Il ritorno alla pista

Breve, intenso ritorno.

Stamattina ore 9,15, dopo un paio di mesi dall’ultima volta, torno alla pista di atletica, torno per una sfida col fratellone, che si sta allenando con continuità da alcuni mesi.

Tre volte i 30mt mi dicono subito due cose, la velocità c’è ancora (4″10 senza forzare), la tenuta non molto. E così sarà la gara.

Mio fratello parte in seconda corsia, io in terza.

Durante la percorrenza della curva mi mangia il gap di corsia e si presenta sul rettilineo con un po’ di vantaggio, sto per urlargli evogghj che oggi perd, ma porto pazienza e cerco di rimanere composto. A metà rettilineo mi accorgo che lui cede un po’, io recupero, recupero e lo affianco. Colpo di reni sul finale e passo per primo il traguardo, sostiene lui, perchè io non saprei proprio dirlo.

Il tempo comunque segna 19″03, lui lamenta (e lamentava anche già nel riscaldamento ad onor del vero) brividi e fiachezza. Nel pomeriggio infatti gli sale la temperatura a 38, con mal di gola. Insomma, ho vinto contro un avversario febbricitante e debilitato :-). La rivincita è d’obbligo, vedremo quando.

 

Alla prossima

Timida ripresa

Da qualche giorno le cose su tutti i fronti sembrano stabilizzarsi e allora stamattina si programma una puntata in pista a Villasanata col fratellone.

E’ bello sentire il corpo che reagisce bene, è bello sentire le sensazioni che da troppe settimane non sentivo più.

Con la galaverna corro un paio di 100 metri tecnici recuperandone un paio di 100 al passo. Poi passiamo ai 150 , ne facciamo un paio con la stessa logica con ritmo molto controllato da 28″ e rotti, poi un terzo 150 brioso cronometrato in  23″2 e poi un 200 allegro in 29″4. Basta così, meglio non strafare e gustarsela.

Ma tornando a casa l’occhio si posa sulle tante bici dei ciclisti che non è mica vero che in inverno riposano. E allora forse una volta una salitina si può fare anche prima della primavera, perchè no?!

 

Alla prossima

Ad cazzum canis

Seduta che parte in un modo si evolve in un altro e alla fine viene fuori una cosa così, 4 volte i 150 rec. 1′, poi dopo 6′ altre 3 volte i 150, sempre recuperando 1′, ma stavolta corsi con ritmo crescente.

I tempi 23″23 – 23″81 – 23″15 – 23″26 e poi 24″63 – 23″67 – 22″91. Giramemto d testa sovrano nella seconda serie, ma un gran bel sole sullo sfondo.

 

Alla prossima

Metti una domenica veloce

Le premesse non erano delle migliori, avendo passato la mattina di ieri a raccogliere castagne matte nel Parco con la principessina, e il pomeriggio ai lavori forzati per il cambio lavatrice incassata nel mobile in legno massello con top in marmo (tutto da sollevare e spostare…).

Dunque mal di schiena stamattina, e braccia e spalle anche, ma un sole caldo il giusto ed un’aria secca hanno probabilmente fatto la differenza.

Col fratellone corro alcuni 30 metri di riscaldamento in 4″53 – 4″39 – 4″15. Poi monto i chiodi e corro veloce:

– 60 metri in 7″56, rec. 6′

– 80 metri in 9″71 rec.6′

– 100 metri in 12″59 rec.8′

– 150 metri in 18″95

Alla partenza dei 100 e dei 150 e fino al traguardo la spia partiva già arancione e finiva rossa. Ma i 60 e gli 80 non sono stati molto lontani dalla zona menabrea…soddisfazione, dunque, soddisfazione.

 

Alla prossima

In crescendo

Ieri mattina alle 8,30 fatti 15-20′ blandissimi e senza cronometro, solo per scaricare le tossine derivanti da altro, non dalla corsa.

