Sempre meno

Vado a memoria, ma da quando corro non mi era mai capitato di andare in vacanza a Foggia e non correre neanche una volta. Oggi lascio la Puglia con zero kilometri corsi nella mia terra natìa, e approdo in Campania dove dovrei riuscire a correre qualche metro col mio amico ottocentista Mimmo, che sembra invece essere in discreta forma e rispresa di condizione atletica.

Non è che poi proprio non abbia fatto niente eh, sia chiaro: tre partite di calcetto in 10 giorni non si può proprio dire vita sedentaria. Ma correre per correre è certamente altra cosa.

 

Alla prossima

Poco

Poco tempo, poca voglia in questi giorni, e pochine anche le condizioni ambientali a favore. Anche se domani magari un giro a vedere la situazione della pista vado a farlo, visto che è rientrato anche il fratellone dagli USA. La settimana vola via con una sola uscita, anche se non malaccio, di 4×500 su Via Gallarana con 3′ di recupero, corsi in 1’57” – 1’41” 1’47” -1’49”. Con una sciura che nel recupero dopo la prima ripetuta mi dice è tanto che corri? le rispondo ni signora ho appena cominciato…. E LEI, donna di 100kg con panza e pelliccia mentre aspetta il taxi mi fa … e sei già conciato così?!

Qui ci voleva Mimmo, penso, o forse poteva bastare anche Nicola.

 

Alla prossima

 

How long

Dodici minuti per ricordare al mio corpo che non deve rilassarsi troppo, che in queste due settimane la mente era impegnata a preparare la nuova vita che inizia da domani, ma di correre non si smetterà affatto.

Riesco a fare 2×500 rec.30″ subito dopo un pochino (ma proprio pochino) di riscaldamento, dove le gambe coi primi pantaloni lunghi stanno bene, mentre le mani sentono e soffrono il primo freddo. Con 1’59” e 1’48” ho un buon motivo per farmi una doccia anche se di sudore non si vede traccia.

 

Alla prossima

Furtarelli

Si contrappongono alle pisciatine del Levriero, ma hanno la stessa caratteristica: momenti rubati agli impegni o agli impedimenti quotidiani, per metter insieme qualche minuto di corsa.

Mentre preparo il decollo del primo dicembre e sarei a casa dal vecchio lavoro che ormai è un ricordo, libero di fare quel che voglio, quando e dove voglio, la principessina influenzata mi vincola alle mura casalinghe.

Ce la fai a star sola 15′? Certo papi…

E allora ieri solo 10′ di corsetta per andare e tornare al negozietto dietro casa, e oggi una specie di replica più strutturata, sempre sotto casa:

– 4×500 rec.30″ in 2’16” – 2’00” – 2’00” – 1’54”

E scoprire che con una settimana di stop, con il sonno perso e  i pensieri in contrasto, la condizione aerobica già scadente è andata quasi del tutto a farsi benedire.

 

Alla prossima

Il capo delle gambe

Chi comanda è il capo oggi.

E se il capo latita, le gambe pur operose si trovano disorientate. E’ un momento così, questo, inutile negarlo, discutibile sottrarsi. E’ che se anche andare al campo per gareggiare su una distanza che ti piace e a cui ti sei iscritto, e dove ti aspettano gli amici in una splendida giornata primaverile, diventa un peso per il capo, le gambe è meglio che obbediscano. In attesa di trovare un accordo più avanti o, un po’ come Carlzon, rovesciare la piramide.

Nel tardo pomeriggio però proprio le gambe vogliono dimostrare che loro per la lotta ci sono, e quando il capo deciderà saranno pronte. Un 500 secco in Via Gallarana con 10′ appena di riscaldamento, quanto basta per avere la fronte imperlata di sudore  – che secondo Maurizio il massaggiatore è la condizione per mettersi a fare cose un po’ veloci. Il risultato è 1’17”, a 2 secondi dal PB ottenuto però coi chiodi su pista. Dopo 3’30” i bpm, 102, non sono neanche male.

P.s. ai miei amici Lucky e Nicola, certo che si saranno divertiti comunque, invio le scuse del mio capo.

Alla prossima

Gli scarsi elementi

Stamattina il cuore mi diceva oggi che è festa e ti sei svegliato alle 9, vai a correre al parco e ti fai un bel 400 dritto, che lì c’è misurato per bene e non l’hai mai fatto fino a doggi, un GIRO dritto.

