Evviva il parroco. Anzi NO

Non so bene cosa fare oggi al Giuriati, e a dire il vero mi sento anche un po’ stanchino, ma devo uscire dal tutto fumo dell’ufficio, perchè in assenza dell’arrosto potrei rischiare io.

Overdistance per inziare, cioè 500 metri corsi in 1’34” con il solito calo nel finale (passaggi 56″ ai 300 e 1’14” ai 400). Quindi magari è la volta buona che mi decido a fare tante sedute impegnate su lunghezze overdistance (ma come mi sento bravo quando parlo così!).

Poi con 4′ di recupero vado avanti dimezzando la distanza, e correndo quindi 250 metri in 43″ netti.

Poi dopo altri 4′ cerco sensazioni un po’ più brillanti con un 150, corso in 23″3.

E dopo 4′ ancora chiudo cercando di mantenere quest’ultimo ritmo brillante ma portandolo su una distanza maggiore, cioè un 200, che corro in 30″8.

Con l’illusione che serva! (… serva a cosa? Boh!)

 

Nello spogliatoio:

un duathleta che parlava proprio delle salite fatte ultimamente sul triangolo lariano, mi dice che la bici dopo la corsa ancora ancora, ma la corsa dopo la bici è devastante.

In ufficio via skype:

[14.19.40] nicolap: a momenti ti stavo dietro
[14.20.20] Panda: anche davanti
[14.21.06] Panda: 240gr di corccantini di sesamo
[14.21.17] Panda: sono un buon sostituto del pranzo?
[14.23.05] nicolap: decente
[14.23.43] Panda: ah, pensavo di aver esagerato come coi datteri

 

Alla prossima

Settantaquattro

Sono i chili che mi segna la bilancia stamattina, e 74 sono più o meno anche i secondi di recupero dopo ogni 200 corso in pausa pranzo oggi col Levriero.

Il crono sarebbe neanche male ne avessimo fatti i soliti 10x, ma ne accocchiamo solo 6x e i miei tempi sono  34″3 – 33″8 – 33″1 – 33″7 – 33″0 – 32″4.  Poi ci scappa un 100 nosense cronometrato dal mitico Omar in 13″64, con le energie in spia rossa.

Domenica si va in bici sul Ghisallo, con Uzì, per chiudere questa settimana molto nera, colorata per fortuna dalla famigghia, e dagli amici dello sport.

 

Alla prossima

Si riapre

Era da stamattina che aspettavo le mie due ore per fare una bella uscita in bici. Pensa e ripensa, immagina e re-immagina, fantastica e rifantastica, alla fine quando arriva il momento, alle 16, la voglia è calata. Mi rendo improvvisamnete conto che sono 15 giorni che sono fermo dalla corsa, e allora ci penso un solo attimo e nell’attimo successivo sono in pista a Villasanta. Vorrei fare 10×200 rec.1′ per vedee come sto, ma alla fine ne faccio solo 8, per non esagerare. I tempi, in un mascherato caldo da 33°, sono 35″6 – 35″3 -35″3 – 35″4 – 35″0 – 35″4 – 34″9 – 34″3.

Meno peggio del previsto, solo un po’ di fatica di fiato e gambe da riabituare al gesto della corsa. Tanto tra un po’ la bici, con l’autunno, andrà appesa al chiodo, dove giacevano momentaneamente le scarpette. E vedremo se giocarcela o no, questa ultima stagione seria da Master, con l’esordio nella primo anno agonistico della categoria anta.

 

Alla prossima

Prima di andare via

Al 2 di agosto allenarsi all’Arena alle ore 13 viene davvero difficile. Caldo e aria che sa di tartan, con nemmeno un centimetro d’ombra e l’acqua della fontanella che sgorga bollente che pare a’iotta*.

Ma c’è il levriero sicchè ci facciamo compagnia in un clima tra il cazzeggio e lo sport.

Si fanno 3×200 quasi più per vedere la differenza tra il mio e il suo cronometro, che per il senso stesso della seduta, e della sudata. Tutti tempi sui 31″circa, recuperando 4′. Poi dopo 8′ quando stiamo per arrizziliare i ferri** propongo al levriero di provare un 150, su ritmo gara del GIRO. Ovviamente non riesce a stare sul mio 20″20, ma va detto che la tecnica gli sta venendo su quasi da velocista, con gambe e braccia che si muovono finalmente da cagnaccio.

 

Alla prossima

 

* acqua bollente, in dialetto foggiano

** riporre gli strumenti del lavoro

Schiena ribelle

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E’ ormai da due settimane che mi addormento bene e mi sveglio durante la notte con le prime avvisaglie di una sofferenza, che diventa forte mal di schiena al mattino, piuttosto localizzato sulla zona lombare, a sinistra.

