Si poteva andare tutti quanti al mio funerale vengo anch’io no tu no

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Non corro in pratica da un anno, e quando è il mio turno parto a razzo e il belo è che finisco anche fresco. Ma mai sensazione più bugiarda come questa mi era capitata prima d’ora…

Era la giornata dell’amicizia, la staffetta dei diecimila da correre in tre. La lettura dei tempi rende il senso della débâcle atletica, ma la foto rende forse un po’ il piacere immenso dell’aver fatto questa cosa con gli amici. A costo di schiattare, a costo di dover volare in moto per raggiungere la principessa in pre-travaglio da stamattina.

 

La sequenza è levriero, lucky, io

(lo dico soprattutto per UZì…anche se sono certo avrebbe indovinato comunque)

73-76-68

76-77-75

74-84-79

78-83-103

77-86-101

76-88-101

77-89-103

77-82-72

75

Totale 34’21”

Per i curiosi, qui il prequel

 

Alla prossima

 

 

Onore al vincitore

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Complimenti Lucky che con 12″65 mi rifila un paio di decimi e mi spinge al terzo posto in una gara in cui ero, lo confesso, confidente che avrei vinto. Invece vince un tipo più vecchietto di noi che in genere mi arriva dietro, al secondo Lucky e al terzo io. Una lezione si porta a casa, anzi due: se non ti alleni capita di perdere, ma se ti alleni capita di vincere contro chi in genere ti batteva. Però soncontento di aver onorato con la presenza  – più che con la prestazione 🙂 –  la gara in clima amichevole che i RRR organizzano con spirito encomiabile ogni anno. Io, onestamente, non ho nessun rimprovero da farmi nè alibi, mi sentivo bene e mi pare anche di aver corso bene, sinceramente. Semplicemente gli altri son stati più veloci. E bravo Lucky, in gran spolvero e in ottima forma.

 

Alla prossima

Non avevo preso ferie…

L’Americana in scena, oggi al CorriGiuriati.

In partenza siamo ben oltre i 40 runners, si corrono 300 metri alla volta e per ogni volta gli ultimi due al traguardo vanno a casa, nel frattempo si recuperano 100metri camminando in 1’30”, e si riparte. Fino a rimanere in 6 atleti, per un 300 finale al fulmicotone e vinca il migliore. Cioè Alessio.

Io partecipo solo per compagnia ad Alessio e dopo 14 giri mi ritiro preavvisando per corretezza alla partenza dell’ultimo giro che corro in testa. La mia sequenza è 1’21” – 1’22”- 1’21”- 1’12” – 1’12” – 1’09” – 1’06” – 1’04” – 1’04” – 1’02” – 59″ – 59″ – 1’01” e, appunto, 51″.

Quando abbandono il tartan per godermi il resto della gara seduto comodamente su una panchina all’ombra, in gara  sono ancora in una trentina circa, che poi non tutti son corretti nel mollare la gara quando arrivano ultimi, e quindi la gara tende così a durare all’infinito.

Il gruppetto va avanti ancora e pian piano si sgretola, fino ad arrivare alla finalissima.

La finalissima a sei vede Alessio dominare strepitosamente dal primo all’ultimo metro, chiudendo in un incredibile 39″4, regolando un regazzino da sub2′ negli 800, un altro giovane atleta mai visto prima, un ottimo cinquantenne di nome Luca Speciani (e scusate se è poco!), a seguire Cristiano e Alesandro, ex triathleta di ottimo livello.

Si finisce oltre le 14, con gente che si lamenta perchè, insomma, ques’Americana forse occorerebbe accorciarla un po’ nelle prossime edizioni.

Ma finchè c’è Alessio che corre in questo modo, lo spettacolpo vale il sacrificio della presenza.

 

Alla prossima

Venticinque e ventiquattro?

Poi uno dice perchè non vuoi far più le gare Fidal?

Partiamo dalla fine. Medaglia d’oro su 200 metri ai Campionati Regionali oggi, portando a casa anche una bella polo bianca dell’Asics con su scritto “Campione Regionale Lombardia”. Anche se, ad onor del vero, bastava esser presenti ed arrivare al traguardo oggi, perchè degli avversari iscritti nella mia categoria non si è presentato nessuno.

