per correre, oltre al clima avverso che però al limite poteva pure essere affrontato e chissenefrega!

Così stamattina con il mio fratellone alle 8,40 andiamo in pista a Villasanta per la seconda seduta settimanale, sperando di riuscire anche domani così saranno almeno 3. Quasi non c’è un parcheggio libero, strano. Ci affacciamo e vediamo con sorpresa le tribunette piene di genitori e la pista affollata di cuccioli d’uomo. La mattinata è riservata alle scolaresche, cazzarola! Ci intrufoliamo lo stesso, scaldandoci alla buona sul prato, e poi riusciamo a rubare tra una gara e l’altra delle ripetute sul rettilineo opposto alla giuria, 7x100metri con 3′ di recupero, senza chiodi.

I tempi volevano essere tutti sotto i 14″, ma il primo mi serve sempre come carburazione, sicchè ottengo:

14″37 – 13″40 – 13″55 – 13″27 – 13″21 – 13″28 – 13″54.

E la spalla destra, in attesa dell’ecografia, inizia a farmi male anche un pochino durante la corsa.  Ma è poco più che un fastidio, per ora.

 

P.s.: intanto a Padova pare sia scoppiata la primavera del maestro.

 

Alla prossima