Oggi alle 10 in pista a Villasanta, con l’idea di arrivare pian piano a fare 3×300 col passo di gara, dopo la seduta di mercoledì scorso in cui avevo corso 4x150metri, aumento un po’ i volumi e corro 200-150-200-150, recuperando 5′.

Parto con 40+30+30 per prendere un po’ di brio, e ootengo 5″99 – 4″35 -4″32. La gamba sembra buona oggi, nonostante un caldo umido piuttosto fastidioso per il respiro.

Il primo 200 viene in 27″52, da manuale. Il 150 viene un po’ lento – nosnostante la compagnia del mio fratellone – in 20″87. Semplice errore di valutazione del ritmo, direi. Poi decido di prendere un po’ di brio ancora, e allora mettiamo i chiodi.

Il successivo 200 viene in 27″31, ma inizio a sentire un po’ di fatica negli ultimi metri. L’ultimo 150, col fratellone questa volta quasi alle calcagna (lui farà 21″18) tiro fuori 20″32. Ma al traguardo sono in debito di ossigeno.

Occorrerà ora cercare di insierire almeno una seduta di forza e una di tempo run extensive a settimana, per rendere un po’ più utili sedute come quella di oggi.

 

Alla prossima

 

Miscela tossica

Vado o non vado vado o non vado. Ma sì. Alla fine decido di andare, che potrebbe essere una delle ultime sedute al Giuriati.

Chissà se le tossine del lattato, incontrando le tossine già presenti nei muscoli per le otto ore quotidiane non pagate degli ultimi 3 mesi, rimangono fuori o ad esse si sommano…

Il dubbio è sciolto alla fine della quarta ripetuta sui 150 metri, quando il mondo mi gira tutto attorno.

Non avevo i chiodi, per la cronaca, e baso la seduta sul ritmo gara e lo mantengo con buon senso del ritmo e all’ultima ripetuta anche un po’ di senso della disciplina: 20″68 – 20″88 – 20″55 – 20″26. Recupero sempre 4′ rientrando al passo verso il punto di partenza.

Alla fine della seduta, negli spogliatoi mi tocca osservare una discussione agguerritissima sulle luci accese a quest’ora del giorno tra un ambientalista e un io pago e accendo quel cazzo che voglio? Mi inserisco dicendo…ma …del phon che al giuriati non c’è…non gliene fotte un caxxo a nessuno? Poi li osservo bene, e capisco che non hanno interesse in quanto… carenti della materia prima da asciugare. Un po’ in imbarazzo aggiungo un Era solo per dire…che tutto è relativo

 

Alla prossima

Nauseato…

…da un po’ di cose, alcune ordinarie, altre straordinarie, aspettando che terminino entrambe, o in attesa di approdare su nuovi lidi, ahimè.

Settimana povera di sport, soprattutto perchè a Roma per lavoro, ma anche per i postumi di uno stato di salute che risente di un bel raffreddore, grazie anche all’assurdità che regna sovrana al Giuriati dove continua a non esserci possibilità di asciugarsi i capelli.

Ci scappa solo una partita di calcetto lunedì e stamattina, dopo 5 giorni di niente, una puntatina in pista a Villasanta, dove dopo 3×30 metri per prendere confidenza con la velocità – questa sconosciuta! – monto i chiodi e provo un po’ di distanze.

I primi 60 metri in 8″39, poi osservando costantemente 4′ di recupero, corro 80 metri in 10″69, ancora 60 metri in 7″89, ancora 80 metri in 10″19. Allungo poi la distanza e corro un 100 metri in 12″99, per chiudere infine con un 150 cercando e trovando il ritmo gara (…gara??? dechè?!?) in 19″89.

Per essere una giornata decisamente NO di corpo e di mente, meglio non lamentarsi dei tempi.