Sono solito dire che gli assenti hanno sempre torto…ma questo deve valere per gli atleti, non certo per i giudici di gara. E qui veniamo al dunque. Mi limito a raccontare i fatti, di far polemica sono stanco.

Mi presento al campo con una gran voglia di gareggiare, una cosa, per chi mi conosce, mai vista. E ho tanta voglia di vincere anche, e di correre forte. Il morale, insomma, è alle stelle. Le gambe dovrebbero essere un po’ affaticate dalla gara di ieri, ma durante il riscaldamento e gli allunghi non mi sembra di accusare stanchezza. Faccio un paio di 50metri controllati in 6″91 e coi chiodi in 6″53 e sono pronto. Partenza prevista in seconda serie, seconda corsia.

Inverto, come ieri, i piedi alla partenza dai blocchi, mi accuccio in una posizione più raccolta e sbilanciata in avanti, e allo start parto a razzo. Per circa 50metri rimango basso, mulinando con le braccia. Quando a metà curva alzo la testa, mi accorgo che ho recuperato quasi tutto il gap dai miei avversari. Contengo la spinta fino all’uscita della curva dove sprigiono le energie residue. Le sensazioni sono eccellenti. I miei avversari sono alcuni metri indietro, io rimango composto e concentrato fino alla fine e quando con un colpo di reni taglio il traguardo leggo 24.0. Sensazionale!

Poco dopo lo speaker annuncia il mio nome seguito dal tempo, si riesce a cogliere 24 e … e non riesco a sentire i decimi. Chiedo a qualcuno che mi dice di aver sentito 24″ 20.

Seguono circa 60 lunghissimi minuti in cui cerco in tutti i modi di carpire il mio tempo, ma della mia serie sembrano essersi perse le tracce. Poco prima della premiazione arriva il responso. Quando mi premiano, di fianco al mio nome, a penna è scritto un tempo … 25″24…

Direi che non c’è altro da aggiungere, se non che quel che importa è che mi rimane alto il morale e la voglia di continuare ad allenarmi con metodo faccio-da-me, che forse è la miglior scelta di questo 2012.

 

Alla prossima

Cinquantasei e settantasette

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Seconda gara della settimana, ai campionati regionali master.

Ci sono anche Nicola e Uzì, il pirmo a gareggiare sui 1500 (farà 4’54”), il secondo a tifare per noi.

E’ una gara in cui mi presento con poche ore dormite nella notte precedente e una gara sugli 800 ancora un pochino nelle gambe. Ma le sensazioni non sono male e nel provare il ritmo gara trovo facilmente il mio passo (2x50metri in 7″1 e 7″ netti).

Così allo start imposto la velocità di crociera che mi porta con passo regolare ai 200, ma piuttosto indietro rispetto ai primi due sui quali punto a recuperare qualcosina nella seconda parte. L’impressione è che ci riesca, tenendo fino in fondo un ritmo regolare che mi permette di chiudere in 56″77 dietro un 55″02 e un irraggiungibile 53″34.

Di solito il GIRO d’esordio stagionale è sopra i 57″, perciò quest’anno è cominciato un pochino meglio. C’è da essere ottimisti. Intravedo margini di migliormento notevoli, ma la poca voglia di gareggiare non so dove mi porterà. Domani è un altro giorno e si vedrà.

Intanto il tempo mi vale il secondo posto ad una edizione piuttosto snobbata dei regionali 2012, ma una medaglia fa sempre piacere.

 

Alla prossima

Due e ventiquattro

Dispiace un po’, perchè magari in un altro momento potevo cercare di stare un po’ più vicino a Saul (classe ’71) che ha chiuso in 2’13” una gara abbastanza regolare, con passaggio in 1’05”.

Invece dopo esser passato in 1’08” ai 400, studio l’avversario e me stesso per 200 metri ancora, finchè ai 600 metri il distacco è rilevante, e mi accorgo di non averne per cercare di ridurlo, sicchè poco dopo mi lascio anche superare da Matteo (classe ’75) senza aver minimamente voglia di soffrire per cercare di riprenderlo. Chiude al secondo posto in 2’21”, lui, mentre in 2’24” arrivo io e dietro un paio di secondi Cristiano in 2’26”, che non accenna minimamente a voler battagliare, per cui nessuna volata mi si impone. E questo rende quetsa garetta sugli 800 un’esperienza piuttosto incolore, più che deludente.