Ma, alla quasi soglia dei 39 anni, per correre occorrono alcuni elementi:

Uno: la salute, e quella c’è, per fortuna

Due: le energie, che sono una cosa di gambe

Tre: la testa, che è il capo che comanda, come sostiene da tempo Lucky

Quattro: il tempo

Cinque: il tempo, quello sopra di noi

Sei: la voglia

Insomma, non dico che occorra averli tutti, ma averne almeno due tra questi, di cui solo il primo della lista è condizione necessaria ma non sufficiente, sarebbe cosa buona per fare una buona corsa.

E poi il cuore stamattina mi dice anche che vorrei fare una serie di cose nei prossimi giorni, andare a giocare a subbuteo giovedì, allenarmi con Lucky venerdì mattina e mangiarmi una pizza con uzì venerdì sera, andare a gareggiare sabato pomeriggio all’Arena o almeno fare il tifo per il Levriero che corre il miglio.

Ma, per ora, tutto quello che riesco a fare è un 2×500 stamattina in Via Gallarana, alle ore 12, con 6′ di recupero, corsi in 1’25 e 1’24. Bpm presi sempre a 3’30” dalle prove, 108 e di nuovo 108.

 

Alla prossima

Tensioni pirotecniche

Se non scoppio ora non scoppio più.

Le tensioni sono alle stelle, il morale quasi ai minimi storici. Trovare la forza e la voglia di allenarsi in pausa pranzo è un esperimento che non mi riesce oggi. La testa latita.

Devo quindi aspettare che la voglia arrivi, e arriva verso le ore 19 per andare su Via Gallarana a farmi i miei 3×500, con recupero 4′, sulla scia del Levriero.

Corro in 1’28” – 1’27” – 1’25”, ma che fatica l’ultima. Sorprende ancora una volta la questione dei bpm, non li conto dopo la prima ripetuta, ma 3’30” dopo la seconda sono 106, e 3’30” dopo la terza ed ultima ripetuta sono meno di 100. Vorrà dire che son partito freddo … o che ho un futuro come fondista? 🙂

Ora vado a mangiare i fagioli alla messicana della reginamadre, bissando la minestra di fagioli del pranzo in mensa.

 

Alla prossima

 

E anche questa è andata

Pasqua e pasquetta all’insegna di cibo e famiglia, bimbi e riposo.

Poi però stamattina trovo il tempo e le forze (quelle un po’ meno) per fare un  richiamino di forza, 30+40+30+40 accosciate e poi un po’ di corsetta sotto casa, 3×500 correndo in 2’05” – 1’54” – 1’52”, recuperando 1’30”. Giusto qualcosina pa’ a ‘panz come dice il mio amico Mimmo, che tra tiramisù, casatielli, pizza con scarole, pizza con spinaci, agnello al forno, pizza rustica, pizza con cipolla, ravioli con ricotta, panini con le olive, pastiera, torta sbrisolona … e affettati misti, qualcosa di sport occorreva fare.

Ora, se non ho capito male, giovedì c’è il mille al Giuriati, da fare assolutamente, nel tentativo difficile ma gustoso di stare in scia a Cristiano fino all’ultimo e tentare di uscire in volata. Magari riuscendo pure ad offrire un prezioso assist al Levriero.

Alla prossima

Minimo sindacale

Dieci minuti, anche meno.

Facciamo quindici minuti e sono a tavola, doccia compresa, ok? E la principessa commossa me lo concede.

In realtà ne impiego 18 di minuti, inclusi i capelli asciutti e il pigiama indossato. Tocca accontentarsi di quel che è possibile fare in giornate very full come queste. Ma, insomma, i miei 2 km a/r, il primo in 5’10″come riscaldamento e il secondo in 3’42” mi danno (… o mi tolgono?) quel po’ do ossigeno di cui sentivo di aver bisogno. Caro corpo 38enne coniugato con prole, in questi giorni c’ho pure mal di gambe, ti prego di accontentarti e di non farmi scadere troppo la forma così faticosamente costruita in questi mesi. Dai che magari domani ti porto in pista a fare una cosa più pimpante. Se riesco…

Alla prossima

 

P.s.: cazzarola però come mi diverto a fare ‘sto secondo kilometro velocino!