Li chiamano quaranta/venti

Il gioco sta questa volta nel fare 40″ producendo uno sforzo sub-massimale, cui seguono 20″ di recupero attivo, cioè pedalando con tranquillità. Il tutto ripetuto, ma  non so bene quante volte andrebbe fatto…

Io lo faccio per cinque volte in tutto, sulla Canonica-Tregasio, che ha una pendenza media del 3%.

Anche questo metodo pare essere stato mutuato dall’atletica, e rispetto alle SFR francamente mi pare avere un po’ più di senso e utilità, a sensazione.

In realtà però poi, in fondo in fondo, mi sa che c’ha ragione Uzì, sia questa seduta che l’altra mi hanno lasciato per ora solo le gambe molto imballate.

Intanto oggi siccome la seconda borraccia l’ho dimenticata in ufficio, dove da due settimane vado e torno in mtbk, ho dovuto comprare una borraccia nuova, da 800ml, che forse domattina – se il pancione della principessa me lo permette – si va a fare una salita seria…

 

Alla prossima

Attiva mente

Non ho un’idea precisa di cosa fare, anche oggi è così.

Allora mi lascio guidare e cullare dalla tranquillità del Giuriati semideserto e mi scaldo con un 3000 in progressione, 5’23” – 4’50” – 4’21”. Poi praticamente mi faccio una doccia alla fontanella per lavarmi della doccia di sudore appena subìta. Passati 7′ parto per un interval training, forse il Levriero lo chiamerebbe un dorini junior, cioè 1500 metri partendo con 200 brillanti e alternandoli con 100 lentissimi: la sequenza è 36″/38″ 41″/37″ 40″/42″ 39″/37″ 38″/31″ per un totale di 6’23”. Oggi è una giornata particolare, ho il tempo e la voglia di fare persino un po’ di mobilità e stretching finale, prima della freschissima doccia.

 

Alla prossima