Torno in ufficio con un gran mal di testa, che fa coppia col gran sonno che avvertivo dal mattino.

 

Alla prossima

Esordio stagionale…

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…e contestualmente … probabile addio stagionale. 🙂

La voglia di gareggiare quest’anno è, infatti, pari a zero. Ma ai campionati sociali dei road runners si respira sempre un’aria amichevole e spensierata, direi quasi da gara non agonistica, il che basta a non imbattermi nella pandite, cioè quell’ansia che mi toglie il divertimento, mi consuma le energie nervose  e mi penalizza la prestazione agonistica.

Dunque l’esordio stagionale avviene tra una chiacchiera con Lucky e una con Pistillus che mi promette battaglia sul GIRO, lui che quest’anno sul GIRO sta andando bene.

Le mie sensazioni nel riscaldamento sono devastanti, gambe di piombo e fiatone già negli allunghi. Allora metto subito i chiodi per avere una percezine di brillantezza muscolare, aumentando il grip sul tartan. La situazione migliora appena ma non è per nulla incoraggiante, e allora tanto vale impostare la gara tattica (i 200 tattici…mai sentiti? eh già!) giusto per cercare di arrivare davanti senza imballarsi, e pazienza per il crono che se verrà sotto i 26″ sarà oro vero.

In terza corsia c’è Lucky, in quinta un regazzino, in mezzo ci sono io.

Allo sparo parto brillante come sempre, mi concentro sul ritmo senza disperdere energie, Lucky non lo vedo e non lo sento, mentre il regazzino mi prende subito dei metri. All’uscita dalla curva ho ancora energie per cambiare passo come previsto, lo fa anche il regazzino, ma lo affianco e sopravanzo. Lucky continuo a non sentirlo e la cosa mi preoccupa, in genere lo sento sbuffare mentre mi recupera e posso regolarmi di conseguenza. Mi aspetto dunque che mi sbuchi all’improvviso di fianco, ma non arriva, così arrivo a tagliare il traguardo solo soletto, e sono primo. Mi aspetto un tempo sopra i 25″ se non addirittura 26″, per come sono andato.

Ma la sorpresa è di quelle gradite assai: 24″88 (qui il video), seconda miglior prestazione da master, ad un soffio dal PB di 24″74 di 2 anni fa. Lucky saprò che ha chiuso terzo, con un bel PB ottenuto correndo in 25″54. E bravo anche a lui.

 

Alla prossima

Menabrea n.21, questa volta in gara

Corrigiuriati, ore 13.10. Siamo tutti allienati per la partenza del mille.

Alcuni allunghi fatti poco prima mi dicono che sto così così. Di fianco a me non ci sono nè Cristiano nè il Levriero con cui pensavo di giocarmi la volata, ma c’è il maratoneta, tornato in grande spolvero dopo un po’ di infortuni seri. Lo avevo batutto in volata ben 4 anni fa su una gara di 800metri, quando lui aveva più o meno l’età che ho io oggi.

Pronti via il ritmo mi pare tranquillo al punto da poter passare a condurre, ma saggiamente sto in scia di Marco, il maratoneta appunto. Decido di non guardare mai il cornometro se non dopo il traguardo, e di cercare di stargli attaccato finchè riesco, poi provare a lanciare la volata, insomma una replica della gara in cui mi era riuscito di batterlo, anche se oggi ci sono 200metri in più, a suo vantaggio, essendo lui un fondista.

Ai 200metri ci urlano trentasei, poi dopo 3″ sento trentanove, quaranta, quarantuno, ecc.. Abbiamo già un po’ di margine che tenderà a crescere fino alla fine. E così si va di questo passo insieme, in tandem.