Basta ricordarsi di muoversi con la dovuta cautela nei primi movimenti dal risveglio, e poi pian piano nel giro di un paio d’ore tuto rientra nella quasi normalità. Ok le ernie, ok la bici, ok la moto, ok l’aria condizionata … ma la cosa che pare mi stia torturando è il letto, che pure non ho assolutamente cambiato.

Ieri mattina, in ogni caso, col fratellone a Villasanta corro coi chiodi un tranquillo 300 in 44″17 mentre lui mi accompagna negli ultimi 200 in 30″, e dopo 12′ proviamo una sfida assurda. Lui parte dai 150, io dai 200.

Gli dico di partire dopo 3″ dalla mia partenza e proverò a prenderlo. Niente da fare, ovviamnete, perchè lui chiude in 20″7 e io in 25″33. Chiudo la seduta coi 50 metri di lavaggio muscolare del Califfo, e poi bevo una red bull che mi fa venire ancora più sete di prima.

Oggi riposo assoluto causa appunto il mal di schiena, che domani sera poi si pedala sull’Albavilla-Alpe Vicere, all’attacco del PB.

 

Alla prossima

Poco primma dello scoppio

Arrivo tardi, c’ho poco tempo, c’è un’umidità terribile e u’ statt’attint del CUS del Giuriati mi chiede la tessera che mai mi aveva chiesto prima, io non la trovo e quindi perdo altro tempo.

Sicchè risparmio minuti preziosi e non metto i calzini prima di calzare le fivefingers. Errore pagato a caro prezzo perchè mi scoppia una vescica nell’ultima curva … e amen, lo squarcio è bello grosso e sanguinante!

Ma poco prima, piazzo una bella piramide con ritmo leggermente a crescere:

200 in 32″25, rec. 2′

250 in 40″33, rec. 3′

300 in 47″76, rec. 4′

250 in 38″27, rec. 3′

200 in 31″96

 

Alla prossima

Ad inseguire Alessio

Proposta ghiotta quella che mi offre Re Alessio, indiscusso sovrano dell’Americana del Giuriati.

Stasera dopo il lavoro – dunque col fresco (…si fa per dire) – mi propone di fare una seduta basata su 3x(200+150), recuperi 5’/7′. Rischia di essere una specie di replica della seduta di ieri, ma su volumi maggiori, e pergiunta sulle macerie muscolari che la accaldatissima seduta di ieri mi ha lasciato al posto delle gambe.

Ma so che in compagnia e su queste distanze a me consone la buona performance e il piacere di correre sono assicurate. Dunque accetto l’invito e poco dopo le 19 siamo pronti per partire, col sole che va a nascondersi in basso, lasciando la pista all’ombra.

Decido di impostare le prime 2 serie in progressione, riservandomi un po’ di energie per montare i chiodi nell’ultima serie e lì provare a spingere. Alessio invece imposta su ritmo gara tutte le sue ripetute e con costanza vola via dalla prima all’ultima lasciandomi quasi sempre (…nell’ultima serie affido la mia difesa ai chiodi) un paio di secondi circa indietro.

I miei tempi: nella prima serie 28″91 e 20″30, nella seconda serie 27″57 e 19″85, poi coi chiodi do tutto fino ad arrivare coi glutei in fiamme e lattato in circolo per un quarto ‘dora, e il risultato è 25″00 e 19″08. 

Vedo Alessio piegato sul prato e stravolto come me dalla fatica, ci rimane per qualche minuto, e questo mi fa sentire meno solo. Gli amici, in fondo, servono anche a questo. 😉

 

Alla prossima

 

Vieste moun amour

Insomma, una settimana passa in fretta, ma è intensissima e indimenticabile, se fai le cose che ami fare.

Mare, genitori, famiglia, figli, spiaggia, salite, quiete, piscina, mangiar bene, dormite pomeridiane, nuotate mattutine, corse preserali e strusci paesani alla sera, prima di esser accompagnati nella notte dai versi più strani delle pinete del gargano, con campi di ulivi alle spalle e mucche a pascolare e il mare davanti.

Ci stanno dentro nello specifico:

– venerdì 15 una salita al Lissolo in mtbk prima di partire per Foggia, in 12’15”, tempo da limare quanto prima (soprattutto prima che uzì mi umili!)