Sta rrivando il primo freschino autunnale, autunno che per me si preannuncia invece molto caldo

 

 

Alla prossima

Andiam andiam

Lo spirito oggi è un po’ quello dei settenani che fischiettano allegri e spensierati, vagando per i boschi con la vanga in spalla. Perchè in fondo, cerco di convincermi, i problemi sono altri, e forse mi sto convincendo e la sto capendo davvero. Però, insomma, un po’ di dissesto alla pancia c’è ancora. Vedremo di trasformare l’angoscia in energia positiva, come mi invita a fare la mia (tra poco ex) collega psicologoterapeuticaterapista.

Ore 13 e rotti ci si vede col Levriero, non perchè si debba fare un lavoro insieme (uno a settimana basta e avanza!), ma perchè ho voglia di passare un’oretta in compagnìa, sicchè lo raggiungo all’Arena.

Così, mentre sullo sfondo c’è:

– l’unicorno che fa uno skip perpetuo nella sabbia dei balzi

– in pista c’è un tipo da 2:30′ in maratona che si corre le sue millemila ripetute sugli ottocenti in 2’20” circa

– e il Levriero si corre 2×800 e 2×400

… io metto insieme 4×150 più o meno a ritmo gara, con 3′ di recupero camminando.

I tempi sono appena dignitosi: 21″58 – 21″36 – 20″66 – 20″55. Senza chiodi eh, che me li sono dimenticati. E forse meglio così. E cazzo di caldo pure oggi, altro che rinfrescava.

 

Alla prossima

Evviva il parroco. Anzi NO

Non so bene cosa fare oggi al Giuriati, e a dire il vero mi sento anche un po’ stanchino, ma devo uscire dal tutto fumo dell’ufficio, perchè in assenza dell’arrosto potrei rischiare io.

Overdistance per inziare, cioè 500 metri corsi in 1’34” con il solito calo nel finale (passaggi 56″ ai 300 e 1’14” ai 400). Quindi magari è la volta buona che mi decido a fare tante sedute impegnate su lunghezze overdistance (ma come mi sento bravo quando parlo così!).

Poi con 4′ di recupero vado avanti dimezzando la distanza, e correndo quindi 250 metri in 43″ netti.

Poi dopo altri 4′ cerco sensazioni un po’ più brillanti con un 150, corso in 23″3.

E dopo 4′ ancora chiudo cercando di mantenere quest’ultimo ritmo brillante ma portandolo su una distanza maggiore, cioè un 200, che corro in 30″8.

Con l’illusione che serva! (… serva a cosa? Boh!)

 

Nello spogliatoio:

un duathleta che parlava proprio delle salite fatte ultimamente sul triangolo lariano, mi dice che la bici dopo la corsa ancora ancora, ma la corsa dopo la bici è devastante.

In ufficio via skype:

[14.19.40] nicolap: a momenti ti stavo dietro
[14.20.20] Panda: anche davanti
[14.21.06] Panda: 240gr di corccantini di sesamo
[14.21.17] Panda: sono un buon sostituto del pranzo?
[14.23.05] nicolap: decente
[14.23.43] Panda: ah, pensavo di aver esagerato come coi datteri

 

Alla prossima

Prechiusura

Con le gambe ancora un pochino provate dal giro in bici di ieri, stamattina alle 9,30 siamo in pista a Villasanta, io e il mio fratellone.

Si decide di fare una seduta combinata, io 2×300 in circa 45″, e lui che allo stesso ritmo (29 e rotti) mi accompagna per gli utlimi 200 di ciascuna prova. I miei tempi, con i chiodi più per gusto che per voglia di spingere sono 44″72 e 43″95. Recuperando 11′ dopo ogni prova, chiudo la seduta con un 150 a ritmo gara, in 20″84. Stanco, doccia, saluto la pista che riaprirà il 27, e domani si parte per la Liguria, Sori, dove oltre a ritrovare principessa, principessina e principino, troverò una bella piscina di 25 metri sulla spiaggia. Si preannunciano dunque 2-3 giorni di solo nuoto e bimbi. E focaccia al formaggio, ovviamente.

 

Alla prossima