Ai 400 sento la fatica di fiato, che inizia a farsi rumoroso (musica per le orecchie di Marco, che se ne accorge e, giustamente, prova ad accelerare). Ai 600 penso di lasciarlo andare, inzio a soffrire e non c’ho proprio voglia di continuare con questa sofferenza. Ai 700 mi dico, dai prova a stargli attaccato fino agli 800 che poi ce la giochiamo. Così faccio, ma sono molto affaticato, il fiatone inizia ad essere quello della pre-crisi. Qualche metro prima degli 800 confesso che mi scappa l’occhio sul display e leggo 2’24”. Ora lo lascio andare. No! Col cazzo che lo lasci andare! Arriva sul rettilineo e poi provi la volata. Non ce la faccio più. Non dire stronzate, chiudi gli occhi e corri!

Ma ormai siamo ad inizio in curva, qui non posso certo correre con gli occhi chiusi, anche perchè se voglio provare la volata devo stargli proprio attaccato.

In piena curva mi pare lui stia mollando un po’, lo affianco (stronzata!)  e ai 120 dall’arrivo parto(altra stronzata! Troppo presto!).

Il cambio è violento, lui non reagisce, evidentemente mi dava per spacciato e non se l’aspettava, penso. Poi invece agli 80 metri dal traguardo sento un incedere frequente e un fiatone incalzante e anche un po’ incazzato. Io sono alla frutta ma tengo ancora bene la spinta, che la volata si sa attinge da un altro serbatoio di energie. Ho un po’ di vantaggio, mi accorgo che lui nella sua corsia ha un doppiato che potrebbe ostacolare il suo tentativo di riacciuffarmi, allora mi allargo, gli facilito la rimonta e penso che devo esser fiero di questo piccolo gesto sportivo di cui lui magari manco si è accorto. Siamo ai 20mt dall’arrivo e ho praticamente vinto, ho ancora un metro e mezzo di vantaggio.

Ecco. qui mi succede una cosa strana, che temo di non riuscire a spiegare bene, ma ci provo.

Non ho più voglia di soffrire, all’improvviso. E penso al tempo stesso che la sua tenacia mi ha spiazzato, perchè non ha mollato quando pensavo fosse finito. A 10 metri dall’arrivo tiro i remi in barca totalmente, e mi lascio sorpassare. Lui chiude in 3’01”, io d’inerzia in 3’02”, che è comunque Menabrea (questa volta in gara, per la gioia di Lucky), ben 12″ sotto il vecchio PB. Lui di PB ha 2’43” a dirla tutta, ma oggi ha vinto di testa. All’arrivo mi chiedono … perchè hai mollato? Non saprei spiegarlo bene. E comunque non c’ho il fiato neanche per provarci, a spiegarlo.

Sono piegato in due ma mi accorgo che lui viene subito a cercarmi per darmi la mano. Complimenti Marco! gli dico con un filo di voce, e lui mi fa No, no, complimenti a te! Mi è piaciuta un sacco la gara. E aggiunge … e comunque la gara finisce al traguardo eh, avevi praticamente vinto, ma finchè non arriva il traguardo io do sempre l’anima…

 

Alla prossima

 

Alla prossima

I GIRI, ovvero il 5000 metri in staffetta del Corrigiuriati

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Ore 13 siamo una marea di gente allineata sulla linea di partenza, ma la sfida è Panda e Alessio contro Lucky e il Levriero. Il resto per noi non conta, il resto è solo sfondo.

Pronti via.

Partiamo con Lucky che fa il pazzo e tira il gruppo, costringendomi ad un ritmo ben più sostenuto di quello che avrei voluto e potuto permettermi: lui consegna la staffetta a Nicola dopo 1’08” e io ad Alessio dopo 1’12”. Con i primi che già si avvantaggiano di qualche metro di troppo. Non riusciremo più a riprendere le primi due coppie, ché hanno un’altra marcia. Poi parte Alessio, che credo di non sbagliare dicendo che manterrà la media più alta (1’07”) di tutti gli atleti in pista: chiude il suo primo GIRO in 1’06”, riacciuffando Nicola, che essendo in squadra con Lucky era partito davanti ad Alessio.