– sabato 16 a Vieste, si nuota in piscina, 300 metri e si dorme tanto

– domenica 17 si nuota 200 metri più one shot a cannone su vasca secca (25metri) in 17″15; la sera l’Orlanda del Gargano in tempo record di 2’16”

– lunedì’ 18 si nuota 200metri in 5’07” (2’28” ai 100) e la sera si abbassa il record sulla salita dell’ Orlanda del Gargano, in 2’14”

– martedì 19 si nuota 200 metri in 4’34” (2’07” ai 100) e poi 50 metri a cannone in 42″, la sera in spiaggia al tramonto 8xcirca200metri in 35″, recuperando 1′, poi ancora 50 metri di nuoto in piscina prima di cena

– mercoledì 20 si nuota 50 metri in 42″ e poi 100 metri in 2’05”, che a virare si fa una gran fatica tecnicamente

– giovedì  21 si nuota 400 metri (son 16 vasche!) in 11’42” e la sera 25′ di fondo lento sulle curve in saliscendi del garagano

– venerdì 22 velocità in salita alla sera, 4xcirca200 metri, recuperando 4′, in 36″ – 30″ – 29″ 29″

 

Oggi si riparte. Da Pirlo.

 

Alla prossima

 

Sulle tracce del Levriero

Oggi non riesco a combinare col Levriero in pausa pranzo, nè con Alessio dopo il lavoro.

Così finisce che vado a Villasanta, a 6 mesi dall’ultima volta in cui sono andato da Raffale e i regazzini nel loro abituale ritrovo in orario preserale. Loro sono pur sempre il mio gruppo sportivo…seppur carente (anzi privo) di master pistaioli.

L’idea è di mettermi sulle tracce della seduta odierna del Levriero correndo i 10×200 rec. 1′ al suo ritmo che oggi mi sembrava di ricordare essere migliore del mio migliore. Invece il mio Personal Best scartabellando bene vedo che è datato 23 gennaio ed è 33″9, ma allora ero trainato da un indemoniato Alessio.

Oggi sono solo, e anche se sto bene preferisco farne 8 anzichè 10, che domani potrebbe riuscire di combinare la sfidazza Bici Vs Uomo, con Uzì, sul suo terreno.

I tempi ottenuti oggi comunque sono: 33″7 – 34″9 – 35″2 – 34″1 – 33″8 – 33″5 – 33″3 – 33″7.

Allenante e incoraggiante, direi. 

 

Alla prossima

 

Venticinque e ventiquattro?

Poi uno dice perchè non vuoi far più le gare Fidal?

Partiamo dalla fine. Medaglia d’oro su 200 metri ai Campionati Regionali oggi, portando a casa anche una bella polo bianca dell’Asics con su scritto “Campione Regionale Lombardia”. Anche se, ad onor del vero, bastava esser presenti ed arrivare al traguardo oggi, perchè degli avversari iscritti nella mia categoria non si è presentato nessuno.

Sono solito dire che gli assenti hanno sempre torto…ma questo deve valere per gli atleti, non certo per i giudici di gara. E qui veniamo al dunque. Mi limito a raccontare i fatti, di far polemica sono stanco.

Mi presento al campo con una gran voglia di gareggiare, una cosa, per chi mi conosce, mai vista. E ho tanta voglia di vincere anche, e di correre forte. Il morale, insomma, è alle stelle. Le gambe dovrebbero essere un po’ affaticate dalla gara di ieri, ma durante il riscaldamento e gli allunghi non mi sembra di accusare stanchezza. Faccio un paio di 50metri controllati in 6″91 e coi chiodi in 6″53 e sono pronto. Partenza prevista in seconda serie, seconda corsia.

Inverto, come ieri, i piedi alla partenza dai blocchi, mi accuccio in una posizione più raccolta e sbilanciata in avanti, e allo start parto a razzo. Per circa 50metri rimango basso, mulinando con le braccia. Quando a metà curva alzo la testa, mi accorgo che ho recuperato quasi tutto il gap dai miei avversari. Contengo la spinta fino all’uscita della curva dove sprigiono le energie residue. Le sensazioni sono eccellenti. I miei avversari sono alcuni metri indietro, io rimango composto e concentrato fino alla fine e quando con un colpo di reni taglio il traguardo leggo 24.0. Sensazionale!

Poco dopo lo speaker annuncia il mio nome seguito dal tempo, si riesce a cogliere 24 e … e non riesco a sentire i decimi. Chiedo a qualcuno che mi dice di aver sentito 24″ 20.

Seguono circa 60 lunghissimi minuti in cui cerco in tutti i modi di carpire il mio tempo, ma della mia serie sembrano essersi perse le tracce. Poco prima della premiazione arriva il responso. Quando mi premiano, di fianco al mio nome, a penna è scritto un tempo … 25″24…

Direi che non c’è altro da aggiungere, se non che quel che importa è che mi rimane alto il morale e la voglia di continuare ad allenarmi con metodo faccio-da-me, che forse è la miglior scelta di questo 2012.

 

Alla prossima