Fino alla fine il mio ritmo subirà un calo vertiginoso (1’16”-1-17″-1’23”- 1’28”-1’26”), in linea col mio valore attuale, per carità, ma che costringerà il povero Alessio a recuperare i metri che io gli faccio perdere ad ogni tornata.

E così, giro dopo giro arriva finalmente il 200 finale che, come da copione, dobbiamo giocarci io e Lucky: in palio la medaglia di bronzo e la borsa dell’Arena (in foto) che il vicino di casa di Nicola ha buttato, ma che lui ha raccolto e pazientemente conservato, perchè ha i colori sociali adattabili sia a me che a Lucky, ed è datata 1973, anno di nascita di entrambi.

Dicevo arrivano (e finalmente!) i 200 metri finali.

Alessio mi consegna la staffetta e quando parto ho circa 3-4″ di vantaggio su Lucky, PIU’ CHE SUFFICIENTI, penso…

Parto e per eccesso di zelo, mi giro una prima volta ad inizio curva, tutto ok, anche se Lucky è partito forte. Mi giro una seconda volta a metà curva…mmm…mi pare stia correndo forte Lucky là dietro…mi giro una terza volta all’inzio del rettilineo …mmm…lo vedo troppo vicino e sento il suo ansimare rabbioso troppo vicino ai miei timpani e ai miei talloni….Cazzarola, se mi batte mi sfotterà a vita, penso…

Via, è ora di andare. Cambio passo, spingo al massimo e vado in apnea …anche se sono già in apnea da 6 GIRI…

31″ secondi in tutto e gli arrivo davanti…ma solo di pochi metri.

La Borsa è mia! 🙂 La meriterebbero di più Alessio e Lucky, provo a cederla a loro, ma siccome Nicola non l’ha mai lavata, il dubbio che possano albergare in essa i più antichi e feroci residui virali e batterici del vicino di casa di Nicola, immagino li faccia desistere dal desiderarla.

 

Alla prossima

 

Se non sarà Saronno…

E difatti non è stato.

Seconda giornata di campionati di società assoluti, in cui i master si contano sulla punta delle dita, e con ritiri di fuoriclasse come D’Agostino negli 800 e Nasef nei 5000.

Caldo umido terrificante, si suda all’ombra stando fermi e gli atleti si rifocillano con ghiaccioli a gogò.

Mi tocca un 200 e, più o meno a sorpresa, una staffetta 4×400.

I muscoli stanno benone, le gambe però sono appesantite dal caldo, che non aiuta la brillantezza. E così, con vento quasi nullo corro la seconda peggior prestazione di sempre, in 25″64, avendo fatto peggio solo a settembre 2010, quando avevo corso zoppo, con uno strappo al soleo. Che dire, alla fine della gara sono devastato e stanchissimo, oltre che deluso.

Poi dopo 40′ è la volta della staffetta. Incrocio Sergio, che mi dice vedrai che ora rinasci, la staffetta è tutta un’altra roba. Andrai bene, vedrai.

Sono in ultima frazione, con i tre regazzini che mi consegnano il testimone in ultima posizione. Lo prendo e parto.

Ho davanti a me un atleta con divisa rossa, e come un toro mi fiondo al suo inseguimento e trovo energie mentali e fisiche che non pensavo di avere. Lo passo di slancio e lui mi si attacca alle calcagna. Ci portiamo fino ai 200 metri vicini vicini, con il suo affanno che si fa sempre più pesante. Davanti a me scorgo una sagoma che corre in modo inconfondibile, la riconosco subito, è quella di Stefano Casagrande. Lo punto e accelero, con il risultato di avvicinarlo di qualche metro, e di staccare definitivamente il mio inseguitore. Ai 100 metri dalla fine le gambe stanno bene, le braccia no. Devo passare il testimone dalla sinistra alla destra e poi ancora dalla destra alla sinistra … sembro Scilipoti.

Chiudo con un tifo assordante dei compagni di squadra, e con la sensazione di essere rimbalzato dopo aver quasi toccato il fondo nei 200. Il riscontro finale è di 56 e rotti, ma per aver percorso ben 408 metri.

Torno a casa soddisfatto per la prestazione di carattere, più che altro. E, forse, la ripresa parte da qui.

 

Alla prossima